Copertina

Sulla soglia
dell'infinito

Sussidi liturgici

PER LEGGERE (PERSONALMENTE)

LA PASSIONE

Quaresima

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Il modo migliore per ricavare un profitto spirituale dal racconto della Passione è garantirne una buona proclamazione liturgica, in base al tipo di assemblea (innanzi tutto, sempre dialogata fra tre lettori preparati, con microfoni adeguati, con libri degni...; poi, guardando se è meglio che l'assemblea si sieda durante la maggior parte della lettura, se è opportuno intercalare delle acclamazioni, etc.). Completare poi questa bella proclamazione con una bella omelia: piuttosto breve, incentrata su Gesù, come aiuto alla contemplazione di quello che Gesù ha fatto e di quello che ciò significa per noi e per il mondo, senza andare alla ricerca di conseguenze moralizzanti o polemiche...

Avendo ben chiaro tutto questo, bisogna anche dire che ogni testo proclamato nella liturgia sarà assimilato meglio se quelli che l'ascoltano dedicano un po’ del loro tempo al suo approfondimento e che ogni testo proclamato nella liturgia è un magnifico strumento di riflessione personale e di crescita cristiana per chiunque. Per questo si è creduto opportuno pubblicare un foglio che alleghiamo in questo invio, come aiuto appunto all’approfondimento personale dei racconti della Passione.

Nello stesso foglio si spiega come lo si può usare, sia per la riflessione strettamente personale come per la riflessione di gruppo. Riguardo alla possibile riflessione in gruppo, c’è da dire che i destinatari più diretti di questa possibilità sono soprattutto i gruppi di riflessione cristiana già costituiti, ai quali si può suggerire questo lavoro. Si potrebbe però pensare anche alla possibilità di fare questa riflessione in gruppo a livello parrocchiale, organizzandola in uno dei giorni della Settimana Santa, seguendo la tradizione, radicata in molti posti, di convocare un ritiro, per esempio la mattina del venerdì o del sabato Santo. Scegliere uno dei quattro racconti della Passione e rifletterci sopra secondo il modello che diamo nel foglio, può essere un ottimo modo di approfondire quello che stiamo vivendo in questi giorni; se si fa ad un livello parrocchiale aperto, forse è più opportuno non pretendere che la gente metta in comune la propria riflessione, a meno che si sia già abituati a farlo.

In ogni caso, crediamo sia sempre utile distribuire il foglio a tutti i parrocchiani, per esempio nelle messe della quinta domenica di Quaresima, anche magari personalmente pensiamo che saranno in pochi ad usarlo: distribuire questo genere di materiali è un modo per dire alla gente che esiste una possibilità di approfondimento cristiano maggiore di quello a cui siamo abituati; e magari, in qualcuno, si riesce a suscitare l'interesse a tentare questo maggior approfondimento. Anche se dovessero essere pochissimi, varrebbe comunque la pena.

 

Per leggere la Passione

 

La Passione di Gesù è un alimento indispensabile per la vita cristiana. Tutti gli anni, durante la Settimana Santa, la proclamazione liturgica di questi racconti tocca il nostro cuore e ci chiama a seguire con maggiore intensità e decisione colui che riconosciamo come Signore e Maestro, che va davanti a noi, c'insegna a vivere e ci dà la vita.

Quando lo contempliamo torturato e schernito, quando assistiamo silenziosi alle sue ultime parole ed ai suoi ultimi gesti, quando siamo testimoni della sua morte e sepoltura, i sentimenti si moltiplicano dentro di noi: la gratitudine per il suo sacrificio e la fede per la salvezza che ci dà, la consapevolezza che la sua passione continua ancora oggi, il dolore per la nostra tiepidezza ed il desiderio fermo di camminare con lui...

Questo foglietto vuole aiutarci ad approfondire questi racconti così fondamentali. Quasi un invito a trovare, durante la Settimana Santa o nei giorni precedenti, un po’ di tempo per leggere poco a poco il testo secondo uno dei vangeli, perché penetri sempre di più in noi; o per riunirsi in gruppo, in clima di preghiera, con momenti di silenzio e riflessione personale, e momenti di comunicazione di quello che il testo ha detto a ciascuno.

