Copertina

Sulla soglia
dell'infinito

Sussidi liturgici

NATALE

Natale

 

1. AMBIENTAZIONE

  • Ornare l'entrata e l'interno della Chiesa. 

Cartellone con uno di questi testi:

  •   "La Parola pose la tenda tra noi" 

  •   "Dio si innamorò di noi" 

  •   "Dio s’è fatto uomo per sempre" 

  •   "Natale è comunione e gioia". 

Simboli:

  • Presepio o capanna.

  • Sottofondo con canti di Natale per l’accoglienza.

 

2. RITI INIZIALI

Introduzione

Fratelli, c'è nato il Salvatore, il Messia, il Signore. È la grande notizia di questo giorno. È Natale. Dio si è fatto uno di noi, ci abbraccia affettuosamente e decide di lavorare al nostro fianco per un mondo più umano e fraterno. 

Come credenti, dobbiamo essere disposti a conoscere e sperimentare in modo sempre più grande che Dio ci ama, ci benedice, e ce lo dimostra scendendo fino a noi come Parola fatta persona, vita e luce. 

Questo atteggiamento da parte di Dio è tenero e stupendo. Non così da parte nostra, che molte volte preferiamo la tenebra e respingiamo la sua presenza. 

Lasciamo che la Parola, fatta vita umana, ci penetri, perché porta con sé molta energia e rivelazione.

Canto

Saluto

Fratelli, benediciamo Dio che ci ha visitati e redenti in un modo così umano. 

Atto penitenziale

  • Tu sei la Parola di Dio fatta uomo: Signore, pietà.

  • Tu sei l’immagine del Dio invisibile: Cristo, pietà.

  • Tu sei il Santo di Dio: Signore, pietà.

Gloria

Preghiera colletta

Padre di bontà, ti ringraziamo per Gesù Cristo, il messaggero della pace. Nato da Maria, è l’atteso, la Luce del mondo, il Messia, il Signore. Diede totalmente la sua vita per riscattarci dal peccato e preparare così un popolo come tu lo avevi sognato. Noi, con la consapevolezza di essere stati redenti, rinnoviamo davanti a te la nostra fede. Conta su di noi per trasformare il mondo. Amen.

 

3. LITURGIA DELLA PAROLA

Introduzione alle letture

In diverse occasioni, in molti modi e con mezzi diversi Dio si è rivelato all'umanità. Il modo più alto e definitivo è stato per mezzo di Gesù Cristo. Lui è la grande Parola umana di Dio, il grande testimone ed il più grande trasmettitore del suo messaggio. Dopo Gesù, è un errore voler incontrare Dio per altre vie. Lui è la Strada. 

Prima Lettura        Is 52,7-10

Dal libro del profeta Isaia
Come sono belli sui monti i piedi del messaggero di lieti annunzi che annunzia la pace, messaggero di bene che annunzia la salvezza, che dice a Sion: «Regna il tuo Dio». Senti? Le tue sentinelle alzano la voce, insieme gridano di gioia, poiché vedono con i loro occhi il ritorno del Signore in Sion. Prorompete insieme in canti di gioia, rovine di Gerusalemme, perché il Signore ha consolato il suo popolo, ha riscattato Gerusalemme. Il Signore ha snudato il suo santo braccio davanti a tutti i popoli; tutti i confini della terra vedranno la salvezza del nostro Dio. Parola di Dio.

Salmo Responsoriale    Dal Salmo 98

R. Tutta la terra ha veduto la salvezza del Signore.

Cantate al Signore un canto nuovo,
perché ha compiuto prodigi.
Gli ha dato vittoria la sua destra
e il suo braccio santo. 

Il Signore ha manifestato la sua salvezza,
agli occhi dei popoli ha rivelato la sua giustizia.
Egli si è ricordato del suo amore,
della sua fedeltà alla casa di Israele. 

Tutti i confini della terra hanno veduto
la salvezza del nostro Dio.
Acclami al Signore tutta la terra,
gridate, esultate con canti di gioia.

