|
|
PENTECOSTE - C
1. AMBIENTAZIONE Cartellone con uno di questi testi:
Simboli:
2. RITI INIZIALI Introduzione Pentecoste è la festa della maturità cristiana, della Comunità in azione, un'esperienza fondamentale che dà dinamismo alla vita dei cristiani. Celebriamo oggi il dono che Dio Padre e Gesù ci hanno fatto: il suo Spirito, anima della Comunità e forza per vivere e annunciare il vangelo. C'è stato concesso questo dono per vivere uniti, per essere testimonianza e per difendere tutti i valori umani. Celebriamo gioiosamente questo dono in noi e nella nostra Comunità. Gesto Chi presiede la celebrazione accende l'alcool e le sette candele. Canto Saluto Fratelli, lodiamo insieme il Signore per il grande dono dello Spirito Santo. Atto penitenziale
Preghiera colletta O Padre, che nel mistero della Pentecoste santifichi la tua Chiesa in ogni popolo e nazione, diffondi sino ai confini della terra i doni dello Spirito Santo, e continua oggi, nella comunità dei credenti, i prodigi che hai operato agli inizi della predicazione del Vangelo.
3. LITURGIA DELLA PAROLA Introduzione alle letture Senza l'aiuto dello Spirito, la fede non ha consistenza né base. La sua influenza è molteplice, con doni e sfumature diverse. Ma questa diversità non rompe mai l'unità; lo Spirito persegue sempre il bene comune. Gesù ha arricchito la Chiesa con questo dono così personale e divino. Con la sua presenza travolgente, gli apostoli vincono la paura, si sentono pieni di coraggio evangelico e parlano in modo che tutti capiscono. Così, la Chiesa nascente comincia ad aprire un cammino di fraternità e di missione.
Dagli Atti degli Apostoli Salmo Responsoriale Dal Salmo 104 R. Del tuo Spirito, Signore, è piena la terra. Benedici il Signore, anima mia, Se togli loro il respiro, muoiono La gloria del Signore sia per sempre; Seconda Lettura Rm 8,8-17 Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani Canto al Vangelo R. Alleluia, alleluia. Vieni, Santo Spirito, riempi i cuori dei tuoi fedeli R. Alleluia. Vangelo Gv 20,19-23 Dal Vangelo secondo Giovanni Breve silenzio. Commento omiletico. Oggi è un giorno particolare per ringraziare Dio Padre e Gesù per averci donato il loro stesso Spirito, che ci conferma nella fede e ci aiuta a capire profondamente gli insegnamenti ed i valori del Vangelo. Questo dono è positivo per tutti. Il battesimo dello Spirito Santo il giorno di Pentecoste sugli apostoli e gli altri cristiani riuniti fu un fatto chiaro e straordinariamente positivo. Se i capi religiosi di Gerusalemme credevano di aver fatto tacere Gesù per sempre e che i suoi discepoli si fossero spaventati con un tale monito, si sbagliano completamente. Quegli uomini si erano certamente rinchiusi per paura; erano sommersi da un mare di dubbi; sembravano finiti ed schiacciati dal fallimento; erano come un corpo senz’anima. Ma con l'irruzione dello Spirito Santo sono motivati in modo eccezionale; escono in strada, cominciano a parlare come profeti in nome di Gesù e tutti li capiscono. Il fatto è che le cose di Gesù non sono poi tanto difficili da capire se uno apre la mente ed il cuore. Un'altra cosa è, naturalmente, avere poi il coraggio di seguirlo. La cosa è evidente. L'esperienza di Pentecoste moltiplica i discepoli. Inoltre, sono disposti ad esporsi ed a rischiare quando necessario per la causa di Gesù. Un coraggio soprannaturale li riveste e li penetra. Un'illuminazione divina fa loro capire il senso profondo del Vangelo. Una mistica nuova allarga il loro cuore e li spinge ad essere testimoni davanti a tutti. Ma il dinamismo di Pentecoste non è finito allora. Lo Spirito continua ad intervenire perché c'è una Pentecoste permanente nella vita della Chiesa. Lo Spirito continua ad offrire doni, suscitando ministeri, facendoci corresponsabili nella missione della Chiesa nel suo interno e verso l’esterno. Grazie a questo Inviato di Dio che non ci abbandona mai, possiamo pregare immersi nella corrente trinitaria, possiamo sorprenderci davanti a molti segni e prodigi della fede, possiamo godere l'esperienza tenera di sentirci figli di Dio e possiamo essere testimoni di doni straordinari. Sì, fratelli, lo Spirito Santo è la luce, la forza, la vita, il respiro, la consolazione di Dio per la Chiesa ed il mondo. Muove dal di dentro, illumina le situazioni più oscure, infiamma gli animi di molti coraggiosi che glielo chiedono, induce a servire. Mette in moto la Chiesa, concede doni e carismi per la ricchezza della comunità e al servizio di tutto il popolo, è una spinta straordinaria ad evangelizzare e riconciliare. La vera missione della Chiesa porterà sempre il sigillo ed il segno dello Spirito Santo. Lo Spirito è ciò che di più grande e determinante hanno potuto regalarci il Padre e Gesù. Essi hanno mantenuto la loro parola e la loro promessa. Ora tocca a noi ricavare il massimo da questo dono così stimolante. Il cristiano che si lascia condurre dallo Spirito, lo si nota; cambia radicalmente; è una persona dalle forti convinzioni, dalla religiosità solida, dalla forza incontenibile, capace di penetrare nella realtà trasformandola; è una persona disponibile, libera, semplice, generosa, che sa rischiare, orante, sincera, compassionevole... Pentecoste ci ricorda la vocazione di vivere sotto l’influsso dello Spirito e di effonderlo sulla società per mezzo di una testimonianza concreta. Dove c'è Spirito di Dio regnano la verità e la libertà, c’è pace e comprensione reciproca, c'è unità. (Silenzio di interiorizzazione).
