Copertina

Sulla soglia
dell'infinito

Sussidi liturgici

 

VIA CRUCIS

Quaresima        Settimana Santa

 

Nel nome del Padre.

Signore Gesù, col pio esercizio della Via Crucis, intendiamo rivivere il mistero della tua passione e della tua morte. L'attenta e devota meditazione dei tuoi dolori, susciti nel nostro  animo sentimenti di sincero pentimento per le nostre infedeltà, sentimenti di profonda gratitudine per la tua magnanimità. Con te saliremo il Calvario, con te ci offriremo al Padre. La tua croce conquisti il nostro cuore. Tu vivi e regni nei secoli dei secoli.

 Amen.

Chiusa in un dolore atroce, eri là sotto la croce,
dolce Madre di Gesù.

 

I STAZlONE

GESÙ È CONDANNATO A MORTE

 

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo,

perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

 

Pilato, con l'autorità che gli proviene dall'imperatore di Roma, condanna Gesù. Quanto appare illogico il suo potere!
In realtà, è Gesù che giudica Pilato; e - in Pilato - giudica tutti gli uomini che si fanno giudici dei loro fratelli.
Il mondo è pieno di giudizi falsi, di giudizi interessati, ipocriti, vendicativi. Ogni giorno, migliaia di piccoli Pilato ripetono quella farsa, e ogni giorno migliaia di piccoli Gesù vengono nuovamente condannati, anche se innocenti. Gesù ci insegna a non condannare nessuno e ad accettare, in silenzio e con umiltà, i giudizi spesso duri della gente.

 

  • Gesù, perdonaci, perché ti abbiamo giudicato nei nostri fratelli deboli, poveri, indifesi.

  • Signore, pietà.

Il tuo cuore desolato fu in quell'ora trapassato
dallo strazio più crudel.

 

II STAZlONE

GESÙ PRENDE LA CROCE SULLE SPALLE

 

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo,

perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

 

La croce era il patibolo degli schiavi e degli stranieri; un cittadino romano non poteva essere crocifisso.
Gesù riceve la condanna che veniva inflitta ai più poveri e ai più disprezzati.
Anche nel genere di pena, Gesù ha scelto di stare con gli ultimi.
Da quel giorno, la croce è diventata segno di onore, simbolo di donazione.
Ma non sembra che sia cresciuto il numero di coloro che amano la croce reale, quella fatta di sofferenza e di umiliazione.
Gesù ci insegna a non fermarci alle croci artistiche, scolpite, o dipinte, ma ad apprezzare e ad amare la dura croce del dovere quotidiano.

 

  • Gesù, perdonaci, perché abbiamo rifiutato di prendere la nostra croce.

  • Signore, pietà.

Quanto triste, quanto affranta ti sentivi, o Madre santa
del divino Salvator.

 

III STAZIONE

GESÙ CADE LA PRIMA VOLTA

 

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo,

perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

 

La caduta ci dà meglio la misura della sofferenza e dell'umiliazione di Gesù, un uomo sfinito ma non sconfitto davanti al mondo.
L'umanità sembra godere di questa disfatta, nel delirio delle moltitudini.
Era necessario passare per quella caduta, per convincerci che Gesù vince in un altro modo.
Nessuno entra nella gloria di Dio, se prima non assapora la polvere dell'umiliazione umana.
Gesù ci insegna ad accettare le sconfitte, con umiltà e amore.

 

  • Gesù, perdonaci, perché abbiamo cercato l'applauso e la gloria del mondo.

  • Signore, pietà.

Con che spasimo piangevi, mentre trepida vedevi
il tuo Figlio nel dolor.

 

IV STAZIONE

GESÙ INCONTRA SUA MADRE

 

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo,

perché con la tua santa, croce hai redento il mondo.

 

Maria non ha girato alla larga; non poteva stare lontana da suo Figlio, in quei momenti tremendi.
Le sofferenze di Gesù pesavano sul cuore della Madre; se le sentiva conficcate nel cuore.
Mentre soffriva, con Gesù, Maria offriva tutto al Padre.
C'era una perfetta unione di pensieri, di sentimenti, di propositi.
Comunione dei santi non vuol dire soltanto che nella Chiesa il bene di uno è bene di tutti; ma anche che la sofferenza di uno è sofferenza di tutti, la passione di uno è passione di tutti.
Maria ci insegna a stare con amore accanto a chi soffre.

 

  • Gesù, perdonaci, perché abbiamo lasciato il nostro fratello a soffrire da solo.

  • Signore, pietà.

