Copertina

Sulla soglia
dell'infinito

Sussidi liturgici

SECONDA DOMENICA DI AVVENTO / B

 

Il Natale e la venuta di Cristo alla fine vanno preparati con la conversione.
 

Il tema della prima lettura è quello della consolazione per la liberazione del popolo ebreo dall’esilio babilonese, vista come un nuovo esodo.
Una voce dice di preparare la via del Signore, il quale verrà con potenza a pascolare il suo gregge. Il Vangelo individua questa voce in Giovanni Battista. Egli battezza, fa vita ascetica, ma soprattutto parla di Cristo, del quale egli non è degno di sciogliere i saldali, e che amministrerà nello Spirito Santo un battesimo molto più efficace del suo.
L’accento è dunque posto su Gesù. L’importante è accogliere Lui convertiti.
San Pietro, nella seconda lettura, ricorda che il Signore, che ora vuole il pentimento dei colpevoli, verrà. Si richiede ai cristiani la santità, l’irreprensibilità, nell’attesa di questi eventi.
Oggi ci vengono incontro nel cammino verso il Natale tre segni: una Parola, che è vangelo; un personaggio, Giovanni Battista; e un simbolo, il cammino nel deserto.
Vangelo significa Buona notizia per il mondo.
Giovanni Battista, il grande profeta, annuncia quel Gesù che sta per venire e che è “più forte di lui”.
Il vangelo ci chiama a vivere un’avventura con Gesù. Un amore.
La nostra avventura comincia veramente quando incontriamo il Dio-con-noi, quel Gesù umano e divino, crocifisso e risorto, amico, che diventa il centro della storia e il salvatore del mondo.
Un Gesù in cui non bisogna vedere soltanto la sua debolezza di uomo e la sua umiliazione, ma “la forza stessa di Dio” (1 Cor 1,25).

Questa domenica precede immediatamente la solennità della Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria.
Maria è colei che ha in sé una particolare presenza del Signore, perché diventerà la madre del Figlio di Dio, ma è anche colei che risponde affermativamente a quanto il Signore le chiede.
Aiuta perciò i fedeli chiamati a lottare contro il peccato, per essere, come dice San Paolo, santi ed immacolati e poi partecipi dell’eredità filiale promessa da Dio.