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Sulla soglia
dell'infinito

Sussidi liturgici

 

IL VANGELO DI MARCO (9)

[Indice]

 

«LO SEGUÌ SULLA STRADA»

Un grido, un rimprovero, un grido ancora più forte. La parola di Gesù che si fa domanda. La richiesta dell'uomo è scavalcata dalla risposta di Gesù. E Bartimeo segue Gesù "sulla strada"

a cura di ARCANGELO BAGNI

 

Nel cammino di Gesù verso Gerusalemme, ecco un altro incontro. (Mc 10, 46-52). Forse inatteso, forse sperato. Esso diventa l'occasione per il cieco di avanzare la sua domanda. Gesù lo ascolta ma, allo stesso tempo, sembra collocarsi su di un'altra prospettiva rispetto alle attese di Bartimeo. Questi, invece, si mette a seguire Gesù "sulla strada". Che cosa avviene in questo incontro? Come si rapportano domande e risposte? Per comprendere la portata del nostro racconto, analizziamolo con attenzione.

INTERPELLARE IL TESTO

Alcune domande-guida per problematizzare il testo. Che significa il grido "Figlio di Davide" che il cieco rivolge a Gesù? Se è cieco, come fa a correre da Gesù? Perché Gesù gli chiede: "che cosa vuoi che ti faccia?" e -di fatto- fa altra cosa da quanto richiesto dal cieco ("Che io veda di nuovo"). Che significato hanno le parole di Gesù rivolte al cieco guarito: "Va', la tua fede ti ha salvato"? Quale fede ha manifestato il cieco? Come? Perché, infine, non ubbidisce al comando ("Va'...") ma si mette a seguire Gesù?

Analizziamo il testo ricercando chi sono i personaggi, cosa fanno e cosa dicono; evidenziamo, poi, le eventuali trasformazioni; confrontiamo la situazione iniziale con quella finale: quali le trasformazioni significative? Quale ruolo gioca, nella narrazione, la folla (i "molti")?

Soffermiamoci sul dialogo tra Gesù e il cieco: quali sono le apparenti incongruenze? Il titolo dato a Gesù dal cieco provoca diverse reazioni: perché? Come reagisce Bartimeo al comando di Gesù? Infine, chi sono i ciechi e chi sono i vedenti?

Collochiamo il testo nel contesto più ampio di Mc 8,2710,52: quale significato assume il seguire Gesù da parte di Bartimeo.

LO SVOLGERSI DELLA NARRAZIONE

Nuovamente Gesù è in cammino assieme ai discepoli e a molta folla. Nuovamente un incontro; nuovamente domande degli uomini e risposte di Gesù. Ma qualcosa di nuovo, in questo incontro, accade. Soffermiamoci sui personaggi e sullo svolgersi del racconto. Stando al testo i personaggi sono: Bartimeo, Gesù, la folla ("i molti").

Bartimeo: è cieco e mendicante (v.46); si rivolge a Gesù con una supplica (8v.47b); chiama, per due volte, Gesù "Figlio di Davide" (vv. 47.48); è rimproverato da quanti gli stanno attorno (la folla = i molti, v.48); risponde alla domanda di Gesù chiedendo il dono della vista (v.51); riacquista la vista e segue Gesù "per la strada" (v.52).

Gesù: è in cammino, accompagnato dai discepoli (giunsero... mentre partiva, v.46); si ferma (v.49); fa chiamare il cieco (v.49); chiede che cosa il cieco vuole (v.51); alla richiesta del cieco di riavere la vista, risponde collocandosi su di un altro piano: gli parla della sua fede e della salvezza (v52).

La folla (i "molti"): il testo è molto vago quando parla di quanti circondano il cieco. Troviamo infatti termini quali: "folla immensa" (v.46), i "molti", e giocano un duplice ruolo. Infatti, da una parte essi vogliono imporre il silenzio al cieco impedendogli di rivolgersi a Gesù (v.48). Non è facile comprendere il perché di questo intervento dei "molti". Il testo non lo dice chiaramente, tuttavia ci offre alcune indicazioni significative. Possiamo infatti rilevare che il cieco si rivolge a Gesù chiamandolo "Figlio di Davide" e, per questo, viene sgridato; egli, tuttavia, "gridava più forte: Figlio di Davide, abbi pietà di me!" (v.48 ). Dunque, i "molti" si oppongono a che uno si rivolga a Gesù di Nazaret chiamandolo "Figlio di Davide", un titolo messianico.

La contrapposizione tra la supplica del cieco e la reazione dei "molti" emerge più nettamente se rileviamo il parallelismo presente nel testo:

a) al sentire che c'era Gesù Nazareno;

b) si mise a gridare: "Gesù, Figlio di Davide!";

a') "molti" lo sgridavano per farlo tacere (perché per essi è solo Gesù di Nazaret...);

b') ma egli gridava più forte: "Figlio di Davide!"

