Copertina

Sulla soglia
dell'infinito

Sussidi liturgici

 

VIA LUCIS

- 3 -

Pasqua

 

CAMMINO DI LUCE

 

Le generazioni cristiane per secoli hanno accompagnato Cristo lungo la via del Calvario, in una delle più belle devozioni cristiane: la Via crucis.

Perché non cercare -non "invece di", ma "oltre a"- di accompagnare Gesù anche nei quattordici momenti del suo trionfo?

Questa meditazione pasquale è proprio quello che faremo in questo tempo domenicale di preghiera pomeridiana.

INTRODUZIONE

Il Signore è risorto: cantate con noi!

Egli ha vinto la morte, alleluia!

Alleluia, alleluia, alleluia, alleluia!

Il mattino di Pasqua, nel ricordo di Lui,

siamo andate al sepolcro non era più là!

Senza nulla sperare, con il cuore sospeso,

siamo andati al sepolcro: non era più là!

Sulla strada di casa parlavamo di Lui

e l'abbiamo incontrato: ha parlato con noi!

Sulle rive del lago pensavamo a quei giorni

e l'abbiamo incontrato: ha mangiato con noi!

Oggi ancora fratelli, ricordando quei giorni,

ascoltiamo la voce del Signore tra noi!

E, spezzando il suo Pane con la gioia nel cuore,

noi cantiamo alla vita nell'attesa di Lui!

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.

Amen.

L'onnipotente bontà di Dio Padre,

che ha risuscitato il Signore Gesù dai morti

e ci ha donato il suo Spirito per la nostra adozione a figli,

sia con tutti voi.

E con il tuo spirito.

G La vita è un cammino incessante.

In questo cammino noi non siamo soli.

Il Risorto ha promesso:

«Io sono con voi tutti i giorni

fino alla fine del mondo» (Mt 28,20).

La vita deve essere

un cammino di continua risurrezione.

Siamo qui riuniti, fratelli e sorelle,

per prendere coscienza

della nostra vita come itinerario pasquale

con il Risorto che illumina i nostri passi.

Disse un giorno uno scriba al Maestro:

«Io ti seguirò

dovunque andrai» (Mt 8,19).

Dovunque:

sul Calvario, lungo la Via Crucis;

per le strade del mondo, lungo la Via Lucis.

Riscopriremo la risurrezione

come fonte della pace,

come energetico della gioia,

come stimolo alla novità della storia.

(Pausa di meditazione)

Esulta, santa Vergine, madre di Cristo.

Egli è risorto e domina: alleluia! Rallegrati Maria!

Preghiamo.

Effondi su di noi, o Padre,

il tuo Spirito di luce,

perché possiamo penetrare

il mistero della Pasqua del tuo Unigenito,

che segna il vero destino dell'uomo.

Che non è la fine di tutto,

ma è la novità di tutto.

Perché l'ultima parola è tua, o Padre,

che porti noi figli dalla morte alla vita.

Donaci lo Spirito del Risorto

e rendici capaci di amare.

Così saremo testimoni della sua Pasqua.

Tu vivi e regni nei secoli dei secoli.

Amen.

PRIMA STAZIONE

GESÙ RISORTO CONQUISTA LA VERA VITA

 

Ti adoriamo, Gesù risorto, e ti benediciamo.

Perché con la tua Pasqua hai dato vita al mondo.

L Il giorno dopo, all'inizio del primo giorno della settimana, Maria Maddalena e l'altra Maria andarono ancor a vedere la tomba di Gesù. Improvvisamente vi fu un terremoto, un angelo del Signore scese dal cielo, fece rotolare la grossa pietra e si sedette sopra. Aveva un aspetto splendente come un lampo e una veste candida come la neve. Le guardie ebbero tanta paura di lui che cominciarono a tremare e rimasero come morte. L'angelo parlò e disse alle donne: «Non abbiate paura, voi. So che cercate Gesù, quello che hanno crocifisso. Non è qui, perché è risuscitato proprio come aveva detto. Venite a vedere dov'era il suo corpo. (Mt 28,1-6)

Grazie, Signore, perché allo spezzarsi la pietra del tuo sepolcro tu ci hai messo tra le mani la vera vita. Che non è un prolungamento di quella che noi uomini chiamiamo vita, ma quella inestinguibile, il roveto che arde e non si consuma, la stessa vita che vive Dio. Grazie per questa gioia, grazie per questa Grazia, grazie per questa vita eterna che ci rende immortali. Grazie perché risorgendo hai dato inizio ad una umanità nuova e hai posto nelle nostre mani questa vita moltiplicata, questo miracolo di essere uomini e ancora di più, questa gioia di saperci partecipi del tuo trionfo, questo sentirci ed essere figli e membri del tuo corpo di uomo e di Dio risorto.

