Copertina

Sulla soglia
dell'infinito

Sussidi liturgici

 

 

CELEBRAZIONE PENITENZIALE

Quaresima        Settimana Santa

 

 

UNO SPIRITO NUOVO E UN CUORE NUOVO

 

INTRODUZIONE

Alleanza, conversione, impegni battesimali, sono concetti che diventano familiari durante la Quaresima. Essi hanno un obiettivo comune: tornare a Dio e ai fratelli. Il punto di incontro di questo ritorno è Gesù Cristo nel suo mistero pasquale. L'ostacolo difficile da superare è il peccato, che nasce dal nostro cuore aspro, senza amore.

Il Signore, che ha iniziato il cammino di conversione in noi, ora desidera portarlo a termine. Egli ci ha convocati per celebrare con tutta la gioia possibile l'abbraccio di perdono e di misericordia che ci unisce definitivamente, per celebrare il sacramento della riconciliazione.

Alla gioia con cui Dio ci attende uniamo la nostra, mettendoci tutto l'impegno possibile.

CANTO


Nel nome del Padre

La grazia e la pace di Dio Padre e del Signore nostro Gesù Cristo
che ha dato se stesso per i nostri peccati e ci ha inviato il suo Spirito
sia con tutti voi.


Preghiamo, fratelli, perché Dio, che ci ha chiamati alla conversione, compia la sua opera con la grazia del suo perdono.

Signore Dio, Padre di misericordia, che ci inviti a lasciare il nostro peccato e a seguire il tuo Figlio Gesù, cammino della Pasqua di risurrezione, cambia il nostro cuore di pietra con un cuore di carne, e infondi in esso il tuo Spirito rinnovatore perché possiamo intraprendere la vita di amore alla quale ci chiami. Per Cristo nostro Signore.

 

PRIMA LETTURA (Ez 37,1-14).

Il profeta Ezechiele ci presenta una visione sconvolgente, una pianura piena di ossa inaridite. Sono il simbolo del popolo in schiavitù, dell'uomo in peccato. Ma l'orrore si trasforma in stupore quando Dio infonde il suo spirito e fa rivivere quei corpi privi di vita. Un nuovo popolo è nato, un uomo nuovo è risorto; ora può camminare verso la nuova creazione.

Dal libro del profeta Ezechiele
La mano del Signore fu sopra di me e il Signore mi portò fuori in spirito e mi depose nella pianura che era piena di ossa; mi fece passare tutt'intorno accanto a esse. Vidi che erano in grandissima quantità sulla distesa della valle e tutte inaridite.
Mi disse: «Figlio dell'uomo, potranno queste ossa rivivere?». Io risposi: «Signore Dio, tu lo sai». Egli mi replicò: «Profetizza su queste ossa e annunzia loro: Ossa inaridite, udite la parola del Signore. Dice il Signore Dio a queste ossa: Ecco, io faccio entrare in voi lo spirito e rivivrete. Metterò su di voi i nervi e farò crescere su di voi la carne, su di voi stenderò la pelle e infonderò in voi lo spirito e rivivrete: saprete che io sono il Signore».
Io profetizzai come mi era stato ordinato; mentre io profetizzavo, sentii un rumore e vidi un movimento fra le ossa, che si accostavano l'uno all'altro, ciascuno al suo corrispondente. Guardai ed ecco sopra di esse i nervi, la carne cresceva e la pelle le ricopriva, ma non c'era spirito in loro.
Egli aggiunse: «Profetizza allo spirito, profetizza figlio dell'uomo e annunzia allo spirito. Dice il Signore Dio. Spirito, vieni dai quattro venti e soffia su questi morti, perché rivivano». Io profetizzai come mi aveva comandato e lo spirito entrò in essi e ritornarono in vita e si alzarono in piedi; erano un esercito grande, sterminato. Mi disse: «Figlio dell'uomo, queste ossa sono tutta la gente d'Israele. Ecco, essi vanno dicendo: Le nostre ossa sono inaridite, la nostra speranza è svanita, noi siamo perduti. Perciò profetizza e annunzia loro: "Dice il Signore: Ecco, io apro i vostri sepolcri, vi risuscito dalle vostre tombe, o popolo mio, e vi riconduco nel paese d'Israele. Riconoscerete che io sono il Signore, quando aprirò le vostre tombe e vi risusciterò dai vostri sepolcri, o popolo mio. Farò entrare in voi il mio spirito e rivivrete; vi farò riposare nel vostro paese; saprete che io sono il Signore. L'ho detto e lo farò!"». Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE

