Copertina

Sulla soglia
dell'infinito

Sussidi liturgici

 

 

CELEBRAZIONE COMUNITARIA

DEL SACRAMENTO DELLA RICONCILIAZIONE

IN QUARESIMA

Quaresima        Settimana Santa

 

Siamo invitati questa sera ad approfittare di questo tempo di grazia che il Signore ci offre per intensificare la nostra preparazione alla Pasqua di risurrezione.

In questa celebrazione comunitaria del Sacramento della Riconciliazione ci poniamo davanti a Gesù, lo guardiamo con fede, e lui ci solleverà e ci guarirà. Vogliamo però anche guardare dentro di noi per riconoscere la nostra realtà di peccatori, per vedere la distanza che c’è tra quello che diciamo di credere e quello che siamo e viviamo.

In questa Quaresima siamo stati invitati a vivere in modo più solidale, a impegnarci per la giustizia, perché la miseria del Terzo e del Quarto Mondo non può non far vergognare tutti noi che abitiamo il cosiddetto Primo Mondo.

Chiediamo al Signore la grazia della conversione, chiediamogli che ci dia un cuore nuovo, a immagine del suo, per poter celebrare la Pasqua in spirito e verità.

 

Donaci, Signore, un cuore nuovo:
poni in noi, Signore, uno spirito nuovo.

Ecco, verranno giorni - così dice il Signore -
e concluderò con la casa d'Israele una nuova alleanza.

Metterò la mia legge in loro e la scriverò nei loro cuori.

Io sarò loro Dio ed essi saranno mio popolo.

Io perdonerò la loro iniquità e non ricorderò i loro peccati.

 

La grazia del Signore ci illumini e muova i nostri cuori alla solidarietà verso coloro che sono nel bisogno. E lui sia con tutti voi.

E con il tuo spirito

Preghiamo:

Signore, Padre di bontà,
confidando nel tuo amore e nella tua immensa tenerezza,
siamo qui per implorare il tuo perdono.
Abbiamo peccato e il male ci circonda come ombra.
Tu puoi rinnovare la nostra vita
e insegnarci a vivere in semplicità,
cambiando il nostro egoismo in solidarietà
e la nostra chiusura in libertà.
Eccoci qui, aperti ad accogliere il tuo perdono.
Ti poniamo davanti il pentimento dei nostri peccati
e la ferma volontà di vivere secondo il Vangelo.
Che il tuo perdono rafforzi la nostra Alleanza.
Per Cristo nostro Signore.

 

Introduzione alle letture

Mangiamo quello che ci va e buttiamo quello che avanziamo. Cerchiamo una buona qualità a buon prezzo senza preoccuparci dell’origine dei prodotti o di come giungano sui nostri mercati. È una cosa normale e non vediamo quale debba essere il problema.
Purtroppo, perché il nostro livello di consumo possa sostenersi, il Terzo Mondo è sfruttato e impoverito dagli intermediari, le multinazionali dell’alimentazione e il sistema politico-economico-commerciale che favorisce legalmente i cittadini dei paesi ricchi.

Dalla seconda lettera di S. Paolo apostolo ai Corinti.
Fratelli, come vi segnalate in ogni cosa, nella fede, nella parola, nella scienza, in ogni zelo e nella carità che vi abbiamo insegnato, così distinguetevi anche in quest’opera generosa. Non dico questo per farvene un comando, ma solo per mettere alla prova la sincerità del vostro amore con la premura verso gli altri. Conoscete infatti la grazia del Signore nostro Gesù Cristo: da ricco che era, si è fatto povero per voi, perché voi diventaste ricchi per mezzo della sua povertà. E a questo riguardo vi do un consiglio: si tratta di cosa vantaggiosa per voi, che fin dall’anno passato siete stati i primi, non solo a intraprenderla ma a desiderarla. Ora dunque realizzatela, perché come vi fu la prontezza del volere, così anche vi sia il compimento, secondo i vostri mezzi. Se infatti c'è la buona volontà, essa riesce gradita secondo quello che uno possiede e non secondo quello che non possiede. Qui non si tratta infatti di mettere in ristrettezza voi per sollevare gli altri, ma di fare uguaglianza. Per il momento la vostra abbondanza supplisca alla loro indigenza, perché anche la loro abbondanza supplisca alla vostra indigenza, e vi sia uguaglianza, come sta scritto: Colui che raccolse molto non abbondò, e colui che raccolse poco non ebbe di meno. Parola di Dio.

