|
|
Siamo convocati
Iniziamo questo tempo d'Avvento con nel cuore il desiderio di prepararci nel modo migliore al Natale. Saranno settimane brevi, però di un "tempo forte", nel quale il Signore Gesù vuole comunicarci la sua grazia che ha dentro un'efficacia rinnovata. È il momento della vicinanza, dell'amore discendente (e condiscendente) di Dio verso di noi. Avvento, Natale ed Epifania sono inseriti in un "movimento" unico e dinamico: l'Attesa, la Venuta e la Manifestazione. Tutto centrato in Gesù, il Dio con noi. E tutto questo coinvolge ciascuno di noi, la Chiesa, l'umanità intera, così come ci troviamo, nella nostra situazione concreta. Tutti abbiamo bisogno di essere salvati, e Cristo Gesù è venuto, viene e verrà come il salvatore vero. È lui la risposta definitiva di Dio al mondo. È venuto duemila anni fa, ma non lo abbiamo ancora lasciato entrare completamente nella nostra storia. I profeti lo avevano annunciato e nella pienezza dei tempi è entrato nella storia dell'uomo, ma noi, o vi abbiamo fatto poco caso o non lo abbiamo accolto per niente. La strada verso la novità di vita che Cristo vuole comunicarci è lungo, per questo ci convoca anche quest'anno. Il Natale è un evento sempre nuovo, che si verifica ogni anno. Non è un anniversario o un ricordo puramente pedagogico. L' "ieri" ("in illo tempore") di due mila anni fa si proietta verso il "domani" della fine dei tempi, ma soprattutto, verso l' "oggi" della nostra vita attuale, in modo privilegiato nella celebrazione dei sacramenti. In queste settimane ascolteremo spesso l'invito a "vegliare", a rimanere svegli, attenti alla venuta del Salvatore nella nostra vita. Per questo l'Avvento non è solo tempo di attesa, ma anche di ricerca, di uscire incontro, di gioia per il "sì" di Dio all'umanità e di impegno a rispondere con il nostro "sì" alla sua iniziativa. È tempo di preparare o rimettere in ordine le nostre "strade", di pregare e cantare "Vieni, Signore Gesù", ma anche di dire con le nostre opere "Vengo, Signore Gesù". E allora chiediamoci: noi stiamo aspettando Cristo? o è ancora e solo Cristo che attende (che quest'anno lo accogliamo sul serio nella nostra vita)? Continuerà ad essere vero solamente che Dio è il "Dio-con-noi" oppure, in quest'anno giubilare, si realizzerà anche il "noi-con-Dio"? Il ricordo e la presenza amorosa della Vergine Maria -più che mai in questo tempo di Avvento e di Natale- ci aiutano a comprendere nel modo più stimolante come Dio abbia operato con il suo "sì" nella storia e come una di noi abbia saputo corrispondere con un "sì" pieno e totale dalla nascita alla morte e glorificazione del suo Figlio. Per questo possiamo dire di avere in lei la Maestra migliore dell'attesa durante l'Avvento, dell'accoglienza gioiosa nel Natale e della manifestazione missionaria nell'Epifania. JOSÉ ALDAZÀBAL |