Copertina

Sulla soglia
dell'infinito

Sussidi liturgici

 

VESPRI

DELLE DOMENICHE

DI QUARESIMA

Quaresima

 

[01]    [02]    [03]    [04]    [05]

 

Offriamo questo materiale per ravvivare la celebrazione della preghiera dei Vespri delle domeniche di Quaresima.

  • Un'introduzione iniziale che si potrebbe leggere dopo l'invocazione iniziale e prima dell'inno. Si vuole così creare nell'assemblea un clima di preghiera, come anche introdurla nel clima spirituale che caratterizza ognuna delle domeniche.

  • Alcune preghiere salmiche corrispondenti ai salmi ed al cantico dei secondi vespri domenicali. I testi che abbiamo redatto cercano di attingere alle idee centrali del salmo e al clima spirituale d’ogni domenica che si riflette molto bene nelle antifone di questi giorni.

  • Infine, alcune letture bibliche e la loro corrispondente omelia, che vogliono centrare l'attenzione sui grandi temi della Quaresima. Sono letture che possono sostituire la lettura breve dei Vespri (cfr. IGLH46) e che possono servire anche, in altre celebrazioni, come lettura e meditazione. L'omelia è pensata soprattutto per comunità che non contano su un ministro che la faccia personalmente.

 

PRIMA DOMENICA

 

COMMENTO INTRODUTTIVO

La nostra preghiera vespertina, in questa prima domenica di Quaresima, vuole essere una risposta all'esortazione divina: Adorerai il Signore tuo Dio e lui solo servirai. Abbiamo appena intrapreso il nostro cammino verso Gerusalemme, verso la Pasqua. Vogliamo farlo in comunità, come popolo pellegrino che cammina nel deserto, nella speranza e nella fedeltà, in contatto permanente con la parola di Dio che c'illumina e ci nutre, ed in uno sforzo incessante di conversione e di lotta per la libertà.
Costituiti come popolo redento dalla Pasqua di Gesù, cantiamo la nostra libertà, eleviamo la nostra lode al Dio che si rivelò ai nostri padri ed in Gesù di Nazaret è diventato nostro salvatore. Proclamiamo, poi, la nostra fede nelle sue promesse e supplichiamolo con fiducia perché questo sia per noi un tempo di grazia e di perdono.

 

PREGHIERE SALMICHE

Salmo 109

Dio onnipotente,
Tu sei il Padre di Gesù,
nostro fratello maggiore.
Tu hai voluto farlo sedere alla tua destra
e l'hai costituito Principe e Signore dell'universo.
Per lui sono stati distrutti il potere del male
e la tirannia dei potenti.
Non permettere che andiamo
dietro agli idoli falsi del prestigio e del potere,
ed aiutaci a rimanere sempre fedeli
all'unico Signore, tuo Figlio Gesù Cristo
che vive e regna nei secoli dei secoli.

 

Salmo 113 A

Permettici, Signore, di evocare
in questa preghiera vespertina
le grandi gesta che hai realizzato un tempo
in favore dei figli del Popolo d'Israele.
Tu li hai liberati dalla schiavitù,
hai fatto loro attraversare il Mare a piedi asciutti
e li hai condotti attraverso il deserto.
Conduci, ora, la tua Chiesa pellegrina,
liberala d’ogni forma di schiavitù
e fa' che questo tempo di Quaresima
sia un tempo di grazia e di salvezza.
Per Cristo nostro Signore.

 

Cantico

Guarda, Signore, alla tua Chiesa in cammino.
Fa' che quest’esperienza quaresimale
la faccia proseguire con maggiore fedeltà
nella sequela di Cristo,
fino alla montagna santa di Gerusalemme.
Lascia che s’identifichi sempre di più
col Cristo della Croce
fino all'ora suprema del sacrificio.
Fa' che questa Quaresima che ora cominciamo
si trasformi in una strada verso la Pasqua
fino al compimento definitivo
del trionfo pasquale di Gesù.
Per Cristo nostro Signore.

