Copertina

Sulla soglia
dell'infinito

Sussidi liturgici

 

CELEBRAZIONE COMUNITARIA

DEL SACRAMENTO DELLA RICONCILIAZIONE

NEL TEMPO DI QUARESIMA  

   

Quaresima        Settimana Santa

Documento in formato Word

 

Quaresima 2005

 

Note previe:

 

1. Per questa Quaresima del ciclo "A" proponiamo di raccogliere il grande messaggio catecumenale delle tre ultime domeniche.

2. È importante preparare e realizzare bene la parte simbolica, dare tempo al silenzio, agli spazi tra le diverse parti... quindi, benché ogni comunità debba adattare la celebrazione alla propria situazione, cerchiamo di essere generosi col tempo, per non cadere nella tentazione di fare troppi tagli o di fare la celebrazione in fretta.

3. Le letture sono state prese da queste tre domeniche; non però come sono state lette nell'Eucaristia, ma con paragrafi selezionati. Se è opportuno, si possono omettere le prime letture ed i salmi, e leggere solo i testi evangelici.

 

 

INTRODUZIONE ALLA CELEBRAZIONE

Sarebbe opportuno...

-... creare in chiesa un ambiente che inviti alla preghiera e alla riflessione personale prima di dare inizio alla celebrazione. Una musica ambientale soave, una luce adeguata...

- fare una processione d’ingresso con le persone che realizzano un servizio nella celebrazione. La processione potrebbe essere aperta dalla croce e dal libro della parola di Dio. Il canto deve essere uno conosciuto, proprio di Quaresima.

 

Introduzione iniziale

Fratelli e sorelle, buona sera. Ci diamo il benvenuto in questa celebrazione che vuole essere gioiosa e promettente.

In queste ultime domeniche di Quaresima la parola di Dio ci sta chiedendo un cambiamento: aprirci all'amore misericordioso di Dio, smettere di bere alle fonti inquinate ed accostarci alle fonti di acqua viva, lasciarci curare la cecità ed uscire dai nostri sepolcri.

In questa celebrazione vogliamo raccogliere tutto questo messaggio liberatore di Gesù Cristo per chiedergli di aiutarci a cambiare. Come catecumeni, ascolteremo la parola di Dio per trovare in essa il cuore nuovo e gli occhi nuovi di Gesù.

Ci alziamo per esprimere col canto il senso di quello che ci disponiamo a celebrare.

 

Canto d’ingresso penitenziale

 

Saluto del presidente

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.

Fratelli e sorelle, Gesù Cristo ci colmi dei suoi sentimenti, dei suoi ideali, della vita nuova del suo Spirito e il suo amore, la sua misericordia ed il suo perdono siano con tutti voi.

 

Preghiera presidenziale

Preghiamo chiedendo a Dio di illuminarci, per vedere con chiarezza la strada della conversione. (Istanti di silenzio)

Dio Padre, ricco di misericordia, mettendoci alla tua presenza e facendo una revisione della nostra vita, scopriamo di essere lontani dal corrispondere al tuo amore con totale generosità e riconosciamo la tua bontà ed il nostro peccato.

Dacci il coraggio di percorrere con entusiasmo la strada della conversione a Te. Per Cristo, nostro Signore.

 

Prima parte

L'ACQUA VIVA

 

Introduzione

Il tema della sete è la prima catechesi che c'è offerta per parlare dei nostri desideri ed insoddisfazioni umane.

Gesù, assetato, offre la possibilità di saziare definitivamente la nostra sete. Lo Spirito Santo effuso nel nostro cuore è il dono che Dio ci ha fatto in modo smisurato.

 

Si porta una brocca di vetro vuota e si pone davanti a tutti.

Parola di Dio

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani (Rm 5, 5-8)

Fratelli, mentre noi eravamo ancora peccatori, Cristo morì per gli empi nel tempo stabilito. Ora, a stento si trova chi sia disposto a morire per un giusto; forse ci può essere chi ha il coraggio di morire per una persona dabbene. Ma Dio dimostra il suo amore verso di noi perché, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi.

Parola di Dio.

Salmo responsoriale: 95

R. Fa' che ascoltiamo, Signore, la tua voce.

Venite, applaudiamo al Signore,
acclamiamo alla roccia della nostra salvezza.
Accostiamoci a lui per rendergli grazie,
a lui acclamiamo con canti di gioia.

Venite,
prostràti adoriamo in ginocchio il Signore che ci ha creati.
Egli è il nostro Dio, e noi il popolo del suo pascolo,
il gregge che egli conduce.

