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Copertina
Sulla soglia
dell'infinito
Sussidi
liturgici
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EPIFANIA DEL SIGNORE
L’Epifania, o manifestazione
del Signore, è la festa dell’universalità della fede.
Il brano di Isaia è un invito alla gioia e alla speranza per il popolo ebreo che
ritorna dall’esilio. Questo invito è applicato all’Epifania perché annuncia la
salvezza per tutti.
I Magi che vengono da lontano per incontrare Gesù sono il simbolo di tutti i
popoli, chiamati e disponibili alla fede, e questo in contrasto con
l’atteggiamento di ostilità di Erode e di indifferenza dei dotti di Gerusalemme.
La possibilità di salvezza per tutti è perfettamente in linea con il comando di
Gesù prima della sua Ascensione: “Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni”
(Mt 28,19).
L’annuncio di un nuovo popolo di Dio a dimensioni universali, prefigurato e
preparato nel popolo eletto, si realizza in Gesù Cristo, nel quale converge e si
ricapitola tutto il piano di Dio. In lui tutto ciò che era diviso ritrova
l’unità (2° lettura).
La venuta dei Magi dall’Oriente segna l’inizio dell’unità della grande famiglia
umana, che sarà realizzata perfettamente quando la comune fede in Gesù Cristo
farà cadere le barriere esistenti fra gli uomini, e nell’unità della fede tutti
si sentiranno figli di Dio, ugualmente redenti e fratelli tra loro (vangelo).
E’ significativa la visione finale del Nuovo Testamento (Ap 7,4-12; 15,3-4;
21,24-26): una moltitudine di razze, popoli e lingue diverse che salutano in Dio
il re delle nazioni, e che abiteranno insieme nella vita eterna dove l’umanità
ritroverà la propria e definitiva unità.
Cristo ci dà la misura di ogni cosa: “Ama Dio con tutto il tuo cuore, amatevi
come io vi ho amato” (Mc 12,30; Gv 13,34). Questa è la stella da seguire per
giungere al nostro autentico e unico centro di unità: “il mistero di cui il
Padre ci ha fatti partecipi” (orazione dopo la comunione)
I magi offrono doni: doni simbolici che riconoscono Cristo come Uomo (mirra),
come Re (oro) e come Dio (incenso). Anche nell’Eucaristia la Chiesa alza le mani
in un gesto di offerta, presentando il pane e il vino.
Ma in quei segni il Cristo è significato, immolato e ricevuto”. E’ lui dunque
che la Chiesa offre al Padre, nella certezza che ogni volta che si rinnova
questa offerta si attua l’opera delle Redenzione.
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