 

    È risorto dalla morte!

    È la vita la più forte,

    fu l’amore a vincere.

È risorto! Esulta il cuore,

È risorto! Più non muore

il tuo Figlio, o Vergine.

 

SECONDA STAZIONE

IL SUO SEPOLCRO VUOTO

MOSTRA CHE GESÙ HA VINTO LA MORTE

 

Ti adoriamo, Gesù risorto, e ti benediciamo.

Perché con la tua Pasqua hai dato vita al mondo.

L E la mattina presto del primo giorno della settimana, al levar del sole, andarono alla tomba. Mentre andavano dicevano tra loro: «Chi ci farà rotolar via la pietra che è davanti alla porta?». Ma quando arrivarono, guardarono, e videro che la grossa pietra, molto pesante, era stata già spostata. Allora entrarono nella tomba. Piene di spavento, videro, a destra, un giovane seduto, vestito di una veste bianca. Ma il giovane disse: «Non spaventatevi. Voi cercate Gesù di Nazaret, quello che hanno crocifisso. È risuscitato, non è qui. Ecco, questo è il posto dove lo avevano messo. (Mc 16,2-6)

Oggi, risorgendo, hai lasciato il tuo sepolcro spalancato, come un’enorme bocca che grida che tu hai vinto la morte.

Essa, che fino a ieri era la regina incontrastata di questo mondo, alla quale erano sottomessi i poveri e i ricchi, batte oggi in triste ritirata, sconfitta dalla mano del morto-vincitore. Come avrebbero potuto, Signore, rinchiudere la tua forza alcuni metri di terra?

Il tuo corpo dal sepolcro si è alzato come sale una fiamma, come si alza il sole da dietro i monti del mondo. E la morte rimase morta: colei che si riteneva invincibile venne incatenata e il suo terribile dominio distrutto per sempre. Il sepolcro ne è la prova: nulla e nessuno può incatenare la tua anima che trabocca di vita. E questa tomba vuota ora ci indica che tu sei un Dio dei vivi e non un Dio dei morti.

 

    Disse l’Angelo: «È risorto!

    Non è qui, non è più morto.

    Vive per i secoli.

È risorto! Esulta il cuore,

È risorto! Più non muore

il tuo Figlio, o Vergine.

 

TERZA STAZIONE

GESÙ, SCENDENDO AGLI INFERI,

MOSTRA IL TRIONFO DELLA SUA RISURREZIONE

 

Ti adoriamo, Gesù risorto, e ti benediciamo.

Perché con la tua Pasqua hai dato vita al mondo.

L Cristo è morto per voi. Egli è morto una volta per sempre, per i peccati degli uomini. Era innocente, eppure è morto per i malvagi, per riportarvi a Dio. Egli è stato ucciso nel corpo, ma lo Spirito di Dio lo ha fatto risorgere. ( 1Pt 3,18)

Tu, Signore, non sei risorto solo per te. La tua vita era contagiosa e volevi dividere con tutti il pane benedetto della tua risurrezione. Per questo sei disceso fino al seno di Abramo, per dare a coloro che erano morti da mille generazioni la calda elemosina della tua vita appena riconquistata. E gli antichi patriarchi e profeti che ti attendevano da secoli e secoli si sono alzati in piedi e ti hanno acclamato dicendo: "Santo, Santo, Santo. È degno di questa lode l’Agnello, che con la sua morte ci infonde la vita, che con la sua vita nuova ci salva dalla morte. Infinitamente santo è questo Salvatore, che si salva e ci salva". E hanno teso le mani verso di te. E dalle tue mani è sgorgato questo nuovo miracolo della moltiplicazione della vita.

