MARIA
S.ma MADRE DI DIO
Natale
1. AMBIENTAZIONE
Cartellone con uno di questi testi:
“Maria, un dono per noi”
“Maria, madre di Dio e madre nostra”
“Ogni anno è un dono”
Simboli:
- Immagine di Maria e del bambino nella culla
- Agenda dell’anno trascorso e di quello che inizia.
Qualcuno, a nome della comunità, accoglie sulla porta della
chiesa facendo gli auguri di buon anno.
2. RITI INIZIALI
Introduzione
Fratelli, a tutti un Buon Anno. In questa celebrazione, oltre
a festeggiare l’anno nuovo e a sottolineare il valore della pace, ricordiamo
soprattutto la maternità divina di Maria.
Iniziando un nuovo anno cominciamo col ringraziare Dio che ci
dona la sua benedizione perché viviamo in pace. I giorni e gli anni sono
veramente nuovi se portano con sé una migliore convivenza e uno sviluppo più
generalizzato.
Iniziamo questo anno condotti per mano da Maria, con l’intenzione
di impegnarci per la pace e di vivere in comunione con Dio e con gli altri.
Canto
Saluto
Fratelli, benediciamo il Signore. Dio Padre, che ci ha donato
Gesù, nato da Maria, sia sempre con voi.
Atto penitenziale
Guardando all’anno che è trascorso, certamente di motivi
per ringraziare, ma anche per chiedere perdono, ne troviamo. Per che cosa
dobbiamo particolarmente dire grazie? (Breve pausa) di che cosa dobbiamo
pentirci e in che cosa dobbiamo cambiare? (Breve pausa).
Il nostro peccato personale ha una risonanza anche comunitaria. Per questo
chiediamo perdono a Dio e alla comunità: Confesso…
Preghiera colletta
Dio e Signore nostro, che nella maternità di Maria ci hai
donato i beni della salvezza; concedici di sperimentare l’intercessione di una
così grande madre, dalla quale abbiamo ricevuto tuo Figlio Gesù, che vive e
regna con te nell’unità dello Spirito Santo per tutti i secoli dei secoli.
3. LITURGIA DELLA PAROLA
Introduzione alle letture
La Parola di Dio sottolinea oggi una realtà grandissima: “Siamo
figli di Dio”. Il Vangelo mette in evidenza un tratto caratteristico della
personalità di Maria: “Conservava tutte queste cose meditandole nel suo cuore”.
Ci dice anche come Gesù rimanga sottomesso fin dall’inizio ai costumi e alle
tradizioni del suo popolo. Per questo viene circonciso. Nella circoncisione
riceve il nome che definisce il senso della sua vita: Gesù, il Salvatore.
Prima Lettura
Nm 6,22-27
Dal libro dei Numeri
Il Signore si rivolse a Mosè dicendo: «Parla ad Aronne e ai suoi figli e riferisci loro: Voi benedirete così gli Israeliti: direte loro: Ti benedica il Signore e ti protegga. Il Signore faccia brillare il suo volto su di te e ti sia propizio. Il Signore rivolga su di te il suo volto e ti conceda pace. Così porranno il mio nome sugli Israeliti e io li benedirò».
Parola di Dio.
Salmo Responsoriale Dal
Salmo 67
Dio ci benedica con la luce del suo volto.
Dio abbia pietà di noi e ci benedica,
su di noi faccia splendere il suo volto;
perché si conosca sulla terra la tua via,
fra tutte le genti la tua salvezza.
Esultino le genti e si rallegrino,
perché giudichi i popoli con giustizia,
governi le nazioni sulla terra.
Ti lodino i popoli, Dio,
ti lodino i popoli tutti.
Ci benedica Dio
e lo temano tutti i confini della terra.
Seconda Lettura
Gal 4,4-7
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Gàlati
Fratelli, quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio, nato da donna, nato sotto la legge, per riscattare coloro che erano sotto la legge, perché ricevessimo l'adozione a figli. E che voi siete figli ne è prova il fatto che Dio ha mandato nei nostri cuori lo Spirito del suo Figlio che grida: Abbà, Padre! Quindi non sei più schiavo, ma figlio; e se figlio, sei anche erede per volontà di Dio.
Parola di Dio.
Canto al Vangelo
cf. Eb 1,1.2
R. Alleluia, alleluia.
Molte volte e in diversi modi Dio ha parlato ai nostri padri per mezzo dei profeti;
oggi, invece, parla a noi per mezzo del Figlio.
