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Copertina
Sulla soglia
dell'infinito
Sussidi
liturgici
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LA
QUARESIMA DI IERI E DI OGGI
Quaresima
Nel suo cammino verso la Pasqua la tradizione quaresimale,
fin dai suoi inizi, ha avuto come riferimento e guida il triplice consiglio
evangelico: preghiera-digiuno-elemosina (Mt 6,1 ss.) Questa pagina biblica
conserva un profondo significato in qualunque epoca della Chiesa, anche nella
nostra.
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Preghiera: "Quando pregate, non sprecate le
parole come fanno i pagani, i quali credono di essere ascoltati a forza di
parole" (Mt 6,7). La religio romana era intesa come una somma di riti
che dovevano essere osservati meticolosamente; era abitudine, per esempio,
non lasciare in pace gli dei, cercare di piegare a forza di preghiere la
loro arrogante indifferenza. Il Signore ci fa uscire da questo comportamento
errato: c’invita a chiudere la porta, ad evitare il rumore e a risvegliare
l'udito per ascoltare. Anche noi ci affanniamo nella nostra azione
pastorale, moltiplicando le nostre parole e usando complicati sistemi di
irrigazione del cuore dei nostri fedeli. E dimentichiamo, frequentemente,
che nel centro di quel terreno esiste una sorgente dalla quale sgorgano le
acque dello Spirito, un Maestro interiore che si comunica al credente in
modo immediato: "Se qualcuno ha sete venga a me e beva... Dal suo seno
sgorgheranno fiumi di acqua viva", Gv 7,37-38.
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Digiuno: "Io pratico spesso il digiuno, senza
nessuna connotazione religiosa, e mi meraviglio che una pratica tanto sana
sia stata abbandonata dal cattolicesimo", era la riflessione di un
agnostico. Digiuno come medicina corporale, che, a quanto dicono, praticano
anche gli animali quando si trovano di fronte a problemi di stomaco;
medicina tanto conveniente in una società di "sazi", sempre più
preoccupati per i tassi di colesterolo e trigliceridi nell'organismo. Ma
ancora più pertinente può essere il digiuno degli occhi, l'ascesi della
vista in questa cultura dell'immagine. Se "siamo quello che
guardiamo", dobbiamo vigilare con attenzione quella marea nera di
immagini di bassa qualità, a volte spazzatura che giunge attraverso la
retina alla nostra mente.
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Elemosina: "Lo riceva Cristo affamato quello
che, digiunando, risparmia il cristiano; la volontaria frugalità del ricco
s’investa in quello che è necessario per il povero", dice Agostino
in un'omelia quaresimale. La Quaresima deve essere un invito alla
riflessione e alla generosità. Riflessione sul consumismo superfluo di noi
che nuotiamo nel piccolo circolo dell'abbondanza. Apprendistato della
solidarietà: imparare a dare, non le briciole che cadono dal nostro tavolo,
bensì dare... fino a che costi.
XABIER BASURKO
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