Adorazione Eucaristica

 

 

Salì al cielo e siede alla destra del Padre

 

L’entrata di Cristo nella gloria del Padre con la sua umanità non crea un vuoto. Egli rimane presente tra i suoi in modo nuovo e per mezzo di noi, suoi amici, opera nel mondo. L’Ascensione rappresenta la tensione tra il cielo, in cui sale Gesù, e la terra, dove devono continuare ad operare i credenti. Compito storico del cristiano è trovare il giusto dosaggio tra lo sguardo al cielo, che non va dimenticato, e l’impegno sulla terra, che non va trascurato. Invochiamo il dono dello Spirito perché ci faccia comprendere fino in fondo il Mistero pasquale di Cristo e ci renda testimoni instancabili del suo Vangelo nel mondo.

 

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.    

 

Compiuta la sua missione tra gli uomini, Gesù sale al cielo come Signore glorioso, sempre vivente in mezzo ai suoi. Questa sua presenza invisibile sarà una presenza sacramentale, spirituale ed ecclesiale.

 

A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra.

 

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 28,16-20)

In quel tempo, gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato.
Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono. Gesù si avvicinò e disse loro:

 «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio

e dello Spirito Santo,

insegnando loro a osservare

tutto ciò che vi ho comandato.

 Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni,

fino alla fine del mondo».

Parola del Signore.

 

Andate, tu ci dici, Signore Gesù,

andate in tutto il mondo,

non tenete per voi questo annuncio di gioia, questo messaggio di speranza

che cambia la vita degli uomini.

Quello che avete udito, quello che avete visto,

trasmettetelo a tutti i popoli.

Tutti possano conoscere l’autentico volto di Dio,

tutti possano rispondere al suo amore infinito,

tutti possano approdare alla felicità che egli prepara.

Andate, tu ci dici, Signore Gesù, la parola di salvezza che vi ho affidato diventi una luce

che rischiara ogni piega dell’esistenza,

 una sorgente di saggezza

per i momenti oscuri del dubbio,

una bussola sicura

 in mezzo alle tempeste e agli uragani.

Andate, tu ci dici, Signore Gesù,

e battezzate nel nome di Dio,

 che è Padre e Figlio e Spirito Santo:

ogni uomo possa essere trasfigurato

 in un figlio di Dio,

immerso nella mia morte e risurrezione,

sospinto verso un’esistenza nuova.

Andate, tu ci dici, Signore Gesù,

e non abbiate paura

perché io sono con voi e vi accompagno,

 in modo discreto, ma fedele, per le strade della storia.

 

Tutti

Sei rimasto con noi, Signore, e mai hai lasciato questa terra

che tu hai abitato, rendendola casa di Dio.

Mai hai lasciato la nostra vita,

 che tu hai assunta, con gioie e speranze,

sofferenze e amicizie.

La nostra esistenza è luogo santo dove dobbiamo cercarti.

Crea in noi, Signore,

 il silenzio per ascoltare  la tua voce,  

penetra nei nostri cuori con la spada della tua Parola,

 perché alla luce della tua sapienza,

possiamo valutare le cose terrene ed eterne,

 e diventare liberi e poveri per il tuo regno,  

testimoniando al mondo

 che tu sei vivo in mezzo a noi  

come fonte di fraternità, di giustizia e di pace. Amen

Cristo nostra Pasqua è risorto!  Si, veramente è risorto!

 

Adorazione silenziosa

 

Oggi vogliamo approfondire cosa significa la verità che professiamo nel Credo:

 

"Salì al cielo, siede alla destra del Padre"

 

La cosa ci interessa per capire qualcosa della nostra stessa esaltazione; Gesù infatti ci ha promesso:

 

"Io vado a prepararvi un posto. E quando sarò andato

e vi avrò preparato un posto,

 ritornerò e vi prenderò con me, perché siate anche voi dove sono io"

(Gv 14,2-4)

"Padre, voglio che anche quelli che mi hai dato

 siano con me dove sono io,

 perché contemplino la mia gloria,

quella che mi hai dato"

(Gv 17,24)


San Paolo ci esorta a pregare…

 

 "perché il Dio del Signore nostro Gesù Cristo,

il Padre della gloria,

 possa illuminare gli occhi della nostra mente

 per comprendere a quale speranza ci ha chiamati,

quale tesoro di gloria racchiude la sua eredità fra i santi e qual è la straordinaria grandezza

della sua potenza verso di noi credenti

secondo l'efficacia della sua forza

che egli manifestò in Cristo,

quando lo risuscitò dai morti

e lo fece sedere alla sua destra nei cieli .."