R. Alleluia.
Vangelo
Lc 2,16-21
Dal vangelo secondo Luca
In quel tempo, i pastori andarono senz'indugio e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, che giaceva nella mangiatoia. E dopo averlo visto riferirono ciò che del bambino era stato detto loro.
Tutti quelli che udirono, si stupirono delle cose che i pastori dicevano. Maria, da parte sua, serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore.
I pastori poi se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com'era stato detto loro.
Quando furon passati gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù come era stato chiamato dall'angelo prima di essere concepito nel grembo della madre.
Parola del Signore.
Breve silenzio.
Commento omiletico.
Uno dei principi cardine su cui si basa la vita cristiana è
che “Dio inizia sempre di nuovo”. Con Dio nulla è definitivamente
perduto. In Dio tutto è inizio e tutto è rinnovamento, nuova opportunità.
Detto con altre parole, più vicine e personali, Dio non si lascia scoraggiare
dalla nostra mediocrità. Perché la forza rinnovatrice del suo perdono e della
sua grazia è molto più forte di tutti i nostri errori e peccati. Con Dio tutto
può cominciare di nuovo. Anche oggi, anche adesso.
Per questo è bello cominciare l’anno nuovo con la volontà di rinnovarci.
Ogni anno di vita che ci viene dato è un tempo aperto a nuove possibilità, è
un tempo di grazia e di salvezza nel quale siamo invitati a vivere in maniera
nuova, in maniera rinnovata.
Oggi si celebra in tutto il mondo la Giornata Mondiale di preghiera per la pace.
Dentro un’umanità immersa in tante guerre e conflitti, la Chiesa desidera
iniziare il nuovo anno elevando al Signore una preghiera per la pace.
Ma cosa può significare oggi una preghiera per la pace in questo mondo così
stravolto da tanta violenza?
Innanzitutto può essere utile ricordare che la nostra preghiera non è rivolta
a Dio per informarlo della mancanza di pace tra di noi. Non è Dio che ha
bisogno di “rendersi conto” della mancanza di pace nel mondo, ma noi, che
dobbiamo scoprire gli ostacoli che ognuno di noi pone alla giustizia e alla
pace.
Non è Dio che deve “reagire”, cambiare modo di agire e “fare qualcosa”
perché si compiano i nostri desideri di pace. Siamo noi quelli che devono
cambiare, per adeguare il nostro agire e la nostra vita ai desideri di pace di
Dio sull’umanità.
Se la preghiera è l’incontro sincero con Dio, allora la preghiera non porta
all’evasione e alla vigliaccheria, anzi, rafforzerà la nostra volontà,
sosterrà al nostra debolezza e irrobustirà il nostro spirito nella ricerca
della pace e nel lavorare per essa instancabilmente.
Chi chiede ardentemente la pace si mette nella disposizione giusta per
accoglierla nel suo cuore. Di più. Chi prega Dio così sta già edificando la
pace nel suo intimo. Non potrà pregare “contro qualcuno”, ma solo contro il
proprio peccato, la sua cecità, il suo egoismo, la sua intolleranza, i suoi
sentimenti di odio e di vendetta.
Il fatto è che la vera preghiera converte. Ci rende più capaci di perdono e di
riconciliazione, più sensibili di fronte all’ingiustizia agli abusi e alla
menzogna. La preghiera ci rende più liberi di fronte a qualsiasi manipolazione.
Non si può lavorare per la pace in un modo qualsiasi, perché finiremmo per
introdurre inconsapevolmente nuovi generi di violenza e di conflittività. Con
il cuore pieno di odio, di condanna, di intolleranza e di dogmatismo si potranno
anche fare molte cose, ma non apportare vera pace alla convivenza tra i popoli.
Non avremo forse bisogno tutti di fermarci un momento per far entrare la pace
nel nostro cuore?
Iniziando il nuovo anno ci viene chiesto di confidare in Dio, di credere nella
forza del suo amore, di scoprirla in tutto ciò che è povero e umile. Ognuno di
noi deve sentirsi chiamato a colmare il proprio cuore di amore e non di
violenza, di tenerezza e non di aggressività, di dialogo e non di chiusura.
Allora potremo cantare anche quest’anno:
“Gloria a Dio nell’alto dei cieli e pace in terra agli
uomini amati da Dio”.