Ogni anno, nelle celebrazioni liturgiche, si proclama due volte la Passione. La prima, la domenica delle Palme, ogni volta secondo il vangelo dell’anno: quello di Matteo (anni 2005, 2008, 2011...), quello di Marco (2006, 2009, 2012...) e quello di Luca (2007, 2010, 2013...). La seconda, il venerdì Santo, in cui tutti gli anni si legge lo stesso vangelo, quello di Giovanni. Tenendo presente questo, possiamo allora scegliere il vangelo da meditare.

 

I passi da seguire

La lettura e la riflessione della Passione può seguire i passi seguenti:

1. Momento iniziale di preghiera per chiedere che lo Spirito ci aiuti a penetrare il racconto, per conoscere ed amare di più Gesù Cristo e seguirlo meglio.

2. Leggere con calma il primo brano del racconto della Passione secondo l'evangelista che abbiamo scelto (proponiamo più sotto come dividerlo). Immaginare la scena (con tutto ciò che la compone), le persone, i dialoghi, i fatti che succedono, i gesti... Possiamo sottolineare nel testo o segnare su un foglietto quello che più ci ha colpito.

3. Osserviamo quello che fa Gesù, quello che gli fanno, e quali fatti succedono in relazione con lui. E domandiamoci quale messaggio, quale Buona Notizia ne scaturisce sia per noi che per la vita del mondo.

4. Osserviamo i diversi personaggi che compaiono. Che cosa vediamo in essi di bene e di male? Perché? Quale messaggio vi scopriamo?...

5. Pensiamo a fatti della nostra vita, del nostro ambiente, della comunità cristiana e del mondo, nei quali vediamo rispecchiato quello su cui abbiamo riflettuto. E domandiamoci che richiami ci giungono da questo racconto.

6. Poniamoci davanti a Gesù in atteggiamento di preghiera, ringraziando, invocando...

7. E passiamo al seguente brano facendo gli stessi passi. Senza avere fretta. Se non possiamo leggere tutta la passione, non importa; possiamo scegliere i brani che ci sembrano più interessanti, o semplicemente fermarci quando termina il tempo, cercando di finire un altro giorno.

 

Come dividere la lettura

Matteo: ultima cena (26,14-35); Getsemani (26,36-56); Giudizio del Sinedrio e negazioni di Pietro (26,57-75); Davanti a Pilato (27,1-31); Crocifissione e morte (27,32-56); Sepoltura (27,57-66).

Marco: ultima cena (14,1-31); Getsemani (14,32-52); Giudizio del Sinedrio e negazioni di Pietro (14,53-72); Davanti a Pilato (15,1-20); Crocifissione, morte e sepoltura (15,21-47).

Luca: ultima cena (22,14-38); Getsemani (22,39-53); Negazioni di Pietro e giudizio del Sinedrio (22,54-71); Davanti a Pilato ed Erode (23,1-25); Crocifissione, morte e sepoltura (23,26-56).

Giovanni: Getsemani (18,1-11); Giudizio del Sinedrio e negazioni di Pietro (18,12-27); Davanti a Pilato (18,28-40); Condanna a morte (19,1-16); Crocifissione, morte e sepoltura (19,17-42).

 

I quattro racconti

Matteo

Il racconto comincia con l'ultima cena, come un annuncio del sacrificio di Gesù e della sua presenza viva, oltre la morte, nella comunità dei suoi seguaci. Dopo, nel Getsemani lo vediamo che accetta di seguire la strada di Dio fino alla fine, con tutte le sue dolorose conseguenze. Nel processo del Sinedrio, Gesù manifesta per l’ultima volta al suo popolo, rappresentato qui dalle autorità, che lui è realmente l'inviato di Dio, e le autorità, per l’ultima volta, lo respingono.

Davanti a Pilato, si accumulano le ingiustizie: il popolo manipolato sceglie Barabba, Pilato si lava le mani, i soldati si accaniscono senza pietà col condannato... mentre Gesù rimane in silenzio. Ed arriviamo alla croce, dove Gesù viene disprezzato da tutti, e dove manifesta la sua profonda solitudine, perfino davanti a Dio. Ma la sua morte ha delle conseguenze immediate: il cataclisma cosmico che annuncia una nuova era, ed il centurione che manifesta la sua fede. La sepoltura è un ultimo atto d’amore, e la guardia un ultimo atto di paura: ambedue, annuncio di resurrezione.

