Copertina

Sulla soglia
dell'infinito

Sussidi liturgici

 

CELEBRAZIONE PENITENZIALE

Quaresima        Settimana Santa

 

 

 

Presiede la celebrazione un Cristo ben visibile, illuminato nella penombra... (al termine della Riconciliazione passiamo a baciare la Croce...)

 

Hai cercato la libertà lontano,
hai trovato la noia e le catene.
Hai vagato senza vita, solo, con la tua fame.

Apri le tue braccia, corri incontro al Padre:
oggi la sua casa sarà in festa per te.

Se vorrai spezzare le catene,
troverai la strada dell'amore,
la tua gioia canterai: questa è libertà.

 

Introduzione

 

Carissimi approfittiamo di questo tempo di grazia che ci viene offerto questa sera per intensificare la nostra preparazione alla Pasqua.

In questa celebrazione ci mettiamo davanti al Signore Gesù che è morto per i nostri peccati. Vogliamo rivolgere a lui uno sguardo di fede. Veniamo da lui come poveri, ma lo guardiamo con fede. Egli ci consolerà e ci guarirà. Lo guardiamo e troviamo in lui la grazia della salvezza.

Vogliamo però guardare anche dentro di noi, per scoprire la nostra realtà di peccatori, per misurare la distanza tra quello che professiamo e quello che siamo, tra quello che diciamo e quello che facciamo, tra quello che preghiamo e quello che viviamo. Vogliamo seguire Gesù, immedesimarci in lui; vogliamo celebrare la Pasqua, morire e risorgere con Cristo... Quanto siamo lontani però dal viverlo concretamente nella nostra vita.

Chiederemo al Signore la grazia della conversione, che ci doni un cuore nuovo, come il suo, in modo da celebrare la Pasqua in spirito e verità.

 

Orazione

Signore, custodisci nel tuo continuo amore coloro che hai lavato nell’acqua del Battesimo, perché, redenti dalla tua Passione, si allietino nella tua Risurrezione (Rituale della Penitenza) - Seduti.

 

Custodiscimi, anche se io voglio perdermi, se io voglio rendermi indipendente, anche se non voglio che tu occupi di me... Tu custodiscimi nel tuo continuo amore.

Anche se io non ti amo, tu continua ad amarmi. Anche se io mi dimentico di te, tu non dimenticarti mai di me... Non permettere che io mi dimentichi di te, che io smetta di amarti...

Nell’acqua del Battesimo: è l’acqua di Cristo, che ci lava da tutte le nostre sporcizie; è l’acqua che ci colma di vita, che riempie di frutti la terra della nostra esistenza... Battezzarsi è morire alla vita vecchia... per aprirsi alla vita nuova, alla via pasquale.

Redenti dalla tua Passione: grazie per la tua passione e morte. Signore, aiutami a morire al mio peccato, a morire a me stesso. Fa’ che possa comunicare alla tua passione. Che possa completare quello che manca alla tua passione.

Fa’ che ci rallegriamo nella tua Risurrezione: Donaci di godere della gioia della tua presenza, della forza del tuo Spirito, dell’unzione della tua misericordia. Rendici tutti testimoni della gioia della Pasqua...

In questa celebrazione ti chiediamo di vivere la grazia del battesimo e della Pasqua, di unirci a Cristo nella sua morte, per provare la gioia della vita risorta, la gioia della Pasqua.

 

Ascoltiamo la Parola

 

Dal Libro dei Numeri
Gli Israeliti lasciarono il monte Or e si misero in marcia in direzione del mar Rosso, per passare a fianco della frontiera del territorio degli Edomiti. Per strada il popolo si scoraggiò e si mise a protestare contro Dio e contro Mosè. Dicevano: «Perché ci avete fatto lasciare l'Egitto? Per farci morire nel deserto? Siamo senza pane e senz'acqua, e ci è ormai venuta la nausea per la manna, un cibo da miseria!». Il Signore mandò contro di loro serpenti velenosi, i quali morsero un gran numero d'Israeliti, che morirono. Il resto del popolo andò da Mosè e gli disse: «Abbiamo fatto male a criticare il Signore e a criticare te. Ma tu prega il Signore perché allontani da noi i serpenti». Mosè supplicò il Signore per il popolo. Allora il Signore disse a Mosè: «Fa' un serpente di metallo e fissalo in cima a una pertica. Chi sarà morso da un serpente e guarderà quello di metallo, salverà la propria vita!». Mosè fuse un serpente di bronzo e lo pose in cima a una pertica. Da allora, chiunque veniva morso da un serpente e guardava il serpente di bronzo, restava in vita. Parola di Dio.

