Copertina

Sulla soglia
dell'infinito

Sussidi liturgici

SACRA FAMIGLIA - A

Tempo di Natale

 

1. AMBIENTAZIONE

Cartellone con uno di questi testi:

“Famiglia, prima scuola”

“Famiglia: ambiente indispensabile”

“La famiglia dipende da ciascuno”

Simboli:

  • Si pone nel presbiterio una tavola rotonda, coperta da una tovaglia, con attorno delle sedie. 

  • Riunita l’assemblea, entra una famiglia (nonni, figli e nipoti) portando:

  • uno, una grossa pagnotta: tavola comune;

  • un altro, una pigna (ananas): famiglia unita;

  • un altro, un mazzo di fiori diversi: unità e diversità della famiglia;

  • un altro, il Cero acceso: Gesù, luce nella vita familiare;

  • un altro, un vassoio grande con strumenti di lavoro: aghi da maglia e gomitolo, chiave inglese, straccio per la polvere, libri di testo… 

Questa famiglia presiede la celebrazione.

Coprileggio bianco.

 

2. RITI INIZIALI

Introduzione

Fratelli, ha particolare importanza l’accoglienza, quando ci riuniamo come famiglia. Nel nome di Dio, che ha voluto farci partecipi della sua famiglia e che oggi ci accoglie come suoi famigliari, siate i benvenuti.

Il motivo e il segno della celebrazione di oggi è la famiglia: famiglia umana e famiglia di fede. La famiglia è una realtà amata e necessaria per tutti. È la nostra radice. Un ambiente speciale per tutti.

In questa celebrazione vogliamo sentirci uniti a tutte le famiglie che vivono felicemente unite, ma anche con quanti soffrono lo strappo di un amore spezzato. Sia per loro il nostro incoraggiamento e la nostra comprensione.

Canto

Saluto

Fratelli, benediciamo Dio, che vuole essere anche lui un membro della nostra famiglia.

Atto penitenziale

Se vogliamo essere realisti, non possiamo non riconoscere che la nostra vita familiare è lontana dall’ideale che troviamo nella famiglia di Nazaret. Per questo riconosciamo i nostri peccati personali e comunitari:

  • Per le mancanze nei confronti dell’amore e per non dare quella testimonianza cristiana che dovremmo: Signore, pietà.

  • Tu, che hai saputo unire l’obbedienza al Padre con le responsabilità familiari: Cristo, pietà.

  • Tu, che sei Spirito d’unità: Signore, pietà.

Dio di bontà, abbi misericordia di noi, perdona i nostri peccati ed aiutaci ad essere testimoni del tuo vangelo. Amen.


Preghiera colletta

Insieme, come famiglia di credenti, ti benediciamo, Padre buono.

Essendo Amore, hai fatto scendere sulla nostra vita familiare la rugiada del tuo affetto: sul rapporto tra genitori e figli, sull’amore dell’uomo e della donna, sulla convivenza tra nonni, figli e nipoti. Ti acclamiamo, o Padre, assieme a tante famiglie che vivono felicemente il loro rapporto d’amore. Ma ci uniamo anche a quanti, nella sofferenza e nella frustrazione, portano avanti con fatica le tensioni della vita quotidiana. Fa’ che l’amore guidi i nostri rapporti e che il perdono sia ampio e generoso gli uni verso gli altri.
Aiutaci nell’appassionante avventura dell’amore creativo e servizievole. Donaci comprensione, per poterci intendere nelle legittime differenze. Grazie per l’affetto che sperimentiamo e per la fraternità che diffondiamo come dono tuo.

 

3. LITURGIA DELLA PAROLA

Introduzione alle letture

Nella famiglia tutto deve essere rivestito di affetto. Senza la vicinanza e l’affetto la famiglia non riesce a farcela, si spezza. L’autore della lettera ai cristiani di Colossi allarga l’orizzonte della famiglia naturale fino alla famiglia cristiana. In entrambi ciò che è fondamentale è la comprensione, l’intesa e l’amore.

Gesù fu allevato e protetto fin da piccolo dai suoi genitori. L’esempio della Sacra Famiglia deve servirci per aiutarci gli uni gli altri fisicamente e spiritualmente.