Purificami, o Signore, sarò più bianco della neve.

Pietà di me, o Dio, nel tuo amore:
nel tuo affetto cancella il mio peccato
e lavami da ogni mia colpa, purificami da ogni mio errore.

Il mio peccato io lo riconosco,
il mio errore mi è sempre dinnanzi:
contro te, contro te solo ho peccato,
quello che è male ai tuoi occhi io l'ho fatto.

Crea in me, o Dio, un cuore puro,
rinnova in me uno spirito fermo;
non cacciarmi lontano dal tuo volto,
non mi togliere il tuo Spirito di santità.

Liberami dal peccato, o Dio, mia salvezza
e la mia lingua proclamerà la tua giustizia.
Signore, aprirai le mie labbra
e la mia bocca annuncerà la tua lode.

Dal Vangelo secondo Giovanni.
In quel tempo Gesù andò all’altra riva del mare di Galilea, cioè di Tiberìade, e una grande folla lo seguiva, vedendo i segni che faceva sugli infermi. Gesù salì sulla montagna e là si pose a sedere con i suoi discepoli. Era vicina la Pasqua, la festa dei Giudei. Alzati quindi gli occhi, Gesù vide che una grande folla veniva da lui e disse a Filippo: «Dove possiamo comprare il pane perché costoro abbiano da mangiare?». Diceva così per metterlo alla prova; egli infatti sapeva bene quello che stava per fare. Gli rispose Filippo: «Duecento denari di pane non sono sufficienti neppure perché ognuno possa riceverne un pezzo». Gli disse allora uno dei discepoli, Andrea, fratello di Simon Pietro: «C’è qui un ragazzo che ha cinque pani d’orzo e due pesci; ma che cos’è questo per tanta gente?». Rispose Gesù: «Fateli sedere». C’era molta erba in quel luogo. Si sedettero dunque ed erano circa cinquemila uomini. Allora Gesù prese i pani e, dopo aver reso grazie, li distribuì a quelli che si erano seduti, e lo stesso fece dei pesci, finché ne vollero. E quando furono saziati, disse ai discepoli: «Raccogliete i pezzi avanzati, perché nulla vada perduto». Li raccolsero e riempirono dodici canestri con i pezzi dei cinque pani d’orzo, avanzati a coloro che avevano mangiato. Allora la gente, visto il segno che egli aveva compiuto, cominciò a dire: «Questi è davvero il profeta che deve venire nel mondo!». Ma Gesù, sapendo che stavano per venire a prenderlo per farlo re, si ritirò di nuovo sulla montagna, tutto solo. Parola del Signore.

 

Esame di coscienza

Sacerdote: 

Possiamo ora far passare i nostri peccati. Fissiamo il nostro sguardo sulle radici dei nostri errori e sui nostri comportamenti.

Orgoglio e ambizione / ansia di prevalere e di dominare / desiderio di essere superiori agli altri / atteggiamenti di disprezzo nei confronti degli altri.

 

Incredulità e sfiducia / ogni tipo di dubbio / autosufficienza / rivolgersi a Dio sempre mettendo condizioni / Credere di essere già abbastanza cristiani.

 

Violenza nelle parole e nei gesti / Considerare l’altro come un rivale e quindi difendersi da lui o attaccarlo.

 

Smania di piacere / di dominare / di possedere / di consumare / di avere / di ricevere affetto. Teniamo strette le nostre cose / tutto ci sembra sempre troppo poco / a volte portiamo via agli altri le loro cose senza problema.

 

Mancanza di amore e di solidarietà / indifferenza distacco dal fratello / freddezza. Niente compassione, servizio, condivisione. Niente impegno che liberi il fratello.