Se ti fossi stato accanto, forse che non avrei pianto,
o Madonna, anch'io con te?

 

 

V STAZIONE

GESÙ VIENE AIUTATO DAL CIRENEO

 

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo,

perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

 

La croce pesa sempre, chiunque sia a portarla.
Simone di Cirene ha dovuto essere obbligato, altrimenti non l'avrebbe portata.
C'è sempre un'autorità che stabilisce chi deve caricarsi la croce; quasi mai si trova chi ti dice: «Fratello, ti aiuto io!», e con il suo esempio e la sua solidarietà ti faccia trovare sopportabile - e a volte amabile - la croce.
Guardare gli altri, per vedere se c'è qualcuno che ha bisogno di soccorso: questo è amare Gesù.
Tutti nel mondo hanno una croce da portare.
A differenza degli altri, il cristiano sa capire il peso della croce altrui e ha la vocazione del Cireneo.
Simone di Cirene non sapeva.
Noi invece sappiamo: sotto ogni croce c'è Gesù!

 

  • Gesù, perdonaci, perché non ti abbiamo riconosciuto in tanta gente che soffre.

  • Signore, pietà.

Dopo averti contemplata, col tuo Figlio addolorata,
quanta pena sento in cuor!

 

 

VI STAZIONE

LA VERONICA ASCIUGA IL VOLTO DI GESÙ

 

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo,

perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

 

Questa donna rappresenta il coraggio della gente semplice, sconosciuta.
Mentre i discepoli fuggivano o si nascondevano, la Veronica sfida soldati e sacerdoti, autorità romane e capi ebrei, per dire a tutti pubblicamente che lei ama Gesù.
Un piccolo gesto di compassione: una grande testimonianza.
Ogni giorno sono migliaia, milioni, i casi in cui si ripete la passione del giusto.
Ma quanti sono i casi di coraggio, di chi sa dire forte che è dalla parte di chi soffre ingiustamente?
La Veronica ci ammonisce a non aver paura di schierarci dalla parte del giusto che soffre.

 

  • Gesù, perdonaci, perché abbiamo vergogna di manifestare il nostro amore per te.

  • Signore, pietà.

Santa Vergine, hai contato tutti i colpi del peccato
nelle piaghe di Gesù.

 

 

VII STAZIONE

GESÙ CADE LA SECONDA VOLTA

 

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo,

perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

 

Ripetendo la caduta, vuol sottolineare la profondità delle cose, dei fatti; oggi diremmo: lo spessore della sofferenza di Gesù.
Una sofferenza spaventosa.
Non abbiamo mai misurato la dimensione della sofferenza e dell'amore del Signore.
Nemmeno lo possiamo.
A qualche santo il Signore ha concesso di avvicinarsi a questa misura.
Noi ne siamo ben lontani.
Per questo, la Via Crucis ci invita a non arrenderci alla prima difficoltà, a non lamentarci alla prima sofferenza.
Gesù ci vuole coraggiosi, pazienti, tenaci.

 

  • Gesù, perdona la nostra indecisione, la nostra debolezza.

  • Signore, pietà.

E vedesti il tuo Figliolo, così afflitto, così solo,
dare l'ultimo respir.

 

 

VIII STAZIONE

GESÙ INCONTRA LE DONNE DI GERUSALEMME

 

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo,

perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

 

Di fronte a una tragedia, a una disgrazia, a un delitto, noi abbiamo sempre pronto il compianto, la deplorazione, lo sdegno. 
Spesso è solo convenienza sociale.
Non era però tale il pianto delle donne di Gerusalemme: era sincero.
E tuttavia era lamento sterile, inutile.
Gesù ci vuole più coerenti di fronte al male.
Il male non lo si piange, lo si combatte.
Ma è più facile piangere che combattere.
I quotidiani ogni giorno deplorano ingiustizie e sofferenze.
Ma chi fa qualcosa per combatterle?
Domandiamoci: a chi tocca cominciare?
non tocca forse a noi cristiani?
Gesù non ci vuole solo spettatori, 
ci vuole protagonisti in questa lotta contro il male.

 

  • Gesù, perdona la nostra inerzia e la nostra paura.

  • Signore, pietà.

Dolce madre dell'amore, fa' che il grande tuo dolore,
io lo senta pure in me.