Anticamente, prima di Cristo, la Pentecoste commemorava agli Ebrei il patto del Sinai, cioè il dono della legge. Dopo la venuta di Cristo, la Pentecoste celebra il dono dello Spirito Santo. La legge mosaica è dono, è espressione dell'amore di Dio, che assume la forma dei dieci comandamenti incisi sulla pietra. II dono dello Spirito Santo è l'Amore stesso di Dio che diventa legge interiore, si incide profondamente nei cuori, li invade con la sua ricchezza e forza, così da diventare motore della vita e della storia. Le tre letture bibliche testimoniano in ordine l'azione dello Spirito Santo, che unifica, vivifica, libera. L'evento della discesa dello Spirito, come ci attesta san Luca, produce la primavera della Chiesa, ossia l'irrompere coraggioso e unificante della prima comunità cristiana. Gli apostoli sono pieni di Spirito di franchezza e coraggio, ma anche di comprensione e fratellanza. La Chiesa cristiana è nel mondo come il buon grano nella zizzania: nella storia si fa strumento e segno della forza unificante dello Spirito di contro alla potenza autoidolatrica del mondo (Torre di Babele), la quale mediante l'uso della menzogna e il possesso delle ricchezze getta l'umanità nella confusione e nell'odio. Il contrasto tra lo Spirito di Dio e lo spirito del mondo diventa, nella seconda lettura, il contrasto tra la vita e la morte: tra i desideri della carne, che producono la morte, e l'amore dello Spirito che risveglia e risuscita a vita nuova, alla stessa vita del Cristo Risorto. Ma nella lotta per la vita contro la morte, attesta san Giovanni nella terza lettura, «ci sta a fianco e ci soccorre» il Paraclito inviato dal Padre in nome di Gesù.
Lo Spirito Paraclito non solo sta vicino e soccorre ogni singolo cuore, ma soccorre e guida tutta l'umanità. Chi non vede nella storia dell'umanità la presenza di un cammino verso l'unificazione? Si tratta di un processo doloroso segnato da sbandamenti e tragedie, da guerre e divisioni, eppure l'umanità si va totalizzando, va riconoscendo in ogni uomo -al di là delle differenze di cultura, di razza e di religione - una comune dignità, densa di mistero, che merita attenzione e rispetto. I governi degli stati perseguono obiettivi di potenza e benessere in rapporto di reciproca concorrenza generando tensioni e contrasti, eppure l'umanità cammina verso l'unificazione.
Anche per la Chiesa cristiana, che è segno e strumento di salvezza, è faticoso il cammino verso l'ecumenismo; eppure sono sempre più vivi il disagio delle divisioni e il desiderio della comunione. Il ruolo pastorale nel governo della Chiesa è stato talora offuscato dall'uso di sistemi richiamanti la logica del potere; eppure la certezza della presenza operante e silenziosa dello Spirito infonde la speranza incrollabile che l'esito finale non può fallire. Non solo l'umanità, ma tutto il creato - afferma san Paolo - geme e soffre i dolori del parto in attesa di essere liberato dalla forza disgregante del male e della morte per schiudersi alla vita nuova. (Silenzio di interiorizzazione).
Credo Preghiera dei fedeli
Gesto Chi presiede asperge l'assemblea mentre dice:
Canto
4. RITO DI COMUNIONE Introduzione Ogni comunione con Gesù è anche col suo Spirito. Sono inseparabili. Ambedue c’ispirano la verità di Dio, una cultura di valori ed un impegno evangelico. Canto Preghiera Padre di bontà e di tenerezza, è giusto ringraziarti e lodarti per il dono dello Spirito che hai effuso sulla Chiesa e su questa piccola Comunità. Lui ci unisce e ci mette in grado di estendere la fraternità. Lui ci apre alla missione e ci suggerisce come accostarci al Vangelo. Padre santo, riempici di vitalità per portare la verità di Gesù in tutti gli ambienti. Effondi abbondantemente il tuo Spirito perché sorgano testimoni dal tuo popolo. Rinnova ora il prodigio della Pentecoste perché il tuo Regno sia la casa comune degli uomini. Sensibili ai tuoi doni, ti diciamo: Padre nostro… Gesto di pace Distribuzione della comunione: Canto Ringraziamento
J. L. Blanco Vega
5. RITO DI CONCLUSIONE Impegno Coltivare la spiritualità e dare testimonianza dello Spirito Santo. Benedizione Commento finale Abbiamo ricevuto abbondantemente lo Spirito perché siamo arricchiti noi personalmente e per fare il bene. Con Lui la vita diventa traboccante, il nostro intimo si perfeziona e possiamo costruire felicemente insieme il Regno di Dio. Senza di lui la vita perde di valore e di senso, regna il peccato e cresce sempre più la distruzione. Poiché c'interessa la perfezione di tutti, seguiamo lo Spirito. Buona settimana di missione. Lo Spirito è con noi. Canto finale e commiato |