Copertina

Sulla soglia
dell'infinito

Sussidi liturgici

 

Non celebriamo noi stessi

Prima pagina

 

Nella celebrazione liturgica non celebriamo noi stessi. Non andremmo molto avanti e la nostra celebrazione sarebbe sterile. Celebriamo Cristo. Celebriamo la salvezza che Dio ci trasmette per mezzo di Cristo e dello Spirito nella celebrazione della Chiesa.

Non è esatto dire che celebriamo la nostra vita, o che celebriamo la nostra fede. Certamente celebriamo partendo dalla nostra vita e dalla nostra fede. Infatti la vita o le preoccupazioni o le intenzioni che portiamo dentro non le lasciamo fuori dalla chiesa. Così come celebriamo mossi dalla fede. Quello che celebriamo, però, è l'amore che Dio ha per noi; celebriamo il mistero di Cristo -la sua Pasqua, morte e risurrezione- che si comunica a noi in ogni Eucaristia e in ogni sacramento e nella Liturgia delle Ore.  

Naturalmente l'amore di Dio che celebriamo  per noi, ci raggiunge nella nostra vita concreta e nella nostra storia quotidiana e ci chiede una risposta di fede. Per questo la celebrazione è anche qualcosa di nostro: i sacramenti sono per noi. Con la prospettiva ben chiara, però, che la cosa più importante non è tanto quello che facciamo noi, ma quello che fa Dio. Se lo lasciamo fare.