    È risorto dalla morte!

    È la vita la più forte,

    fu l’amore a vincere.

È risorto! Esulta il cuore,

È risorto! Più non muore

il tuo Figlio, o Vergine.

QUARTA STAZIONE

GESÙ RISUSCITA, PER LA FEDE,

NELL’ANIMA DI MARIA

Ti adoriamo, Gesù risorto, e ti benediciamo.

Perché con la tua Pasqua hai dato vita al mondo.

L Appena Elisabetta udì il saluto di Maria, il bambino dentro di lei ebbe un fremito, ed essa fu colmata di Spirito Santo e a gran voce esclamò: «Dio ti ha benedetta più di tutte le altre donne, e benedetto è il bambino che avrai! Che grande cosa per me! Perché mai la madre del mio Signore viene a farmi visita? Appena ho sentito il tuo saluto, il bambino si è mosso in me per la gioia. Beata te che hai avuto fiducia nel Signore e hai creduto che egli può compiere ciò che ti ha annunziato». Allora Maria disse: «Grande è il Signore: lo voglio lodare. Dio è mio salvatore: sono piena di gioia. Ha guardato a me, alla sua povera serva: tutti, d'ora in poi, mi diranno beata. Dio è potente: ha fatto in me grandi cose, santo è il suo nome. (Lc 1,41-49)

Non sappiamo se quella mattina della domenica sei andato a trovare tua Madre, siamo però sicuri che sei risuscitato in lei e per lei, che lei bevve a grandi sorsi l’acqua della tua risurrezione e che nessuno più di lei ha potuto godere con te e che la tua dolce presenza ha tolto uno a uno le spade che hanno trapassato la sua anima di donna. Non sappiamo se ti ha visto con i suoi occhi; sicuramente ti abbracciò con le braccia dell’anima e ti vide con i cinque sensi della sua fede. Come sarebbe bello se noi potessimo provare anche solo una centesima parte della sua gioia; se imparassimo a risorgere in te come lei; se il nostro cuore fosse così aperto come il cuore di Maria quella domenica mattina.

    Disse l’Angelo: «È risorto!

    Non è qui, non è più morto.

    Vive per i secoli.

È risorto! Esulta il cuore,

È risorto! Più non muore

il tuo Figlio, o Vergine.

 

QUINTA STAZIONE

GESÙ SCEGLIE UNA DONNA

COME APOSTOLA DEI SUOI APOSTOLI

 

Ti adoriamo, Gesù risorto, e ti benediciamo.

Perché con la tua Pasqua hai dato vita al mondo.

L Maria era rimasta a piangere vicino alla tomba. A un tratto, chinandosi verso il sepolcro, vide due angeli vestiti di bianco. Stavano seduti dove prima c'era il corpo di Gesù, uno dalla parte della testa e uno dalla parte dei piedi. Gli angeli le dissero: - Donna, perché piangi? Maria rispose: - Hanno portato via il mio Signore e non so dove lo hanno messo. Mentre parlava si voltò e vide Gesù in piedi, ma non sapeva che era lui. Gesù le disse: - Perché piangi? Chi cerchi? Maria pensò che era il giardiniere e gli disse:

- Signore, se tu l'hai portato via dimmi dove l'hai messo, e io andrò a prenderlo. Gesù le disse: - Maria! Lei subito si voltò e gli disse: - Maestro! Gesù le disse: - Lasciami, perché io non sono ancora tornato al Padre. Va' e di' ai miei fratelli che io torno al Padre mio e vostro, al Dio mio e vostro. Allora Maria di Màgdala andò dai discepoli e disse: «Ho visto il Signore!». Poi riferì tutto quel che Gesù le aveva detto. (Gv 20, 11-18)

Anche noi, come Maria Maddalena, diciamo: «Mi hanno portato via il mio Signore e non so dove lo hanno posto». Camminiamo per il mondo e non troviamo nulla su cui posare il nostro sguardo, nessuno nel quale porre tutto il nostro cuore. Da quando tu te ne sei andato ci hanno strappato l’anima e non sappiamo dove riporre la nostra speranza e non troviamo più una gioia che non porti in sé anche amarezza. Dove sei? Dove te ne sei andato, giardiniere del cuore? In quale sepolcro, in quale giardino ti nascondi? O non è che magari tu sei davanti ai nostri occhi e noi non sappiamo vederti?