 

Anima mia, benedici il Signore

Benedici il Signore, anima mia:
dal profondo del cuore loda il Dio santo.
Benedici il Signore, anima mia:
non dimenticare tutti i suoi doni.
Egli perdona tutte le mie colpe,
guarisce ogni mia malattia.

Anima mia, benedici il Signore

Mi strappa dalla fossa della morte,
mi circonda di bontà e tenerezza,
mi colma di beni nel corso degli anni,
mi fa giovane come l'aquila in volo.
Il Signore agisce con giustizia:
vendica i diritti degli oppressi.

Anima mia, benedici il Signore

Il Signore è bontà e misericordia;
è paziente, costante nell'amore.
Non rimane per sempre in lite con noi,
non conserva a lungo il suo rancore.
Non ci ha trattati secondo i nostri errori,
non ci ha ripagati secondo le nostre colpe.

Anima mia, benedici il Signore

Come il cielo è alto sulla terra,
grande è il suo amore per chi gli è fedele.
Come è lontano l'oriente dall'occidente,
egli allontana da noi le nostre colpe.
Come è buono un padre con i figli,
è tenero il Signore con i suoi fedeli.

Anima mia, benedici il Signore

Egli sa come siamo fatti,
non dimentica che noi siamo polvere.
I giorni dell'uomo durano come l'erba,
fioriscono come un fiore di campo:
appena il vento lo investe,
scompare e non lascia traccia.

Anima mia, benedici il Signore

Ma l'amore del Signore dura per sempre
per quelli che credono in lui,
la sua grazia si estende di padre in figlio
per chi non dimentica il suo patto
e osserva i suoi comandamenti.

Anima mia, benedici il Signore

Il Signore ha posto il suo trono nei cieli;
regna su tutto l'universo.
Benedite il Signore, angeli forti e potenti,
ubbidienti alla sua parola, pronti ai suoi ordini.
Benedite il Signore, voi potenze dell'universo,
suoi servi che fate il suo volere.
Benedite il Signore, creature tutte
in ogni luogo del suo regno.

Anima mia, benedici il Signore

 

Dal Vangelo secondo Luca
Le guardie del tempio arrestarono Gesù e lo portarono nella casa del sommo sacerdote. Pietro lo seguiva da lontano. Alcuni accesero un fuoco in mezzo al cortile e si sedettero. Pietro si mise insieme a loro. Una serva lo vide là, seduto presso il fuoco, lo guardò bene e poi disse: "Anche quest'uomo era con Gesù!". Ma Pietro negò e disse: "Donna, non so neppure chi è!". Poco dopo, un altro vedendo Pietro disse: "Anche tu sei uno di quelli". Ma Pietro dichiarò: "No, non è vero". Dopo circa un'ora, un altro affermò con insistenza: "Sono sicuro: anche quest'uomo era con Gesù: infatti viene dalla Galilea". Ma Pietro protestò: "Io non so quel che tu dici". In quel momento, mentre Pietro ancora parlava, un gallo cantò. Il Signore si voltò verso Pietro e lo guardò. Pietro allora si ricordò di quel che il Signore gli aveva detto: «Oggi, prima che il gallo canti, avrai dichiarato tre volte che non mi conosci». Poi uscì fuori e pianse amaramente. Parola del Signore.

 

Riflessione

Abbiamo, al centro della nostra celebrazione, l’immagine di Cristo crocifisso. Questo perché lo guardiamo con affetto, perché i nostri occhi non si stacchino da lui. E non per curiosità, ma perché guardare a lui porta a noi salvezza.

Capita a noi quello che è capitato agli israeliti nel deserto. Morsicati dai serpenti velenosi, non trovavano rimedio alle loro sofferenze. La salvezza venne loro in modo gratuito. Venne posto su un palo un serpente di bronzo e l’unica cosa che veniva loro richiesta era il guardarlo. La salvezza venne loro attraverso lo sguardo, uno sguardo naturalmente di fede e di fiducia.

