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Sulla soglia
dell'infinito

Sussidi liturgici

 

VERSO LA CONCLUSIONE DELLA PASQUA

Pasqua        Suggerimenti pastorali

 

La seconda parte della Pasqua, a partire dalla quarta/quinta domenica, è un tempo un po’ difficile. Tutti i responsabili delle celebrazioni vorrebbero mantenere l'intensità celebrativa per tutti i cinquanta giorni pasquali, perché sono convinti della sua importanza, ma costa. Tuttavia, alcuni punti andrebbero tenuti presenti in modo molto chiaro:

 

1. I canti. Canti di Pasqua e dello Spirito Santo in tutte le domeniche del Tempo pasquale, senza lasciarci tentare da canti più generici o d’altro tipo. Cantare, molte volte ed in tutte le messe, che Gesù Cristo è risorto e che ci dona il suo Spirito. E l'alleluia. Senza paura di stancare. Uno dei problemi di queste domeniche è, in modo particolare, la dispersione pre-estiva, che fa dimenticare la Pasqua e dimenticare tutto. Ragione di più, quindi, per sottolineare il significato speciale che hanno questi giorni. E cantare ogni domenica la stessa idea è un grande aiuto.

2. L'ornamento. Nella sesta domenica di Pasqua ci devono essere tanti fiori come nella seconda. Ed il cero pasquale deve essere altrettanto ornato di fiori (sostituendo quelli che appassiscono!). Uguale deve essere il numero di ceri sull'altare. Ed i poster o gli altri elementi che sono stati programmati. E se (per esempio) abbiamo collocato alcuni cartelli con testimonianze della presenza del risorto, manteniamoli (cambiandoli se riteniamo opportuno) fino a Pentecoste.

3. Pentecoste. Il punto finale della Pasqua. In alcuni luoghi è già una tradizione, che potrebbe estendersi: far diventare la Pentecoste la conclusione dell’anno pastorale. Una messa ben preparata, una veglia previa, molta luce, il colore rosso molto presente (fiori, un gran drappo in un luogo visibile...). Celebriamo il frutto del risorto, che siamo noi, e la Chiesa, e tutto quello che c'è di splendido nel mondo. E se non possiamo celebrare la chiusura dell’anno pastorale, senz’altro possiamo ornare la chiesa come di dovere.

4. E la domenica seguente, cambiare l’atmosfera. Nella domenica della Trinità si deve notare un cambiamento radicale, perché non ci troviamo più oramai nella festa centrale cristiana, ma nel tempo ordinario. Ed un cambiamento di questo tipo aiuta ad apprezzare ciò che il tempo pasquale significa.

J. LLIGADAS

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