 

Confessione generale

(Insieme) Signore, Dio buono, c’è gente che durante tutto l’anno ci ricorda il problema della giustizia nei confronti dei più bisognosi. Oggi noi vogliamo chiederti perdono.

Riconosciamo che pretendiamo più di quello che abbiamo bisogno e che spesso abbiamo troppi capricci, che sono quasi infiniti se ci confrontiamo con i fratelli del Terzo e del Quarto Mondo. Signore, pietà.

Manifestiamo insieme il nostro pentimento dicendo:

Confesso a Dio onnipotente...

 

Riconciliazione individuale

Ora ci accostiamo al sacerdote.

È il momento del sacramento, il grande momento.

Con semplicità e umiltà ci mettiamo alla presenza di Dio, confessiamo i nostri peccati, preghiamo con fede, e il sacerdote, in nome di Cristo, ci assolve e ci riconcilia con Dio e con la Chiesa.

 

Impegno

Che cosa possiamo fare?

Vivere più sobriamente: consumare di meno per condividere di più.

 

Non sciupare ne scialacquare, ma usare bene delle cose.

 

Collaborare a campagne di solidarietà.

 

Praticare qualche volta la disciplina del digiuno:

  • digiuno della televisione

  • digiuno di ignoranza riguardo ai problemi e alle angustie di quelli che ci vivono accanto.

  • digiuno di critica e di tagliare i panni di dosso a quelli che ci circondano.

  • digiuno di spese superflue.

  • digiuno di schiavitù dalla moda o da qualsiasi altra schiavitù.

  • digiuno di qualsiasi tipo di razzismo o disprezzo degli altri.

  • digiuno di certi silenzi vigliacchi.

  • digiuno di certi applausi che spingono ancor di più all’odio e a gesti inconsulti.

Pregare. 
Senza l’aiuto del Signore difficilmente potremo costruire un mondo giusto e solidale.

 

Esci dalla tua terra e va' dove ti mostrerò.

Abramo non partire, non andare,
non lasciare la tua terra, cosa speri di trovar?
La strada è sempre quella, ma la gente è differente,
ti è nemica, dove speri di arrivar?
Quello che lasci tu lo conosci, il tuo Signore cosa ti dà?
Un popolo, la terra, la promessa. Parola di Jahwè!

La rete sulla spiaggia abbandonata,
I'han lasciata i pescatori, son partiti con Gesù.
La folla che osannava se n'è andata,
ma il silenzio una domanda sembra ai dodici portar:
Quello che lasci tu lo conosci, il tuo Signore cosa ti dà?
Il centuplo quaggiù e l'eternità. Parola di Gesù.

Esci dalla tua terra e va': sempre con te sarò.

 

Preghiera finale

(Insieme) Signore, Padre pieno di bontà,
ti ringraziamo per la salvezza
che si rinnova in ogni sacramento.
Tu conosci i nostri limiti e le nostre debolezze,
ma sai anche quanto sia grande il nostro desiderio
di vivere a immagine di Gesù.
Che il dono dello Spirito santo ci illumini
e ci spinga a rendere testimonianza
di tutto quanto ci hai insegnato.
Vogliamo, Signore,
che nella vita personale, familiare e sociale
sia solida la nostra fede
coraggiosa la nostra testimonianza
e generosa la nostra donazione.
Fa di noi una comunità unita,
che sa essere testimone dell’amore ricevuto
attraverso l’accoglienza, la solidarietà,
e la santità personale e comunitaria.
Per Cristo nostro Signore.

 

Benedizione

Dio Padre ci conceda di vivere con impegno quanto abbiamo celebrato. Amen.

Cristo Gesù ci aiuti a conservare lo spirito di testimoni. Amen.

Lo Spirito Santo ci illumini perché perseveriamo in un atteggiamento generoso e solidale. Amen.

E la benedizione di Dio onnipotente, Padre, Figlio e Spirito Santo discenda su di voi e rimanga sempre.

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