Ascoltate oggi la sua voce:
«Non indurite il cuore,
come a Meriba, come nel giorno di Massa nel deserto,
dove mi tentarono i vostri padri:
mi misero alla prova, pur avendo visto le mie opere».

Magari ascoltiate oggi la voce del Signore: "Non induriate il vostro cuore."

 

Dal vangelo secondo Giovanni (Gv 4, 5 – 42)

In quel tempo, Gesù giunse ad una città della Samarìa chiamata Sicar, vicina al terreno che Giacobbe aveva dato a Giuseppe suo figlio: qui c'era il pozzo di Giacobbe. Gesù dunque, stanco del viaggio, sedeva presso il pozzo. Era verso mezzogiorno.

Arrivò intanto una donna di Samarìa ad attingere acqua. Le disse Gesù: «Va' a chiamare tuo marito e poi ritorna qui». Rispose la donna: «Non ho marito». Le disse Gesù: «Hai detto bene "non ho marito "; infatti hai avuto cinque mariti e quello che hai ora non è tuo marito; in questo hai detto il vero».

Gli replicò la donna: «Signore, vedo che tu sei un profeta. I nostri padri hanno adorato Dio sopra questo monte e voi dite che è Gerusalemme il luogo in cui bisogna adorare». Gesù le dice: «Credimi, donna, è giunto il momento in cui, né su questo monte né in Gerusalemme adorerete il Padre. Voi adorate quel che non conoscete, noi adoriamo quello che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei. Ma è giunto il momento, ed è questo, in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità». Gli rispose la donna: «So che deve venire il Messia (cioè il Cristo): quando egli verrà, ci annunzierà ogni cosa». Le disse Gesù: «Sono io, che ti parlo».

Parola del Signore.

 

Commento

Facendo solo delle allusioni, gli altri non facevano altro che umiliare la Samaritana. Gesù, ricordandole quello che ha fatto, le dà sollievo. Mettendole davanti agli occhi il male che ha fatto, la libera, la scarica del suo peso. Lo prende e lo scaglia molto lontano, nell'oceano del perdono di Dio. Invece del carico pesante del suo peccato, si ritroverà il carico leggero del perdono del suo peccato.

 

Richiesta di perdono

Una persona porta un recipiente d’acqua. Ad ogni invocazione ne versa un po' nella brocca vuota che avevamo preparato. Dove possibile sarebbe più significativo che varie persone leggessero le invocazioni e fossero loro poi a versare l'acqua.

  • Perdona, Signore i nostri atteggiamenti egoistici e donaci un cuore nuovo.

  • Perdona, Signore, il nostro mancanza di solidarietà e facci crescere nella carità.

  • Perdona, Signore, le nostre violenze e colmaci della tua pace.

  • Perdona, Signore il nostro scoraggiamento e facci crescere nella speranza.

  • Perdona, Signore, le nostre passività e dacci la forza del tuo Spirito.

Conviene lasciare alcuni istanti di silenzio (con musica ambientale).

 

Seconda parte

LA LUCE DI LA FEDE

 

Introduzione

Il cieco nato ci rappresenta. Siamo ciechi di fronte alle cose più belle ed importanti. Ci fermiamo alle apparenze e non andiamo al cuore. La cosa più importante è riconoscere la nostra cecità, non accettarla come un fatto normale, è voler vedere.

La seconda catechesi ci parla della fede. Cristo prende l'iniziativa, guarda il cieco, gli dice quello che deve fare per poter vedere. Il cieco è umile e docile, si lascia condurre e continua a crescere nella fede fino a diventare un testimone coraggioso.

Siamo disposti a percorrere questo cammino nella luce?

Si porta un grande cero spento e si lascia accanto alla brocca con l’acqua.

 

Parola di Dio

Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesini (Ef 5, 8-14)

Fratelli, un tempo eravate tenebra, ora siete luce nel Signore. Comportatevi perciò come i figli della luce; il frutto della luce consiste in ogni bontà, giustizia e verità.

Cercate ciò che è gradito al Signore, e non partecipate alle opere infruttuose delle tenebre, ma piuttosto condannatele apertamente.

Parola di Dio.

 

Salmo responsoriale: 23

R. Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla.

Su pascoli erbosi il Signore mi fa riposare,
ad acque tranquille mi conduce.
Mi rinfranca, mi guida per il giusto cammino,
per amore del suo nome.

Se dovessi camminare in una valle oscura,
non temerei alcun male, perché tu sei con me.
Il tuo bastone mi dà sicurezza.

