Copertina

Sulla soglia
dell'infinito

Sussidi liturgici

TERZA DOMENICA DI AVVENTO / B

 

Si accoglie Cristo cambiando in meglio la propria vita.


L’annunzio di Isaia è di ricostruzione per Israele, ma è soprattutto profezia messianica. Il Signore suscita un profeta, al quale conferisce lo Spirito, e che ha la funzione della proclamazione della salvezza per i più poveri. Ci sarà gioia per tutti i popoli.
Giovanni Battista prepara la strada al Messia, che sta per iniziare la sua missione. La conversione che egli raccomanda è attuale anche per noi.
Gioia, preghiera, gratitudine, fuga dal male, ricerca del bene fino alla santificazione, ecco alcune esortazioni della prima lettera ai Tessalonicesi nella seconda lettura, perché tutti attendiamo irreprensibili la venuta di Cristo.
Giovanni non era la luce, ma un testimone della luce. I suoi discepoli non nascondono la loro preoccupazione circa il successo che Gesù avrà, ma egli li tranquillizza riconoscendo e accettando la superiorità di Gesù.
Mentre gli altri tre evangelisti presentano il Battista come predicatore della penitenza, il vangelo di Giovanni lo presenta come il primo testimone di Gesù, il “testimone della luce”.
Anche il cristiano deve lasciarsi illuminare per proiettare nel mondo la luce di Cristo. La Parola ascoltata, letta o condivisa ci illumina. Ci riempiamo di luce avvicinandoci al Verbo che si è fatto uomo e che sta nell’uomo.
Dio è là dove qualcuno soffre, dove si lotta per la giustizia, dove si cerca il bene per tutti. Dio è presente nella forza dei deboli, in una parola di incoraggiamento, in un pezzo di pane spezzato, nella speranza, nella gioia e nell’amore di ogni giorno.
Se accettiamo questa realtà e seguiamo queste vie, aumenterà la luce in noi e saremo nel mondo “testimoni della luce”.