Copertina

Sulla soglia
dell'infinito

Sussidi liturgici

 

VIA LUCIS

- 5 -

Pasqua

 

(Dal “Direttorio sulla pietà popolare”, 153)

In tempi recenti, in varie regioni, si è venuto diffondendo un pio esercizio denominato Via lucis. In esso, a guisa di quanto avviene nella Via Crucis, i fedeli, percorrendo un cammino, considerano le varie apparizioni in cui Gesù – dalla Risurrezione all’Ascensione, in prospettiva della Parusia – manifestò la sua gloria ai discepoli in attesa dello Spirito promesso (cf. Gv 14, 26; 16, 13-15; Lc 24, 49), ne confortò la fede, portò a compimento gli insegnamenti sul Regno, definì ulteriormente la struttura sacramentale e gerarchica della Chiesa.

Attraverso il pio esercizio della Via lucis, i fedeli ricordano l’evento centrale della fede – la Risurrezione di Cristo – e la loro condizione di discepoli che nel Battesimo, sacramento pasquale, sono passati dalle tenebre del peccato alla luce della grazia (cf. Col 1, 13; Ef 5, 8).

Per secoli la Via Crucis ha mediato la partecipazione dei fedeli al primo momento dell’evento pasquale – la Passione – e ha contribuito a fissarne i contenuti nella coscienza del popolo. Analogamente, nel nostro tempo, la Via lucis, a condizione che si svolga con fedeltà al testo evangelico, può mediare efficacemente la comprensione vitale dei fedeli del secondo momento della Pasqua del Signore, la Risurrezione.

La Via lucis può divenire altresì un’ottima pedagogia della fede, perché, come si dice, «per crucem ad lucem». Infatti con la metafora del cammino, la Via lucis conduce dalla constatazione della realtà del dolore, che nel disegno di Dio non costituisce l’approdo della vita, alla speranza del raggiungimento della vera meta dell’uomo: la liberazione, la gioia, la pace, che sono valori essenzialmente pasquali.

La Via lucis, infine, in una società che spesso reca l’impronta della “cultura della morte”, con le sue espressioni di angoscia e di annientamento, è uno stimolo per instaurare una “cultura della vita”, una cultura cioè aperta alle attese della speranza e alle certezze della fede.

 

 

 

Preghiamo

Effondi su di noi, o Padre, il tuo Spirito di luce, perché possiamo penetrare il mistero della Pasqua del tuo Figlio, che segna il vero destino dell’uomo. Donaci lo Spirito del Risorto e rendici capaci di amare. Così saremo testimoni della sua Pasqua. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

T. Amen.

 

1ª Stazione: Gesù, resuscitando, conquista la vita vera

 

C. Ti adoriamo, Gesù risorto, e ti benediciamo.

T. Perché con la tua Pasqua hai dato vita al mondo.

 

Grazie, Signore, perché rompendo la pietra del tuo sepolcro ci hai messo tra le mani la vita vera, non tanto un pezzo in più di quella che gli uomini chiamano vita, ma quella inestinguibile, il roveto ardente che non si consuma, la stessa vita che vive Dio. Grazie per questa gioia. Grazie per questa Grazia, grazie per questa vita eterna che ci rende immortali. Grazie perché resuscitando hai inaugurato la nuova umanità e ci hai messo nelle mani questa vita moltiplicata, questo miracolo di essere ancora più uomini, questa gioia di saperci partecipi del tuo trionfo, questo sentirci ed essere figli e membri del tuo corpo di uomo e Dio resuscitato.

T. Amen

T. Rallegrati, Vergine Madre: Cristo è risorto. Alleluia!

 

2ª Stazione: Il suo sepolcro vuota mostra che Gesù ha vinto la morte

 

C. Ti adoriamo, Gesù risorto, e ti benediciamo.

T. Perché con la tua Pasqua hai dato vita al mondo.

 

Oggi, resuscitando, hai lasciato il tuo sepolcro aperto come un'enorme bocca che grida che hai vinto alla morte. Lei, che fino a ieri era la regina di questo mondo, cui si sottomettevano i poveri ed i ricchi, batte oggi in triste ritirata, vinta dalla tua mano di morto-vincitore.