Siamo qui, anche noi, con le nostre oppressioni addosso e con il nostro veleno dentro. Se ci guardiamo dentro, possiamo avvertire la nostra malattia, sentirci bisognosi di un buon trattamento medico. La diagnosi la possiamo fare anche noi, e dobbiamo fare qualsiasi sforzo per realizzarla, in quanto la malattia più pericolosa è proprio quella che non si conosce.

Siamo ammalati di mancanza di fede. Non ci fidiamo abbastanza del Signore. Non ci affidiamo in modo pieno a lui. Non contiamo tanto su di lui, quanto sulle nostre forze.

Siamo ammalati di mancanza d’amore. Il nostro rapporto con gli altri è freddo, distante, a volte aggressivo. Non ci accogliamo, non ci comprendiamo, non ci perdoniamo e non viviamo uniti. In realtà è che non ci vogliamo bene.

Siamo malati di violenza, di egoismo. Ammalati per eccesso di orgoglio e di ambizione. Ammalati per una sete insaziabile di cose e piaceri.

Siamo molto ammalati.

Ma oggi stesso ci viene offerta la medicina. Non guardare più le tue ferite. Guarda Gesù sollevato in alto: è lui la tua medicina. Lui può curare tutti i tuoi mali, tutti. Può darti tutto quello di cui hai bisogno.

Hai solo una cosa da fare: guardarlo. In modo però che la sua immagine rimanga impressa in te e i suoi modi di fare, le sue idee, i suoi sentimenti diventino anche i tuoi. È questa la soluzione a tutti i tuoi mali...

Fissa il tuo sguardo su Gesù. Guardalo a lungo. Purtroppo non siamo abituati. Tutto scivola via e dimentichiamo in fretta. Passiamo da un’immagine a un’altra, da una persona ad un’altra, da una notizia ad un’altra, da una cosa ad un’altra. Ci sfugge la vita, e questo è un bel guaio. Guarda Gesù a lungo, in modo che ti rimangano impressi i suoi occhi, le sue piaghe e i suoi gesti d’amore.

Guardalo con il cuore pentito. Appendi alla sua croce i tuoi peccati: il tuo orgoglio alla sua testa incoronata, le tue violenze alle sue braccia che trasfondono pace, le tue ambizioni alle sue mani aperte, le tue impazienze ai suoi piedi inchiodati, metti tutto il tuo egoismo nel suo cuore squarciato. Piangi i tuoi peccati accanto alla croce, perché anche le lacrime lavano. O lasciati lavare dall’acqua e dal sangue che sgorgano dal suo costato.

Guardalo con riconoscenza, con fede e con amore. Uno sguardo di fede è sufficiente per salvarti. Uno sguardo d’amore può riuscire a trasformarti...

 

E chiediamo, Gesù, che rivolga su di noi il tuo sguardo.

Per essere perdonati. Il tuo sguardo è pieno di compassione e ci purifica. Penetra nel profondo sanando tutto con la medicina del tuo amore. Quanto ci conosci e ci capisci! Il tuo sguardo si posa misericordioso su di noi e i peccati sono dimenticati. È uno sguardo che ci dice: Ti amo; nonostante tutto ti amo. È uno sguardo che riveste tutto di tenerezza.

Per essere riabilitati. Perché l’amore innalza. Quando uno si sente amato, la sua vita si illumina. Il tuo sguardo su di noi ci fa nascere dentro il desiderio di essere puliti, migliori, di seguirti, di aprirci di più agli altri. Il tuo sguardo accende e trasforma la nostra vita.

Perché i nostri occhi assomiglino ai tuoi. Quando tu ci guardi, poni in noi occhi nuovi, occhi che cominciano ad assomigliare ai tuoi.

Sapete perché gli occhi di Maria sono misericordiosi? Sono diventati così per il tanto guardare e l’essere guardata da Gesù. Chiunque è amato contagia amore. Chiunque è guardato con misericordia, guarderà con occhi di misericordia. Siamo in buona parte quello che riceviamo. Per questo, Gesù, chiediamo il tuo sguardo, per poter assomigliare a te.

Pensiamo allo sguardo profondo e trasformante che Gesù diresse al suo discepolo Pietro dopo le sue cadute, sguardo che gli strappò le lacrime più belle della sua vita: "Gesù, allora, voltatosi, guardò Pietro e Pietro si ricordò... E, uscito fuori, pianse amaramente" (Lc 22,61-62).