Sei nei fratelli e non ti conosciamo. Ti nascondi nei poveri, risusciti in loro e noi passiamo al loro fianco senza riconoscerti.

Chiamami con il mio nome, perché io ti possa vedere, riconoscere quella voce con la quale anni fa mi hai chiamato alla vita nel battesimo, così da riscoprire che tu sei il mio maestro.

E mandami di nuovo a trasmettere la tua gioia ai fratelli; fammi apostolo degli apostoli, come quella donna privilegiata che, avendoti amato tanto sperimentò il privilegio di bere per prima il primo sorso della tua risurrezione.

Venne il santo Giardiniere.

«Va', Maria. Fai sapere

che son vivo, agli Undici».

È risorto! Esulta il cuore,

È risorto! Più non muore

il tuo Figlio, o Vergine.

 

SESTA STAZIONE

GESÙ RIDONA LA SPERANZA

A DUE DISCEPOLI SFIDUCIATI

Ti adoriamo, Gesù risorto, e ti benediciamo.

Perché con la tua Pasqua hai dato vita al mondo.

L Quello stesso giorno due discepoli stavano andando verso Emmaus, un villaggio lontano circa undici chilometri da Gerusalemme. Lungo la via parlavano tra loro di quel che era accaduto in Gerusalemme in quei giorni. Mentre parlavano e discutevano, Gesù si avvicinò e si mise a camminare con loro. Essi però non lo riconobbero, perché i loro occhi erano come accecati. Gesù domandò loro: - Di che cosa state discutendo tra voi mentre camminate? Essi allora si fermarono, tristi. Uno di loro, un certo Clèopa, disse a Gesù: - Sei tu l'unico a Gerusalemme a non sapere quel che è successo in questi ultimi giorni? Gesù domandò: - Che cosa è successo? Quelli risposero: - Il caso di Gesù, il Nazareno! Era un profeta potente davanti a Dio e agli uomini, sia per quel che faceva sia per quel che diceva. Ma i capi dei sacerdoti e il popolo l'hanno condannato a morte e l'hanno fatto crocifiggere. Noi speravamo che fosse lui a liberare il popolo d'Israele! Ma siamo già al terzo giorno da quando sono accaduti questi fatti. Una cosa però ci ha sconvolto: alcune donne del nostro gruppo sono andate di buon mattino al sepolcro di Gesù ma non hanno trovato il suo corpo. Allora sono tornate indietro e ci hanno detto di aver avuto una visione: alcuni angeli le hanno assicurate che Gesù è vivo. Poi sono andati al sepolcro altri del nostro gruppo e hanno trovato tutto come avevano detto le donne, ma lui, Gesù, non l'hanno visto. Allora Gesù disse: - Voi capite poco davvero; come siete lenti a credere quel che i profeti hanno scritto! Il Messia non doveva forse soffrire queste cose prima di entrare nella sua gloria? Quindi Gesù spiegò ai due discepoli i passi della Bibbia che lo riguardavano. Cominciò dai libri di Mosè fino agli scritti di tutti i profeti. Intanto arrivarono al villaggio dove erano diretti, e Gesù fece finta di voler continuare il viaggio. Ma quei due discepoli lo trattennero dicendo: «Resta con noi perché il sole ormai tramonta». Perciò Gesù entrò nel villaggio per rimanere con loro. Poi si mise a tavola con loro, prese il pane e pronunziò la preghiera di benedizione; lo spezzò e cominciò a distribuirlo. In quel momento gli occhi dei due discepoli si aprirono e riconobbero Gesù, ma lui sparì dalla loro vista. (Lc 24,13-31)

Molte volte anch’io, come i discepoli di Emmaus cammino sfiduciato e triste, pensando che nel mondo tutto sia morte e fallimento. Il dolore mi schiaccia; la solitudine mi angustia e arrivo a dire che tu, Signore, mi hai abbandonato.

