Copertina

Sulla soglia
dell'infinito

Sussidi liturgici

EPIFANIA

Natale

 

1. AMBIENTAZIONE

Striscioni con uno di questi testi:

  • "La salvezza è per tutti".

  • "Dio vuole arrivare a tutti".

  • "Gesù ha luce propria"

  • "Gesù è la stella di Dio."

Simboli:

  • Fotografia di qualche missionario, nativo della parrocchia.

  • Vangeli al lato.

  • Altri simboli di tipo missionario.

 

 

2. RITI INIZIALI

Introduzione

L'Epifania del Signore o manifestazione di Dio è una festa natalizia che corre il rischio di rimanere declassata da tradizioni che sviliscono il vero senso di questo giorno. Il passaggio dei Re Magi non ha niente a che vedere con la tradizione commerciale di comprare, regalare... Questo passaggio è una parabola che descrive gli atteggiamenti delle persone davanti alla rivelazione di Dio.
Di fronte alla febbre economica di queste festività cerchiamo di ricordarci che è Gesù il migliore regalo di Dio per tutte le persone e per tutti i paesi. Egli è la grande Stella capace di condurre sui buoni sentieri. Pertanto, lasciamoci condurre dalla Luce di Dio.

Canto

Saluto

Fratelli, benediciamo Dio. Lui, che si è manifestato per mezzo di Gesù, sia con tutti voi.

Atto penitenziale

  • Tu sei la luce che brilla nelle tenebre: Signore pietà.

  • Tu sei la luce che illumini tutti: Cristo pietà.

  • Tu sei la luce che dà vita al mondo: Signore pietà.

Gloria

Preghiera colletta

Dio, nostro Padre, ti sei manifestato ampiamente perché vuoi che tutti si salvino ed arrivino alla conoscenza della verità. Noi confessiamo che Gesù Cristo è luce e salvezza per tutte le persone e per tutti i paesi. Accogliamo la tua generosità e rinnoviamo l'impegno della nostra fede missionaria. Conta su di noi per annunciare ed estendere il Vangelo. Amen.

 

3. LITURGIA DELLA PAROLA

Introduzione alle letture

Il carattere universale della manifestazione di Dio viene particolarmente messo in risalto dalle letture che ascoltiamo. L'autore della lettera agli Efesini confessa di aver riflettuto seriamente sulla novità del mistero rivelatosi in Gesù Cristo e, attirato da lui, dedica la sua vita ad annunciarlo. Il Vangelo sottolinea che in Gesù, Stella di Dio, brilla una luce potente, capace di illuminare sia i vicini che i lontani.

Prima Lettura        Is 60,1-6

Dal libro del profeta Isaia
Alzati, rivestiti di luce, perché viene la tua luce, la gloria del Signore brilla sopra di te. Poiché, ecco, la tenebra ricopre la terra, nebbia fit­ta avvolge i popoli; ma su di te risplende il Signore, la sua gloria appare su di te. Cammineranno le genti alla tua luce, i re allo splendore del tuo sorgere.
Alza gli occhi intorno e guarda: tutti costoro si sono radunati, vengono a te. I tuoi figli vengono da lontano, le tue figlie sono portate in braccio. Allora guarderai e sarai raggiante, palpiterà e si dilaterà il tuo cuore, perché l'abbondanza del mare si riverserà su di te, verrà a te la ricchezza delle genti. Uno stuolo di cammelli ti invaderà, dromedari di Màdian e di Efa, tutti verranno da Saba, portando oro e incenso e proclamando le glorie del Signore.

Parola di Dio.

Salmo Responsoriale    Dal Salmo 72

Ti adoreranno, Signore, tutti i popoli della terra.

Dio, affida al re il tuo diritto,
al figlio di re la tua giustizia;
egli giudichi il tuo popolo secondo giustizia
e i tuoi poveri secondo il diritto.

Nei suoi giorni fiorisca il giusto
e abbondi la pace,
finché non si spenga la luna.
E dòmini da mare a mare,
dal fiume sino ai confini della terra.

I re di Tarsis e delle isole portino tributi,
i re di Saba e di Seba offrano doni.
Tutti i re si prostrino a lui,
lo servano tutte le genti.

