Copertina

Sulla soglia
dell'infinito

Sussidi liturgici

 

CHE SI VEDA L'OBIETTIVO

DELLA QUARESIMA

 

Quaresima

 

 

La Quaresima è la preparazione, il cammino verso la Pasqua. In questo tempo, intensifichiamo il nostro impegno di conversione e di esperienza di Gesù Cristo, perché il suo mistero di morte e resurrezione diventi realtà nella nostra vita, e possiamo celebrare con autenticità di vita le feste pasquali.

Con questi sentimenti e con questa volontà ci addentriamo in questi quaranta giorni. E quanti abbiamo la responsabilità delle celebrazioni liturgiche facciamo in modo che, oltre a viverlo noi, attraverso la liturgia lo possa vivere anche l'assemblea cristiana. Tutto deve aiutare in questo cammino di conversione, e deve aiutare, anche, a comprendere in modo chiaro che la meta del cammino è la celebrazione della Pasqua. La Quaresima deve condurre proprio lì: ai giorni santi della morte, sepoltura e resurrezione di Gesù Cristo. Qui indichiamo cinque elementi (dal valore diverso) che possono essere utili in questo senso.

 

1. Non celebrare battesimi durante la Quaresima. Dei cinque, questo è l'elemento che potrebbe sembrare più difficile, ma che se diventa un’abitudine, smette automaticamente di esserlo. Perché (eccetto nei luoghi nei quali il numero di battesimi è molto grande e questa astinenza battesimale potrebbe provocare un collasso successivo) se tutti sanno che durante la Quaresima non si celebrano battesimi, il fatto entra un po’ alla volta nella coscienza collettiva e raggiunge il suo obiettivo: che tutti comprendano il carattere speciale di queste settimane nelle quali attendiamo la Pasqua per celebrare l'incorporazione a Gesù Cristo e alla comunità. Non bisogna pretendere che tutti capiscano il senso profondo di questa pratica, basta che si accetti che durante la Quaresima non si battezza e questo dà già un carattere speciale al tempo (inoltre, serve a sottolineare che la Chiesa non è un supermercato nel quale ognuno cerca quello che vuole e quando vuole). Sarà conveniente, invece, utilizzare questo fatto per parlare, in qualche omelia, del senso pasquale del battesimo.

2. Invitare a preparare le ferie includendo le celebrazioni del Triduo Pasquale. Molti cristiani sfruttano la Settimana Santa per prendersi alcuni giorni di ferie, e ciò non è criticabile, benché spiaccia che la chiesa si svuoti più del solito in questi giorni. Ma le ferie non dovrebbero voler dire lasciar da parte le celebrazioni centrali dell'anno cristiano. Per questo, sarà utile, già all'inizio della Quaresima, parlare dell'obiettivo finale di questo tempo che è celebrare la morte e la resurrezione di Gesù Cristo. E dire che quanti pensano di andare in vacanza in questi giorni santi, si organizzino in modo da includere le celebrazioni corrispondenti. Perché altrimenti, l’esperienza cristiana fatta durante l’anno rimarrebbe molto zoppicante. Certamente là dove andranno ci sarà una comunità cristiana alla quale unirsi nella celebrazione pasquale.

3. Un'introduzione che inviti alla Veglia Pasquale. L’abbiamo già proposto gli anni scorsi e torniamo a farlo. Metteremo, nella sezione dedicata alla messa domenicale, a partire dalla terza domenica, un commento conclusivo che inviti tutti a partecipare alla Veglia Pasquale. Un commento che, scritto a caratteri grandi, potrebbe diventare un cartello da appendere all'entrata della Chiesa.

4. La colletta per il cero. È un dettaglio piccolo, naturalmente. Ma può risultare educativo e simpatico. Si tratterebbe di fare, in una domenica vicina alla Pasqua (la quarta di Quaresima, per esempio) una mini-colletta destinata all'acquisto del cero pasquale. Se se ne fa già una abitualmente durante la preparazione delle offerte, quest’altra si potrebbe fare, per esempio, dopo la comunione. Si può spiegare che l'apporto non deve necessariamente essere abbondante, ma ha il valore di preparare insieme il segno più visibile della Pasqua che accenderemo nella Notte Santa e ci accompagnerà lungo tutti i cinquanta giorni di Pasqua.

5. Che vengano comunicati (esposti) gli orari delle celebrazioni più importanti. Per lo meno dalla V domenica di Quaresima, gli orari della Settimana Santa e del Triduo Pasquale dovrebbero essere esposti in luogo visibile dalla strada, sottolineando le celebrazioni basilari e specialmente la Veglia Pasquale.

JOSEP LLIGADAS

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