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Sulla soglia
dell'infinito

Sussidi liturgici

 

SUGGERIMENTI PASTORALI

01

Quaresima

 

 

Ogni Quaresima è diversa. La storia non si ripete ed il programma pasquale d’ogni comunità, nemmeno.

Il tempo forte Quaresima-Pasqua è un invito ad ogni comunità cristiana perché entri con decisione nella dinamica propria della Pasqua, che è passaggio alla Vita Nuova, facendo sì che questa vita si rimetta in cammino e s’incentri sempre più chiaramente nella luce della Pasqua del Signore Gesù.

Non è necessario ricorrere ad idee spettacolari. Ogni anno, più o meno, sono simili le iniziative che si mettono in atto, per fare in modo che tutti possano cogliere le caratteristiche ed assumere gli atteggiamenti tipici di questo tempo.

È opportuno, però, che già dalla prima domenica - dallo stesso mercoledì delle ceneri - si sottolinei, con la pedagogia dei segni e dell'ambiente che siamo entrati in un tempo forte e che tutti siamo convocati per qualcosa che è importante per la nostra vita.

 

Sei settimane organizzate

Quaresima non vuol dire quaranta giorni omogenei. Il cammino verso la Pasqua è organizzato secondo un ritmo particolare, soprattutto nelle letture domenicali.

Le due prime settimane hanno soprattutto un tono di purificazione e conversione.

Le settimane terza, quarta e quinta contengono un richiamo molto chiaro ai sacramenti, soprattutto quelli dell'iniziazione. Sono settimane in cui la comunità è invitata a ripercorrere il suo sempre incompiuto catecumenato.

L'ultima settimana, dalla domenica delle Palme fino alle porte del Triduo Santo, nel pomeriggio del giovedì, è ormai già preparazione immediata della Pasqua.

Sono sottolineature diverse che è opportuno avere presenti nella pianificazione della Quaresima, all'interno dell'unità che tutto il tempo ha riguardo alla Pasqua, e perfino con le sette settimane del Tempo Pasquale.

 

Un ambiente d’austerità

Anche l'ambiente educa. I segni tradizionali di austerità continuano ad avere senso:

- l'omissione dell'Alleluia,

- la soppressione dei fiori e della musica strumentale festiva,

- il colore violaceo dei paramenti liturgici,

- il digiuno e l'astinenza nei giorni indicati...

Sono "norme" che mirano alla pedagogia dei segni e dell'ambiente. Sono segni simbolici non di tristezza o di lutto, ma che mostrano la comunità cristiana in cammino verso la Pasqua, in una preparazione e purificazione per la celebrazione pasquale. È un cammino che sa molto di deserto, perché la meta ha una dinamica duplice: alla Vita pasquale di Cristo passa attraverso la conversione e della morte.

Nella Veglia Pasquale ritorneranno gioiosamente le musiche, i fiori e l'Alleluia.

Prescindere da questi segni tipici della Quaresima sarebbe impoverire la forza educativa di questo tempo forte.

 

I santi vengono dopo

Un altro segno del cammino quaresimale è che la celebrazione liturgica si incentra quasi esclusivamente in Gesù Cristo e nel suo Mistero Pasquale.

I santi non hanno rilievo in questo tempo. Non si celebra la loro memoria come avviene nel resto dell'anno: al massimo, una colletta all'inizio, se proprio che se ne vuole ricordare uno per motivi particolari. Tanto il colore dei vestiti come le letture, i canti e le altre preghiere, però, sono di Quaresima. L'attenzione della comunità è centrata nel Cristo che sale a Gerusalemme e si prepara a passare, attraverso la Morte, alla Vita gloriosa di Pasqua.

Pertanto, anche nel caso della festa di S. Giuseppe, che, per diversi motivi, è rimasta all'interno di questo tempo, non converrebbe mettere troppa enfasi festiva nella sua celebrazione.