Perché egli libererà il misero che invoca
e il povero che non trova aiuto.
Abbia pietà del debole e del misero

e salvi la vita dei miseri.

Seconda Lettura       Ef 3,2-3.5-6

Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesini
 

Fratelli, penso che abbiate sentito parlare del ministero della grazia di Dio, a me affidato a vostro favore: per rivelazione mi è stato fatto conoscere il mistero. Esso non è stato manifestato agli uomini delle precedenti generazioni come ora è stato rivelato ai suoi santi apostoli e profeti per mezzo dello Spirito: che le genti sono chiamate, in Cristo Gesù, a condividere la stessa eredità, a formare lo stesso corpo e ad essere partecipi della stessa promessa per mezzo del Vangelo. Parola di Dio.     

Canto al Vangelo     cf. Mt 2,2

Alleluia, alleluia.

Abbiamo visto la sua stella in oriente 
e siamo venuti per adorare il Signore.

Alleluia.

Vangelo         Mt 2,1-12

Dal vangelo secondo Matteo
 

Nato Gesù a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode, ecco, alcuni Magi vennero da oriente a Gerusalemme e dicevano: «Dov'è colui che è nato, il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo». All'udire questo, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. Riuniti tutti i capi dei sacerdoti e gli scribi del popolo, si informava da loro sul luogo in cui doveva na­scere il Cristo. Gli risposero: «A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta: "E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei davvero l'ultima delle città principali di Giuda: da te infatti uscirà un capo che sarà il pastore del mio popolo, Israele"».
Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire da loro con esattezza il tempo in cui era apparsa la stella e li inviò a Betlemme dicendo: «Andate e informatevi accuratamente sul bambino e, quando l'avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch'io venga ad adorarlo».
Udito il re, essi partirono. Ed ecco, la stella, che avevano visto spuntare, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la stella, provarono una gioia grandissima. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, si prostrarono e lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. Avvertiti in sogno di non tornare da Erode, per un'altra strada fecero ritorno al loro paese.
Parola del Signore.

Breve silenzio.

Commento omiletico.

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La cosa più significativa di questo giorno, l'Epifania del Signore, è che Dio si dona a tutti le genti, vuole raggiungere tutti gli angoli del mondo. Dio ha questo progetto: farsi conoscere a tutti. Come guida per orientarci ci offre una stella dalla luce potente: Gesù.
Nel testo di Isaia si sottolinea l'universalità della salvezza donata a tutti i popoli. Una verità che presenta anche la lettera agli Efesini: Tutti sono "partecipi della promessa in Gesù Cristo, per mezzo del Vangelo."
Ma bisogna sottolineare un altro aspetto del messaggio di questo giorno: la risposta che diamo alla manifestazione di Dio e a Gesù, la sua gran stella. Il passaggio evangelico è molto espressivo e sintomatico. È come una parabola carica di simbologia e di colore. Ci sono tre atteggiamenti significativi di fronte alla nascita di Gesù:

Il rifiuto di Erode.

L'indifferenza dei sommi pontefici e degli scribi, che sembrano non essere informati della nascita del Messia.

L'accoglienza positiva da parte di gente straniera (i gentili, i pagani) che viene da lontano attratta da una luce che risveglia ancora di più il suo interesse.

San Matteo appunta in questa narrazione quello che il prologo del Vangelo di San Giovanni afferma con altre parole: "Venne dai suoi, ma la maggior parte dei suoi non lo accolse". La nascita di Gesù non risvegliò né ammirazione né curiosità tra gli ebrei, cosa che avvenne invece tra gli stranieri. I Magi scoprirono un segno, si lasciarono orientare e decisero di intraprendere un lungo viaggio spinti da una forte intuizione. Dimostrarono di essere persone in ricerca; cercavano con sincerità l'incontro con Dio. E quando si sono queste condizioni, prima o poi appare la stella a condurre alla presenza e all'incontro religioso.
L'itinerario dei Magi descrive quello che normalmente è il cammino verso la fede:

Hanno un'illuminazione speciale: la stella.

Camminano, si informano, si consultano con conosce le cose di Dio.

Perseverano nella ricerca e nel cammino anche quando sembra che la stella si sia nascosta.