 

LETTURA BIBLICA: il Deserto: Deut 8,2-10

 

Dal libro del Deuteronomio.
Ricordati di tutto il cammino che il Signore tuo Dio ti ha fatto percorrere in questi quarant’anni nel deserto, per umiliarti e metterti alla prova, per sapere quello che avevi nel cuore e se tu avresti osservato o no i suoi comandi. Egli dunque ti ha umiliato, ti ha fatto provare la fame, poi ti ha nutrito di manna, che tu non conoscevi e che i tuoi padri non avevano mai conosciuto, per farti capire che l’uomo non vive soltanto di pane, ma che l’uomo vive di quanto esce dalla bocca del Signore. Il tuo vestito non ti si è logorato addosso e il tuo piede non si è gonfiato durante questi quarant’anni.Riconosci dunque in cuor tuo che, come un uomo corregge il figlio, così il Signore tuo Dio corregge te.
Osserva i comandi del Signore tuo Dio camminando nelle sue vie e temendolo; perché il Signore tuo Dio sta per farti entrare in un paese fertile: paese di torrenti, di fonti e di acque sotterranee che scaturiscono nella pianura e sulla montagna; paese di frumento, di orzo, di viti, di fichi e di melograni; paese di ulivi, di olio e di miele; paese dove non mangerai con scarsità il pane, dove non ti mancherà nulla; paese dove le pietre sono ferro e dai cui monti scaverai il rame. Mangerai dunque a sazietà e benedirai il Signore Dio tuo a causa del paese fertile che ti avrà dato. Parola di Dio

 

OMELIA

La Quaresima c'invita ad entrare in un clima di deserto. Anche noi, come Gesù, ci ritiriamo nel deserto per un tempo di quaranta giorni. Ma non è tanto il posto geografico quello che c'interessa. Il deserto, per noi, è un tempo privilegiato di grazia e di conversione. Non si tratta di ritirarci in posti solitari, come se fuggissimo da qualcosa o da qualcuno. Entrare in un clima di deserto vuol dire penetrare dentro di noi, introdurci nella profondità del nostro io, là dove non ci sono né maschere né inganni. È lì, nell'intimità, dove possiamo trovare a Dio, dove lui ci parla, dove acquista senso la nostra esistenza.
La Quaresima può veramente rappresentare un'opportunità di grazia e di conversione. La Quaresima deve essere per noi un'esperienza religiosa indimenticabile. Deve farci comprendere il senso della vita, in tutta la sua dimensione ed in tutto il suo dinamismo. Deve farci comprendere che la nostra esistenza nel mondo è simile a quella del Popolo d'Israele pellegrino nel deserto. Camminiamo verso una meta, sancita per noi dalla resurrezione di Gesù. Non possiamo installarci in questo mondo. Qui non abbiamo una dimora stabile. Dobbiamo limitarci a piantare la tenda, spogli d’ogni peso inutile, disposti sempre alla marcia e alla speranza. Viviamo in un clima d’assoluta provvisorietà. Dio è l'unico assoluto della nostra vita; e l'unica parola definitiva è la sua promessa di salvezza.
Il deserto non è uno spazio definitivo. È un posto di passaggio. Ma bisogna sopportare le inclemenze del tempo, l'insicurezza delle sue risorse, la durezza selvaggia dei pericoli che racchiude. Così è la vita. Bisogna attraversarla come chi attraversa il deserto. Ma Dio ci accompagna e ci protegge, come ha fatto con gli Israeliti. Dio ci nutre con la sua Parola e con la sua Eucaristia, "perché non di solo pane vive l'uomo". Dio ci protegge nei momenti di crisi e di lotta. Ma solo quelli che hanno fede possono camminare nella speranza. Solo coloro che hanno fede possono scoprire in Dio l'alimento vero, l'unica manna, la roccia dell'acqua viva. Solo coloro che si mantengono nella fedeltà riusciranno a vedere il volto di Dio.

