Copertina

Sulla soglia
dell'infinito

Sussidi liturgici

 

CELEBRAZIONE DELLA PENITENZA

PER LA FINE DELLA QUARESIMA

Quaresima        Settimana Santa

 

1. Canto d'entrata.

2. Saluto.

La grazia e la pace del Signore nostro Gesù Cristo, 
che con il suo sangue ci ha liberati dal peccato 
e ha fatto di noi un popolo di figli di Dio, 
sia oggi con tutti voi.

3. Commento iniziale (la legge un lettore o si alternano in due)

A - Per quaranta giorni, durante questo tempo di Quaresima che stiamo ormai per concludere ci siamo sforzati, nel nostro cammino di conversione, di rinnovare la nostra fedeltà al Vangelo, per rendere più deciso il nostro seguire Cristo.

B - Ora, mentre stiamo concludendo la Quaresima, i nostri occhi e i nostri sentimenti si dispongono a contemplare intensamente, pieni di gratitudine, questo Gesù ormai al termine del suo cammino: Gesù che giunge alla croce, che sparge il suo sangue per darci la vita.

A - Oggi, ultima tappa nella nostra preparazione ai giorni centrali della morte e risurrezione di Gesù, siamo qui per riconoscere come siamo deboli nel seguirlo, per renderci conto di quanto ci rimanga ancora da fare sul cammino della conversione: siamo qui per confessare i nostri peccati.

B - E siamo qui, soprattutto, per ricevere colmi di speranza la grazia salvifica che sgorga dalla croce di Cristo: il perdono di Dio, la sua misericordia, la sua forza.

4. Preghiera.

Preghiamo. 
Padre santo, per la morte e la risurrezione del tuo Figlio 
hai rinnovato il mondo e ci hai colmati di misericordia e di grazia. 
Donaci ora il tuo perdono, 
perché arriviamo con il cuore purificato 
e con lo spirito pieno di nuova forza 
a celebrare la Pasqua del tuo Figlio, 
che vive e regna con te e con lo Spirito santo per tutti i secoli dei secoli.

5. Commento alle letture.

Ascoltiamo ora la Parola di Dio. Sarà un annuncio del cammino di Cristo e della salvezza che porta, come anche la contemplazione del male che fu la causa della morte del Figlio di Dio.

 

6. 1ª lettura: Isaia 42, 1-4.6-7 (è la prima lettura del lunedì santo)

Dal libro del profeta Isaia
Dice il Signore: «Questo è il mio servo che io sostengo, l'ho scelto perché lo amo.
L'ho riempito del mio spirito, perché diffonda la mia legge tra tutti i popoli.
Egli non griderà né alzerà la voce, non farà grandi discorsi nelle piazze.
Se una canna è incrinata, non la spezzerà, se una fiamma è debole, non la spegnerà.
Egli farà conoscere la legge vera.
Non perderà né la speranza né il coraggio, finché non avrà stabilito la mia legge sulla terra.
Le popolazioni lontane staranno in attesa del suo insegnamento».
E dice al suo servo: «Io, il Signore, ti ho chiamato e ti ho dato il potere di portare giustizia sulla terra.
Io ti ho formato e per mezzo tuo farò un'alleanza con tutti i popoli e porterò la luce alle nazioni.
Aprirai gli occhi ai ciechi, metterai in libertà i prigionieri, e tutti quelli che si trovano in un'oscura prigione.
Parola di Dio.

7. Salmo 70 (è il salmo del martedì santo; conviene cantarlo alternato con qualche antifona come: “A te, Signore, innalzo l'anima mia”).

In te, Signore, ho trovato rifugio:
fa' che non resti mai deluso.
Tu sei giusto: liberami e mettimi al sicuro,
dammi ascolto e salvami.

Sarai per me roccia e dimora
dove sempre posso venire.
Tu hai promesso di salvarmi,
sei tu la mia roccia e la mia difesa.

Fammi sfuggire, mio Dio,
dalle mani del malvagio.
Signore, sei tu la mia sola speranza,
in te, dalla mia giovinezza, ho riposto fiducia.

Dal seno materno sei stato il mio sostegno,
tu mi hai raccolto dal grembo di mia madre.
Tutto il giorno le mie labbra canteranno
i tuoi atti e le tue imprese di salvezza:
sono tanti da non potersi contare.

Fin dalla giovinezza, o Dio, mi hai istruito,
e ancor oggi proclamo i tuoi prodigi.