Prima Lettura
       Sir 3,2-6.12-14 

Dal libro del Siràcide
Il Signore vuole che il padre sia onorato dai figli, ha stabilito il diritto della madre sulla prole. Chi onora il padre espìa i peccati; chi onora la madre è come chi accumula tesori. Chi onora il padre avrà gioia dai propri figli e sarà esaudito nel giorno della sua preghiera. Chi onora il padre vivrà a lungo; chi obbedisce al Signore dà consolazione alla madre. Figlio, soccorri tuo padre nella vecchiaia, non contristarlo durante la sua vita. Anche se perdesse il senno, compatiscilo e non disprezzarlo, mentre sei nel pieno vigore. Poiché la pietà verso il padre non sarà dimenticata, ti sarà computata a sconto dei peccati. Parola di Dio. 

Salmo Responsoriale        Dal Salmo 128

R. Vita e benedizione sulla casa che teme il Signore.


Beato l'uomo che teme il Signore
e cammina nelle sue vie.
Vivrai del lavoro delle tue mani,
sarai felice e godrai d'ogni bene. R. 

La tua sposa come vite feconda
nell'intimità della tua casa;
i tuoi figli come virgulti d'ulivo
intorno alla tua mensa. R. 

Così sarà benedetto l'uomo
che teme il Signore.
Ti benedica il Signore da Sion!
Possa tu vedere la prosperità di Gerusalemme
per tutti i giorni della tua vita. R. 

Seconda Lettura       Col 3,12-21

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Colossesi
Fratelli, rivestitevi come eletti di Dio, santi e amati, di sentimenti di misericordia, di bontà, di umiltà, di mansuetudine, di pazienza; sopportandovi a vicenda e perdonandovi scambievolmente, se qualcuno abbia di che lamentarsi nei riguardi degli altri.
Come il Signore vi ha perdonato, così fate anche voi. AI di sopra di tutto poi vi sia la carità, che è il vincolo della perfezione. E la pace di Cristo regni nei vostri cuori, perché ad essa siete stati chiamati in un solo corpo. E siate riconoscenti!
La parola di Cristo dimori tra voi abbondantemente; ammaestratevi e ammonitevi con ogni sapienza, cantando a Dio di cuore e con gratitudine salmi, inni e cantici spirituali. E tutto quello che fate in parole ed opere, tutto si compia nel nome del Signore Gesù, rendendo per mezzo di lui grazie a Dio Padre.
Voi mogli, state sottomesse ai mariti, come si conviene nel Signore. Voi, mariti, amate le vostre mogli e non inaspritevi con esse. Voi, figli, obbedite ai genitori in tutto; ciò è gradito al Signore. Voi, padri, non esasperate i vostri figli, perché non si scoraggino. Parola di Dio.

Canto al Vangelo     Col 3,15.16

R. Alleluia, alleluia.

La pace di Cristo regni nei vostri cuori; 
la parola di Cristo dimori tra voi con abbondanza.

R. Alleluia.

Vangelo         Mt 2,13-15.19-23

Dal vangelo secondo Matteo
I Magi erano appena partiti, quando un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: «Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre e fuggi in Egitto, e resta là finché non ti avvertirò, perché Erode sta cercando il bambino per ucciderlo».
Giuseppe, destatosi, prese con sé il bambino e sua madre nella notte e fuggì in Egitto, dove rimase fino alla morte di Erode, perché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: "Dall'Egitto ho chiamato il mio figlio".
Morto Erode, un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe in Egitto e gli disse: «Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre e va' nel paese d'Israele; perché sono morti coloro che insidiavano la vita del bambino».
Egli, alzatosi, prese con sé il bambino e sua madre, ed entrò nel paese d'Israele. Avendo però saputo che era re della Giudea Archelào al posto di suo padre Erode, ebbe paura di andarvi. Avvertito poi in sogno, si ritirò nelle regioni della Galilea e; appena giunto, andò ad abitare in una città chiamata Nazareth, perché si adempisse ciò che era stato detto dai profeti: «Sarà chiamato Nazareno». Parola del Signore. 

Breve silenzio.

Commento omiletico.

01    02    03

Giunto ormai il Natale, abbiamo un giorno intero per meditare sulla realtà familiare. È anche una data molto indicata per far risaltare nella Comunità i veri valori che devono regnare nelle famiglie cristiane.