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SECONDA DOMENICA

 

COMMENTO INTRODUTTIVO

La Quaresima dovrebbe essere per noi uno sforzo incessante per salire sulla montagna santa, la montagna del Signore, sulla quale lui si è rivelato e ci rivela il suo volto. Solo quelli che si sforzano, solo quelli che riescono a staccarsi da tutto per addentrarsi nella profondità del suo essere, saranno illuminati dallo splendore del volto di Dio.
La nostra preghiera vespertina, in questa domenica, dovrebbe essere un canto di lode al Dio del Sinai, che si è rivelato ai nostri padri, ed al Dio del Tabor, manifestatosi gloriosamente in Gesù di Nazaret. Ma sappiamo che la rivelazione piena e definitiva del Messia salvatore avverrà a Gerusalemme, su un altro monte, il Calvario, quando sarà giunta l'ultima ora, nella quale Gesù donerà la sua vita, come gesto definitivo della sua obbedienza al Padre e del suo amore per gli uomini. È al Calvario che va rivolto il nostro sguardo, come segno di speranza e di fede, perché solo lì, quando Gesù sarà innalzato e si rivelerà come Messia, si porterà a termine la liberazione dell'umanità oppressa dal peccato.

 

PREGHIERE SALMICHE

Salmo 109

Svelaci, Signore, il tuo volto.
Lasciaci salire con te sulla cima della montagna,
come facesti coi tuoi discepoli prediletti,
per ascoltare la tua parola
e sperimentare la forza della tua presenza.
Ti supplichiamo,
Tu che siedi alla destra del Padre:
che il chiasso della vita quotidiana non ci ostacoli
nel contemplare il grande splendore della tua gloria.
Tu, che vivi e regni nei secoli dei secoli.

 

Salmo 113 B

Ci preoccupa molto, Signore, il pericolo degli idoli falsi.
Ci preoccupa molto confonderti
coi dei falsi che noi ci fabbrichiamo
per manipolarli secondo il nostro capriccio.
Ci preoccupa molto gli idoli del denaro, gli idoli del potere,
del prestigio e dell'abbondanza.
Per questo, Signore, vogliamo riconoscere in questo pomeriggio
che tu sei l'unico Dio vero, l'unico Signore,
che esisti al di sopra di noi
e ti sei manifestato in Gesù di Nazaret
per dare la vita e la salvezza
a quanti si fidano della tua forza.
Per Cristo nostro Signore.

 

Cantico

Signore, apri i nostri occhi
ed illuminaci con lo splendore della tua luce
perché noi che ti contempliamo oggi glorioso
sulla cima del Tabor
sappiamo riconoscerti,
vilipeso ed abbattuto,
sulla cima del Calvario.
Fa' che siamo nel mondo
testimoni fedeli della tua gloria
e servitori del messaggio di salvezza
che tu stesso hai ratificato col tuo sangue sulla croce.

 

LETTURA BIBLICA: la Montagna: Eb 12,18-24

Dalla lettera agli Ebrei.
Voi non vi siete accostati a un luogo tangibile e a un fuoco ardente, né a oscurità, tenebra e tempesta, né a squillo di tromba e a suono di parole, mentre quelli che lo udivano scongiuravano che Dio non rivolgesse più a loro la parola; non potevano infatti sopportare l’intimazione: Se anche una bestia tocca il monte sia lapidata. Lo spettacolo, in realtà, era così terrificante che Mosè disse: Ho paura e tremo. Voi vi siete invece accostati al monte di Sion e alla città del Dio vivente, alla Gerusalemme celeste e a miriadi di angeli, all’adunanza festosa e all’assemblea dei primogeniti iscritti nei cieli, al Dio giudice di tutti e agli spiriti dei giusti portati alla perfezione, al Mediatore della Nuova Alleanza e al sangue dell’aspersione dalla voce più eloquente di quello di Abele. Parola di Dio

 