Sei persona di pace o di conflitti continui?
Pensiamoci su un momento in uno spazio di preghiera.
INIZIARE UN NUOVO ANNO
Non è facile iniziare un nuovo anno. L’ignoto inquieta,
non sappiamo quello che ci porterà. Per questo lo festeggiamo in modo
chiassoso: non sono più solo il cenone di fine d’anno e le varie proposte dei
programmi televisivi, ma tutti i petardi e i razzi che vengono fati esplodere in
modo sempre più fragoroso.
Anche gli antichi romani, all’inizio dell’anno, facevano grande rumore per
far fuggire i cattivi spiriti. Si può però iniziare l’anno anche in
silenzio. È il modo senza dubbio migliore per addentrarci nel mistero di questo
tempo che non possiamo fermare e che costituisce la nostra vita.
Non è difficile ricordare l’anno che se ne va: abbiamo vissuto gioie e
dispiaceri; abbiamo fatto cose buone e abbiamo commesso errori; abbiamo
incontrato persone nuove; abbiamo amato e sofferto; qualcosa in noi è cresciuto
e qualcosa si è spento. Questa è la mia verità, questo sono io. Se in un
qualche angolino della mia anima è ancora viva un po’ di fede, posso
ringraziare, chiedere perdono e confidare in quel Mistero che i credenti
chiamano Dio.
Inizia ora un nuovo anno. Il nuovo non solo inquieta, ma anche attrae. Il nuovo
è qualcosa di intatto, inedito, pieno di possibilità: dà un piacere speciale
guidare un’auto nuova, ascoltare per la prima volta un cd, sfoggiare un
vestito nuovo. Ma che cosa ci può essere di veramente nuovo in un anno che
inizia? Forse la novità più grande che può introdurre nella nostra vita è il
nostro modo nuovo di viverla.
Io posso essere un “uomo nuovo”, una “donna diversa”?
Si possono risvegliare in me idee e sentimenti nuovi?
Poso percorre strade non ancora fatte, scoprire gesti nuovi, amare con una
tenerezza nuova, avvicinarmi a Dio con u n cuore rinnovato?
Non c’è bisogno di cambiare tutto. In realtà il nuovo è già in germe
dentro di me. La cosa importante è che viva attento a quello che di meglio c’è
nel mio cuore, accogliendo tutto quello che mi fa crescere.
Per questo, è bello che ci auguriamo mutuamente un buon anno, ma è ancora
meglio se ci domandiamo: che cosa desidero veramente per me? Di che cosa ho
bisogno? Che cosa sto cercando? Che cosa sarebbe veramente nuovo per me e buono
in questo anno che inizia? (Silenzio
di interiorizzazione).
PACE SULLA TERRA
Iniziamo oggi un nuovo anno. Un anno ancora intatto, che
però porta già con sé lotte, fatiche, sofferenze e gioie vissute fino a ieri.
Tutti iniziamo un nuovo anno, tutti però in modo diverso. Alcuni magari con l’incertezza
di perdere il lavoro; altri con la gioia di aspettare un nuovo figlio. Alcuni
con l’angoscia di entrare nell’ultimo anno della loro vita; altri con la
grande gioia di poter formare una famiglia.
Ognuno con i suoi problemi. Tuttavia noi credenti siamo invitati oggi a
dimenticare le nostre preoccupazioni individuali e iniziare il nuovo anno con lo
sguardo rivolto a un obiettivo urgente per l’umanità: LA PACE.
Abbiamo lasciato alle spalle un anno disseminato di violenze, aggressioni,
morti e sangue e ne iniziamo un altro che non presenta un orizzonte migliore.
Sentiamo parlare di violenze ingiuste e di violenze legittime. Distinguiamo tra
la violenza che opprime e l’altra che reprime. E un po’ alla volta entra
sempre più in noi la convinzione che se si vuole realmente ottenere qualcosa
sia necessaria “una certa dose di violenza”.
Questa idea però non è solo mostruosa, ma totalmente falsa. La violenza è
utile per raggiungere degli obiettivi immediati e parziali, mai però per
edificare una società più riconciliata, dialogante e fraterna.
Né dalle canne dei mitra dei terroristi né dalle grida dei torturati può
uscire una società più umana. La pace e la giustizia vanno costruite con altri
mezzi.