In una famiglia cristiana, come in qualsiasi altra, non deve mai mancare l’amore. Per questo è indispensabile sempre il dialogo, l’ascoltarsi e il porsi ciascuno al posto dell’altro.

A volte i genitori fanno valere la loro autorità senza comprendere a sufficienza le tappe in cui si trovano i loro figli. Anche questi, da parte loro, devono ascoltare di più ed essere più ragionevoli. Tutti abbiamo bisogno di un dialogo aperto, sereno e affettuoso.

La famiglia è la prima scuola nella quale impariamo i valori fondamentali per poter camminare con sicurezza nella vita. Questi valori si trasmettono non solo a parole, ma anche e soprattutto con i fatti. Non entra né convince un insegnamento, se non lo si fa vedere applicato nella vita.

È importante preoccuparsi del benessere di tutta la famiglia, ma non dobbiamo mai dimenticare di coltivare i valori come l’umiltà, l’iniziativa, il servizio, il perdono, l’impegno…, insomma i valori di Gesù.

Abbiamo la missione di costruire il Regno di Dio sulla terra, e questo compito inizia nelle nostre case facendo sì che regni l’amore, il rispetto, il servizio vicendevole…, fino a perdere anche il sonno per chi più ha bisogno.

Da ultimo, cerchiamo di renderci conto che tutti noi formiamo una famiglia cristiana. Per Gesù, chi compie la volontà del Padre è suo fratello, sorella e madre, cioè, la sua vera famiglia. Viviamo da fratelli, considerando Gesù come il primo tra noi e apprezzando tutto quello che lui ci propone.  (Silenzio di interiorizzazione).

 

02

Vicinissimi al Natale la liturgia domenicale ci invita a meditare sul nostro essere famiglia. In questo periodo natalizio è bello ritrovarsi in famiglia a scambiarsi auguri e doni, sorrisi e gentilezze. Ci commuoviamo di fronte al bambino Gesù rivivendo, o ricercando nostalgicamente, la tenerezza e la gioia della vita che nasce, della poesia costruita attorno al Bambinello che viene a portarci pace, salvezza, gioia grande - e per la verità preferiamo rimuovere la certezza che questi doni Egli ce li porterà attraverso le dure prove del tradimento, dell'abbandono, della morte di croce.
La sapienza immensa della Chiesa invece ci richiama alla realtà vera della vita e della fede, invitandoci a fermarci davanti sia alla Sacra Famiglia sia alla nostra famiglia, con realismo e impegno. E ci ricorda che, subito, Gesù e i suoi genitori sono messi a dura prova dovendo abbandonare, in fretta e di nascosto, il proprio paese perché il Bimbo è in pericolo. Un'esperienza difficile. E a richiamarci fuori dall'idilliaca fuga in Egitto sull'asinello della tradizione iconografica basta ripensare a quanto dolore e sconcerto abbiamo visto nei volti dei molti profughi che in questi mesi hanno cercato rifugio in Italia. Eppure anche in questa prova Giuseppe e Maria vedono e si affidano alla volontà di Dio.

L'esperienza della Sacra Famiglia è esperienza di ciascuna delle nostre famiglie, anche se vissuta in infiniti modi diversi: nessuna realtà familiare, neanche la più felice, è realtà poetica circondata e soffusa di serena gioia e allegria continua, ma è fatica quotidiana nella ricerca di accettarsi ed amarsi sempre più, di approfondire il dialogo e la confidenza, di affinare il rispetto e la libertà, di realizzare davvero quella carità cui esorta san Paolo nella lettera ai Colossesi. San Paolo ricorda che, proprio attraverso l'amore per la propria famiglia (e tante volte noi ci arrovelliamo a cercare di scoprire chi è il nostro prossimo verso il quale Gesù ci invita a guardare!), realizziamo quella pace di Cristo cui siamo chiamati "in un sol corpo": come è possibile allora essere Chiesa, fare comunione, partecipare al corpo mistico di Cristo se trascuriamo o dimentichiamo o snobbiamo le nostre famiglie?
E ancora san Paolo, a evitare idilliaci modelli di famiglia super-soap, ricorda come i rapporti, gli affetti, le relazioni all'interno della famiglia tra marito e moglie, tra genitori e figli, tra fratelli, siano sempre improntati alla fatica quotidiana della ricerca dell'amore vicendevole sempre più autentico, sempre più perfetto.