Cantate inni al Signore con l'arpa,
con l'arpa e con suono melodioso;
con la tromba e al suono del corno
acclamate davanti al re, il Signore. 

Seconda Lettura       Eb 1,1-6

Dalla lettera agli Ebrei
Dio, che aveva già parlato nei tempi antichi molte volte e in diversi modi ai padri per mezzo dei profeti, ultimamente, in questi giorni, ha parlato a noi per mezzo del Figlio, che ha costituito erede di tutte le cose e per mezzo del quale ha fatto anche il mondo.
Questo Figlio, che è irradiazione della sua gloria e impronta della sua sostanza e sostiene tutto con la potenza della sua parola, dopo aver compiuto la purificazione dei peccati si è assiso alla destra della maestà nell'alto dei cieli, ed è diventato tanto superiore agli angeli quanto più eccellente del loro è il nome che ha ereditato.
Infatti a quale degli angeli Dio ha mai detto: "Tu sei mio figlio; oggi ti ho generato "? E ancora: "Io sarò per lui padre ed egli sarà per me figlio "? E di nuovo, quando introduce il primogenito nel mondo, dice: "Lo adorino tutti gli angeli di Dio". Parola di Dio.

Canto al Vangelo     

R. Alleluia, alleluia.

Un giorno santo è spuntato per noi: venite tutti ad adorare il Signore; 
oggi una splendida luce è discesa sulla terra.

R. Alleluia.

Vangelo         Gv 1,1-18

Dal vangelo secondo Giovanni
Dal vangelo secondo Giovanni
In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio. Egli era in principio presso Dio: tutto è stato fatto per mezzo di lui, e senza di lui niente è stato fatto di tutto ciò che esiste. In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini; la luce splende nelle tenebre, ma le tenebre non l'hanno accolta. Verune un uomo mandato da Dio e il suo nome era Giovanni. Egli venne come testimone per rendere testimonianza alla luce, perché tutti credessero per mezzo di lui. Egli non era la luce, ma doveva render testimonianza alla luce. Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo. Egli era nel mondo, e il mondo fu fatto per mezzo di lui, eppure il mondo non lo riconobbe. Venne fra la sua gente, ma i suoi non l'hanno accolto. A quanti però l'hanno accolto, ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome, i quali non da sangue, né da volere di carne, né da volere di uomo, ma da Dio sono stati generati. E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi vedemmo la sua gloria, gloria come di unigenito dal Padre, pieno di grazia e di verità. Giovanni gli rende testimonianza e grida: «Ecco l'uomo di cui io dissi: Colui che viene dopo di me mi è passato avanti, perché era prima di me». Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto e grazia su grazia. Perché la legge fu data per mezzo di Mosè, la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo. Dio nessuno l'ha mai visto: proprio il Figlio unigenito, che è nel seno del Padre, lui lo ha rivelato. Parola del Signore.

Breve silenzio.

Commento omiletico.

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I motivi fondamentali che portano noi cristiani a rallegrarci e a scambiarci gli auguri per Natale sono l'incarnazione del Figlio di Dio ed il suo progetto redentore. Oggi ci giunge un messaggio colmo di tenerezza, che diventa però anche una grande sfida: noi cristiani, come Gesù, dobbiamo essere luce e testimonianza in mezzo alla famiglia, tra i vicini, in mezzo alla gente... 

Sì, fratelli. Dio ci ama immensamente e vuole che siamo felici. Per questo pone la sua dimora tra noi, per animarci e  liberarci e come gesto supremo di Alleanza nuova e definitiva con tutte le generazioni. Avremmo immaginato un amore più abbondante o un'attenzione più profonda e colma di affetto? Dio è sempre stato generoso e Natale è una dimostrazione singolare di quanto si è impegnato nei nostri confronti. 