Ripensiamo a questo sguardo che Gesù regalò a Pietro. Possa guardare così anche noi, di modo da vedere meglio i nostri peccati, da essere in grado di piangerli e, soprattutto imparare ad amare Gesù nello stesso modo in cui lo amava Pietro.

 

Esame di coscienza

Ciascuno di noi porta con sé la sua storia personale di peccato e per i nostri peccati chiediamo perdono a Dio. Questi giorni santi, però, ci offrono anche la magnifica opportunità di esaminare insieme la nostra coscienza su alcuni aspetti della vita cristiana.


Nel nostro modo di vivere riflettiamo il volto misericordioso di Gesù, oppure lo sfiguriamo?

Sono un persona ricca di speranza, di gioia, ottimista... oppure sono una persona che traspira pessimismo, tristezza, sfiducia...?

Apro i miei occhi e la mia carità sulle necessità di quanti vivono nella povertà e nell’emarginazione; apro i miei occhi alle nuove forme di schiavitù, contrarie alla dignità umana e toccano popolazioni intere?

Accumulo tesori sulla terra invece di essere ricco davanti a Dio? Sono austero nel mio modo di vivere? Condivido i miei beni con generosità? In quale misura?

Sto celebrando questi giorni santi come una chiamata a una cambiamento di vita e di comportamenti, o mi limito ad alcune pratiche di pietà, ad alcuni atti e basta, senza che in me cambi qualcosa?

Qual è il mio atteggiamento nei confronti del povero e dello straniero?

Il Papa ha detto: "La povertà di migliaia di milioni di uomini e donne è il problema che più di ogni altro deve mettere in discussione la nostra coscienza umana e cristiana". È così?

Ha ancora detto il Papa: "Per i fedeli cattolici l’impegno di costruire la pace e la giustizia non è secondario, ma essenziale". Partecipo a qualche gruppo che lavora per la giustizia e la pace? Faccio qualche cosa pubblicamente per denunciare le radici della povertà e dell’emarginazione? Prendo pubblicamente posizione di fronte alle ingiustizie?

Dio ci ha manifestato il suo amore donandoci suo Figlio. Qual è la misura della mia donazione? A chi o a che cosa mi dedico?

 

Come un padre è pietoso con i figli,
tu, o Signore, hai pietà di chi è fedele.
Guarisci questo popolo: ha peccato! tu che perdoni.

Non punirci, Signore, nel tuo sdegno:
si oscurano gli occhi di dolore.
Tu vedi questa angoscia e questa pena, tu che perdoni.

Se ci insegni, Signore, la tua via,
noi verremo ad un cuore di sapienza.
Sei tu la nostra luce, la salvezza, tu che perdoni.

 

Invocazioni

Guardando con fede e con amore a Cristo crocifisso, preghiamo: Kirye, eleison.

Guariscici dai nostri mali, ti preghiamo:

Guariscici dalla nostra cecità o incredulità, ti preghiamo:

Guariscici dalla violenza che c’è nei nostri gesti e nelle nostre parole, ti preghiamo:

Guariscici dalle nostre intolleranze e mancanze di rispetto, ti preghiamo.

Guariscici dai nostri rancori e risentimenti, ti preghiamo.

Aiutaci a non giudicare e condannare con tanta facilità, ti preghiamo:

Insegnaci a perdonare come te, ti preghiamo:

Trasforma il nostro cuore e rendilo compassionevole come il tuo, ti preghiamo:

Liberaci dai nostri attaccamenti sbagliati e dalle nostre schiavitù, ti preghiamo:

Mettici nel tuo cuore, ti preghiamo:

Aiutaci a conoscere e ad essere riconoscenti per il tuo amore, che ti ha portato a dare la vita per noi, ti preghiamo:

Aiutaci ad amare come tu hai amato, ti preghiamo:

 

Sacerdote

Guardaci, Gesù, e salvaci con il tuo sguardo. Tu, che sei morto per i nostri peccati, facci vivere nell’amore.

 

Chiediamo ora perdono ai nostri fratelli

interiormente, a quanti abbiamo offeso;

esteriormente compiendo il gesto di scambiarci la pace...