La fatica sta proprio nell'accettare le realtà della vita che possono sì essere le tensioni tra gli sposi, le diverse scelte dei figli, le difficoltà della vecchiaia e della malattia di un genitore; ma possono essere anche sofferenze ben più gravi: Maria rimane vedova e vede il suo unico figlio prima incompreso e deriso e poi ucciso in croce.
Ma è pur sempre, o almeno cerchiamo e crediamo che sia, una fatica serena, una fatica vincente perché sappiamo che nella nostra famiglia, comunque vadano le cose, è presente e ci guida Dio. Questo è il dono grande del sacramento del matrimonio: non può esserci vera sconfitta là dove l'umanità delle persone viene perfezionata nell'amore di Dio spalancando le porte alla Sua presenza. Egli ci ha promesso di essere presente sempre dove due o più sono uniti nel Suo nome e ciò vale tanto più per una famiglia che, con la celebrazione dei sacramenti, in particolare quelli del matrimonio e del battesimo, Lo invita ad essere protagonista della sua storia.  (Silenzio di interiorizzazione).

 

03

A pochi giorni dal Natale del Signore la liturgia, grazie alla solenne memoria della Santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe, ci invita a meditare sul nostro essere famiglia. La sapienza pedagogica della Chiesa ripropone i valori fondamentali che sono alla base del nostro vivere familiare e stimola a riflettere sui problemi collegati con l'esser genitori, figli, fratelli e sorelle.
La prima lettura evidenzia una buona notizia su due delicati nodi della storia familiare, vissuti oggi con particolare sensibilità educativa: le relazioni tra genitori e figli, l'equilibrio tra la libertà e l'autorità. Non è facile, come non lo è stato nel passato, considerare la pietà filiale segno di un cuore generoso e sorgente di benedizione. Le relazioni familiari e generazionali si svolgono sempre in quadri storici diversi, ma rimane il valore dell'obbedienza intesa come fiducia reciproca, partecipazione, corresponsabilità, collaborazione. Il valore del rispetto ai genitori, soprattutto nel momento del bisogno sia fisico che psichico, è un tesoro da non gettare.
La persona anziana, nelle nostre famiglie, è spesso di peso perché ostacola i nostri progetti e ci costringe a misurare il grado di condivisione e di solidarietà. Ma la pietà verso il padre, la madre «non sarà dimenticata e sarà computata a sconto dei peccati». Questa è la buona notizia per noi oggi!

L’esperienza della Santa Famiglia è esperienza di ciascuna delle nostre famiglie anche se vissuta con modalità diverse. Come ci insegna Paolo, una comunità unita nel Signore - e la famiglia è la comunità dei fratelli per eccellenza - vive un clima di pace e di gioia se pratica il mutuo perdono, se esprime il suo intimo sentimento di bontà. Il linguaggio della carità verso il prossimo come può essere esercitato se prima non viene praticato in questa scuola feriale che è la famiglia? Come posso dire di amar Dio che non vedo se prima non voglio bene al marito, alla moglie, al fratello, alla sorella, alla madre, al padre che ho sempre davanti agli occhi?
La fatica sta proprio nell'accettare realtà della vita come le tensioni tra gli sposi, le diverse scelte dei figli, le difficoltà della malattia, della vecchiaia, di altre sofferenze morali o sociali. Anche la Santa Famiglia ha sofferto persecuzione ed esilio: non è certo facile capire ed accogliere questi messaggi di fede.
Le sofferenze, a volte, feriscono così intensamente che sembra impossibile riconoscerle come via di maturazione umana e spirituale: incontro di salvezza. La nostra esperienza quotidiana, pur nelle prove, nelle difficoltà, deve testimoniare la gioia del messaggio evangelico vissuto nella famiglia. Tale gioia si diffonde intorno a noi e rende la Chiesa più autentica ed educatrice.
  (Silenzio di interiorizzazione).