È forse arrivata l’ora di impegnarci tutti nella formazione di una nuova
coscienza collettiva di lottare per la “non-violenza” attiva. Non possiamo
lasciare il nostro futuro nelle mani del più violento.
È urgente percorrere nuove strade. “La non-violenza è l’ultima
possibilità per lo spirito e per la libertà; al di là ci sono solo forze
impersonali che si scontrano, senza altra possibilità che la vittoria della
più implacabile”.
Il rispetto della vita del fratello è qualcosa di essenziale al quale il
credente non può rinunciare. Dal momento in cui Dio si è fatto uomo, nessun
uomo può essere un soggetto sacrificabile.
Certo, quello che ciascuno di noi può fare è poco. Tutti però possiamo
collaborare alla formazione di una nuova coscienza e di un nuovo stile di vita
che operi come punta di lancia che apre a questa società così violenta un
futuro di maggior fraternità. (Silenzio
di interiorizzazione).
Sarà possibile anche oggi, con questi
200… anni che ci separano da quel momento, ripetere l'esperienza dei pastori
che hanno visto e udito avvenimenti per cui glorificare Dio? Già lo sappiamo
che anche in quest'anno che è agli inizi i titoli e le aperture dei mezzi di
comunicazione abbonderanno di vicende ed episodi che indurranno a tutt'altri
sentimenti. Ma un cuore abitato dallo Spirito non vuole abbandonare la speranza
e cerca di leggere al di là delle trame contraddittorie della storia degli
uomini un progetto che nonostante tutto si sta attuando negli spazi silenziosi e
nelle semplici circostanze dove risplende il volto umile di Dio, nei gesti di
coraggio, di accoglienza e di ricerca che credono alla potenza dell'amore, più
forte della morte. Dice la volpe al Piccolo Principe che l'essenziale è
invisibile agli occhi: guardare con la rude saggezza dei pastori o con la fede
sapiente di Maria fa scorgere ciò che dà fondamento allo scorrere degli anni. (Silenzio
di interiorizzazione).
La Chiesa ricorda oggi Maria, Madre di Dio, e celebra la
Giornata mondiale della pace.
Quest'ultimo motivo è presente nella prima lettura, che
riporta la benedizione di Aronne agli Israeliti. E' un augurio di pace, come
dono divino al mondo per l'anno nuovo.
La seconda lettura ha l'unico riferimento delle lettere di
San Paolo a Maria "il suo figlio, nato da donna", ma dice anche il motivo
dell'Incarnazione di Cristo: fare diventare gli uomini figli ed eredi di Dio,
tempio dello Spirito.
Il Vangelo ci presenta Maria che medita gli avvenimenti del
suo Figlio, che è pure Figlio di Dio e salvatore degli uomini. Di fronte a Dio,
l'esempio che Maria ci propone è quello della preghiera, dell'umiltà, della
disponibilità. E nel nome di Maria, madre di Dio e madre degli uomini, si
celebra in tutto il mondo la giornata della pace.
La pace, in senso biblico, è il dono messianico per
eccellenza, è la salvezza portata da Gesù, è la nostra riconciliazione e
pacificazione con Dio. La pace è anche un valore umano da realizzare sul piano
sociale e politico, ma affonda le sue radici nel mistero di Cristo (cf. GS cap
V°).
La fede in Cristo, autore della salvezza e principio di unità
e di pace, appare evidente nella parte che il cristiano prende agli sforzi
dell'umanità per la pace nel mondo. La pace di Cristo non è diversa dalla pace
dell'uomo: c'è semplicemente "la pace" e vale la pena di spendere la vita per la
sua continua ricerca.
Di fronte al difficile compito della pace, non bastano le
parole... È necessario che penetri il vero spirito di pace: non c'è pace senza
giustizia e libertà, senza un coraggioso impegno per promuovere l'una e l'altra.
Il lavoro per la pace, ispirato dalla carità che non
tramonta, produrrà i suoi frutti. La pace sarà l'ultima parola della storia.
Come Maria, umile serva del Signore e benedetta fra tutte le donne, impegniamoci
anche noi, nella partecipazione attiva all'Eucaristia e alla vita quotidiana,
per favorire la pace e la riconciliazione in ogni ambito della nostra presenza
come ringraziamento al Padre che ci ha riempito di beni mediante il suo Figlio,
fatto uomo, morto e risuscitato per noi.