Superano le difficoltà fino ad arrivare alla meta.

Adorano riconoscenti ed offrono quello che hanno.

Ritornano per un'altra strada, perché l'incontro con Gesù provoca cambiamento, conversione.

Certamente l'Epifania del Signore non è cosa per bambini, un appuntamento per loro o solo per loro. L'Epifania è il manifestarsi meraviglioso di Dio, desideroso di illuminare e di salvare tutti. Per questo motivo, questo giorno ha un significato particolarmente missionario. A noi cristiani è stato affidato il Vangelo perché noi lo facessimo arrivare a tutti come luce e redenzione. La nostra vita e il nostro impegno devono aiutare gli altri ad arrivare all'incontro con Gesù ed al godimento di Dio. Attualmente noi siamo le mani, i piedi, le labbra, cioè, i mezzi umani del Gesù missionario.  (Silenzio di interiorizzazione).

 

INCAPACI DI ADORARE

L'uomo attuale è rimasto, in buona parte, atrofizzato nel suo scoprire Dio. Non è che sia ateo. È che è diventato "incapace di Dio."
Quando un uomo o una donna cercano o conoscono solo l'amore sotto forme degenerate e la sua vita è animata esclusivamente da interessi egoisti di beneficio o guadagno, qualcosa nel suo cuore si atrofizza.
Quante persone vivono oggi un stile di vita che li opprime ed impoverisce. Invecchiati prematuramente, induriti dentro, senza uno spiraglio che permetta loro di aprirsi a Dio, vanno avanti nella vita senza provare dentro la compagnia di nessuno.
Il grande teologo A. Delp, ucciso dai nazisti, vedeva in questo "indurimento interiore" il maggiore pericolo per l'uomo moderno. "Allora smette l'uomo di alzare verso le stelle tutte le mani del suo essere. L'incapacità dell'uomo d'oggi di adorare, amare, venerare, ha la sua causa nella sua smisurata ambizione e nell'indurimento dell'esistenza."
Questa incapacità per adorare Dio si è impadronita anche di molti credenti che cercano solo un "Dio utile". Interessa loro solo un Dio che serva ai loro progetti personali o ai loro programmi socio­politici.
Dio viene così trasformato in un "articolo di consumo" del quale possiamo disporre secondo le nostre convenienze ed interessi. Ma Dio è un'altra cosa. Dio è Amore infinito, incarnato nella nostra stessa esistenza. E davanti a questo Dio, la prima cosa da fare è l'adorazione, il giubilo, l'azione di grazie.
Quando si dimentica questo, il cristianesimo corre il rischio di trasformarsi in un sforzo gigantesco di umanizzazione e la Chiesa in un'attivismo che la rende sempre tesa, sempre spossata, che le fa sentire dentro la paura di non riuscire ad ottenere il successo morale per il quale lotta e si sforza.
Ma la fede cristiana, prima di tutto, è scoperta della Bontà di Dio, esperienza gioiosa e grata dell'unico Dio che può salvare. Il gesto dei Magi davanti al Bambino di Betlemme esprime l'atteggiamento fondamentale di ogni credente davanti a Dio.
Dio esiste. Sta lì, sullo sfondo della nostra vita. Siamo accolti da lui. Non sappiamo dove voglia condurci attraverso la morte. Ma possiamo vivere con fiducia davanti al mistero.
Davanti ad un Dio del quale solo sappiamo che è Amore, non rimane altro che la gioia, l'adorazione e l'azione di grazie. Per questo, "quando un cristiano pensa di non essere nemmeno capace di pregare, dovrebbe almeno esprimere la gioia".  (Silenzio di interiorizzazione).

