Copertina

Sulla soglia
dell'infinito

Sussidi liturgici

QUARTA DOMENICA DI AVVENTO / B

 

Il Natale è ormai vicino: Gesù viene per tutti.


Il Re Davide, dice la prima lettura, vorrebbe costruire una casa per il Signore, ma è il Signore a rendere grande la casa di Davide, dandogli un discendente dal trono eterno.
Il Vangelo è quello dell’Annunciazione: Gesù, figlio di Dio, che nascerà da Maria, è della stirpe di Davide ed ha un regno senza fine. E’ cioè inserito profondamente nella storia del popolo d’Israele, è il complemento di essa.
La manifestazione di Cristo nella natura umana, dice San Paolo nella seconda lettura, trova nelle Scritture antiche il primo annuncio, ora però è per tutti i popoli, perché obbediscano alla fede.
I sentimenti di docilità a Dio di Maria diventano esemplari anche per i cristiani, nell’attesa natalizia di Cristo e sempre.
Maria seppe ascoltare la Parola, la accolse. E’ il momento del compimento di tutte le promesse. La risposta a secoli e secoli di attesa.
“La rivelazione del mistero taciuto per secoli eterni” di cui parla San Paolo (Rm 16,25) deve diventare realtà alla maniera di Dio, imprevedibile e sorprendente per il nostro modo di vedere e di pensare.
La nascita di Gesù ci mostra un modo nuovo di venire nel mondo e di entrare, come lui, attraverso la porta stretta. Riposa sulla paglia da quando è nato. E la sua vita pubblica trascorre senza trovare un luogo dove posare il capo.
Gesù Cristo è nel mondo, ma non si adatta mai allo stile di vita del mondo.
Annuncia la parola di Dio, ma senza oratoria retorica.
Innalza gli umili e restituisce dignità a quelli che ama chinandosi dinanzi a loro per servirli.
Rifiuta i primi posti, il potere e la gloria.
Ama fino all’estremo di dare la vita e farsi pane spezzato e distribuito a tutti.
Questa è la testimonianza che Gesù ci indica per rendere gloria a Dio.