OMELIA

Celebrare la Quaresima è come arrampicarsi sulla montagna dove Dio si rivela e dove ci mostra il suo vero volto. La montagna costituisce il posto privilegiato delle manifestazioni divine. Sulla cima del Sinai Mosé sperimentò la gran rivelazione, il grande incontro con Yahvé, in mezzo alla grand’esplosione cosmica di lampi e tuoni di cui parlano i racconti sacri. Elia, invece, il veggente del monte Horeb, sperimenta la presenza di Dio non nell'uragano violento, né nel terremoto, né nel fuoco, ma nella leggera brezza sussurrante del pomeriggio. Dio era lì, sulla cima della montagna, per parlargli.
Anche Gesù si rivela ai suoi sulla cima del monte Tabor. Ma sono testimoni della sua gloria solo quelli che sono saliti con lui sulla montagna, quelli che sono stati scelti e separati. Ad essi Gesù si rivela accompagnato da Mosé e da Elia, proprio i due personaggi che hanno sperimentato la teofania, cioè la rivelazione di Dio, sulla montagna. Essi rappresentano la Legge ed i Profeti. La rivelazione di Gesù sul Tabor appare come il culmine della Legge e dei Profeti. È come un'anticipazione della Pasqua. Ecco allora che, sotto un altro aspetto, la salita alla montagna diventa il simbolo della salita a Gerusalemme, dell'accesso alla Pasqua.
La Quaresima è come salire al Tabor. Dobbiamo fuggire dal rumore, dobbiamo addentrarci nella solitudine della montagna, dobbiamo penetrare nell'intimo di noi stessi per creare, nel raccoglimento, un clima favorevole all'incontro con Dio che si rivela, che ci proclama la sua parola.
Ma la montagna è anche il posto del culto, il posto dei grandi sacrifici e delle grandi immolazioni. Sulla montagna Abramo doveva immolare il suo stesso figlio. Sulla montagna di Sion, nel Tempio, erano immolati all'imbrunire gli agnelli della Pasqua. Su un'altra montagna, il Calvario, fu immolato Gesù, il vero agnello pasquale, stabilendo così per sempre il culto della nuova alleanza.
Luogo di manifestazioni di Dio e luogo di culto, la montagna rappresenta per noi un modo profondo di vivere la Quaresima e di avvicinarci alla Pasqua.

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TERZA DOMENICA

 

COMMENTO INTRODUTTIVO

Per noi, comunità di credenti, comunità di battezzati, rigenerati dall'acqua e dallo Spirito, celebrare la Quaresima significa aprirci alla forza irresistibile della grazia che è stata riversata su noi.
In questa preghiera vespertina vogliamo pregare il Padre per tutti quelli che, come la Samaritana, hanno conosciuto il dono di Dio e rinascono la notte di Pasqua nelle acque della vita. Essi sono la speranza di una Chiesa giovane e rinnovata.
Iniziamo la nostra lode vespertina ed adoriamo Dio in spirito e verità, consapevoli che, per noi che crediamo in Gesù, ogni luogo, ogni giorno, ogni ora è il momento adatto per il nostro incontro col Padre.

 

PREGHIERE SALMICHE

Salmo 109

Signore, Dio onnipotente,
che ti siedi alla destra del Padre
ed abbatti con la tua forza sovrana
i nemici del tuo Regno,
liberaci da ogni male e proteggici da ogni pericolo.
Trasforma il nostro cuore e indirizza i nostri passi
sul cammino della conversione e della penitenza.
Tu vivi e regni nei secoli dei secoli.

 

Salmo 110

Permettici, Signore, in quest’assemblea vespertina,
di darti il nostro grazie di cuore.
Grazie, Signore, per le tue opere stupende e meravigliose.
Grazie per la tua generosità,
per la tua clemenza e la tua misericordia.
Grazie per la tua alleanza, per l'amore che ci doni
e l'eredità che ci prometti.
Grazie, infine, Signore, per l'agnello senza macchia
che con il suo sangue ci ha liberato dalla morte.
Accogli il nostro grazie in Cristo nostro Signore.