 

UCCIDERE O ADORARE

Erode e la sua corte di Gerusalemme rappresentano il mondo dei potenti. Tutto vale in questo mondo pur di assicurarsi il potere: il calcolo, la strategia e la menzogna.
Vale perfino la crudeltà, il terrore, il disprezzo dell'essere umano e la distruzione degli innocenti. È un mondo che conosciamo bene perché ne respiriamo la sua atmosfera fino alla nausea. Sembra un mondo grande e potente, che si presenta come difensore dell'ordine e della giustizia, ma è debole e meschino, perché finisce sempre per cercare il bambino "per ammazzarlo."
Secondo il racconto di Matteo, alcuni magi venuti dall'Oriente irrompono in questo mondo di tenebre. Alcuni esegeti interpretano oggi il racconto evangelico facendo riferimento alla psicologia del profondo.
I magi rappresentano la strada che seguono coloro che ascoltano gli aneliti più nobili del cuore umano; la stella che li guida è la nostalgia del divino; la strada che percorrono è il desiderio.
Per scoprire il divino nell'umano, per adorare il bambino invece di cercare la sua morte, per riconoscere la dignità dell'essere umano invece di distruggerla, bisogna percorrere una strada molto differente da quella seguita da Erode.
Non è una strada facile. Non basta ascoltare la chiamata del cuore; bisogna mettersi in cammino, esporsi, correre rischi. Il gesto finale dei maghi è sublime. Non uccidono il bambino, ma l'adorano. Si inchinano rispettosamente davanti alla sua dignità; vedono risplendere in lui la stella di Dio; scoprono il divino nell'umana. È il messaggio centrale del Figlio di Dio incarnato nel bambino di Betlemme.
Possiamo cogliere anche il significato simbolico dei regali che gli offrono. Con l'oro riconoscono la dignità ed il valore inestimabile dell'essere umano; tutto deve rimanere subordinato alla sua felicità. Un bambino merita che si mettano ai suoi piedi tutte le ricchezze del mondo.
L'incenso raccoglie il desiderio che la vita dal bambino si apra e la sua dignità si innalzi fino al cielo. Ogni essere umano è chiamato a condividere la vita stessa di Dio.
La mirra è medicina per curare la malattia ed alleviare la sofferenza. L'essere umano ha bisogno di attenzioni e consolazione, non di violenza ed aggressione.
Con la sua attenzione al debole e la sua tenerezza verso il villipeso, questo Bambino introdurrà nel mondo la magia dell'amore, unica forza di salvezza, che già da ora fa già tremare il potente Erode.  (Silenzio di interiorizzazione).

 

04

L'annuncio di un nuovo popolo di Dio a dimensioni universali, prefigurato e preparato nel popolo eletto, si realizza in Gesù Cristo nel quale converge e si ricapitola tutto il piano di Dio (cf. Ef 1,9-10). In Lui tutto ciò che era diviso ritrova l'unità (cf. 2° lettura). La venuta dei Magi dall'Oriente segna dunque l'inizio dell'unità della grande famiglia umana, che sarà realizzata perfettamente quando la fede in Gesù Cristo farà cadere le barriere esistenti fra gli uomini, e nell'unità della fede tutti si sentiranno figli di Dio, ugualmente redenti e fratelli tra loro (cf. Vangelo).

Questo nuovo popolo è la Chiesa comunità dei credenti; attraverso i secoli essa realizza e testimonia la chiamata universale di tutti gli uomini alla salvezza per l'opera di Cristo Signore: una moltitudine di razze, di popoli e di lingue che salutano in Dio il re delle nazioni e che abiteranno in pace tra di loro. E qui, in questa prospettiva che la fede ci presenta concretamente, l'umanità ritroverà la propria e definitiva unità. Questo obiettivo meraviglioso però non è mai compiuto in questa terra, ma sentiamoci tutti in cammino verso l'espressione piena della salvezza come compimento della volontà di Dio, e per il raggiungimento di un così grande traguardo tutti dobbiamo sentirci personalmente coinvolti.

Quindi dobbiamo realizzare nel nostro cuore molti passi verso la pace e la riconciliazione che Dio ci vuole donare. Cristo ci dà la misura di ogni cosa: "Ama Dio con tutto il tuo cuore, amatevi come io vi ho amato..." Questa è la "stella" da seguire per giungere al nostro autentico e unico centro di unità: il mistero di cui il Padre ci ha fatti partecipi (cf. Orazione dopo la comunione).