Il profeta Isaia loda il messaggero che annuncia la pace, ed invita ad applaudire Dio perché ci visita come salvatore. Da parte sua, l'autore delle Lettera agli Ebrei riconosce che Dio si è fatto conoscere molte volte e in diversi modi. È una grande verità! Perché se qualcosa lo caratterizza, è parlare, rivelarsi, manifestarsi. Dio non è muto, non tace mai. Per mezzo di segni, simboli o messaggeri ci comunica i suoi ideali ed i suoi progetti. La sua più grande e più affettuosa comunicazione è Gesù di Nazaret. Lui è il grande testimone, la sua Parola chiave e culminante, la bontà personificata, ricolma di vita e di luce. 

Bisogna sottolinearlo, fratelli: Dio è ostinato nel salvarci. Ha voluto farlo per mezzo di Gesù e, per quanto lo riguarda, ha raggiunto il suo scopo: "Nella Parola c'era vita, e la vita era la luce degli uomini. La luce brilla nelle tenebre, ma le tenebre non l’hanno accolta". Quest’impegno di Dio è oggi una nostra responsabilità. A volte sentiamo e anche noi diciamo: "Questo non si riesce proprio a sistemare". Più ancora: "Questo né Dio lo può mettere a posto". Se comprendiamo la dinamica profonda del Natale cristiano, non possiamo pensare così, e queste espressioni non devono uscire dalla nostra bocca. Il Natale ci infonde la convinzione profonda che ogni cristiano è chiamato ad essere luce e vita in mezzo a fratelli; pertanto, siamo soluzione. La redenzione continua e Dio vuole contare su di noi. 

Ma il Natale presenta una duplice situazione: Dio ci regala in modo stupendo e tenero suo Figlio per dimostrarci quanto siamo importanti per Lui; tuttavia, molti di noi rispondono in modo meschino voltandogli le spalle, preferendo la tenebra alla luce. È il chiaroscuro di ogni Natale. Dio non può forzare la nostra risposta; dobbiamo darla in modo convinto e libero. 

Per questo, Natale è vera festa se accogliamo Gesù ed accettiamo di essere, come Lui, figli di Dio. Se Dio si è fatto uomo, è per elevarci alla condizione divina e così vivere in comunione filiale ed affettuosa con Lui.   (Silenzio di interiorizzazione).

 

Fratelli e sorelle, contempliamo brevemente insieme alcuni aspetti del Natale.

Natale: un fanciullo in fasce, che è il Dio velato, nascosto dentro umana carne.

Natale: l'amore che scende fra noi, in forma di bellissimo e beato fanciullo, uguale a noi nella sua umanità, uguale e diverso da noi nella sua divinità, santità e grazia. Egli è il Dio che per infinito amore è venuto a salvarci, diventando per noi il volto del Dio invisibile, la Parola che rivela il Dio inesprimibile.

Natale: una disposizione interiore dolce e serena ad accogliere la Parola, che è il Signore;

attesa contemplativa di un messag­gio di speranza, che questo Bambino fa fiorire nel cuore;

desiderio di trovare la preghiera più semplice, con le più pure parole della bontà, per parlare a Gesù Bambino, usando magari le parole semplici di un poeta:

Sono davanti a te, Santo Bambino

col capo chino e le manine giunte.

Fa' che il tuo dono

s'accresca in me ogni giorno

e intorno lo diffonda nel tuo nome» (Umberto Saba).    (Silenzio di interiorizzazione).


 

Fratelli e sorelle, contempliamo brevemente insieme il mistero del Natale.

«Rallegriamoci tutti nel Signore, perché è nato al mondo il Salvatore. Oggi la vera pace è scesa a noi dal cielo».

La liturgia di Natale è tutta un invito alla gioia, un inno di esultanza.

Eravamo tutti soffocati nelle tenebre, un popolo brancolante tra le opere del male, travagliato da una insoddisfazione profonda e insolubile che si tramutava in inimicizia tra noi, riverbero di una rottura di amicizia con Dio che pesava sul cuore, anche se non confessata.

Ecco, nella notte viene questa luce dal cielo, prende figura di bimbo, e noi sentiamo, ammaestrati dai profeti, che quel Bimbo è per tutti noi, per la nostra salvezza: Lui è il Salvatore, il Messia promesso e atteso.