 

Cantico

Signore, guarda compassionevole
il volto di tuo Figlio, schernito mentre pende dalla croce.
Con il corpo martoriato dalla violenza
e lo spirito umiliato dagli insulti
lui si solleva sulla Croce
in segno di protesta silenziosa
contro odi e rancori, violenze e crimini,
ingiustizie ed oppressioni.
Lui è per noi la speranza di un mondo nuovo
libero dal peccato e dalla morte.
Per la forza liberatrice del suo sangue
purificaci da ogni peccato
ed aprici il cuore alla speranza.
Per Cristo nostro Signore.

 

LETTURA BIBLICA: la Conversione: Gioele 2,12-18

Dal libro del profeta Gioele
«Or dunque - parola del Signore - ritornate a me con tutto il cuore, con digiuni, con pianti e lamenti».
Laceratevi il cuore e non le vesti, ritornate al Signore vostro Dio, perché egli è misericordioso e benigno, tardo all’ira e ricco di benevolenza e si impietosisce riguardo alla sventura. Chi sa che non cambi e si plachi e lasci dietro a sé una benedizione? Offerta e libagione per il Signore vostro Dio.
Suonate la tromba in Sion, proclamate un digiuno, convocate un’adunanza solenne. Radunate il popolo, indite un’assemblea, chiamate i vecchi, riunite i fanciulli, i bambini lattanti; esca lo sposo dalla sua camera e la sposa dal suo talamo. Tra il vestibolo e l’altare piangano i sacerdoti, ministri del Signore, e dicano: «Perdona, Signore, al tuo popolo e non esporre la tua eredità al vituperio e alla derisione delle genti». Perché si dovrebbe dire fra i popoli: «Dov’è il loro Dio?». Il Signore si mostri geloso per la sua terra e si muova a compassione del suo popolo. Parola di Dio.

 

OMELIA

La Quaresima è per noi una chiamata alla conversione. La voce di Gesù risuona con urgenza, esigente, nell'intimo delle nostre coscienze: "Il tempo è compiuto ed il Regno di Dio è vicino: convertitevi e credete al Vangelo" (Mc 1,15). In quelle parole di Gesù che costituiscono l'inizio della sua predicazione, si riassume tutto il messaggio di Giovanni Battista e la predicazione dei profeti. "Convertitevi e credete al Vangelo": questo è stato un po' l'annuncio solenne con cui è iniziata la Quaresima nella suggestiva liturgia del Mercoledì delle ceneri.
La conversione non si realizza da un giorno all'altro. La conversione è un impegno permanente. Convertirsi è rimanere incessantemente, con l'udito attento, all'ascolto delle esigenze di Dio. Convertirsi è essere sempre disposti a dire "sì" agli imperativi del Vangelo.
Non finiamo mai di convertirci. Dobbiamo sforzarci continuamente per trasformare il nostro cuore. È questa la vera conversione. Qui sta la vera penitenza: nella trasformazione del cuore. Dobbiamo continuare a seppellire giorno dopo giorno il cuore vecchio perché, al suo posto, cresca in noi il cuore nuovo, animato da uno spirito nuovo.
Conversione e penitenza sono due termini affini. La penitenza che Dio si aspetta di noi non sono i grandi digiuni o le dure penitenze. Dio vuole che ci strappiamo il cuore, non le vesti. Dio vuole, insomma, che strappiamo da noi il peccato, che abbandoniamo i nostri atteggiamenti egoisti, che usciamo dai nostri meschini interessi particolari e ci apriamo alle necessità del prossimo.
La conversione non è un compito esclusivamente personale, individualista. Convertirsi è mettersi a servizio del difficile compito di trasformare il mondo. Il mondo si convertirà quando si trasformeranno le vecchie strutture d’oppressione, quando si romperà il dominio dell'ingiustizia, quando si farà strada il messaggio evangelico di riconciliazione e di fraternità universale.
Convertirsi, insomma, è indirizzare la nostra vita e la vita del mondo verso la forza rinnovatrice della Pasqua, verso la costruzione dell'uomo nuovo e della terra nuova.