I magi offrono doni: doni simbolici che riconoscono Cristo come Uomo (mirra), come Re (oro) e come Dio (incenso). Nell'Eucaristia la Chiesa alza le mani in un gesto di offerta, presentando il pane e il vino. Ma in questi umili segni il Cristo è "significato, immolato e ricevuto". È lui dunque che la Chiesa offre al Padre, nella certezza che ogni volta che si rinnova questa offerta si attua l'opera della Redenzione. Davanti all'Eucaristia adoriamo, come i Magi, Cristo presente tra noi, adoriamo il Signore, il maestro, il fratello nel cammino, adoriamo il mistero dell'amore che per noi quotidianamente si fa carne.   (Silenzio di interiorizzazione).

 

05

Epifania. Dio, nelle tenere sembianze di un bimbo di pochi giorni, si manifesta grande al suo popolo. Un'attrazione speciale, un fascino tutto particolare proviene da quella sperduta grotta. Pastori, gente del luogo, perfino dei re, si recano a vederlo. Portano doni. Doni semplici e doni magnifici; cibo, vesti, cose quotidiane, ma anche oro, incenso e mirra per il re dei re.
Ma quale dono ricevono in cambio! Il dono santissimo di un Dio che si offre agli uomini, a tutti noi. Nel mistero dell'incarnazione Dio Padre offre all'umanità suo figlio unigenito. Ha reso visibile il suo amore per noi, così visibile e concreto!
Un'arcana atmosfera avvolge l'avvenimento. Una lezione profonda per noi, con la quale Dio ci rammenta che l'incarnazione di suo Figlio non è un semplice fatto di cronaca, ma un evento soprannaturale, che ha valore eterno e un'estensione universale.
Insieme ai magi, siamo tutti chiamati ad adorare Dio creatore e Signore dell'universo, ad offrire con loro i nostri doni, a riconoscere l'oro della sua regalità, l'incenso della sua divinità, la mirra della sua umanità che sarà immolata sul calvario.
Ci conforta la consapevolezza che questo re è venuto sulla terra per redimerci tutti, al di là delle differenze etniche, culturali e sociali. Cristo guarda alla nostra capacità di cercare il vero e il bene, pur nella nostra condizione di persone bisognose di perdono e di salvezza.

Epifania, festa della fede. Quella fede che ci apre al mistero di Dio. L'uomo si ferma alla sua soglia, cercando di penetrare con costanza e umiltà dentro al mistero, così come i magi sono entrati nella grotta di Betlemme, mostrando una fede dal tratto profetico. I magi dall'oriente hanno imboccato la via di coloro che cercano la verità. E l'hanno imboccata per primi.
Una ricerca che non si è fermata davanti alla lunghezza della strada da percorrere, né di fronte ai pericoli, alle difficoltà. Nessuno di loro conosceva la meta di arrivo: Una stella li guidava, e, nel cuore, la fiducia che quella stella era un segnale divino, un invito, una chiamata.
Non ebbero paura di mettersi in strada, le strade di allora! E non sono stati delusi. Davanti a loro, e oggi davanti a noi, il re di tutti i popoli e di tutte le nazioni. Epifania, allora, come festa della fede universale.

I Magi a Betlemme rappresentavano tutti i popoli della terra. Partiti da lì, sono tornati ai propri paesi, e hanno certo raccontato quanto loro accaduto, facendosi per primi annunciatori di quell'evento prodigioso.
La Chiesa missionaria è cominciata così: oggi è affidata a noi. La luce di Betlemme ha investito la terra intera e continuerà fino alla fine dei secoli ad illuminare le genti.
A quell'incontro tra i magi e Gesù erano presenti Maria e Giuseppe. Un compito importante li attende. Una strada si è aperta davanti a loro, dove non mancano le insidie e le difficoltà. Ma c'è la certezza che Dio è con loro, a sostenerli, a guidarli.
C'è anche la consapevolezza che non mancherà loro la solidarietà, quella dei poveri, degli umili e quella dei ricchi e dei potenti.  
(Silenzio di interiorizzazione).