 

Marco

La Passione secondo Marco è sicuramente la prima che fu scritta, ed è quella che più mette in risalto i sentimenti di Gesù e le sue reazioni profonde. Dopo l'ultima cena che è annuncio della sua presenza oltre la morte, la scena del Getsemani lo mostra nello stesso tempo con tutta l'angoscia e con tutta la fiducia nel Padre, disposto ad andare fino in fondo. Davanti al sinedrio si limita ad un'affermazione: lui è, effettivamente, il Messia di Dio, anche se sembra un fallito. Le negazioni di Pietro hanno una speciale rilevanza: sottolineano la solitudine di Gesù abbandonato da tutti, e contemporaneamente la debolezza dei discepoli.

Davanti a Pilato, si vede l'inconsistenza della condanna: Gesù non ha fatto alcun male, ma da fastidio, mette in discussione il sistema, e quindi è meglio liquidarlo. Sulla croce Gesù è disprezzato da tutti, e rivela perfino la sua grande solitudine davanti a Dio. Ma con la sua morte si squarcia il velo del tempio, il luogo santo d'Israele, ed un pagano manifesta la fede della comunità: nel fallito della croce e nella modo di vivere che l'ha portato fin qui, c’è l'unica salvezza. Le donne davanti al sepolcro sono già annuncio di resurrezione.

 

Luca

L'evangelista Luca mette in risalto, nel suo racconto della Passione, alcuni atteggiamenti di Gesù che arricchiscono il significato della sua morte. Comincia nell'ultima cena, con l'Eucaristia che è annuncio di resurrezione, e, contemporaneamente, invito al servizio. Nel Getsemani, in mezzo all'angoscia, si vede Gesù che sperimenta la vicinanza di Dio (l'angelo che lo conforta). Le negazioni di Pietro sono precedute, nell'ultima cena, da un annuncio di Gesù che dice a Pietro che si convertirà: una visione positiva davanti al peccato.

Luca mostra a Gesù giudicato non solo dagli ebrei e Pilato, ma anche da Erode: le autorità unite per eliminarlo, alcuni volutamente, altri per leggerezza, altri per non complicarsi la vita; tre reazioni davanti ad un messaggio che scomoda e obbliga ad assumersi la propria responsabilità. Sulla croce Gesù dice tre "parole" significative di quel messaggio: il perdono dei crocifissori, il Regno promesso ad un ladro che lo implora, e la fiducia definitiva nel Padre. Si strappa il velo del tempio, il luogo santo d'Israele, e comincia il nuovo modo di fare riferimento a Dio, universale e basato su questi atteggiamenti di Gesù. E le donne culminano la loro sequela davanti al sepolcro, come un annuncio di resurrezione.

 

Giovanni

Il vangelo di Giovanni offre una prospettiva diversa della passione: narra i fatti introducendo elementi che mostrano come tutta quella sofferenza è cammino di vittoria ed è l'inizio di un altro Regno, quello di Gesù che si farà presente nella comunità dei suoi seguaci. Già nel Getsemani Gesù dimostra di accettare volontariamente la sua detenzione. Poi, davanti ai capi ebrei, Gesù rivendica il suo messaggio. Ma è soprattutto davanti a Pilato che più chiaramente si manifesta: lui è testimone della verità, cioè, ha mostrato quello che è realmente autentico coi suoi gesti e le sue parole: una strada pienamente umana, che però è la strada di Dio. Ed immediatamente fa seguito il gran paradosso: torturato e schernito, Pilato lo mostra alla gente e dice: "Questi è l'uomo!". Cioè, il vero cammino dell’uomo è quello di Gesù flagellato e crocifisso.

Sulla croce, un insieme di aspetti ecclesiali: sua madre rappresenta la Chiesa alla quale sono affidati i discepoli ed alla quale i discepoli dovranno dare ascolto; dal fianco di Gesù esce sangue ed acqua, simboli dell'eucaristia e del battesimo; inoltre l'autore si presenta come testimone perché, durante i secoli, quelli che leggano il suo racconto credano, entrino a fare parte della comunità, e diano testimonianza di fede.

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