 

 

IX STAZIONE

GESÙ CADE LA TERZA VOLTA

 

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo,

perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

 

È ancora un uomo, quel corpo che non riesce più a stare in piedi, a tirarsi su?
È ancora un uomo?
Domandiamoci: è ancora un uomo il povero torturato nelle mille galere esistenti nel mondo?
È ancora un uomo il bimbo (i quaranta milioni di bimbi ogni anno) che muore di fame?
È ancora un uomo quell'essere rosicchiato dalla lebbra?
Sono ancora uomini i profughi ributtati in mare perché indesiderati?
Ogni giorno, la cronaca nera della politica internazionale, come la cronaca nera del piccolo sobborgo, ci sforna immagini di non-più-uomini.
Chi si alza a difendere questi non-più-uomini?
Chi li aiuta a rialzarsi?
E i cristiani, dove sono? E io?

 

  • Gesù, perdona i nostri occhi, che fingono di non vedere chi soffre.

  • Signore, pietà.

Fa' che il tuo materno affetto per tuo Figlio benedetto,
mi commuova e infiammi il cuor.

 

 

X STAZIONE

GESÙ VIENE SPOGLIATO DELLE VESTI

 

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo,

perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

 

La gloria del Signore viene strappata dal Cristo, insieme con l'ultimo brandello di vestito.
La gloria dell'uomo è ciò che è più di quello che ha.
La gloria dell'uomo è l'intelligenza, la bontà, la semplicità.
Ma anche la casa, il vestito, il cibo fanno parte della dignità umana.
Togliere a una persona questi beni fondamentali 
vuol dire abbassarla, umiliarla, distruggerla.
Gesù spogliato ci ammonisce: troppi oggi vengono privati dei loro diritti fondamentali, con facile disinvoltura, con il tacito consenso della gente.
Ogni giorno, in tanti poveri, 
Gesù viene spogliato dei più elementari diritti umani!

 

  • Gesù, perdona l'ingiustizia nostra e altrui, che pesa sull'umanità e la soffoca.

  • Signore, pietà.

Le ferite che il peccato sul tuo corpo ha provocato
siano impresse, o madre, in me.

 

 

XI STAZIONE

GESÙ VIENE INCHIODATO SULLA CROCE

 

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo,

perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

 

Il crocifisso è diventato il segno dei cristiani.
Oggi il Crocifisso è presente non solo nelle chiese e nelle case, ma anche in tanti luoghi pubblici: scuole, ospedali, caserme.
In passato, questo aveva un significato.
Oggi, a volte, può apparire un controsenso, perché siamo in tanti a disinteressarci di quell'Uomo che un giorno è stato appeso in croce...
Chi contempla con fede il Crocifisso?
Chi piange sincere lacrime?
Gli uomini hanno paura di farsi vedere commossi davanti all'Uomo dei dolori.
Ma forse questa paura è più profonda: abbiamo paura del Crocifisso!
Abbiamo paura della croce!

 

  • Gesù, abbi pietà di questo nostro povero cuore, che non sa commuoversi davanti al tuo supplizio!

  • Signore, pietà.

Del Figliolo tuo trafitto per scontare il mio peccato,
condivido ogni dolor.

 

 

XII STAZIONE

GESÙ MUORE IN CROCE

 

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo,

perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

 

L'ultimo istante della sua vita coincide con il supremo atto di amore.
Gesù restituisce al Padre la sua esistenza terrena.
Questo supremo atto di amore è rivolto al Padre.
Ed è rivolto agli uomini, tutti: buoni e cattivi.
È il più grande, il più puro atto di amore che sia mai salito da un cuore umano fino al cielo.
Esso è stato fissato per sempre, nell'eucaristia.
«Questo è il mio corpo, dato per voi».
«Questo è il mio sangue, versato per voi».
Nonostante il male che dilaga, il mondo continua a vivere per la presenza del dono di Cristo: l'offerta della sua vita per noi.
L'eucaristia diventa, per i credenti, la memoria di questo dono; memoria che si fa per noi impegno, vocazione a offrirci con Gesù per la vita del mondo.
Gesù ci chiede di unirci a questo suo atto di amore.

 

  • Gesù, perdona tutta questa umanità che ti ha ucciso!

  • Signore, pietà.

Di dolori quale abisso, madre, presso il Crocifisso,
voglio piangere con te.

 

 

XIII STAZIONE

GESÙ VIENE DEPOSTO DALLA CROCE

 

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo,

perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

 

Non era più necessario quel colpo di lancia.
Gesù era già morto!
Ma se Giovanni l'evangelista l'ha ricordato, è per il suo significato, per il suo valore di sacramento.
Da quel cuore squarciato e aperto, noi entriamo nelle dimore divine dell'amore.
Attraverso quel cuore trafitto e svuotato fino all'ultima goccia del suo sangue, noi arriviamo a capire fino a che punto Gesù ci ha amato.
Dal cuore squarciato di Cristo sgorgano le acque della vita sacramentale della Chiesa.
Questa è la stupenda immagine che dagli inizi della Chiesa gli scrittori sacri ci rappresentano.
Tutto ci viene di là, dal cuore di Cristo, cioè dalla sua carità, dall'amore infinito che è Dio.
Quel sangue è una perenne, drammatica lezione a tutto il mondo!