Come potrebbero alcuni metri di terra imprigionare la tua forza? Hai elevato il tuo corpo dalla fossa come si eleva una fiamma, come il sole si alza dietro i monti del mondo, e la morte rimase morta, l'invincibile imbavagliata, distrutto per sempre il suo terribile dominio. Il sepolcro è la prova: nessuno e niente incatenano ora la tua anima straripante di vita e questa tomba vuota dimostra che tu sei un Dio dei vivi e non un Dio dei morti.

T. Amen

T. Rallegrati, Vergine Madre: Cristo è risorto. Alleluia!

 

3ª Stazione: 

Gesù, scendendo agl’inferi, afferma il trionfo della sua resurrezione

 

C. Ti adoriamo, Gesù risorto, e ti benediciamo.

T. Perché con la tua Pasqua hai dato vita al mondo.

 

Ma non sei risorto solo per te. La tua vita era contagiosa e volevi distribuire tra tutti il pane benedetto della tua resurrezione. Per questo sei disceso fin nel seno di Abramo per comunicare ai morti da mille generazioni la calda elemosina della tua vita appena riconquistata. E gli antichi patriarchi e profeti che ti aspettavano da secoli e secoli si alzarono e ti acclamarono, dicendo: "Santo, santo, santo l'agnello che c'infonde vita con la sua morte, che ci salva dalla morte con la sua vita nuova. E cento, mille volte santo è questo Salvatore che si salva e ci salva". E protesero le loro mani e germogliò per loro il nuovo miracolo della moltiplicazione del sangue e della vita.

T. Amen

T. Rallegrati, Vergine Madre: Cristo è risorto. Alleluia!

 

4ª Stazione: Gesù, resuscita per la fede nell'anima di Maria

 

C. Ti adoriamo, Gesù risorto, e ti benediciamo.

T. Perché con la tua Pasqua hai dato vita al mondo.

 

Non sappiamo se quella mattina della domenica hai fatto visita a tua Madre, ma siamo sicuri che sei resuscitato in lei e per lei, che ella bevve a grandi sorsi l'acqua della tua resurrezione, che nessuno come lei si rallegrò della tua gioia e che la tua dolce presenza tolse ad uno ad uno le spade che trapassavano la sua anima di donna. Non sappiamo se ti ha visto coi suoi occhi; ti abbracciò certamente con le braccia dell'anima, ti vide coi cinque sensi della sua fede. Ah, se noi sapessimo godere una centesima parte di quello che ha goduto lei. Ah, se imparassimo a resuscitare in te come lei. Ah, se il nostro cuore fosse così aperto come lo fu quello di Maria la mattina di quella domenica.

T. Amen

T. Rallegrati, Vergine Madre: Cristo è risorto. Alleluia!

 

5ª Stazione: Gesù sceglie una donna come apostolo dei suoi apostoli

 

C. Ti adoriamo, Gesù risorto, e ti benediciamo.

T. Perché con la tua Pasqua hai dato vita al mondo.

 

Quello che ha detto Maria Maddalena lo diciamo oggi anche noi: "Hanno portato via il mio Signore e non so dove l'hanno messo". Camminiamo per il mondo senza trovare nulla su cui posare gli occhi; nessuno cui aprire pienamente il nostro cuore. Da quando tu te ne sei andato ci hanno tolto l'anima e non sappiamo dove riporre la nostra speranza né troviamo una sola gioia che non abbia veleni. Dove sei? Dove sei andato, giardiniere dell'anima? In che sepolcro, in che giardino ti nascondi? O è che tu sei davanti ai nostri stessi occhi e non sappiamo vederti? Sei nei fratelli e non ti riconosciamo? Ti nascondi nei poveri, resusciti in loro e noi passiamo accanto a loro senza riconoscerti? Chiamami per nome perché io ti veda, perché riconosca la voce con cui anni fa mi hai chiamato alla vita nel battesimo, perché riscopra che tu sei il mio maestro. Ed inviami di nuovo a trasmettere la tua gioia ai miei fratelli, fammi apostolo di apostoli come quella donna privilegiata che, perché ti amò tanto, conobbe il privilegio di bere per prima il primo sorso della tua resurrezione.