 

Programmare la Quaresima insieme

La Quaresima è una buona occasione perché la comunità programmi la sua vita di fede insieme, con la partecipazione non solo dei sacerdoti, ma anche dei religiosi, dei laici, dei giovani, delle coppie, eccetera. Si tratta di una programmazione pastorale che deve essere portata avanti con immaginazione e col desiderio che la vita di tutta la comunità, in questo tempo, progredisca. Se fosse possibile, questa pianificazione dovrebbe abbracciare tanto le sei settimane di Quaresima come le sette di Pasqua.

Ci sono molti aspetti che in questi tre mesi forti sarebbe opportuno coordinare meglio all'interno della vita della comunità: la catechesi, la vita familiare, la pastorale dei bambini e dei giovani, i gruppi cristiani dentro la comunità più vasta...

È tutta la comunità che si incammina verso la Pasqua e programma i diversi aspetti di questo itinerario:

- ritiri e giornate di studio,

- preparazione delle famiglie che chiedono il battesimo per i suoi figli, o dei fidanzati che chiedono il matrimonio,

- itinerario catechistico dei bambini o dei giovani che ricevono la Cresima oppure la Prima comunione nel tempo Pasquale;

- i diversi livelli della catechesi,

- celebrazioni della penitenza durante la Quaresima,

- altre celebrazioni di preghiera, o di Via Crucis,

- la soppressione dei battesimi in Quaresima, se si vede che è possibile celebrarli nella Veglia di Pasqua o nelle settimane pasquali.

In ogni comunità sarebbe opportuno che, nella settimana delle ceneri (meglio però prima), ci fossero una o più riunioni per fare questa programmazione, in modo che tutti la sentano come propria, ed il tempo di Quaresima-Pasqua sia realmente un tempo di grazia per tutti.

 

L'ambientazione della chiesa

All'inizio della Quaresima l'ambiente della chiesa dovrebbe cambiare.

Qui offriamo solo alcuni indicazioni.

Il clima austero, l'assenza di elementi ornamentali festivi come i fiori, la riduzione della musica come elemento festivo (si conserverebbe l'accompagnamento dei canti e magari e una musica discreta al posto del canto, per esempio, durante la comunione) come prima abbiamo indicato, sono elementi da tenere in considerazione.

Nel presbiterio bisognerebbe mettere in evidenza la croce, magari nella massima semplicità in Quaresima e nel tempo pasquale circondata con una corona di alloro. La situazione locale saprà suggerire quello che è meglio fare.

Anche la musica ambientale della chiesa, durante l'accoglienza della gente, o tra le messe, dovrebbe avere questo tenore austero: musica di organo, non troppo alta di volume, oppure canto gregoriano, o le grandi opere classiche di polifonia, o coralli della Passione di Bach...

Se nell'atrio della chiesa c'è un posto adeguato, si potrebbero mettere dei cartelloni pensati con intenzione pedagogica, per esempio facendo ogni settimana una composizione - foto, slogan, poster - che continui a segnare le tappe dell'itinerario quaresimale.

 

L'Eucaristia in Quaresima

Uno dei principali obiettivi della programmazione congiunta della Quaresima è questo: come possiamo migliorare la celebrazione dell'Eucaristia in queste domeniche di preparazione alla Pasqua?

Suggeriamo anche qui alcuni aspetti da potenziare in modo particolare nelle Eucaristie quaresimali.

a) L'atto penitenziale sembra il momento più caratteristico da far risaltare in Quaresima.

Converrebbe creare una certa rottura con il modo abituale di celebrarlo, cosicché tutta l'assemblea comprenda il ruolo di questo elemento nel nostro itinerario quaresimale. Nel Tempo Pasquale, poi, sarà il contrario: sarà messo maggiormente in risalto il Gloria, mentre l'atto penitenziale passerà in secondo piano.

Un modo concreto sarebbe quello di cantare le invocazioni "Signore, pietà",

oppure un canto penitenziale le cui strofe si possano cantare intercalando le invocazioni di perdono.