Se leggo le tue parole mi sembrano cose strasentite, se guardo ai miei fratelli mi sembrano ostili, se esamino il futuro vedo solo disgrazie. Sono scoraggiato. Ho paura che la fede possa essere una cosa inutile, che il cercarti e il seguirti una perdita di tempo; addirittura mi sembra che riescano meglio e vivano più allegramente quelli che adorano il vitello d’oro del denaro e del vizio. Mi allontano dalla tua croce e cerco riposo nell’angolo del dimenticatoio, disposto ad alimentarmi per il futuro nella vigna della mediocrità. Non ho perso la fede, ma la speranza sì, come anche il coraggio di scommettere su di te.

Non potresti, Signore, metterti anche oggi per strada e camminare al mio fianco, come hai fatto quella mattina con i due di Emmaus? Non potresti aprirmi al segreto della tua santa Parola, perché torni a riscaldare il mio cuore? Non potresti rimanere a dormire con noi e aiutarci a scoprire la tua presenza nel Pane?

Discuteva per la via

coi discepoli il Messia,

fin che cadde il vespero.

È risorto! Esulta il cuore,

È risorto! Più non muore

il tuo Figlio, o Vergine.

 

SETTIMA STAZIONE

GESÙ MOSTRA AI SUOI

LA SUA CARNE FERITA E TRIONFANTE

Ti adoriamo, Gesù risorto, e ti benediciamo.

Perché con la tua Pasqua hai dato vita al mondo.

L Otto giorni dopo, i discepoli erano di nuovo lì, e c'era anche Tommaso con loro. Le porte erano chiuse. Gesù venne, si fermò in piedi in mezzo a loro e li salutò: «La pace sia con voi». Poi disse a Tommaso: - Metti qui il dito e guarda le mani; accosta la mano e tocca il mio fianco. Non essere incredulo, ma credente! Tommaso gli rispose: - Mio Signore e mio Dio! Gesù gli disse: - Tu hai creduto perché hai visto; beati quelli che hanno creduto senza aver visto! Gesù fece ancora molti altri segni miracolosi davanti ai suoi discepoli. Quei miracoli non sono stati scritti; ma questi fatti sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Messia e il Figlio di Dio. Se credete in lui, per mezzo di lui avrete la vita. (Gv 20,26-31)

Grazie, Signore, per non essere risorto solo con la tua anima, ma anche con il tuo corpo. Grazie per aver voluto tornare dalla morte con le tue ferite. Grazie per aver lasciato che Tommaso mettesse la sua mano nel tuo costato, così ha potuto costatare che il Risorto era lo stesso che era morto sulla croce. Grazie per averci spiegato che il dolore non può mai annientare l’anima e che quando soffriamo stiamo già risorgendo. Grazie per essere un Dio che ha accettato di soffrire violenza, grazie di non vergognarti delle tue mani ferite, grazie per essere pienamente e veramente uomo.

Adesso sappiamo che sei uno di noi, pur non cessando di essere Dio; adesso comprendiamo che il dolore non è un errore delle tue mani creatrici; adesso che lo hai fatto tuo ci rendiamo conto che il pianto e le ferite sono compatibili con la risurrezione.

Lascia che ti dica che mi sento orgoglioso delle tue mani ferite di Dio e di fratello nostro. Lasciami mettere tra le tue mani ferite queste mie mani segnate dal lavoro.

Il Signor non li deluse.

È comparso a porte chiuse,

vivo, nel Cenacolo.

È risorto! Esulta il cuore,

È risorto! Più non muore

il tuo Figlio, o Vergine.

OTTAVA STAZIONE

CON IL SUO CORPO GLORIOSO GESÙ CI INDICA

CHE ANCHE I NOSTRI CORPI RISORGERANNO

L    Mentre gli undici apostoli e i loro compagni stavano parlando dei fatti avvenuti, Gesù apparve in mezzo a loro e disse: «La pace sia con voi!».