L'opposizione dei "molti" sembra dovuta al fatto che qualcuno chiama Gesù "Figlio di Davide": dove "molti" riconoscono solo il Gesù di Nazaret, il cieco riconosce, invece, la presenza del "Figlio di Davide". Dall'altra, la gente, la "folla immensa" (v.46), i "molti" (v.48) che stanno attorno a Gesù fanno -per due volte- da intermediari tra Gesù e il cieco. Infatti, è la gente che va a chiamare il cieco (v.49: il movimento è da Gesù verso il cieco); è la gente che incoraggia Bartimeo ad andare da Gesù (v. 49: il movimento è, ora, dal cieco verso Gesù).

Significative ci sembrano, poi, le trasformazioni evidenziate dal testo.

All'inizio, abbiamo un cieco-mendicante, che è seduto, avvolto nel suo mantello, ai bordi della strada; alla fine, ritroviamo un vedente-discepolo, che è in piedi, che ha abbandonato il suo mantello e che segue Gesù "sulla strada".

Dunque, il cieco da passivo diventa attivo e passa da una situazione di non-relazione ad una di relazione (segue Gesù).

 

BARTIMEO DIVENTA DISCEPOLO

UN INCONTRO 
CHE SI CONCRETIZZA NEL «SEGUIRE GESÙ SULLA VIA»

Il testo esaminato nel precedente intervento (Mc 10,22) ci presentava un incontro-chiamata fallito. Qui l'incontro tra Gesù e Bartimeo si concretizza: da una situazione in cui è passivo Bartimeo passa ad un'altra in cui è attivo. Che cosa è accaduto perché avvenga questa trasformazione? Il cieco non parte da zero. Per attirare l'attenzione di Gesù lo chiama due volte "Figlio di Davide", affermazione che rimanda al Messia (cf Mc 12,35-37).Non si sa come, ma Bartimeo rivela di avere già una precisa identità di Gesù. Ma questa identità sembra creare problema alla folla e forse ai discepoli stessi. Gesù, invece, lo fa chiamare. Il cieco abbandona la sua sola ricchezza, il rnantello. L'Antico Testamento accorda molta importanza al mantello del povero. Nella Legge di Mosè abbiamo un testo significativo nel quale si obbligano i creditori a lasciare ai loro debitori almeno il mantello per la notte: "Se prendi in pegno il mantello del tuo prossimo, glielo renderai al tramonto del sole, perché è la sola sua coperta, è il mantello per la sua pelle; diversamente, come potrebbe coprirsi dormendo?" (Es 22,25-26).

Bartimeo abbandona il suo unico bene per andare da Gesù prima ancora di essere guarito. Egli realizza così ciò che, poco prima nel vangelo di Marco, un uomo ricco non era stato capace di fare. Comportandosi in questo modo egli si unisce al gruppo dei discepoli, di cui Pietro, interpretando il pensiero, aveva detto poco prima: "Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito" (10,28).

 

APPROFONDIMENTO

UN DISCEPOLO SULLA VIA DELLA CROCE

Le ultime parole del racconto evidenziano un sorprendente contrasto con la situazione iniziale: Bartimeo sembrava costretto per sempre nella sua solitudine; alla fine, invece, eccolo in compagnia di altri, in cammino con essi e con Gesù. Sappiamo bene che nel linguaggio evangelico "seguire Gesù" indica la condizione del discepolo (cf 1,16-20; 2,13-14). Il cieco guarito diventa discepolo e segue Gesù "sulla strada" che porta a Gerusalemme, la strada della passione; la strada sulla quale gli stessi apostoli camminano con fatica e senza comprendere (10,32). Gli apostoli non riescono a comprendere l'andare di Gesù a Gerusalemme (come può il Messia essere crocifisso: uno scandalo profondamente teologico!).

Il contrasto tra l'incomprensione degli apostoli e l'agire del cieco guarito è evidente: quest'ultimo segue Gesù "sulla strada", condivide la sua scelta, fa propria la logica passione-risurrezione. Di Bartimeo il vangelo non dirà più nulla. Il suo ruolo è terminato e la sua storia si confonde con la storia di ogni uomo che accetta di seguire Gesù "sulla strada". Non è significativo il fatto che l'ultimo miracolo di Gesù, raccontato da Marco, sia proprio la guarigione di un cieco che -ottenuta la vista- non se ne torna alle sue occupazioni ma segue Gesù "nella strada" che porta a Gerusalemme, alla croce?

Il testo esaminato è tutto rivolto a dirci l'identità di Gesù di Nazaret: là dove molti non colgono che la presenza del Nazareno, Bartimeo vede, invece, il Figlio di Davide, il Messia. C'è modo e modo -allora- di rapportarsi a Gesù di Nazaret. Ci narra, poi, l'ostinazione di Bartimeo. Più la gente vuole farlo tacere, più egli grida la sua professione di fede. La scelta di Bartimeo, che si distacca dai molti e si mette a seguire Gesù sulla via della croce, evidenzia una radicale disponibilità a cambiare la propria esistenza abbandonando tutto quello che possedeva.

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