T. Amen

T. Rallegrati, Vergine Madre: Cristo è risorto. Alleluia!

 

6ª Stazione: Gesù restituisce la speranza a due discepoli scoraggiati

 

C. Ti adoriamo, Gesù risorto, e ti benediciamo.

T. Perché con la tua Pasqua hai dato vita al mondo.

 

Come hanno fatto i due di Emmaus quel giorno, anch’io, ora, me ne vado deluso e triste, pensando che nel mondo tutto è morte e fallimento. Il dolore è più forte di me, mi schiaccia la solitudine e finisco per dire che tu, Signore, ci hai abbandonati. Se leggo le tue parole mi risultano insipide. Se guardo i miei fratelli mi sembrano ostili, se penso al futuro vedo solo disgrazie. Sono scoraggiato. Penso che la fede è un fallimento, che ho perso il mio tempo seguendoti e cercandoti; addirittura mi sembra che trionfino e vivano più contenti quelli che adorano il dolce vitello del denaro e del vizio. Mi allontano dalla tua croce, cerco il riposo nella dimenticanze, disposto a nutrirmi da oggi nelle vigne della mediocrità. Non ho perso la fede, ma la speranza sì, come anche il coraggio di continuare a scommettere su di te. Non potresti rimetterti anche oggi in cammino e passeggiare con me come quella mattina coi due di Emmaus?

Non potresti farmi scoprire il segreto della tua santa Parola e far sì che riscaldi il mio cuore? Non potresti rimanere a dormire con noi e far sì che scopriamo la tua presenza nel Pane?

T. Amen

T. Rallegrati, Vergine Madre: Cristo è risorto. Alleluia!

 

7ª Stazione: Gesù mostra ai suoi la sua carne ferita e vincitrice

 

C. Ti adoriamo, Gesù risorto, e ti benediciamo.

T. Perché con la tua Pasqua hai dato vita al mondo.

 

Grazie, Signore, per essere resuscitato non solo con la tua anima, ma anche con il tuo corpo. Grazie per essere ritornato dalla morte con le tue ferite. Grazie per aver permesso a Tommaso di mettere la sua mano nel tuo costato e di assicurarsi che il Risorto era esattamente lo stesso che morì in una croce. Grazie per averci fatto comprendere che il dolore non può mai imbavagliare l'anima e che quando soffriamo stiamo già resuscitando. Grazie per essere un Dio che ha accettato il sangue, grazie per non vergognarti delle tue mani ferite, grazie per essere un uomo vero e tutto d’un pezzo. Ora sappiamo che sei uno di noi, pur senza smettere di essere Dio; ora capiamo che il dolore non è un errore nella tua opera creatrice; ora che tu l'hai fatto tuo comprendiamo che il pianto e le ferite sono compatibili con la resurrezione. Lasciami dirti che mi sento orgoglioso delle tue mani ferite di Dio e fratello nostro. Lascia che tra le tue mani crocifisse metta queste mani inesperte nel mio mestiere di uomo.

T. Amen

T. Rallegrati, Vergine Madre: Cristo è risorto. Alleluia!

 

8ª Stazione:

Col suo corpo glorioso, Gesù mostra che anche i morti resusciteranno

 

C. Ti adoriamo, Gesù risorto, e ti benediciamo.

T. Perché con la tua Pasqua hai dato vita al mondo.

 

"Guardatemi bene. Toccatemi, non sono un fantasma", dicevi ai tuoi, temendo che credessero che la tua resurrezione fosse solamente un simbolo, una dolce metafora, una bella speranza per continuare a vivere. Era tanto grande la gioia di ritrovarti vivo che non potevano crederlo; le loro povere teste non riuscivano a contenerla, abituate com’erano alle lacrime più che alla gioia. L'uomo, lo sai già, è incapace di nutrire grandi speranze. Siccome ha il cuore piccolo crede che anche il tuo sia gretto. Siccome vive impastando pezzetti di tempo sente vertigine davanti all'eternità. E così va per il mondo trascinando il suo corpo senza sospettare che possa essere un corpo eterno.

Conosce il luogo dove si consumano i morti; non riesce ad immaginarsi il giorno in cui quei morti torneranno ad essere bambini, con un'infanzia eterna. Mostraci bene il tuo corpo, Cristo vivo, insegnaci ora la vera infanzia, quella che tu ci prepari oltre la morte!