Il salmo 103, che contiene la promessa di Dio di stringere con il suo popolo rinato un'alleanza d'amore, ci serve per rispondere alla sua Parola con una supplica insistente:

Dacci, o Signore, un cuore e uno spirito nuovi.

Benedici il Signore, anima mia.
Signore, mio Dio, quanto sei grande!
Rivestito di maestà e di splendore,
avvolto di luce come di un manto!

Quanto sono grandi, Signore, le tue opere!
Tutto hai fatto con saggezza;
la terra è piena delle tue creature.
Benedici il Signore, anima mia!

Togli loro il respiro, muoiono
e ritornano nella loro polvere.
Mandi il tuo spirito, sono creati
e rinnovi la faccia della terra.

VANGELO (Lc 7,36-50).

Un cuore nuovo è un cuore pieno di amore. Non importa la precedente vita di peccato. Dio la perdona quando desideriamo cambiare. Da quel momento in poi la persona, per quanto peccatrice sia stata, irradierà fragranza di amore nelle sue opere. Questa è la lezione di Gesù nell'episodio della peccatrice pentita che gli unge i piedi con olio profumato.

Dal vangelo secondo Luca
In quel tempo, uno dei farisei invitò Gesù a mangiare da lui. Egli entrò nella casa del fariseo e si mise a tavola. Ed ecco una donna, una peccatrice di quella città, saputo che si trovava nella casa del fariseo, venne con un vasetto di olio profumato; e fermatasi dietro si rannicchiò piangendo ai piedi di lui e cominciò a bagnarli di lacrime, poi li asciugava con i suoi capelli, li baciava e li cospargeva di olio profumato.
A quella vista, il fariseo che lo aveva invitato pensò tra sé: «Se costui fosse un profeta, saprebbe chi e che specie di donna è colei che lo tocca: è una peccatrice». Gesù allora gli disse: «Simone, ho una cosa da dirti». Ed egli: «Maestro, di' pure». «Un creditore aveva due debitori: l'uno gli doveva cinquecento denari, l'altro cinquanta. Non avendo essi da restituire, condonò il debito a tutti e due. Chi dunque di loro lo amerà di più?». Simone rispose: «Suppongo quello a cui ha condonato di più».
Gli disse Gesù: «Hai giudicato bene». E volgendosi verso la donna, disse a Simone: «Vedi questa donna? Sono entrato nella tua casa e tu non m'hai dato l'acqua per i piedi; lei invece mi ha bagnato i piedi con le lacrime e li ha asciugati con i suoi capelli. Tu non mi hai dato un bacio, lei invece da quando sono entrato non ha cessato di baciarmi i piedi. Tu non mi hai cosparso il capo di olio profumato, ma lei mi ha cosparso di profumo i piedi. Per questo ti dico: le sono perdonati i suoi molti peccati, poiché ha amato molto. Invece quello a cui si perdona poco, ama poco».
Poi disse a lei: «Ti sono perdonati i tuoi peccati». Allora i commensali cominciarono a dire tra sé: «Chi è quest'uomo che perdona anche i peccati?». Ma egli disse alla donna: «La tua fede ti ha salvata; va' in pace!». Parola del Signore.