Viene dal cielo come un dono di perdono, di pace, di sorriso da quel Padre unico, che non si è mai stancato di amarci, ed ora ce lo dichiara in questo Gesù.    (Silenzio di interiorizzazione).


 

Fratelli e sorelle, la nostra contemplazione oggi deve tener presenti i seguenti grandi temi.

Il Natale è mistero di salvezza, che continua tuttora operante nella Chiesa mediante la celebrazione liturgica: «è nato per noi».

È mirabile scambio tra la divinità e l'umanità.

II primo atto di questo meraviglioso scambio si opera nell'umanità di Cristo assunta dal Verbo,

e il secondo atto consiste nella reale nostra partecipazione alla divina natura del Verbo.

II Natale apre già la prospettiva della Pasqua: colui che giace posto in una mangiatoia prefigura colui che sarà posto a giacere nel sepolcro.

Infine il Natale è l'inizio della Chiesa e della solidarietà degli uomini: è l'origine del popolo cristiano. La nascita del capo è anche la nascita del corpo.

Viviamo la gioia della redenzione e rigenerazione.   (Silenzio di interiorizzazione).


 

Carissimi fratelli e sorelle, con la nascita di Gesù è cominciato un mondo nuovo: non siamo più quelli di prima.

Abbiamo davanti agli occhi, un poco stralunati, la meraviglia e lo stupore di un re bambino, nato per noi. E la sua Madre beatissima, custode attenta e scrupolosa di tutto ciò che Dio Padre ha da dire e da dare.

Cosa significano questi eventi per noi, abituati a vedere ben altro, noi che ormai siamo incapaci di meravigliarci e di stupirci ancora? Sappiamo essere, come i pastori, gente che va senza indugio? Sappiamo cosa e chi cercare? Che meravigliosa scoperta, che opportunità grande abbiamo a nostra disposizione! Anche noi possiamo e dobbiamo dare gloria a Dio, come ne siamo capaci, con le forze che abbiamo. Quella meraviglia è contagiosa: davanti al nostro presepio non facciamo solo promesse vane, che durano tre giorni e che non lasciano il segno: cambiamo vita, trasformiamoci, per essere autori, insieme al Signore, di quel mondo nuovo e stupendo appena iniziato.   (Silenzio di interiorizzazione).

 

Che giorno di festa e di grazia! Oggi già la prima lettura è "Vangelo", lieto annunzio; il messaggero di pace, che proclama la salvezza, ci invita a prorompere in canti di gioia: la profezia si avvera, «tutti i confini della terra vedranno la salvezza». Il salmo ci conduce all'esultanza: il prodigio compiuto oggi da Dio merita davvero un canto nuovo.

Eccone la spiegazione attraverso la lettera agli Ebrei diventati cristiani: Dio ha parlato molte volte nei tempi antichi, ha parlato per mezzo dei profeti, ma oggi egli parla attraverso la voce del Figlio! Non altri, ma Dio stesso parla. E il vagito di un bambino, oggi, la voce di Dio!

 

Ogni figlio è un miracolo; noi che siamo dei comuni e semplici genitori abbiamo sempre contemplato i nostri piccoli come dei doni più "grandi" di noi. Una mamma che stenta addirittura a fare un facile disegnino come potrebbe aver fatto "il capolavoro" di una vita? No, è un dono d'amore e l'amore è mistero di Dio. Di fronte a questo Dio che si è fatto bambino, ecco un lampo di intuizione che squarcia i dubbi e i millenni: quanto è grande l'amore di Dio!

Nel mondo antico la parola umana non aveva solo il valore di un suono, di un mezzo per comunicare; la parola biblica "esprime" la persona nel suo valore. Dalla sua parola si giudica un uomo.

Ora Dio ha espresso la sua Parola, il suo Vangelo, il suo Verbo, in modo totale, definitivo. Non servono più i profeti, Dio parla attraverso il Figlio con Gesù. Il buio ed il mistero sono attraversati dallo splendore della luce. Oggi tutto è chiarito perché Dio parla e splende: è entrato nella storia per spiegarla.

