Copertina

Sulla soglia
dell'infinito

Sussidi liturgici

 

STEFANO E FILIPPO: LA CHIESA CHE CRESCE

[anno A]

Pasqua

 

Le domeniche 5ª e 6ª di Pasqua, nella prima lettura, ci sono presentati due personaggi che l'autore del libro degli Atti, l'evangelista Luca, guarda con una speciale simpatia e presenta come simbolo della Chiesa che cresce ed è capace di superare le barriere, sostenuta solo dalla fedeltà a Gesù e dal suo stile di vita. Perché anche Luca è un frutto della nuova rotta che Stefano, Filippo, e gli altri membri del suo gruppo diedero alla comunità cristiana.

A causa della morte di Stefano, alcuni membri del gruppo, fuggiti da Gerusalemme ed arrivati ad Antiochia, presero l'iniziativa di cominciare a predicare il Vangelo al di fuori del mondo ebraico, un'iniziativa che Barnaba, a nome degli apostoli, avallò in una visita che fece loro (Atti 11,19-26). È possibile che Luca fosse uno di quei primi pagani di Antiochia che ascoltarono l'annuncio evangelico, e lo ricevesse come un'autentica Buona Notizia umanizante in quel mondo così duro e nel quale la compassione per i poveri ed i deboli era considerata più un segno di basso livello e di debolezza personale (o come si direbbe ora: un atteggiamento proprio dei perdenti, perché i trionfatori non hanno di quelle manie...).

Luca vedrà rappresentata questa novità evangelica che l'attrasse in modo così decisivo nei sette membri eletti come dirigenti della comunità dei giudei ellenisti che si erano lamentati di non essere sufficientemente aiutati dalla comunità ebraica di Gerusalemme. E partendo da questo fatto, trasmetterà alcuni messaggi fondamentali. Uno di essi è che, di fronte ai problemi che sorgono, è meglio cercare la soluzione insieme in modo che tutti possano trovarsi bene: è quello che faranno gli apostoli di fronte al problema posto dai fratelli ellenisti, come è spiegato nella lettura della 5ª domenica. Un altro, il più importante, è che il Vangelo di Gesù va al di là dei limiti insiti nella religione ebraica, piena di leggi e norme che sono di ostacolo a ciò che è realmente importante: la vita secondo Gesù Cristo, basata sull'amore e sulla donazione personale. Stefano trasmetterà questo messaggio nel suo discorso davanti al sinedrio e poi si trasformerà in modello di questo modo di intendere la vita quando, nel suo martirio, chiederà il perdono per i suoi uccisori (Atti 6,8-7,60)

Con questa visione negli occhi, Luca manifesta la sua gioia per l’espansione del Vangelo. Nelle letture delle domeniche 5ª e 6ª, questa espansione si realizza solo all’interno del mondo ebraico, ma è come un annuncio di quello che avverrà poco tempo dopo: come una palla di neve, con la forza dello Spirito Santo, il nome di Gesù sarà ogni giorno più amato; per ora, in Gerusalemme e Samaria, e molto presto, fino ai confini del mondo.

JOSEP LLIGADAS

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