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QUARESIMA
SECONDA PARTE: ANNO C
“Dio misericordioso, tu ci hai proposto a rimedio del peccato il digiuno, la preghiera e le opere di carità fraterna”. Con questa affermazione della colletta della terza domenica di Quaresima abbiamo iniziato, come tutti gli anni la seconda parte della Quaresima, le domeniche che ne formano il corpo centrale e che danno ad ogni “anno” un colore proprio. Ricordare il digiuno, la preghiera e l’elemosina quando ormai è da due settimane e mezza che stiamo portando avanti la preparazione pasquale costituisce un invito ad una sosta, per vedere se effettivamente ci siamo messi nella situazione. Infatti, dal momento che il tempo passa così in fretta, potrebbe succedere che già a questo punto magari noi non ci siamo ancora prefissati degli obiettivi personali che ci portino a vivere quella conversione che è richiesta dalla Pasqua. La terza domenica quindi è un campanello che ciascuno dovrà ascoltare personalmente per poi farlo sentire nelle celebrazioni; chiederci cioè che tipo di digiuno, che tipo di preghiera, che tipo di elemosina stiamo facendo per rivitalizzare e rinnovare la nostra vita cristiana? Il corpo centrale della Quaresima, formato dalle domeniche terza quarta e quinta, ha come caratteristica, nell’anno C, l’invito alla conversione e l’annuncio della misericordia di Dio. I vangeli di queste tre domeniche (“Se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo”, “Facciamo festa perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita”, “Nemmeno io ti condanno; va e non peccare più”) ci invitano a guardare dentro di noi, per avvertire nello stesso tempo la pace e il bisogno. Perché essere cristiani implica due cose: la pace, che deriva dall’essere amati e perdonati da Dio ogni volta che noi andiamo da lui bisognosi; e la necessità di cambiare, di metterci sulla strada di Dio in modo autentico. E poi un’altra cosa ancora: partecipare del cuore misericordioso di Dio, non come hanno fatto il fratello maggiore del figliol prodigo o gli accusatori dell’adultera. Questi atteggiamenti dovranno segnare il nostro programma personale di Quaresima. Il digiuno, le preghiera e l’elemosina dovranno avere questa caratteristica, che in definitiva ci porterà a vivere nella nostra esistenza lo stile che Gesù ha avuto nelle parole e nei gesti. E vivremo così quello che chiediamo nella colletta della quarta domenica: “affrettarci con fede viva e generoso impegno a celebrare l’ormai vicina festa di Pasqua”. JOSEP LLIGADAS |