 

06

- Nella prima lettura il profeta Isaia annunciava a Gerusalemme un futuro di splendore e di gloria, alla cui luce i popoli avrebbero camminato e tutti coloro che sarebbero giunti avrebbero proclamato le glorie del Signore. Il Vangelo narra l'episodio storico che può aver realizzato la profezia di Isaia: la visita dei Magi a Gesù, Signore del mondo. Non è Gerusalemme a godere di questa manifestazione del Messia ancora in fasce, ma la piccola città di Giuda profetata da Michea. E i Magi non troveranno lo sfarzo che si addice ad un re terreno, ma la nudità di una stalla e di una mangiatoia. Essi, leggendo le profezie, erano andati a Gerusalemme. Qui giunti la stella sparì ai loro occhi perché ormai c'erano la parola e le persone che li potevano aiutare. L'assenza della stella fu invitò a non fermarsi alle apparenze. Il loro cuore, illuminato da quella luce, trovò la strada giusta e seppero riconoscere ed adorare le meraviglie di Dio anche in un bambino. E si inchinarono pieni di fede e a lui offrirono i loro doni.

- Seguendo le orme dei Magi anche noi possiamo arrivare al Salvatore: non con le nostre sole forze, ma per una "luce" dall'alto. I nostri occhi, penetrando nel profondo, ci portano a scoprire la sua luce e la sua gloria. I Magi sono "cercatori di Dio". Lasciano le loro terre senza una meta precisa, si lasciano condurre da un richiamo. Essi non temono rischi e conseguenze, vanno quasi rispondendo a un richiamo che non lascia spazio. Vengono considerati uomini saggi e il Vangelo ci fornisce diversi dettagli per comprendere la qualità della loro saggezza, uno dei quali è il saper chiedere consiglio. Essi chiedono consiglio ed ascoltano il consiglio dell'angelo che appare loro in sogno. Ora si dà un consiglio ad uno che dubita, o a chi deve scegliere qualcosa ed è nell'incertezza. Anche la vita di fede, la vita secondo lo Spirito ha bisogno di consigli. Il primo nostro consigliere è lo stesso Spirito e il consiglio è un suo dono. Nella vita sono tante le occasioni nelle quali è bene chiedere consiglio. Lo Spirito ci guida dal profondo del cuore e ci suggerisce come vivere in pienezza la nostra adesione a Dio. Ci consiglia, ci spinge verso una maggior perfezione, una coerenza evangelica vissuta. Il consiglio dello Spirito non è solo voce interiore, ma passa attraverso degli strumenti: la Parola di Dio, prima di tutto, e persone sagge che ci possono consigliare.

- Il mistero dell'Epifania ci richiama alla nostra vocazione, al nostro impegno missionario, all'essere cittadini del mondo. L'invito all'universalità è, quindi, invito a farci attenti alla realtà che ci circonda e a non chiuderci nei nostri particolarismi. Le comunità cristiane e la Chiesa intera devono vivere con impegno e responsabilità la chiamata alla missionarietà, rendendosi sempre più disponibili ad un dialogo aperto e sincero con tutti, nella ricerca del bene autentico per tutti e per ciascuno.

 

07

L’Epifania, o manifestazione del Signore, è la festa dell’universalità della fede.
Il brano di Isaia è un invito alla gioia e alla speranza per il popolo ebreo che ritorna dall’esilio. Questo invito è applicato all’Epifania perché annuncia la salvezza per tutti.
I Magi che vengono da lontano per incontrare Gesù sono il simbolo di tutti i popoli, chiamati e disponibili alla fede, e questo in contrasto con l’atteggiamento di ostilità di Erode e di indifferenza dei dotti di Gerusalemme.
La possibilità di salvezza per tutti è perfettamente in linea con il comando di Gesù prima della sua Ascensione: “Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni” (Mt 28,19).
L’annuncio di un nuovo popolo di Dio a dimensioni universali, prefigurato e preparato nel popolo eletto, si realizza in Gesù Cristo, nel quale converge e si ricapitola tutto il piano di Dio. In lui tutto ciò che era diviso ritrova l’unità (2° lettura).
La venuta dei Magi dall’Oriente segna l’inizio dell’unità della grande famiglia umana, che sarà realizzata perfettamente quando la comune fede in Gesù Cristo farà cadere le barriere esistenti fra gli uomini, e nell’unità della fede tutti si sentiranno figli di Dio, ugualmente redenti e fratelli tra loro (vangelo).
E’ significativa la visione finale del Nuovo Testamento (Ap 7,4-12; 15,3-4; 21,24-26): una moltitudine di razze, popoli e lingue diverse che salutano in Dio il re delle nazioni, e che abiteranno insieme nella vita eterna dove l’umanità ritroverà la propria e definitiva unità.
Cristo ci dà la misura di ogni cosa: “Ama Dio con tutto il tuo cuore, amatevi come io vi ho amato” (Mc 12,30; Gv 13,34). Questa è la stella da seguire per giungere al nostro autentico e unico centro di unità: “il mistero di cui il Padre ci ha fatti partecipi” (orazione dopo la comunione).
I magi offrono doni: doni simbolici che riconoscono Cristo come Uomo (mirra), come Re (oro) e come Dio (incenso). Anche nell’Eucaristia la Chiesa alza le mani in un gesto di offerta, presentando il pane e il vino.
Ma in quei segni il Cristo è significato, immolato e ricevuto”. E’ lui dunque che la Chiesa offre al Padre, nella certezza che ogni volta che si rinnova questa offerta si attua l’opera delle Redenzione.
 