Per tutto questo, con amore e senso di responsabilità,
occorre farci annuncio in tutti i modi possibili, liberazione per i nostri
fratelli, aprire i loro occhi alla luce che viene, proclamare la Misericordia
che vuole raggiungerli qualunque sia la loro condizione.
Occorre trovare il nostro posto nella comunità umana e
cristiana, nella Chiesa, e interrogarci su come Dio ci vuole al servizio, quale
progetto meraviglioso ci propone di realizzare. (Silenzio
di interiorizzazione).
Credo
Preghiera dei fedeli
Perché la Chiesa cammini lasciandosi
guidare da Maria, che fu docile e obbediente ai disegni di Dio, preghiamo.
Perché i governanti promuovano la
pace e lo sviluppo dei popoli, preghiamo.
Perché i buoni propositi che
facciamo all’inizio dell’anno si trasformino ogni giorno in una convivenza
piacevole e in benessere per tutti, preghiamo.
Per coloro che vanno incontro a
questo nuovo anno portandosi dentro tante delusioni, perché l’attenzione dei
fratelli li stimolino e li aprano alla speranza, preghiamo.
Perché Dio benedica i nostri buoni
progetti e ci tenga lontano da quelli tortuosi, preghiamo.
Per le nostre case e le nostre
famiglie, perché viviamo nell’amore, nella fede e da testimoni lungo tutto
questo nuovo anno, preghiamo.
Offerte
Pianta vistosa:
Calendario con l’immagine dalla Madonna:
Canto
4. RITO DI COMUNIONE
Introduzione
Gesù è il pane vivo impastato nel grembo di Maria. Dio ci
nutre in questo modo così divino e così umano.
Canto
Preghiera
O Padre, sii benedetto per Maria, vergine a madre:
Madre del tuo Figlio e Madre della Chiesa,
donna piena di grazia e ricca di fede.
Accolse la tua proposta
E ricevette nel suo grembo il germe dello Spirito.
Attese Gesù con grande premura e venerazione;
lo diede alla luce come tua Parola ultima, definitiva.
Dal suo seno verginale nacque l’uomo nuovo,
la creatura che compì la tua volontà e che fu gradita al tuo
cuore.
Il popolo cristiano la ama e la venera.
È la madre discreta e luminosa,
la donna del sì, la corredentrice,
la credente lodata da Gesù e da tutte la generazioni
perché ascoltò la tua Parola e la mise in pratica.
O Padre, il tuo Spirito fecondi anche noi,
perché possiamo raggiungere la statura di fede di Maria
e possa così compiacerti della nostra santità
come ti sei compiaciuto della sua disponibilità e obbedienza.
Animati dal suo esempio materno
e uniti a Gesù, ti invochiamo: Padre nostro…
Gesto di pace
Colui che presiede dice:
- Fratelli, Dio ci benedice con la pace e ci dona la vita perché la viviamo
con gli altri con una carica umana ed evangelica. Diamo sfogo ai nostri
sentimenti e facciamoci gli auguri di un anno di pace con un abbraccio
affettuoso.
Distribuzione della comunione: Canto
Ringraziamento
Bambino, immagine della tenerezza di
Dio,
sei venuto in mezzo al tuo popolo
senza valigia, senza equipaggio,
solo col tuo amore colmo di pace.
Sei venuto nella notte
In punta di piedi, senza far rumore,
quando tutti dormivano,
in cerca di ciascuno.
Sei venuto nella povertà assoluta,
con un amore fuori del normale,
con l’umiltà di chi sceglie di amare
senza essere notato.
Sei venuto a noi di nascosto,
come un tesoro in un vaso di creta,
nella notte fredda della storia,
colorando di primavera
le strade degli uomini.
E hai detto: “Vi amo”, e si fece giorno. Amen.
(F. Cerro)
5. RITO DI CONCLUSIONE
Impegno
Vedere come vivere l’anno in modo equilibrato, dando il
giusto spazio agli impegni materiali ma anche a quelli dello spirito.
Benedizione
Commento finale
Auguri è forse la frase più in voga in queste feste
natalizie. Adesso dobbiamo far sì che diventi realtà ogni giorno dell’anno
appena iniziato. Il Signore ci dona la vita perché ce ne prendiamo cura con
diligenza e la trasformiamo in fraternità.
Coraggio, e buon Anno a tutti.
Canto finale e commiato