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QUARTA DOMENICA

 

COMMENTO INTRODUTTIVO

Quando la luce del giorno sembra scomparire nelle tenebre della notte, noi, che siamo stati rigenerati nelle acque battesimali, acclamiamo Cristo, luce vera ed inestinguibile. Per noi che crediamo in lui la notte è stata trasformata in giorno e le tenebre in luce.
Preghiamo il Signore per tutti quelli che nella notte di Pasqua saranno inondati dalla luce di Cristo e diventeranno, attraverso il battesimo, figli della luce. Preghiamo perché la luce della fede permetta loro di scoprire il vero volto di Dio e la vera realtà del mondo e degli uomini.
Preghiamo anche per noi, comunità di credenti, perché sappiamo scoprire la presenza di Dio nella storia e la forza dei suoi interventi.

 

PREGHIERE SALMICHE

Salmo 109

Signore Gesù Cristo, glorificato dal Padre
e costituito giudice dei vivi e dei morti,
accogli la nostra lode vespertina
e guidaci sulla strada del pentimento
e della conversione;
soccorrici incessantemente con la tua grazia
e fa' che confidiamo sempre
nella bontà del tuo cuore.
Tu vivi e regni nei secoli dei secoli.

 

Salmo 111

Padre buono che sei nei cieli,
tu conosci la povertà delle nostre risorse
e l'inconsistenza dei nostri progetti.
Non lasciare che le nostre decisioni
rimangano solo parole e pii desideri.
Apri il nostro cuore
alle necessità del prossimo
e fa' che ci sentiamo solidali
con l'angoscia e le difficoltà
dei poveri e degli emarginati.
Per Cristo nostro Signore.

 

Cantico

Fa', o Signore, che riconosciamo
nel Cristo della Croce
il Messia annunciato dai profeti
e atteso dai figli dell'Israele.
Lui è l'agnello senza macchia
celebrato nella Pasqua antica;
lui è il servo sofferente,
umiliato e maltrattato,
divenuto un verme, non più un uomo,
per l'immensità dei nostri peccati.
Fa' che confidiamo in lui, nella forza redentrice
del suo sangue versato.
Per Cristo nostro Signore.

 

LETTURA BIBLICA: Salire a Gerusalemme con Gesù Cristo: Mc 10, 32-34

Dal Vangelo secondo Marco
Mentre erano in viaggio per salire a Gerusalemme, Gesù camminava davanti a loro ed essi erano stupiti; coloro che venivano dietro erano pieni di timore. Prendendo di nuovo in disparte i Dodici, cominciò a dir loro quello che gli sarebbe accaduto: «Ecco, noi saliamo a Gerusalemme e il Figlio dell’uomo sarà consegnato ai sommi sacerdoti e agli scribi: lo condanneranno a morte, lo consegneranno ai pagani, lo scherniranno, gli sputeranno addosso, lo flagelleranno e lo uccideranno; ma dopo tre giorni risusciterà». Parola del Signore.

 

OMELIA

Quaresima è incamminarsi verso la Pasqua: la strada che dobbiamo percorrere è un cammino di conversione, di lotta contro il potere del male, di rottura con l'uomo vecchio.
La Pasqua è per noi una meta. Lo fu anche per Gesù. Durante la sua predicazione fece frequenti allusioni alla sua "ora". Si riferiva all' "ora di passare da questo mondo al Padre". Alla Pasqua. Questo doveva essere il momento culminante, l'ora della pienezza, nella quale Cristo, in un gesto d’amore supremo, avrebbe dato la vita per i suoi amici, per tutti gli uomini. Quello fu il momento della rivelazione totale. Nell'essere "sollevato in alto", Gesù si rivelò per sempre come Salvatore e come Messia. Fu, questo, anche il momento della comunione suprema con il dolore dell'uomo. Non è un'esagerazione dire che l'incarnazione arrivò alla sua massima espressione quando Gesù fece sua la profondità del dolore umano nel momento della morte.
Camminare verso la Pasqua è camminare verso Gerusalemme. A Gerusalemme s’incentrano le ansie di liberazione di Gesù. Gerusalemme è il simbolo al quale si rivolge tutta l'attesa messianica del popolo dell'Israele e tutta la generosità del cuore di Dio che si apre all'aspettativa dell'uomo. A Gerusalemme si riuniscono, come per scambiarsi il testimone, l'antica e la nuova alleanza. Gerusalemme, infine, è una chiamata alla riconciliazione universale, alla fraternità definitiva. Per questo, Gerusalemme è come la figura anticipata del cielo nuovo e della terra nuova, la rappresentazione della nuova umanità creata per sempre nella Pasqua di Gesù.
La parola di Dio c'invita in questo pomeriggio a salire a Gerusalemme. Ma saliranno con Gesù a Gerusalemme solo coloro che sono disposti a dare la vita come lui; coloro che sono disposti a condividere, con lui, il gesto supremo del dono totale; coloro che desiderano essere, come lui, attraverso la croce, il fermento di un mondo nuovo.