Preghiera dei fedeli

  • Affinché la Chiesa presenti la rivelazione di Dio con entusiasmo e convinzione, preghiamo.

  • Affinché il Vangelo arrivi a tutti i popoli, preghiamo.

  • Affinché i cristiani collaborino all'effusione della grazia di Dio, preghiamo.

  • Per i missionari che si sforzano per portare la luce di Dio in tutti gli angoli del mondo, preghiamo.

  • Per coloro che non riconoscono in Cristo la gran stella di Dio, preghiamo.

  • Affinché i bambini ricevano innanzitutto il regalo di una buona formazione, preghiamo.

Gesto

Se c'è qualche missionario, nativo del posto, mostrare ora la sua fotografia, mettere in risalto la sua missione e pregare per il suo servizio al Vangelo.

Canto

 

4. RITO DI COMUNIONE

Introduzione

Gesù ci entusiasma col suo esempio e c'illumina con la sua Parola. Riceviamolo nella comunione, per essere, come Lui, vangeli di Dio alla portata di tutti.

Canto

Preghiera

Ti benediciamo, Padre, per Gesù di Nazaret, 
la tua grande Stella e la Stella di tutti i tempi. 
Te lo diciamo con orgoglio: 
in nessun momento della storia gli si è potuto dare torto. 
Gesù è la semente celeste vigorosa trapiantata nel nostro suolo, 
la luce che orienta il nostro cammino, 
il sacramento della dignità umana. 
Sì, Padre, nessuno ha potuto spegnere Gesù. 
La nostra voce trova in Lui il tono e l'armonia. 
Egli è il Maestro che merita di essere seguito, 
il Redentore carico di Vangelo. 
Ci uniamo al suo progetto ed alla sua preghiera 
e ti diciamo: Padre nostro...

Gesto di pace

Distribuzione della comunione: Canto

Ringraziamento      

Signore, tutto è manifestazione della tua presenza: 
l'odore di terra bagnata, 
il calore di uno sguardo, 
la neve per natale, 
il giocattolo di un bambino.... 
Tutto è presenza di speranza, 
tutto è manifestazione della tua tenerezza, 
tutto è assunto da Te per dirci che è degno di essere vissuto. 
Tutto ti rivela, Signore. 
Quasi senza renderci conto, 
quando fuggiamo da Te, 
ci mettiamo ancora di più nel tuo cuore, 
nel cuore della tua presenza che ci accompagna instancabile. 
Stai lì, in tutti i fogli del libro della vita. 
Cerchiamo la tua presenza, Signore, 
sedotti dalla fame del tuo amore.

(F. Cerro)

 

5. RITO DI CONCLUSIONE

Impegno

Potenziare l'impegno missionario.

Benedizione

Commento finale

Recuperare il nome ed il significato di questa festa è un compito che ancora abbiamo in sospeso. Bisogna evitare di confonderla con la fantasia consumistica dei regali per non cadere nella trappola commerciale.
Il nostro mondo ha ancora bisogno della luce di Dio. Questo sì che è importante. Oggi, siamo noi credenti la luce di Dio. Per questo, che brilli la nostra luce davanti alla gente, affinché il mondo creda e cammini secondo il Vangelo. Gesù, la gran Stella di sempre, ci accompagni.

Canto finale e commiato


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