Sarebbe ancora meglio se si riuscisse a stabilire una connessione più unitaria tra il canto d'ingresso, l'introduzione iniziale del presidente e l'atto penitenziale. Lo stesso canto, in diverse strofe, potrebbe servire da unificatore di tutti questi elementi. L'ordine potrebbe essere questo: una o due strofe del canto, saluto ed introduzione del presidente, un momento di silenzio, nuova strofa dello stesso canto, con o senza invocazioni di perdono, e colletta.

b) La predicazione andrebbe curata di più in questo tempo.

L'ideale sarebbe una breve omelia quotidiana, che applichi il messaggio delle letture alla nostra vita. Due o tre minuti possono bastare per centrare il tema biblico ed esortare ad inserirlo concretamente nel nostro cammino verso la Pasqua.

La predicazione domenicale bisognerebbe programmarla in modo unitario, in modo che si veda la dinamica che queste sei domeniche hanno (cfr. in questo stesso sito i suggerimenti per questa predicazione).

c) L'acclamazione al vangelo è speciale durante la Quaresima.

Non si canta l'Alleluia. La ragion d'essere di questa acclamazione però rimane: un grido di lode ed accoglienza al vangelo che è Cristo stesso che c'è comunicato come Parola viva del Padre. Questa acclamazione può essere, in questi giorni di Quaresima, un canto breve ed entusiasta. Nei giorni feriali potrebbe anche essere soppressa.

d) anche La Preghiera Eucaristica merita attenzione. Non solo perché ci sono molti prefazi quaresimali (nove nel Messale Romano, più due per il tempo di Passione) ma anche perché ci sono due preghiere della Riconciliazione che sono molto adeguate per questo tempo. Almeno una volta la settimana converrebbe utilizzarle.

e) ci sono altri elementi propri della Quaresima che bisognerebbe evidenziare nell'Eucaristia: i formulari propri per le preghiere presidenziali; le preghiere "sul popolo"; le benedizioni solenni per le domeniche, etc..

f)Anche i canti influiscono notevolmente nel creare un adeguato clima di Quaresima. Andrebbe differenziato in modo chiaro il repertorio quaresimale da quello delle settimane anteriori e si dovrebbe fare un'opportuna prova dei nuovi canti.

I canti dovrebbero riflettere la tematica quaresimale:

- la conversione e la penitenza,

- la preparazione della Pasqua,

- la croce e la passione di Cristo,

- il cammino nel deserto,

- il cammino della Chiesa pellegrina...

La ripetizione dei canti scelti per le domeniche di questo tempo può aiutare a renderli più conosciuti e contemporaneamente a farli gustare di più.

 

La Quaresima intorno alla Parola

È la Parola di Dio, con la sua forza, quella che ci aiuta a vivere la Quaresima e la Pasqua. La comunità cristiana si rinnova man mano che accoglie questa Parola e si lascia trasformare da lei. L'iniziativa è di Dio, il "programma" anche; e non è altro che il programma di Cristo che passa attraverso la Croce per giungere alla Pasqua.

Per questo in Quaresima ogni comunità cristiana dovrebbe centrare la sua vita in modo grande sulla Parola di Dio:

- dandogli l'importanza dovuta in ogni celebrazione, tanto quella dell'Eucaristia come quella della Liturgia delle Ore;

- organizzando, al di fuori della celebrazione, riunioni di studio biblico, a mo' di corsi o di incontri di approfondimento;

- con incontri di revisione di vita alla luce della Parola;

- con celebrazioni di preghiera che hanno come base la Parola di Dio: lasciare che essa illumini, giudichi e stimoli il nostro cammino verso la Pasqua;

- preparando insieme l'omelia domenicale, sia tra sacerdoti, sia con partecipazione di laici.

 

Tutti catecumeni

Quaresima è il tempo tipico del catecumenato, ma non solo per quelli che si preparano a ricevere il Battesimo. Anche per la comunità cristiana, che è invitata a percorrere una strada catecumenale ogni anno.

Essere catecumeno vuol dire ritornare un po' a scuola. Perché siamo sempre degli apprendisti, sul piano cristiano, e l'uomo vecchio cresce sempre più del nuovo. Pasqua continua ad essere, ogni anno, una convocazione ed un apprendistato.