T. Amen

T. Rallegrati, Vergine Madre: Cristo è risorto. Alleluia!

 

9ª Stazione: Gesù battezza i suoi apostoli contro la paura

 

C. Ti adoriamo, Gesù risorto, e ti benediciamo.

T. Perché con la tua Pasqua hai dato vita al mondo.

 

Signore, sono passati già venti secoli dalla tua resurrezione ed ancora non abbiamo perso la paura, ancora non siamo sicuri, temiamo ancora che le porte dell'inferno possano un giorno prevalere se non contro la tua Chiesa, contro il nostro povero cuore di cristiani, sì. Crediamo ancora che il male sarà più forte della tua stessa Parola. Ancora non siamo convinti che tu abbia vinto il dolore e la morte. Continuiamo a vacillare, dubitando, camminando in mezzo ad interrogativi, impastando angosce e tristezze. Ripetici di nuovo che tu hai lasciato pace sufficiente per tutti. Metti la tua mano sulla mia spalla e gridami: "Non temere", "non temiate". Infondimi la tua luce e la tua certezza, concedici la gioia di essere tuoi, inondaci dell'allegria del tuo cuore. Signore, rendici testimoni della tua gioia. E che il mondo scopra cosa vuol dire credere in te!

T. Amen

T. Rallegrati, Vergine Madre: Cristo è risorto. Alleluia!

 

10ª Stazione: Gesù annuncia che rimarrà sempre con noi

 

C. Ti adoriamo, Gesù risorto, e ti benediciamo.

T. Perché con la tua Pasqua hai dato vita al mondo.

 

"Io sarò con voi fino alla fine dei tempi". Questa fu la più grande di tutte le tue promesse, il più gioioso di tutti i tuoi annunci. Come, infatti, potresti visitare questa terra da spensierato turista dei cieli, passare al nostro fianco, metterci la mano sulla spalla, darci buoni consigli e poi ritornare al tuo cielo sicuro lasciando che i tuoi fratelli soffrano nel luogo della lotta? Potresti venire a vedere i nostri pianti senza seppellirti in essi? Lasciarci poi soli, limitandoti ad essere un controllore delle nostre colpe? Tu giochi pulito, Dio. Tu scendi nell’umanità per essere pienamente uomo, per esserlo con tutti, disposto a dare all'uomo non tanto briciole di amore, ma l'amore intero. Da allora l'uomo non è solo, tu sei in ogni angolo del tempo e dello spazio aspettandoci, più nostro di noi, più dentro di me della mia anima. Non vi lascerò orfani, hai detto. E da allora il nostro cuore è rimasto soddisfatto e sereno.

T. Amen

T. Rallegrati, Vergine Madre: Cristo è risorto. Alleluia!

 

11ª Stazione: Gesù restituisce ai suoi apostoli la gioia perduta

 

C. Ti adoriamo, Gesù risorto, e ti benediciamo.

T. Perché con la tua Pasqua hai dato vita al mondo.

 

Da quando tu sei andato via non abbiamo pescato più niente. È da venti secoli che gettiamo inutilmente le reti della vita e con le sue maglie peschiamo solo il vuoto. Continuiamo a bruciare ore e l'anima continua ad essere arida. Siamo diventati sterili come una terra coperta di cemento. Saremo già morti? Da quanti anni non ridiamo più? Chi ricorda l'ultima volta che abbiamo amato? Ed una sera tu torni e ci dici: "Getta la rete alla tua destra, osa di nuovo confidare, apri la tua anima, tira fuori dal vecchio baule le nuove attese, da' corda al cuore, alzati e cammina." E lo facciamo solo per farti piacere. E, improvvisamente, le nostre reti traboccano allegria, resuscita la gioia ed è tanto il peso di amore che raccogliamo che la rete ci si rompe, carica di cento cinquanta nuove speranze. Ah, tu, fecondatore di anime: accostati alla nostra riva, cammina sull’acqua della nostra indifferenza, restituiscici, Signore, la tua gioia!

