|
|
SESTA DOMENICA DI PASQUA
Lo Spirito Santo guida il cristiano e la Chiesa. Viene presentata dagli Atti degli Apostoli la motivazione e la conclusione del concilio di Gerusalemme. È lo Spirito che aiuta la Chiesa anche nelle scelte più problematiche. Essa si costruisce quaggiù, ma ha il suo compimento definitivo nella Gerusalemme celeste, dove la luce del Cristo glorioso sarà piena, dice l’Apocalisse. Nel Vangelo Gesù, che sta per andare al Padre, assicura però la presenza sua e del Padre stesso in chi ama davvero ed ascolta le sue parole; promette poi il Consolatore. Lo Spirito è con i discepoli, insegna loro ogni cosa, li fa penetrare maggiormente nell’insegnamento di Cristo, fino al momento del suo glorioso ritorno. Essi dovranno essere sempre docili alla sua azione. La seconda lettura ci dà il senso definitivo della Chiesa che si costruisce nel tempo: essa prepara la Città santa, la Chiesa dei salvati, luogo di incontro di tutti gli uomini e di piena comunione con Dio. Dovunque si verifica una spinta e una convergenza delle forze vive della Chiesa e dell’umanità verso una maggiore libertà degli spiriti e delle coscienze, verso un maggior amore che è energia suprema la quale sospinge irresistibilmente a purificare, a elevare, perfezionare l’esistenza per l’edificazione di un mondo più degno dell’uomo: dovunque ciò avviene, lì è in opera lo Spirito di Dio e il Regno che viene. I cristiani devono penetrare con il loro sguardo più lontano di ciò che coglie lo sguardo comune; leggere gli avvenimenti alla luce di Dio; e, in questa luce, riconoscere già i bagliori della città santa che scende da Dio. Dio è pienezza di ogni cosa. Ciò richiama la relatività dei segni dell’incontro con Dio, che pure sono necessari nella condizione della Chiesa pellegrina. E come tali perdurano nel tempo finché il tempo esiste. Uno di essi è l’assemblea eucaristica, luogo della presenza di Dio, tempio vivente della lode e della comunione. E i battezzati che la compongono sono a loro volta singolarmente tempio di Dio per opera dello Spirito che abita in ciascuno di loro. In unione con Cristo e con tutta la Chiesa l’assemblea celebrante rende gloria a Dio mentre prega per tutti gli uomini chiamati a partecipare alla salvezza offerta da Cristo. Nell’Eucaristia prendiamo coscienza che Dio abita in ciascuno di noi e in tutto il popolo dei credenti. Attraverso il sacrificio di Cristo rendiamo lode e grazie al Padre. Il pane e il vino sono il segno attraverso cui comunichiamo al sacrificio di Cristo, che toglie i nostri peccati e attua la nostra definitiva riconciliazione con il Padre. |