Sconvolti e pieni di paura, essi pensavano di vedere un fantasma. Ma Gesù disse loro: «Perché avete tanti dubbi dentro di voi? Guardate le mie mani e i miei piedi! Sono proprio io! Toccatemi e verificate: un fantasma non ha carne e ossa come me». Gesù diceva queste cose ai suoi discepoli, e intanto mostrava loro le mani e i piedi. Essi però, pieni di stupore e di gioia, non riuscivano a crederci: era troppo grande la loro gioia! Allora Gesù disse: «Avete qualcosa da mangiare?». Essi gli diedero un po' di pesce arrostito. Gesù lo prese e lo mangiò davanti a tutti. (Lc 24,36-43)

 

«Guardatemi bene. Toccatemi. Vedete che non sono un fantasma», dicevi ai tuoi, temendo che credessero che la tua risurrezione fosse solo un simbolo, una bella illusione per poter continuare a vivere. Era così la grande la felicità di incontrarti ancora vivo che quasi non potevano crederci; questo avvenimento non riusciva ad entrare nelle loro teste, più abituate al pianto che alla gioia.

L’uomo, lo sai, non riesce ad avere speranza che volano troppo in alto. Siccome ha un cuore piccolo crede che il tuo sia tirchio.

Dal momento che ti ama così poco non riesce ad immaginare che tu lo possa amare.

E poiché vive ammassando attimi di tempo prova le vertigini davanti all’eternità.

E così se ne va in giro per il mondo trascinando il suo corpo senza sospettare di aver a che fare con un corpo eterno.

Sa come vanno a finire i corpi toccati dalla morte; non riesce a immaginare che un giorno questi morti torneranno ad essere bambini dall’infanzia eterna.

Facci vedere bene il tuo corpo, Cristo vivo! Mostraci già adesso la vera infanzia, quella che tu ci tieni preparata al di là della morte.

Il Signor non li deluse.

È comparso a porte chiuse,

vivo, nel Cenacolo.

È risorto! Esulta il cuore,

È risorto! Più non muore

il tuo Figlio, o Vergine.

NONA STAZIONE

GESÙ BATTEZZA I SUOI APOSTOLI

NELLO SPIRITO SANTO

PER LIBERARLI DALLA PAURA

L    La sera di quello stesso giorno, il primo della settimana, i discepoli se ne stavano con le porte chiuse per paura dei capi ebrei. Gesù venne, si fermò in piedi in mezzo a loro e li salutò dicendo: «La pace sia con voi».

Poi mostrò ai discepoli le mani e il fianco, ed essi si rallegrarono di vedere il Signore.

Gesù disse di nuovo: «La pace sia con voi. Come il Padre ha mandato me, così io mando voi». Poi soffiò su di loro e disse: «Ricevete lo Spirito Santo. A chi perdonerete i peccati, saranno perdonati; a chi non li perdonerete, non saranno perdonati». (Gv 20, 19-23)

Signore, sono già passati venti secoli dalla tua risurrezione, ma non abbiamo ancora perso la paura, ancora non siamo sicuri, ancora abbiamo paura che le porte dell’inferno un giorno potrebbero prevalere, magari non contro la tua Chiesa, ma contro il nostro povero cuore di cristiani sì.

Viviamo ancora guardando di qua e di là meno che verso il tuo cielo.

Continuiamo a credere che il male sarà sempre più forte della tua Parola. Non siamo ancora convinti che tu hai vinto definitivamente il dolore e la morte. Continuiamo a vacillare, a dubitare, a camminare tra gli interrogativi, ad ammassare angustie e tristezze.

Ripetici ancora che tu hai lasciato pace sufficiente per tutti. Metti la tua mano sulle mie spalle e gridami: Non temere, non temete. Infondimi la tua luce e la tua certezza, dacci la gioia che sgorga dal fatto che siamo tuoi, inondaci della felicità che c’è nel tuo cuore. Rendici, Signore, testimoni della tua gioia. E che il mondo scopra come è bello credere in te!

«Tutti voi siete mandati

a rimettere i peccati.

Dono a voi il mio Spirito».

È risorto! Esulta il cuore,

È risorto! Più non muore

il tuo Figlio, o Vergine.

 

DECIMA STAZIONE

GESÙ ANNUNCIA CHE SARÀ SEMPRE CON NOI

 

L    Gli undici discepoli andarono in Galilea, su quella collina che Gesù aveva indicato. Quando lo videro, lo adorarono. Alcuni, però, avevano dei dubbi. Gesù si avvicinò e disse: «... Sappiate che io sarò sempre con voi, tutti i giorni, sino alla fine del mondo». (Mt 28,16-20)

 

«Io starò con voi fino alla fine dei tempi». Questa fu la più grande di tutte le tue promesse, il più gioioso dei tuoi annunci.