Quaresima è l'occasione per le comunità cristiane di organizzare il loro itinerario pasquale come un cammino catecumenale, rinfrescando opzioni e ripercorrendo le tappe di un'iniziazione che possono essere d'aiuto nell'approfondimento della loro identità cristiana, in modo che nella Notte Pasquale la celebrazione della Vita Nuova di Cristo e la rinnovazione delle promesse battesimali siano veramente un'esperienza preparata ed assunta personalmente da tutti.

Dal mercoledì delle ceneri fino a Pasqua, o meglio ancora, fino alla pienezza della Pentecoste, devono essere tre mesi di catecumenato e di "formazione permanente" per i cristiani: degli "Esercizi Spirituali" che possono risultare molto efficaci sotto tutti gli aspetti.

Suggeriamo alcune linee sulle quali si può rendere concreto il cammino "catecumenale" della comunità cristiana:

- priorità della catechesi in queste settimane: sia per quanto riguarda la preparazione dei bambini alla prima comunione o alla Cresima; sia, semplicemente, l'approfondimento della fede per i bambini e adolescenti o giovani che hanno già ricevuto questi sacramenti;

- preparazione programmata delle famiglie i cui bambini ricevono il Battesimo a Pasqua;

- incontri più intensi per i fidanzati che si preparano al Matrimonio;

- "formazione permanente" degli adulti: per esempio organizzando una serie di incontri di studio biblico, o di conferenze-discussione su temi di attualità per i cristiani (sia di tipo dottrinale sia di pratica morale);

- organizzazione delle sei domeniche di Quaresima sotto un tema che è sviluppato a mo' di monografia, ogni anno diverso, che conduca tutti ad una comprensione maggiore e ad un'esperienza più forte del mistero cristiano. Alcune parrocchie hanno preso, per esempio, come tema la stessa Eucaristia, vista come momento privilegiato della vita ecclesiale; gruppi di giovani hanno centrato questa progressiva riflessione e celebrazione sul tema "la Pasqua del sì"...

- per sottolineare il carattere di re-iniziazione cristiana, soprattutto nelle settimane terza, quarta e quinta, partendo dai vangeli più "sacramentali" di Giovanni, alcune comunità hanno organizzato in Quaresima una serie di gesti significativi presi dalla storia del catecumenato: la "traditio Simboli" e la "traditio Orationis dominicae": una consegna simbolica, pedagogica, della professione di fede e della preghiera del Padre nostro, come elementi che concretano la nostra fede ed il nostro atteggiamento davanti a Dio (può essere fatta benissimo all'interno dell'Eucaristia, presentando opportunamente la formula in questione e dandole, in quel giorno, un rilievo più pedagogico);

- ritiri spirituali, per esempio con ritmo settimanale, per le diverse categorie di persone; Esercizi Spirituali;

- celebrazioni di preghiera, a livello parrocchiale, o per gruppi, o favorendo la preghiera nella cornice familiare...

Quaresima e Pasqua dovrebbero scuotere la vita dei gruppi cristiani; dovrebbero svegliarli, farli balzare in piedi, spingerli ad alcune scelte rinnovate, in modo che Pasqua sia qualcosa di più di una data sul calendario.

 

Il tempo penitenziale per eccellenza

All'interno di questo clima quasicatecumenale, la comunità cristiana è invitata ogni Quaresima alla penitenza, alla conversione.

Accettare la Pasqua come criterio di vita vuol dire rinnovarsi, purificarsi dai mille criteri anti-pasquali che sono entrati nella vita e dagli atteggiamenti negativi che prendono piede in ogni persona ed in ogni gruppo.