 

OMELIA

Che scena stupenda! Procura un brivido di soddisfazione assaporare tanta tenerezza: nella donna peccatrice, la tenerezza del vero amore finalmente trovato; in Gesù, la tenerezza della comprensione e del perdono.

Quella donna era una creatura nuova. Certamente le sue lacrime sapevano più di dolcezza che di amarezza. Forse per la prima volta i suoi baci scaturivano limpidi da un amore trasparente, fino ad allora sconosciuto. Anche il profumo esalava gratitudine senza parole per la sua nuova vita rifiorita. «Le sono perdonati i suoi peccati, perché ha molto amato; colui a cui si perdona poco, ama poco». L'amore scioglie la misericordia e la tenerezza di Dio. L'amore converte la persona in creazione nuova, la fa vivere in forma nuova, con un nuovo orientamento, un nuovo spirito. Chi si riempie di amore è pervaso dallo Spirito di Dio, che è amore.

Senza lo spirito, la vita è sterile e la persona un corpo senza vita. Ossa inaridite disperse nella valle dell'esistenza, come ci diceva la prima lettura. Una persona senza amore è il peccato, un corpo senza spirito, la morte. Un mondo senza amore, senza spirito, è una valle immensa di agonia e di morte. Basta guardare un telegiornale o aprire un quotidiano: quanti disastri mortali, quante ambizioni sfrenate, quante ingiustizie spietate, quanti cuori senza carne, quanta legge senza misericordia, quante vite senza senso, quanta morte... Ma limitiamoci a noi stessi: quanta sterilità di vita, quanta sofferenza in noi e negli altri, quanta apparenza senza sostanza, quante azioni senza cuore!

Vogliamo cambiare. Qualche giorno fa abbiamo sentito Dio che ci chiamava e abbiamo avuto un brivido di paura e di speranza. Oggi, certamente, è rimasto solo qualcosa della paura e la speranza pesa di più. Quando l'abbraccio di Dio ci colmerà del suo Spirito, quando il cuore si riempirà delle parole del Signore: «Ti sono perdonati i tuoi peccati. Va' in pace!», allora ci sentiremo nuovi e la speranza vincerà su tutto. Forse rimarrà un po' di paura, o meglio di trepidazione, perché conosciamo la nostra debolezza. Ma anche Dio la conosce e tuttavia ha fiducia, perché è certo che lui ama più di chiunque altro, e che il suo amore è più forte del nostro peccato, che la forza del suo Spirito è invincibile e che la vittoria di suo Figlio Gesù è inarrestabile. Ma è anche certo che ormai non girovaghiamo più da soli, alla deriva, ma camminiamo insieme, in comunità, in famiglia, come Chiesa.

Cominciando questa celebrazione potevamo dire come il popolo della prima lettura: «Le nostre ossa sono inaridite, la nostra speranza è svanita, siamo perduti». Il Signore però ha risposto: «Infonderò in voi il mio spirito e rivivrete». Il sacramento della riconciliazione opera il prodigio: lo stesso Spirito che Cristo soffiò sugli apostoli il giorno della risurrezione, concedendo loro il potere di perdonare i peccati, è lo Spirito che viene infuso in noi e cancella i nostri peccati e ci riempie della grazia della risurrezione. «Ti sono perdonati i tuoi peccati. Va' in pace».

ESAME DI COSCIENZA

Il nostro cammino di conversione oggi raggiunge il suo punto chiave, l'abbraccio di perdono da parte di Dio, perché il nostro peccato viene sepolto nella morte di Gesù e il suo Spirito ci fa rivivere a vita nuova. Si rinnova il nostro battesimo. Nella Veglia pasquale avremo occasione di esprimere pubblicamente la nostra scelta per il Signore e la nostra decisione di fedeltà agli impegni cristiani. Rinunceremo al peccato; ma questo sarà vero se ora rinunciamo ai nostri peccati concreti.