 

  • Gesù, per il tuo sangue versato, perdonaci e santificaci!

  • Signore, pietà.

Con amor di figlio voglio fare mio il tuo cordoglio,
rimanere accanto a te.

 

 

XIV STAZIONE

GESÙ È DEPOSTO NEL SEPOLCRO

 

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo,

perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

 

È l'ultimo atto, prima della risurrezione.
Il mondo reagisce alla morte, manifestando la sua impotenza: seppellisce e archivia.
Tutto è finito. Non c'è più storia.
Anche Gesù è arrivato fino a quel valico, oltre il quale il mondo non sa più, non può più procedere. Tutto è finito.
Ma per Gesù no. Tre giorni, e poi risorgerà.
E così la Chiesa.
I tre giorni possono diventare milioni di secoli.
Ma poi ci sarà la risurrezione.
Questa speranza è racchiusa nel cuore di ogni uomo, anche di chi non crede.
La speranza ci porta tutti oltre i confini del sepolcro e della morte.
Si tratta di dare a questa speranza un volto, una concretezza.
Ogni atto di bontà, ogni sofferenza sopportata con amore, ogni gesto di solidarietà, ogni momento di preghiera è già vita nuova.
Gesù, morto e risorto, dimora nel cuore di ogni uomo e, ora, vive per sempre.

 

  • Gesù, sostieni la nostra fede e la nostra speranza in te, risorto e vivo!

  • Signore, pietà.

O Madonna, o Gesù buono, vi chiediamo il grande dono
dell'etenza gloria in ciel.

 

XV STAZIONE

GESÙ È RISORTO

 

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo,

perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

 

Alla vittima pasquale, s'innalzi oggi il sacrificio di lode.
L'agnello ha redento il suo gregge, l'innocente ha riconciliato noi peccatori col Padre.
Morte e vita si sono affrontate in un prodigioso duello.
Il Signore della vita era morto; ma ora, vivo, trionfa.
«Raccontaci, Maria: che hai visto sulla via?».
«La tomba del Cristo vivente, la gloria del Cristo risorto, e gli angeli suoi testimoni, il sudario e le sue vesti.
Cristo mia speranza, è risorto; e vi precede in Galilea».
Sì, ne siamo certi: Cristo è risorto!
Tu, re vittorioso portaci la tua salvezza.

 

Preghiamo:

Cristo, autore della vita,
fa' risorgere anche noi con la potenza della vita,
fa' risorgere anche noi con la potenza del tuo Spirito.
O Signore, con te noi risorgeremo.
Tu, che hai percorso la via della passione e della croce
per ottenerci la gloria della risurrezione,
O Signore, con te noi risorgeremo.
Tu che hai vinto il peccato e la morte,
o Signore, con te noi risorgeremo.

 

Cristo vive! Non piangete: la sua gioia sia con voi!
Il Signore dalla tomba vittorioso si rialzò!
Non cerchiamolo tra i morti: è risorto, è qui tra noi!
Cristo vive: lieto annuncio! Pace a tutti gli uomini!

 

CONCLUSIONE

 

Signore Gesù,
ti abbiamo accompagnato lungo la via della croce,
fino al Calvario, fino al sepolcro.
Guardando indietro, vediamo i nostri peccati,
i nostri egoismi e le nostre negligenze,
la nostra indifferenza e la nostra viltà.
Ma tu dal Calvario e dal sepolcro non sei tornato indietro.
Tu sei andato avanti, sei risorto, e ora vivi per sempre.
Anche noi: non vogliamo più guardare indietro,
vogliamo guardare avanti, verso la vita,
verso l'Amore che non tramonta.

 

Maria, Madre di Gesù, abbiamo condiviso il tuo dolore,
ora facci gustare la tua gioia.
Dona al mondo, intristito, una luce di speranza.
Ora,
rigenerati dalla passione morte e risurrezione di Gesù,
possiamo con rinnovata fede e con purificato amore
alzare la nostra voce al Padre e dire:

Padre nostro...

 

Avendo acquistato ai piedi della croce una nuova Madre, a lei ci rivolgiamo dicendo:

Ave, Maria...

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