Non è che magari tu vieni a visitare questa terra come un tranquillo turista che giunge dal cielo, ci passi accanto, ci metti la mano sulla spalla, ci dai dei buoni consigli e poi te ne torni al tuo cielo sicuro lasciando i tuoi fratelli a soffrire su questa terra?

Accorreresti magari al nostro pianto, senza però far niente per esso? lasciandoci poi soli, limitandoti ad essere un ispettore delle nostre colpe?

Tu giochi pulito, Signore. Tu scendi sulla terra, ti fai uomo e vuoi esserlo in tutto, vuoi esserlo con tutti, disposto a dare all’uomo non solo una briciola d’amore, ma l’amore intero.

Da allora l’uomo non è più solo, tu sei ad ogni angolo del tempo e dello spazio ad attenderci, più nostro di noi, più intimo a me della mia anima. «Non vi lascerò orfani» hai detto. E da quel momento il nostro cuore è colmo.

    «Io starò con voi per sempre

    sino alla fine dei tempi.

    Sia sereno il vostro cuor».

È risorto! Esulta il cuore,

È risorto! Più non muore

il tuo Figlio, o Vergine.

 

UNDICESIMA STAZIONE

GESÙ RIDONA AGLI APOSTOLI LA GIOIA PERDUTA

 

L    In seguito Gesù si fece vedere di nuovo ai discepoli in riva al lago di Tiberiade. Ed ecco come avvenne: Simon Pietro, Tommaso detto Gemello, Natanaèle (un Galileo della città di Cana), i figli di Zebedèo e altri due discepoli di Gesù erano insieme. Simon Pietro disse: - Io vado a pescare. Gli altri risposero: - Veniamo anche noi. Uscirono e salirono sulla barca. Ma quella notte non presero nulla. Era già mattina, quando Gesù si presentò sulla spiaggia, ma i discepoli non sapevano che era lui. Allora Gesù disse: - Ragazzi, avete qualcosa da mangiare? Gli risposero: - No. Allora Gesù disse: - Gettate la rete dal lato destro della barca, e troverete pesce. I discepoli calarono la rete. Quando cercarono di tirarla su non ci riuscivano per la gran quantità di pesci che conteneva. Allora il discepolo prediletto di Gesù disse a Pietro: «È il Signore!». Simon Pietro udì che era il Signore. Allora si legò la tunica intorno ai fianchi (perché non aveva altro addosso) e si gettò in mare. Gli altri discepoli invece accostarono a riva con la barca, trascinando la rete con i pesci, perché erano lontani da terra un centinaio di metri. Quando scesero dalla barca, videro un focherello di carboni con sopra alcuni pesci. C'era anche pane. Gesù disse loro: «Portate qui un po' di quel pesce che avete preso ora». Simon Pietro salì sulla barca e trascinò a terra la rete piena di centocinquantatré grossi pesci. Erano molto grossi, ma la rete non s'era strappata. Gesù disse loro: «Venite a far colazione». Ma nessuno dei discepoli aveva il coraggio di domandargli: «Chi sei?». Avevano capito che era il Signore. Gesù si avvicinò, prese il pane e lo distribuì; poi distribuì anche il pesce. Era la terza volta che Gesù si faceva vedere ai discepoli da quando era tornato dalla morte alla vita. (Gv 21,1-14)

 

Dal giorno in cui tu te ne sei andato noi non abbiamo più pescato niente. È da venti secoli che gettiamo inutilmente le reti della vita, ma nelle sue maglie noi peschiamo solo il vuoto.

Bruciamo le ore e l’anima continua ad essere arida.

Siamo diventati sterili come un terreno coperto di cemento.

Siamo forse già morti? Da quanto tempo non ridiamo veramente di gusto? Chi si ricorda l’ultima volta che ha amato sul serio?

Venne ai suoi sull'albeggiare,

e li attese presso il mare.

Trasser reti cariche.

È risorto! Esulta il cuore,

È risorto! Più non muore

il tuo Figlio, o Vergine.