T. Amen

T. Rallegrati, Vergine Madre: Cristo è risorto. Alleluia!

 

12ª Stazione: Gesù affida a Pietro il compito di custodire le sue pecore

 

C. Ti adoriamo, Gesù risorto, e ti benediciamo.

T. Perché con la tua Pasqua hai dato vita al mondo.

 

Ci mancava ancora un godimento: scoprire il tuo inedito modo di perdonare. Noi, come Pietro, abbiamo macchiato tante volte il tuo nome, abbiamo detto che non ti conoscevamo, siamo arrossito per il "terrore" che qualcuno ci chiamasse "beato", ci siamo riscaldati al fuoco dei godimenti del mondo. E speravamo che tu, almeno, ci avresti rimproverato per aver assaporato l'orgoglio di avere peccato alla grande. E invece tu ci aspettavi col tuo mesto sorriso per domandare solo: “mi ami ancora? mi ami?", già disposto ad affidarci il tuo gregge e a darci i tuoi baci, pronto a rivestirci della tunica della gioia. O Dio, come si può perdonare così tanto? Oltretutto non hai nemmeno una parola di rimprovero! Non temi che gli uomini si allontanino da te vedendo che glielo rendi tutto così facile? Non vedi, Signore, che quasi ci spingi ad allontanarci da te solo per trovarci di nuovo tra le tue braccia?

T. Amen

T. Rallegrati, Vergine Madre: Cristo è risorto. Alleluia!

 

13ª Stazione: Gesù affida ai dodici il compito di evangelizzare

 

C. Ti adoriamo, Gesù risorto, e ti benediciamo.

T. Perché con la tua Pasqua hai dato vita al mondo.

 

E ti mancava ancora la penultima gioia: lasciare nelle nostre mani la torcia della tua fede. Tu avresti potuto riservare per te quello compito, seminare tu in esclusiva la gloria del tuo nome, parlare tu al cuore, mettere in ogni anima il sacro seme del tuo amore. Non sei tu per caso l'unica parola? Non sei tu l'unico giardiniere dell'anima? Non è tua ogni grazia? C'è qualcosa di te o di Dio che non esca dalle tue mani? Per che motivo hai bisogno di aiutanti, intermediari, collaboratori che niente apporteranno se non è il loro fango? Che cosa mettono le nostre mani che non sia incapacità? Ma tu, come un padre che mette a sedere al volante il suo bambino e dice: "Ora guida tu", hai voluto mettere nelle nostre mani il compito di fare quello che tu solo fai: passare gioiosamente ed orgogliosamente di mano in mano la fiaccola che tu accendi.

T. Amen

T. Rallegrati, Vergine Madre: Cristo è risorto. Alleluia!

 

14ª Stazione: Gesù sale al cielo per aprirci il cammino

 

C. Ti adoriamo, Gesù risorto, e ti benediciamo.

T. Perché con la tua Pasqua hai dato vita al mondo.

 

L'ultima gioia fu quella di rimanere andandotene. La tua ascensione al cielo fu un guadagno, non una perdita; fu uno scendere nel profondo, non evadere da noi. Perdendoti nelle nuvole vai via senza allontanarti, ascendi e rimani, sali per portarci con te, segnali una strada, tracci un solco.

La tua ascensione ai cieli è l'ultima prova che siamo salvati, che sei in noi per sempre. Da quel giorno la terra non è un sepolcro vuoto, ma una fornace accesa; non una casa vuota, ma un intreccio di mani, non una profonda nostalgia, ma un amore crescente. Sei rimasto nel pane, nei fratelli, nella gioia, nella riso, in ogni cuore che ama e spera che questa nostra vita ascenda ogni giorno accanto a te.

T. Amen

T. Rallegrati, Vergine Madre: Cristo è risorto. Alleluia!

 

Riti di conclusione

 

C. Lo Spirito di santità renda salda la vostra fede.

T. Amen.

C. Lo Spirito d’amore renda disinteressata la vostra carità.

T. Amen.

C. Lo Spirito di consolazione renda fiduciosa la vostra speranza.

T. Amen.

C. Su tutti voi, che avete partecipato a questa celebrazione, discenda la benedizione di Dio onnipotente, Padre e Figlio + e Spirito Santo.

T. Amen.

C. Nella fede del Cristo risorto, andate in pace.

T. Rendiamo grazie a Dio.

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