|
Copertina
Sulla soglia
dell'infinito
Sussidi
liturgici
| |
5ª DOMENICA DI QUARESIMA / A
La vita cristiana è descritta oggi come una
risurrezione.
La prima lettura, tratta da
Ezechiele, è un brano della famosa visione delle ossa aride. Agli esuli
scoraggiati a Babilonia il profeta annunzia il ritorno in patria sotto
l’immagine di una risurrezione, con l’animazione dello Spirito.
Lo Spirito Santo abita nel cristiano, afferma San Paolo nella seconda lettura,
lo santifica e gli dà il pegno della risurrezione.
Il Vangelo riporta la risurrezione di Lazzaro, anticipazione di quella di Cristo
stesso, e ne spiega il significato: Gesù è risurrezione e vita per chi crede in
Lui.
Il battesimo è questo dono dello Spirito, questa partecipazione alla morte ed
alla risurrezione del Signore che ci rende figli di Dio, ed è garanzia di
risurrezione alla fine dei tempi.
I temi delle precedenti domeniche convergono in felice sintesi nell'odierna
celebrazione: Gesù sorgente dell'acqua viva (3° domenica) e della luce (4°), è
Colui che conferisce la vita a chi crede in Lui.
Le tre letture di oggi sottolineano la medesima realtà: solo la forza dello
Spirito fa rifiorire la speranza, scioglie i legami della morte e restituisce la
vita in pienezza.
L'uomo è radicalmente impotente di fronte alla forza della morte. Sintomatico è
il lamento degli esiliati a Babilonia (Ez 37,11), ma Dio rassicura il suo
popolo: questi conoscerà il Signore, farà cioè esperienza diretta della sua
potenza vivificante (cf. 1° lettura).
Per noi che siamo chiamati a vivere secondo la Spirito si realizza una esistenza
nuova: morti al peccato, vivi per Dio (cf. 2° lettura).
Il termine vita è un termine chiave del vangelo di Giovanni, tanto da
costituirne un tema dominante. Cristo è la vita: chi accoglie la sua Parola e
aderisce alla sua Persona è in grado di spezzare il dominio della morte, e Gesù
lo sottolinea nella risurrezione di Lazzaro, segno profetico della sua
risurrezione.
I diversi attori della scena (Marta e Maria, i discepoli, i presenti) sono
condotti da Gesù a compiere il passo della fede, a riconoscere nella sua opera
la rivelazione del Dio vivente.
Chi ha questa fede possiede già quella vita che si manifesterà in pienezza nella
risurrezione finale.
Nell'attesa di essere sempre più inseriti come membra vive nel Cristo, i fedeli
invocano Dio che, con i suoi sacramenti, fa passare dalla morte alla vita.
La comunità cristiana vede nella risurrezione di Lazzaro il segno profetico del
mistero che si attua nel battesimo. Il duello tra il bene e il male, tra la vita
e la morte è uno scontro che sta davanti agli occhi di tutti. Il nostro mondo
rivela la sua tragica maschera là dove la vita è umiliata e offesa in tutte le
peggiori forme... E ancora, nei rapporti interpersonali, nelle violenze verbali,
nei tradimenti dell'amore e dell'amicizia i sordi rancori sono veri attentati
alla vita. Ma la fiducia va mantenuta in ogni caso.
I battezzati, radicati in Cristo, devono farsi promotori di pace con le loro
scelte positive, e la speranza cristiana afferma la possibilità di un mondo
nuovo perchè la potenza di Dio si è rivelata vincitrice in Cristo.
L'Eucaristia, che è celebrazione di una vita fatta dono, diventa forza di
risurrezione se il cristiano ne assimila i contenuti: farsi, come Cristo, pane
spezzato per la vita del mondo.
Il nostro cammino è lungo e pieno di difficoltà, e Gesù non ci aspetta soltanto
alla fine ma ci accompagna con amore lungo la strada, proprio per sostenere la
nostra fatica e incoraggiarci. In tutta sincerità il sacramento della
Riconciliazione guarisce a poco a poco le nostre infermità e ci fa riprendere
forza, preparandoci all’incontro profondo con Cristo Via, Verità e Vita senza
fine.
"Io sono la risurrezione e la vita, dice il Signore. Chi crede in me non morirà
in eterno". Rendiamo grazie al Padre per la morte e la risurrezione del suo
Figlio Gesù Cristo, nostra vita. Egli ha promesso, a chi mangia la sua carne e
beve il suo sangue, di risuscitarlo nell'ultimo giorno.
|