 

Sacerdote

Signore Gesù, tu sei venuto a cercare e a salvare quelli che erano perduti. Vieni a rimettere ordine là dove noi abbiamo fatto solo disastri, come hai fatto con tutti coloro che venivano a te con la voglia di cambiare vita.

 

(In segno di umiltà inchinate il vostro capo mentre a nome di tutti faccio questa preghiera a Dio)

 

Dio, Padre misericordioso, che ha riconciliato a sé l’universo,
con la Morte e la Risurrezione del Figlio suo, vi conceda,
per il Mistero della Chiesa, il perdono e la pace...

 

Ci accostiamo ora ad uno ad uno a ricevere il perdono, manifestando il nostro pentimento e dicendo:

"Per il tuo amore, perdona, Signore, i miei peccati"

 

Confessione dei peccati e assoluzione

(Si può mettere musica di fondo)

 

Padre nostro

Ringraziamo ora l’amore e la misericordia di Dio, che con il suo perdono ci rende suoi figli e fratelli tra di noi...

 

Impegno

"Rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori..."

Sia questo il nostro impegno di oggi... Ti chiediamo e ci impegniamo, Signore, a perdonare tutti coloro che ci hanno offeso...

Mia madre... per le volte che mi ha ferito, si è mostrata risentita o si è arrabbiata con me e mi ha castigato... La perdono di tutto cuore...

Mio padre: per le volte che non mi ha aiutato, che non si è curato di me, per le sue mancanze di attenzione e di affetto... Lo perdono di tutto cuore...

I miei fratelli, che mi hanno rifiutato, che hanno avuto del rancore nei miei confronti o che hanno voluto avere delle rivalse contro di me... Li perdono.

Signore, perdono mia moglie / mio marito: per la sua mancanza d’amore, di considerazione, di attenzione o di affetto, di comprensione; per i suoi sbagli e debolezze. Le / gli perdono tutti quei gesti e quelle parole che mi hanno offeso. Perdono di tutto cuore.

Gesù, perdono i miei figli: per la loro mancanza di rispetto, di obbedienza, di amore, di attenzione, di comprensione. Li perdono per il loro egoismo... Oggi li perdono di vero cuore.

Signore, aiutami a perdonare i miei vicini, che mi fanno provare dei dispiaceri o addirittura mi rendono la vita impossibile. Aiutami a passare sopra i loro pettegolezzi, a perdonare la loro scarsa collaborazione... Li perdono, Signore.

Perdono anche il mio parroco: per la sua mancanza di appoggio; per non sostenermi come dovrebbe, per la sua mancanza di amicizia... per le ferite che ha potuto causarmi... Oggi lo perdono.

Signore, perdono tutti quelli che la pensano in modo diverso da me, che si oppongono ai miei punti di vista... Oggi li perdono.

Signore Gesù, soprattutto ti chiedo la grazia di saper perdonare quella persona che più mi ha ferito nella vita. Signore, dammi la capacità di perdonare il mio peggior nemico, colui che più mi costa perdonare o quello che ho detto non perdonerei mai...

E perdono anche me stesso. Mi perdono per non essere perfetto. Mi accetto così come sono e prendo la decisione di smettere di criticarmi e di essere a volte il mio peggior nemico...

Grazie, Gesù, e aiutami a liberarmi dal male di non perdonare. Fa che il tuo Spirito mi riempia della sua luce, perché vengano illuminate tutte le zone buie della mia vita...

 

Il Bacio che diamo ora al Cristo Crocifisso sia un segno del nostro impegno di perdonare tutti...

 

O Cristo, tu regnerai!
O Croce, tu ci salverai!

Il Cristo crocifisso morendo ci riscattò.
La croce benedetta salvezza a noi portò.

Estendi sopra il mondo il regno di santità:
o croce, sei sorgente di grazia e di bontà.

Nei nostri cuori infondi un fuoco di carità:
tu, fonte del perdono, rinnova l'umanità.

Cantiamo lode e gloria a Cristo il Redentor,
e al Padre onnipotente, in te Spirito d'Amor.

 

Benedizione

Avete ricevuto il perdono di Dio; avete partecipato al mistero della sua Alleanza che è da sempre e per sempre: Siate pieni di gioia; quale Dio infatti è come il nostro Dio?

Con sua benedizione vi accompagni ora e sempre il Padre e il Figlio e lo Spirito Santo.

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