Davanti a me tu prepari una mensa
sotto gli occhi dei miei nemici;
cospargi di olio il mio capo.
Il mio calice trabocca. 

Felicità e grazia mi saranno compagne
tutti i giorni della mia vita,
e abiterò nella casa del Signore
per lunghissimi anni.

 

Dal vangelo secondo Giovanni (Gv 9, 1-41)

In quel tempo, Gesù passando vide un uomo cieco dalla nascita e i suoi discepoli lo interrogarono: «Rabbi, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché egli nascesse cieco?». Rispose Gesù: «Né lui ha peccato né i suoi genitori, ma è così perché si manifestassero in lui le opere di Dio. Dobbiamo compiere le opere di colui che mi ha mandato finché è giorno; poi viene la notte, quando nessuno può più operare. Finché sono nel mondo, sono la luce del mondo».

Gesù aggiunse: «Io sono venuto in questo mondo per giudicare, perché coloro che non vedono vedano e quelli che vedono diventino ciechi». Alcuni dei farisei che erano con lui udirono queste parole e gli dissero: «Siamo forse ciechi anche noi?». Gesù rispose loro: «Se foste ciechi, non avreste alcun peccato ma siccome dite: "Noi vediamo", il vostro peccato rimane».

Parola del Signore.

 

Commento

La luce è venuta nel mondo ma gli uomini amarono più le tenebre che la luce, perché le loro opere erano cattive. Ci sono molti, dunque, che amano i loro peccati e molti altri li confessano. Chi confessa e si accusa dei suoi peccati fa la pace con Dio. Se tu fai la stessa cosa, ti unisci a Dio. L’inizio delle buone opere è la confessione delle cattive. Pratichi la verità e vieni alla luce.

(S. Agostino, Trattati sul vangelo di san Giovanni, 13).

 

Richiesta di perdono

Alcuni fedeli leggono i quattro testi e pongono un piccolo cero acceso attorno al cero grande che abbiamo posto prima. Al termine, si accende anche il cero grande.

  • Padre, ti presentiamo i nostri occhi ciechi, immersi nelle tenebre della delusione, perché li guarisca.

  • Padre, ti presentiamo i nostri occhi egoisti che vedono solo i propri interessi, perché per la tua misericordia possano vedere le necessità degli altri.

  • Padre, ti presentiamo i nostri occhi violenti, duri, dagli sguardi che feriscono e disprezzano, perché imparino ad essere pieni di pace e di misericordia.

  • Padre, ti presentiamo i nostri occhi tristi e colmi di lacrime per tanta pena e solitudine, perché sentano la gioia contagiosa del tuo sguardo.

Conviene lasciare alcuni istanti di silenzio (con musica ambientale).

 

Terza parte

LA VITA NUOVA

 

Introduzione

La più grande ferita umana è la morte. Gesù piange la morte del suo amico Lazzaro. L'ultima catechesi ci presenta Gesù come Resurrezione e Vita. Questa vita che è Cristo, è libertà, ardire, gioia, pace, superamento, fecondità, compassione, amore.

Si pone un recipiente adeguato con carboni accesi accanto ai simboli anteriori. Si pone anche un recipiente con incenso.

 

Parola di Dio

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani (Rm 8, 8-11)

Fratelli, quelli che vivono secondo la carne non possono piacere a Dio.

Voi però non siete sotto il dominio della carne, ma dello Spirito, dal momento che lo Spirito di Dio abita in voi. Se qualcuno non ha lo Spirito di Cristo, non gli appartiene. E se Cristo è in voi, il vostro corpo è morto a causa del peccato, ma lo spirito è vita a causa della giustificazione.

Parola di Dio.

 

Salmo responsoriale: 129

R. Il Signore è bontà e misericordia.

Dal profondo a te grido, o Signore;
Signore, ascolta la mia voce.
Siano i tuoi orecchi attenti
alla voce della mia preghiera.

Se consideri le colpe, Signore,
Signore, chi potrà sussistere?
Ma presso di te è il perdono;
perciò avremo il tuo timore.

Io spero nel Signore,
l'anima mia spera nella sua parola.
L'anima mia attende il Signore
più che le sentinelle l'aurora.

Israele attenda il Signore,
perché presso il Signore è la misericordia
e grande presso di lui la redenzione.
Egli redimerà Israele
da tutte le sue colpe.