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QUINTA DOMENICA

 

COMMENTO INTRODUTTIVO

In momenti storici come il nostro, in cui il fantasma della morte, della distruzione e della guerra sembra gravare ossessivamente sui nostri cuori come una minaccia ogni giorno più irrimediabile, noi eleviamo le nostre suppliche insistenti a Cristo, l'unico che ha parole di vita, l'unico che può costituire per l'umanità minacciata una meta di speranza.
Per la sua parola è sorta la vita nel mondo ed i morti sono stati resuscitati. Per la forza del suo Spirito tutti quelli che credono in lui e s’immergono nelle acque della purificazione rinascono a vita nuova.
Nella nostra celebrazione vespertina lodiamo Cristo che restituì la vita a Lazzaro e, per la sua resurrezione dai morti, distrusse la morte per sempre.

 

PREGHIERE SALMICHE

Salmo 109

Sappiamo, Signore, che i figli d'Israele,
nel loro duro cammino attraverso il deserto,
innalzarono un serpente di bronzo
come segno di liberazione.
Sappiamo che chi fissava su di lui lo sguardo,
confidando nel tuo potere salvifico,
era guarito da ogni malattia.
Libera ora dalla morte
tutti noi che confidiamo
nel potere divino di tuo Figlio,
elevato gloriosamente sulla Croce,
e che riconosciamo come Signore e come Messia.
Per lo stesso Cristo nostro Signore.

 

Salmo 113 A

Non potremo mai dimenticare, Signore,
le gesta e le meraviglie
che hai compiuto per il popolo d'Israele
per liberarlo dalla schiavitù d'Egitto.
Ricordati anche di noi;
guarda la mano oppressora che tinge di sangue e d’ingiustizia
la vita del tuo popolo.
Liberaci, Signore, dalla morte e mettici in salvo
per il sangue redentore di tuo Figlio,
che vive e regna con te nei secoli dei secoli.

 

Cantico

Ormai nell'imminenza della Pasqua
il nostro spirito è teso, Signore.
Ci fa pena il contemplare
il volto oltraggiato di tuo Figlio Gesù,
la sua carne straziata dalla violenza,
ed il suo spirito schiacciato dalla malizia del nostro cuore.
Padre Santo, dacci la forza
di condividere la sua passione
solidali col dolore di tanti uomini
schiacciati dalla malvagità del mondo.
Fa' che brilli per tutti
la luce dell'amore e della fraternità
nel seno di un'umanità rinnovata
dalla forza immensa della Resurrezione.
Per Cristo nostro Signore.

 