 

DODICESIMA STAZIONE

GESÙ AFFIDA AI DODICI

LA MISSIONE DI EVANGELIZZARE

 

L    Gli undici discepoli andarono in Galilea, su quella collina che Gesù aveva indicato. Quando lo videro, lo adorarono. Alcuni, però, avevano dei dubbi. Gesù si avvicinò e disse: «A me è stato dato ogni potere in cielo e in terra. Perciò andate, fate diventare miei discepoli tutti gli uomini del mondo; battezzateli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo; insegnate loro ad ubbidire a tutto ciò che io vi ho comandato». (Mt 28,16-20)

Ti mancava ancora di darci la penultima gioia: lasciare nelle nostre mani la fiaccola della tua fede. Avresti potuto riservare a te questo compito, seminare tu in esclusiva la gloria del tuo nome, parlare tu al cuore, mettere tu in ogni anima il seme sacro del tuo amore. D’altra parte non sei forse tu l’unica Parola? Non sei tu l’unico Giardiniere dell’anima? Non è tua ogni grazia? C’è forse qualcosa di te o di Dio che non venga dalle tue mani?

Perché hai bisogno di aiutanti, di intermediari, di collaboratori, che non potranno apportare altro che il loro fango di creature?

Che cosa offrono le nostre mani se non miseria?

Tu però, come un papà che fa sedere il proprio bambino al volante e gli dice : «Adesso guidi tu», hai voluto lasciare nelle nostre mani il compito di fare ciò che solo tu fai: passare gioiosamente e orgogliosamente di mano in mano la torcia che tu accendi.

Ritornando al Padre in cielo,

diede loro il suo vangelo

da portare ai popoli.

È risorto! Esulta il cuore,

È risorto! Più non muore

il tuo Figlio, o Vergine.

 

TREDICESIMA STAZIONE

GESÙ SALE AL CIELO PER APRIRCI IL CAMMINO

 

L    Dopo aver parlato, Gesù incominciò a salire in alto, mentre gli apostoli stavano a guardare. Poi venne una nube, ed essi non lo videro più. Mentre avevano ancora gli occhi fissi verso il cielo, dove Gesù era salito, due uomini, vestiti di bianco, si avvicinarono loro e dissero: «Uomini di Galilea, perché ve ne state lì a guardare il cielo? Questo Gesù che vi ha lasciato per salire in cielo, un giorno ritornerà come lo avete visto partire».

Allora gli apostoli lasciarono il monte degli Ulivi e ritornarono a Gerusalemme. Questo monte è molto vicino alla città: a mezz'ora di strada a piedi. Quando furono arrivati, salirono al piano superiore della casa dove abitavano. Ecco i nomi degli apostoli: Pietro e Giovanni, Giacomo e Andrea, Filippo e Tommaso, Bartolomeo e Matteo, Giacomo figlio di Alfeo, Simone che era stato del partito degli zeloti, e Giuda figlio di Giacomo. Erano tutti concordi, e si riunivano regolarmente per la preghiera con le donne, con Maria, la madre di Gesù, e con i suoi fratelli. (Atti 1, 9-14)

 

L’ultima gioia fu quella di andartene e nello stesso tempo rimanere. La tua salita al cielo fu un guadagno, non certamente una perdita; fu uno scendere nel profondo, non un evadere.

Mentre scompari tra le nubi te ne vai, ma non ti allontani, ascendi, ma rimani: sali per portarci con te, per tracciare una strada, per aprire un solco.

La tua ascensione al cielo è l’ultima prova che siamo dei salvati, che sei con noi per sempre. Da quel giorno la terra non è più un sepolcro vuoto, ma una fornace accesa; non è una casa vuota ma un insieme di mani; non una lunga nostalgia, ma un amore crescente.

Sei rimasto nel pane, nei fratelli, nella gioia, nelle risa, nel cuore che ama e spera, in queste nostre vite che giorno dopo giorno ascendono al tuo fianco.

E fu tolto ai loro sguardi,

ma i lor cuori erano tardi.

E comparve un angelo.

È risorto! Esulta il cuore,

È risorto! Più non muore

il tuo Figlio, o Vergine.

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