Anche qui, più che buttar giù delle idee slegate tra loro, è meglio pensare ad una programmazione a mo' di cammino penitenziale che va dal mercoledì delle ceneri fino a Pasqua:

a) il mercoledì delle ceneri potrebbe essere il punto di partenza, convenientemente sottolineato come inizio del tempo penitenziale;

in questo giorno, nella celebrazione eucaristica, o in un'altra celebrazione penitenziale, non ancora sacramentale, si invita la comunità a porsi in atteggiamento di conversione e di cammino;

il segno della cenere andrebbe presentato come risposta a quanto la Parola di Dio ci invita a fare: il segno, cioè, della nostra volontà di convertirci; si possono continuare a dire le due formule che accompagnano il segno: sia quella che ricorda la morte come quella che ci dice "convertiti e credi al vangelo", in modo che si sentano entrambe;

si potrebbe pensare anche ad altri segni: per esempio, si potrebbe sottolineare il primato che ha la Parola in questo cammino (con una "intronizzazione" speciale del Lezionario? con un impegno di lettura personale del vangelo?), oppure mettendo in risalto, in questo tempo di Quaresima, l'importanza della Croce per la comunità, eccetera...

in questo primo giorno si potrebbe consegnare a tutti un esemplare del progetto che la parrocchia ha in mente per questo tempo o il calendario di iniziative quaresimale-pasquali che il gruppo abbia deciso: così tutti sanno che incontri di preparazione o di studio ci sono, che celebrazioni di preghiera, che sacramenti si celebrano nella Pasqua, che mete si propone la comunità, etc.

b) dopo, con un ritmo settimanale (per esempio il sabato? il venerdì?) si va alimentando questo cammino di conversione con celebrazioni penitenziali. Si possono prendere dallo stesso Rituale della Penitenza, che raccomanda tali celebrazioni non sacramentali. I temi, ben selezionati, sempre più impegnativi: da quelli negativi che fanno riflettere sulla necessità di purificarsi dal peccato fino a quelli positivi dei valori pasquali che bisogna calare nella vita personale e comunitaria...

c) e finalmente, alle porte ormai del Triduo Pasquale, una celebrazione comunitaria del sacramento della Riconciliazione. Per esempio il mercoledì santo di pomeriggio, o il Giovedì Santo di mattina. Se è il caso, per gruppi differenziati (bambini, giovani, famiglie, eccetera..). È la preparazione prossima alla Pasqua, e contemporaneamente il culmine di tutta una serie di passi compiuti durante la Quaresima.

 

Non dimenticare la Croce

Sarebbe triste se, in questo clima di preparazione pasquale, ci dimenticassimo della Croce.

È il segno fondamentale di quello che è la Pasqua per Cristo e, pertanto, per noi. La Pasqua non è solo gloria: è il passaggio dalla morte alla vita, è il passare dalla profondità della morte e della croce alla vittoria della vita nuova. Anche la Croce entra nel programma. La Pasqua cominceremo a celebrarla già il Venerdì Santo. Saranno tre giorni celebrati come se fossero uno solo: la Pasqua di Cristo morto, di Cristo nel sepolcro e di Cristo resuscitato.

Il percorso quaresimale-pasquale dovrebbe mettere in evidenza la centralità della Croce di Cristo:

- predicare di più la Passione di Cristo come lo stile del suo agire, come la definizione più radicale della sua persona: è colui che si è sacrificato per...

- le letture bibliche non sono molto in questa prospettiva se non negli ultimi giorni: non sarebbe male che nel momento di organizzare celebrazioni più libere intorno alla Parola di Dio si scegliesse qualche volta di più la Passione di Cristo come tema di fondo;

- i venerdì andrebbe sviluppata un po' di più l'immaginazione, in modo da proporre qualche celebrazione equivalente alla "via crucis", nel caso non si volesse fare sempre le stesse cose; meditare sulla morte del Servo di Yahvé è un alimento spirituale per tutta la comunità;

- questa immaginazione può portare a far sì che qualche volta, nella prossimità della Pasqua, la Via crucis sia più espressiva: con la Croce "in movimento", magari all'aperto (salendo una montagna?).

Non tutto si può realizzare ovunque. Quello che, però, è importante è che la pedagogia dei segni funzioni, e che questi giorni di Quaresima, in qualche modo, mostrino che la comunità cristiana ha capito il valore della Croce di Cristo e che la vuole calare concretamente nella sua vita.

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