LETTURA BIBLICA: Il Servo di Yahvé: Is 52,13-53,12

Dal libro del profeta Isaia
Ecco, il mio servo avrà successo,
sarà onorato, esaltato e molto innalzato.
Come molti si stupirono di lui
- tanto era sfigurato per essere d’uomo il suo aspetto
e diversa la sua forma da quella dei figli dell’uomo -
così si meraviglieranno di lui molte genti;
i re davanti a lui si chiuderanno la bocca,
poiché vedranno un fatto mai ad essi raccontato
e comprenderanno ciò che mai avevano udito.
Chi avrebbe creduto alla nostra rivelazione?
A chi sarebbe stato manifestato il braccio del Signore?
È cresciuto come un virgulto davanti a lui
e come una radice in terra arida.
Non ha apparenza né bellezza
per attirare i nostri sguardi,
non splendore per provare in lui diletto.
Disprezzato e reietto dagli uomini,
uomo dei dolori che ben conosce il patire,
come uno davanti al quale ci si copre la faccia,
era disprezzato e non ne avevamo alcuna stima.
Eppure egli si è caricato delle nostre sofferenze,
si è addossato i nostri dolori
e noi lo giudicavamo castigato,
percosso da Dio e umiliato.
Egli è stato trafitto per i nostri delitti,
schiacciato per le nostre iniquità.
Il castigo che ci dà salvezza si è abbattuto su di lui;
per le sue piaghe noi siamo stati guariti.
Noi tutti eravamo sperduti come un gregge,
ognuno di noi seguiva la sua strada;
il Signore fece ricadere su di lui
l’iniquità di noi tutti.
Maltrattato, si lasciò umiliare
e non aprì la sua bocca;
era come agnello condotto al macello,
come pecora muta di fronte ai suoi tosatori,
e non aprì la sua bocca.
Con oppressione e ingiusta sentenza fu tolto di mezzo;
chi si affligge per la sua sorte?
Sì, fu eliminato dalla terra dei viventi,
per l’iniquità del mio popolo fu percosso a morte.
Gli si diede sepoltura con gli empi,
con il ricco fu il suo tumulo,
sebbene non avesse commesso violenza
né vi fosse inganno nella sua bocca.
Ma al Signore è piaciuto prostrarlo con dolori.
Quando offrirà se stesso in espiazione,
vedrà una discendenza, vivrà a lungo,
si compirà per mezzo suo la volontà del Signore.
Dopo il suo intimo tormento vedrà la luce
e si sazierà della sua conoscenza;
il giusto mio servo giustificherà molti,
egli si addosserà la loro iniquità.
Perciò io gli darò in premio le moltitudini,
dei potenti egli farà bottino,
perché ha consegnato se stesso alla morte
ed è stato annoverato fra gli empi,
mentre egli portava il peccato di molti
e intercedeva per i peccatori.
Parola di Dio.

 

OMELIA

Man mano che si avvicina la festa della Pasqua l'ombra della Passione diventa più densa nella coscienza della Chiesa. Il nostro atteggiamento in questa preghiera del pomeriggio diventa oggi più contemplativo, più presa dall'immagine del Cristo sofferente evocato tragicamente dal Profeta.
Il Servo di Yahvé è l'immagine del Cristo della Croce. La sua figura sofferente riempie di spavento quanti la contemplano. Il suo aspetto è orribile. Gli uomini lo rifuggono e lo disprezzano come punito da Dio. Ma il Servo è innocente. Ha voluto caricarsi di una punizione ignominiosa per dei peccati che non commise mai. Il Servo soffre al posto del popolo, per i peccati del popolo, perché il suo unico gran desiderio è riunirlo, salvarlo. Il Servo ha accettato una morte obbrobriosa per liberare il popolo dalla morte e dal peccato. Ma Dio gli ha assicurato l'esaltazione dopo la morte. I salvati saranno la sua eredità. La sua morte si trasformerà in vittoria ed il suo pianto in gioia.
Cristo è per noi il vero Servo di Yahvé. È quanto spiegò lui stesso ai due discepoli durante il tragitto di Emmaus; e così interpretò le Scritture il diacono Filippo prima di battezzare l'etiope. Sul Cristo della Croce pesa il peccato dell'umanità intera. Lui ha voluto assumere nella sua carne tutto il dolore umano con tutta la sua oltraggiosa miseria.
Ma, al di sopra della Croce, si scorge già la luce radiante della risurrezione che strappa la densa tenebra del Calvario. In effetti, quelli che hanno fede, quelli che sono capaci di riconoscere nel Cristo della Croce il Messia liberatore, non piomberanno nel pessimismo del fallimento e della disperazione. Il Cristo sofferente è oggi per noi un richiamo al sacrificio e alla rinuncia; perché solo quelli che sono capaci di morire possiederanno la vita.

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