 

Gesù si è rivestito di carne umana, diventando uno di noi, ci ha rigenerati e fatti diventare figli di Dio. La profonda spiegazione dell'evangelista Giovanni si salda dunque con la nostra semplice esperienza di genitori quando riconosciamo nei nostri figli dei doni «i quali non da sangue, né da volere di carne, né da volere di uomo, ma da Dio sono stati generati».

E la gioia prorompe, la festa si fa più viva, il Vangelo diventa vita quotidiana: per un Natale che continui!   (Silenzio di interiorizzazione).

 


"E SARÀ CHIAMATO IL PRINCIPE DELLA PACE
ED IL SUO REGNO NON AVRÀ FINE" (Is 9,6)

 

Cristo è la luce che viene ad illuminare il mondo. E' necessario però che questa Luce venga accolta dal cuore dell'uomo e il cuore che più di tutti ha accolto questa luce è stato quello di Maria.

Maria Lo ha accolto nella povertà di una grotta, ma il Bimbo che aveva tra le braccia era il Figlio di Dio che avrebbe ridato la vita agli uomini; noi liberariamoci da ciò che ostacola il nostro cammino di comunione con Lui e accogliamo Gesù come Signore della nostra vita.

Maria non ha tenuto per sé il Bambino: lo ha custodito a Nazaret e poi ha lasciato che andasse a compiere la sua missione; anche noi siamo invitati a non trattenere gelosamente la scoperta che Gesù dà senso e serenità alla nostra esistenza ma a comunicarlo ai fratelli perché anche loro possano lodare Dio nella gioia.

Visto in una più ampia prospettiva storica, il Santo Natale è stato il primo giorno di vita della civiltà cristiana.

Infatti, se è vero che la civiltà è un fatto sociale, che per esistere come tale non si può contentare neppure di influenzare un piccolo gruppo di persone ma deve irradiarsi sopra una collettività intera, si può dire che la atmosfera soprannaturale che emanava dal presepe di Betlemme sulle realtà circostanti già stava formando una civiltà.

Infatti la luce che cominciò a brillare sugli uomini a Betlemme si sarebbe diffusa sul mondo intero, trasformando le mentalità, abolendo e istituendo costumi, infondendo uno spirito nuovo a tutte le culture, unendo e innalzando ad un livello superiore i popoli, e proprio per tutto questo si può affermare che il primo giorno di Cristo sulla terra fu senz'altro il primo giorno di un'era storica.
Ma ogni momento bello e prezioso, ogni progresso umano fondamentale non è mai ancora definitivo e senza ritorno.

Perchè ciascun cristiano deve riconquistare ogni giorno nel suo cuore quei valori e riaffermare ogni giorno la sua fede in essi.

Perchè ogni conquista, ogni progresso non è mai esclusivamente umano, ma la nostra vittoria deriva essenzialmente e prima di tutto dal nostro Signore Gesù Cristo.

Quindi fiducia nel Signore Gesù, fiducia nel soprannaturale, ecco una lezione che ci dà il Santo Natale.

Con gli occhi su Maria, chiediamo l'unica grazia che realmente importa: il Regno di Dio in noi e attorno a noi. Il resto ci sarà dato in sovrappiù.

In tutte le testimonianze della fede cristiana primitiva è chiara una cosa: nell'ambito della storia si presenta un uomo, un uomo come tutti noi, tale però che in tutta la sua esistenza terrena, dalla nascita fino alla terribile morte in croce, oltrepassa le dimensioni dell'umano e proprio per questo ci apre una porta che fa intravedere che non siamo nati semplicemente per morire dopo un certo tempo, breve o lungo che sia.

Un uomo che compie segni straordinari e pronuncia parole che non tramontano; mette in pratica l'amore come nessun altro e rivela che cosa è l'agire generoso che salva gli uomini; è immagine e segno di Dio in questo mondo.
Un uomo nel quale l'eterno irrompe nel tempo; attraverso il quale gli uomini vengono a conoscere le profondità e le altezze dell'esistenza umana.
Egli diventa speranza per gli uomini destinati alla morte, poiché morendo ci meritò la vita e ci aprì un nuovo futuro.