8. Vangelo: Matteo 26, 14-25 (è il vangelo del mercoledì santo).

Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo uno dei dodici discepoli, chiamato Giuda Iscariota, andò dai capi dei sacerdoti e disse: «Che cosa mi date se io vi faccio arrestare Gesù?». Stabilirono trenta monete d'argento e gliele consegnarono. Da quel momento Giuda si mise a cercare un'occasione per fare arrestare Gesù.
Il primo giorno della festa dei Pani non lievitati, i discepoli si avvicinarono a Gesù e gli dissero: «Dove vuoi che ti prepariamo la cena di Pasqua?». Egli rispose:«Andate in città da un tale, e ditegli: “Il Maestro ti manda a dire che il suo momento ormai è arrivato e che viene in casa tua con i suoi discepoli a mangiare la cena di Pasqua”».
I discepoli fecero come aveva comandato Gesù e prepararono la cena pasquale.
Quando fu sera, Gesù si mise a tavola insieme con i dodici discepoli. Mentre stavano mangiando disse: «Io vi assicuro che uno di voi mi tradirà». Essi diventarono molto tristi e, a uno a uno, cominciarono a domandargli: «Signore, sono forse io?». Gesù rispose: «Quello che ha messo con me la mano nel piatto, è lui che mi tradirà. Il Figlio dell'uomo sta per morire, così come è scritto nella Bibbia. Ma guai a colui per mezzo del quale il Figlio dell'uomo è tradito. Per lui sarebbe stato meglio di non essere mai nato!». Allora Giuda, il traditore, domandò: «Maestro, sono forse io?». Gesù gli rispose: «Tu l'hai detto». Parola del Signore.

9. Omelia.

  • Gesù è stato ed è un annuncio di vita, di speranza, di liberazione, di futuro. Un annuncio straordinario, soprattutto per i poveri (1 lettura).

  • L'annuncio di salvezza di Gesù però si scontra con il male che è presente nel mondo: Gesù da fastidio al mondo e al sistema sul quale il mondo si sostiene, e il mondo vuole toglierlo di mezzo (vangelo).

  • Per toglierlo di mezzo intervengono drammaticamente persone concrete, molto vicine a lui, che sono capaci di arrivare persino a tradire l'amico, seguendo inesplicabili impulsi del loro cuore (vangelo).

  • E noi? Mentre ci disponiamo a iniziare il triduo pasquale dobbiamo renderci conto che anche noi contribuiamo, seguendo determinati gli impulsi del nostro cuore, a far durare il sistema di questo mondo che vuole eliminare Gesù. Ci rassegniamo troppo alla pigrizia, alla mancanza di solidarietà, alla superficialità, al “non ho voglia di grattacapi”, all'indifferenza, al fare le cose senza spirito critico...

  • Oggi siamo qui per riconoscere il nostro peccato. Chiederemo perdono a Dio e ai fratelli e riceveremo questo perdono. Perché la forza rinnovatrice della Pasqua di Cristo è più forte del nostro peccato. Poi, pieni di riconoscenza, porremo tutto il nostro sforzo nel rinnovare e nel convertire, ancora una volta, la nostra vita.

10. Silenzio e esame di coscienza (con sottofondo musicale e magari con la chiesa in penombra, si invita ora a cogliere il peccato concreto che c'è in ciascuno).

11. Confessione generale. 

Confessiamo ora i nostri peccati davanti a Dio e ai fratelli dicendo:
Confesso a Dio onnipotente...

Chiediamo al Signore che abbia pietà di noi, rispondendo ad ogni invocazione cantando: Signore, pietà.

  • Per averti dimenticato troppo spesso lungo il cammino della vita, Signore, pietà.

  • Perché non vogliamo cambiare le nostre abitudini e uscire dalle nostre pigrizie, Signore, pietà.

  • Perché siamo poco generosi, poco aperti, poco attenti, Signore, pietà.

  • Perché ci abituiamo troppo facilmente all'oppressione, alla disuguaglianza, alla falsità sulle quali è retto il nostro mondo, Signore, pietà.

  • Perché teniamo in scarsa considerazione l'alimento della tua Parola e l'Eucaristia che tu ci dai, Signore, pietà.

Fratelli, Gesù Cristo ci ha riconciliati con il suo sangue e ci ha introdotti al cospetto di Dio nostro Padre. Per questo, come lui ci ha insegnato, pieni di fiducia, diciamo (cantiamo): Padre nostro...

Signore, Dio e Padre nostro, che ci hai dato la vita per mezzo della passione del tuo Figlio, concedici che, uniti alla sua morte attraverso la penitenza e la conversione, possiamo partecipare, con tutti i fratelli, alla sua risurrezione. Per Cristo nostro Signore.

12. Confessione e assoluzione.

Adesso, secondo le circostanze e le abitudini, ha luogo la confessione e l'assoluzione individuale o collettiva.

13. Penitenza.

Come segno della volontà di conversione si possono proporre due cose: che ciascuno compia qualche gesto di aiuto ai bisognosi (con denaro o con qualche servizio), e che ciascuno dedichi un po' di tempo alla preghiera personale durante i prossimi giorni santi.

14. Gesto di pace.

E ora, fratelli, condividiamo il perdono e la riconciliazione che abbiamo ricevuto scambiandoci un segno di pace.

15. Canto di acclamazione.

E ora, terminando la nostra celebrazione, acclamiamo al Dio che ci ha salvato. Lui è con il suo popolo e con la croce di Cristo ci ha aperto il cammino della pienezza della vita, della speranza, del futuro.

(“O Cristo, tu regnerai” - CdP 47 oppure “Ti saluto, o croce santa” - CdP 54)

16. Saluto.

Si da la benedizione come nella messa e si esce in silenzio.

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