 

Dal vangelo secondo Giovanni (Gv 11, 1-45)

Venne dunque Gesù e trovò Làzzaro che era già da quattro giorni nel sepolcro. Betània distava da Gerusalemme meno di due miglia e molti Giudei erano venuti da Marta e Maria per consolarle per il loro fratello. Marta dunque, come seppe che veniva Gesù, gli andò incontro; Maria invece stava seduta in casa. Marta disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! Ma anche ora so che qualunque cosa chiederai a Dio, egli te la concederà». Gesù le disse: «Tuo fratello risusciterà». Gli rispose Marta: «So che risusciterà nell'ultimo giorno». Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morrà in eterno. Credi tu questo?». Gli rispose: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio che deve venire, nel mondo».

Gesù si commosse profondamente, si turbò, e disse: «Dove l'avete posto?». Gli dissero: «Signore, vieni a vedere!». Gesù scoppiò in pianto. Era una grotta e contro vi era posta una pietra. Disse Gesù: «Togliete la pietra!». Tolsero dunque la pietra. Gesù allora alzò gli occhi e disse:,«Padre, ti ringrazio che mi hai ascoltato. Io sapevo che sempre mi dai ascolto, ma l'ho detto per la gente che mi sta attorno, perché credano che tu mi hai mandato». E detto questo, gridò a gran voce: «Làzzaro, vieni fuori!». Il morto uscì, con i piedi e le mani avvolti in bende, e il volto coperto da un sudario. Gesù disse loro: «Scioglietelo e lasciatelo andare».

Parola del Signore.

 

Commento

Magari qualche volta abbiamo sperimentato la morte vicina... Abbiamo visto come andavamo direttamente al peccato, alla morte, lo vedevamo venire. È addirittura possibile che qualche volta abbiamo addirittura programmato la nostra morte. Perché ci sono volte che programmiamo il peccato, il nostro peccato. Rinchiusi nel sepolcro del nostro egoismo, dei nostri gusti malsani, finiamo col morire; e nella morte, normalmente moriamo sempre di più. Ogni peccato è sempre più morte.

Un giorno passa davanti al nostro sepolcro Gesù e ci grida: "Vieni fuori e vivi". E scopriamo che è possibile la vita ed è possibile respirare di nuovo la libertà. Una parola di Dio può tirarci fuori dalla morte, anche se siamo morti da tanto tempo che tutti ormai non sperano più.

 

Preci

Presidente:

Rinnovati dalla parola di Dio che abbiamo ascoltato e sentendo la necessità di essere guariti e salvati, ci rivolgiamo al Padre, dicendo:

Mostraci, Signore la tua misericordia e donaci la tua salvezza.

Alcune persone leggono le preci e, di seguito, prendono un po' di incenso e lo collocano nel recipiente coi carboni.

  • Guarisci la nostra cecità. R/.

  • Guarisci la durezza del nostro cuore. R/.

  • Donaci occhi nuovi e cuore nuovo. R/.

  • Aumenta la nostra fede. R/.

  • Rendici più compassionevoli e generosi. R/.

  • Sazia la nostra sete con acqua viva. R/.

  • Colmaci del tuo Spirito. R/.

  • Fa che viviamo sempre alla tua presenza. R/.

 

Presidente:

Come Gesù ci ha insegnato, diciamo (cantiamo): Padre nostro...

Se si ritiene opportuno, si invita tutti a scambiarsi la pace come segno di riconciliazione.

 

Quarta parte

CELEBRAZIONE DELLA RICONCILIAZIONE

 

Si danno gli avvisi opportuni per questo momento.

Dov’è possibile si suggerisce di riprendere in qualche modo la parte simbolica utilizzata nella celebrazione.

Per esempio: si potrebbe mettere uno dei ceri che erano stati accesi e, una volta ricevuta l'assoluzione, invitare il penitente, che ha già la sua candela, ad accenderla al cero e portarla poi al suo posto per ringraziare Dio con essa per il suo perdono.

 

CONCLUSIONE

 

Ringraziamento

Si può cantare un canto di ringraziamento o il "Magnificat"

 

Preghiera presidenziale di ringraziamento

Preghiamo il Dio che ci ha perdonato.

Dio, Padre buono, ti ringraziamo per il perdono ricevuto.
Eccoci qui, pronti a rendere concreta la luce ricevuta, disposti a fare la tua volontà.
Vogliamo proclamare che Tu sei il vivente e che la tua misericordia è eterna.
Sii benedetto nei secoli dei secoli.

Amen.

 

Benedizione

Il Signore sia con voi.

Dio Padre vi benedica e vi aiuti ad essere testimoni del perdono celebrato.

E la benedizione di Dio onnipotente, Padre, Figlio + e Spirito Santo discenda su di voi e con voi rimanga sempre.

Il Signore vi ha perdonato. Potete andare in pace.

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