Tutto ciò si rivela già nella sua nascita: il debole bambino che nasce nella mangiatoia è il Salvatore del mondo. Questo è l'intramontabile messaggio del Natale.
In questo momento, nell'intimo del nostro cuore ringraziamo con gioia il Padre perché in Gesù ha realizzato l'incontro vero e profondo con l'umanità.

Partecipando alla Cena del Signore aumentiamo la nostra consapevolezza che nel dono del Sacramento cresce in noi una misteriosa comunione di vita con Dio, per cui siamo realmente suoi figli.

Come Maria e i pastori lo riconosciamo e lo adoriamo Signore.   (Silenzio di interiorizzazione).

 

Credo

Preghiera dei fedeli

Per la Chiesa: perché goda del mistero del Natale e porti a tutti la Buona Notizia della salvezza, preghiamo il Signore. 

Perché il messaggio umano della Parola fatta carne raggiunga tutti, preghiamo il Signore. 

Per tutti gli uomini e donne di buona volontà: perché uniscano il loro impegno a quello di Gesù, preghiamo il Signore. 

Perché siamo sensibili e solidali con tutti quelli che soffrono, preghiamo il Signore. 

Per i desideri e necessità di ognuno di noi e dei nostri fratelli, preghiamo il Signore. 

 

Offerte

Tamburello a sonagli:

  • Signore, siamo molto contenti e riconoscenti per esserti reso così vicino a noi. 

Candela accesa:

  • Signore, vogliamo vivere come figli della tua Luce. 

Canto

 

4. RITO DI COMUNIONE

Introduzione

Dio è sceso dall'alto del cielo per sostenere il nostro cammino quotidiano. Viviamo con Lui in intensa comunione. 

Canto

Preghiera

Padre santo, come sono belli sui monti i piedi del messaggero che annuncia la pace. Com’è grande la tua amorevole rivelazione che riempie di Vangelo la vita di persone e popoli. E com’è bella la nostra vocazione cristiana avvolta dalla tua bontà e misericordia. Quando assimiliamo il tuo messaggio salvifico tutto il nostro essere vibra di grande energia. Sii benedetto, o Padre, per il tuo Figlio fato uomo, Parola nuova e luminosa, testimone concreto del compimento delle tue promesse. Sii benedetto per il tuo dialogo d’amore e per i tuoi gesti d’Alleanza portati avanti lungo la storia. La tua presenza luminosa ci consola e ci spinge ad impegnarci. C'impressiona la grandezza della tua liberazione. Padre santo, hai stupito tutte le generazioni. Con tuo Figlio tra noi avvicini la terra al cielo. Sei meraviglioso nel tuo amore redentore. Con emozione e gratitudine ti diciamo:  Padre nostro…

 

Gesto di pace

Con le mani unite intonare un canto di pace.

 

Distribuzione della comunione: Canto

Ringraziamento

  • Gesù, siamo qui per vedere la tua immagine, per toccare con le nostre mani che sei la Parola della vita. Gesù, siamo qui per guardarti ed estasiati, senza paura, contemplare faccia a faccia che sei la Parola fatta carne. Gesù, siamo qui pieni di stupore. Con le mani tese ti diciamo: grazie! Grazie per venire a stare con noi. Grazie per la tua grande redenzione. 

 

5. RITO DI CONCLUSIONE

Impegno

Mettere in pratica i valori del Natale cristiano. 

Benedizione

Commento finale

Natale è l’espressione più alta dell'Alleanza di Dio con noi. Lui ci consegna la sua divinità, accoglie la nostra umanità e si mette al nostro servizio. Lui si fa uomo perché noi ci divinizziamo. Per questo ha senso dirci: Buon Natale!  Giorni felici di pace e di relazione. Facciamo in modo di testimoniare che Dio ci ama. 

Canto finale e commiato con il bacio del Bambino

  • Un incaricato fa baciare il Bambino.


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