 

Credo della famiglia

Crediamo in Dio Padre, Figlio e Spirito Santo, comunità e luogo d’amore intenso, che ha plasmato di tenerezza l’universo, spruzzando d’affetto tutto ciò che esiste. Per questo crediamo nell’amore puro e disinteressato, che solo viene da Dio. Crediamo nell’amore che unisce l’uomo e la donna nel cammino della vita. Crediamo nell’amore che si proietta in ogni figlio che nasce. Crediamo nella famiglia, luogo di convivenza nel quale si condivide ogni giorno il pane dell’unità, dell’accoglienza e del perdono. Esprimiamo il nostro grazie per tutto quello che la famiglia ci ha dato e c’impegniamo a custodirla come seme dell’amore che proviene da Dio.

Preghiera dei fedeli

Perché ci sia fraternità e buona convivenza, preghiamo.

Perché la Chiesa assomigli il più possibile a una famiglia e tutti ci sentiamo uniti nella fede, nella speranza e nella carità, preghiamo.

Perché l’amore sia presente in tutte le famiglie e le difficoltà vengano superate con il dialogo e il rispetto, preghiamo.

Perché gli orfani e i separati trovino in noi aiuto e comprensione, preghiamo.

Per le famiglie cristiane, perché coltivino la Parola di Dio e la preghiera accanto alle altre attività familiari, preghiamo.

Per tutte le nostre famiglie, perché siano benedette e poter così vivere la fraternità parrocchiale, preghiamo.

Offerte

  • Libro di famiglia:

                Ti offriamo, Signore, questo simbolo di una amore fecondo, impegnato e riconoscente.

  • Album di famiglia:

                Ti offriamo, Signore, la storia della nostra famiglia, della quale anche tu fai parte.

  • Chiavi di casa:

                Ti presentiamo, Signore, le nostre chiavi di casa, perché tu continui a benedirci e noi sappiamo essere tuoi testimoni.

  • Un dettaglio o un regalo:

                Portiamo, Signore, anche questo regalo, segno del riconoscimento vicendevole, del dono reciproco e delle iniziative che intraprendiamo per renderci l’un l’altro la vita piacevole.

Canto

 

4. RITO DI COMUNIONE

Introduzione

Gesù è cibo di ciascuno di noi e di noi come comunità. Condividere la comunione significa condividere la testimonianza, l’impegno e il progetto comune della missione cristiana.

Canto

Preghiera

O Dio, dal quale procede ogni paternità nel cielo e sulla terra; Padre che sei amore e vita, fa’ che ogni famiglia diventi, per mezzo di Cristo, nato da donna, un vero santuario di vita e d’amore per le generazioni che continuamente si rinnovano. Fa’, o Signore, che la tua grazia guidi gli sposi nella ricerca del bene della propria famiglia e delle famiglie di questo paese. Fa’ che le nuove generazioni trovino nella famiglia un solido sostegno nella loro crescita umana. Fa’ che l’amore si dimostri più forte di ogni debolezza o crisi che passa all’interno della famiglia. Te lo chiediamo, o Padre per mezzo di Cristo, che Via, Verità e Vita. Uniti a lui ti diciamo: Padre nostro,…

Gesto di pace

Distribuzione della comunione: Canto

Ringraziamento

  • Grazie, Signore, per avere una famiglia. Fa’ della nostra casa un luogo d’amore. Che non ci siano allontanamenti, perché tu ci tieni uniti. Che non ci siano amarezze, perché tu ci benedici. Che non ci siano intolleranze, perché tu ci dai comprensione. Che non ci siano rancori, perché tu ci dai il perdono. Che non si siano abbandoni, perché tu sei con noi. Che non ci sia tristezza, perché tu ci infondi gioia. Che ogni giorno sia l’occasione di un dono e di un servizio più grande e ogni sera ci ritroviamo in una comunione familiare ancora più profonda. Aiutaci a dare il meglio di noi per essere e rendere felici i nostri cari. Fa’ che l’amore tra noi ci porti ad amarti sempre più.

 

5. RITO DI CONCLUSIONE

Impegno

Unità all’interno della famiglia e testimonianza cristiana nel nostro ambiente.

Benedizione

Commento finale

La famiglia è l’ambito privilegiato dell’amore e della libertà; è una tessera fondamentale della società e la miglior scuola di vita. I cambiamenti, però, che attualmente sta soffrendo non sempre la beneficiano. Aiutiamoci allora gli uni gli altri perché ogni famiglia sia un embrione di fraternità e di convivenza secondo il Regno di Dio.

Canto finale e commiato


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