La stessa formula della Pasqua ci serve ora di guida per questo esame.

Ci verrà chiesto di rinunciare al peccato in quanto negazione di Dio. Guardiamoci dentro: vince Dio o vince il male? Brilla la verità o comanda la menzogna? Prevale la carità o furoreggia la violenza? Serve l'amore o serviamo all'egoismo? (Pausa).

La seconda rinuncia è quella alle opere concrete del male: invidia-odio, pigrizia-indifferenza, vigliaccheria-complessi, tristezza-sfiducia, ingiustizia-favoritismi, materialismo-sensualità, mancanza di fede, di speranza e di carità. (Pausa).

Le seduzioni, le attrattive con cui si maschera il peccato sono l'oggetto della terza rinuncia battesimale che ora analizziamo: crederci migliori, superiori agli altri, essere troppo sicuri di noi stessi, credere di essere convertiti del tutto, fermarci alle norme, alle cose, all'osservanza esterna senza arrivare fino a Dio. (Pausa).

 

RICHIESTA COMUNITARIA DI PERDONO

C'è un salmo che la liturgia propone durante la Quaresima, ogni volta che essa ci invita a tornare a Dio attraverso il pentimento; è il salmo 50, che esprime le condizioni di una vera conversione e chiede a Dio quel cuore e quello spirito nuovi che hanno costituito il fulcro di questa celebrazione. Oggi lo usiamo come richiesta comunitaria di perdono.

Misericordia, Signore, per la tua bontà

Pietà di me, o Dio secondo la tua misericordia;
nella tua grande bontà cancella il mio peccato.
Lavami da tutte le mie colpe,
mondami dal mio peccato.

Crea in me, o Dio, un cuore nuovo,
rinnova in me uno spirito saldo.
Non respingermi dalla tua presenza
e non privarmi del tuo santo spirito.

Rendimi la gioia di essere salvato,
sostieni in me un animo generoso.
Insegnerò agli erranti le tue vie
e i peccatori a te ritorneranno.

 

CONFESSIONE E ASSOLUZIONE (Rituale della penitenza).

 

PROMULGAZIONE COMUNITARIA DELLA PENITENZA

Ognuno sa quali segni di conversione deve compiere a livello personale. Ma poiché abbiamo celebrato insieme il perdono di Dio, adottiamo insieme un impegno che dimostri come la nostra comunità è rinata con uno spirito nuovo. (Proporre qualcosa di concreto adatto a ciascuna comunità o gruppo: una giornata di digiuno con offerta per una campagna umanitaria; una maggior serietà nelle «elemosine penitenziali» che verranno devolute per... ecc.).

 

PADRE NOSTRO

Una costante della parola di Dio è di chiederci di perdonare agli altri se vogliamo ottenere il perdono di Dio. Come segno dei nostri buoni propositi, recitiamo la preghiera del Signore nella quale diciamo: «rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori». Poi ci daremo un abbraccio fraterno di pace e di perdono. (Viene recitato il « Padre nostro » e si aggiunge):

Scambiamoci un segno di pace.

 

PREGHIERA FINALE

Preghiamo.

Ci hai concesso, o Signore, la tua misericordia.
Ci hai perdonato per il tuo Figlio, morto e risuscitato.
Infondi ora, o Signore, il tuo Spirito nei nostri cuori
perché produciamo frutti di vera conversione.
Per Cristo nostro Signore.

 

BENEDIZIONE FINALE

Il Signore che vi ha perdonati vi mantenga saldi nella vita nuova dell'amore.
Amen.

Perché uniti a Cristo nel cammino verso la Pasqua, con lui arriviate alla risurrezione.
Amen.

E la benedizione di Dio onnipotente, Padre e Figlio e Spirito Santo,
scenda su di voi e con voi rimanga sempre.
Amen.

I vostri peccati sono stati perdonati. Andate in pace.
Rendiamo grazie a Dio.

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