(Ef 1,17-20)

 

Ecco: guardare a quel che Dio ha fatto per Cristo, per capire quel che farà a noi.

Finora parlando dell'evento di Pasqua, abbiamo usato sempre il termine: risurrezione, risvegliarsi dalla morte, tornare in vita...! Non è questo il vero senso della Pasqua. La festa odierna richiama un altro modo di esprimere quanto è avvenuto a Gesù con la risurrezione: si parla di esaltazione, elevazione in cielo, sedere alla destra del Padre. La Chiesa primitiva ha utilizzato il Salmo 110 per esprimere questa verità:

 

"Dice il Signore al mio Signore: Siedi alla mia destra!"

 

Dirà san Pietro:

 

 "Dio lo ha innalzato accanto a sé,

come nostro capo e salvatore"

(At 5,31)

 

Riferito a Cristo, significa che l'uomo Gesù è entrato nella sfera d'esistenza propria di Dio, partecipe della sua "Gloria" o della sua stessa condizione di vita. Salire al cielo ed essere avvolto nella nube sono espressioni per dire che Gesù è stato come "rapito" dentro la divinità. Pensate: un uomo fa parte delle relazioni intime della Trinità! E' successo non per essere l'unico ma il primo di tutti noi. Così preghiamo nel Prefazio:

 

 "Mediatore tra Dio e gli uomini, giudice del mondo

e Signore dell'universo,

 Cristo non ci ha abbandonato nella povertà

della nostra condizione umana,

 ma ci ha preceduto nella dimora eterna

per darci la sicura speranza che dove è lui,

capo e primogenito, saremo anche noi, sue membra, uniti nella stessa gloria".


Questo è il paradiso cui anche noi siamo chiamati: là dove…

 

…"diventeremo simili a Lui perché lo vedremo

così come Egli è"

(1Gv 3,2)

 

là dove…

 

…"non ci sarà più né pianto, né lutto

né lamento, né morte,

 perché le cose di prima sono passate" (Ap 21,4)

là dove…

 

…la "gloria che ci aspetta

non è neanche da mettere a paragone

 con le sofferenze del tempo presente"

(Rm 8,18)

 

là dove…

 

…"in verità vi dico: Dio stesso si metterà un grembiule,

 ci farà sedere a tavola e comincerà a servirci"

(Lc 12,37)

 

ossia essere a cena da Dio e lui nostro inserviente, tanto è contento d'averci con Sé!

 

 Manifestiamo la gioia e la festa

che nasce nei nostri cuori di fronte ai doni di Dio.
Un invito rivolto a tutti, perché Dio è re di tutta la terra,

e di conseguenza regna su tutti i popoli.

È un re che viene innalzato su un trono santo,

dopo essere salito tra le acclamazioni

e la lode manifestata con voci di gioia,

con canti che esprimono la festa.

È Gesù, l'uomo di Nazaret,

vero Dio e vero uomo,

a sedere su questo "trono" alla destra di Dio Padre.

È uno di noi che intercede a nostro favore,

 perché rappresenta tutti noi davanti al Padre.

Ascende il Signore tra canti di gioia!


Pausa di silenzio per l’interiorizzazione

Sal 46

                  

Tutti

Ascende il Signore tra canti di gioia.

 

Popoli tutti, battete le mani!

Acclamate Dio con grida di gioia,
perché terribile è il Signore, l’Altissimo, grande re su tutta la terra.
Tutti

Ascende il Signore tra canti di gioia.

 

Ascende Dio tra le acclamazioni,

 il Signore al suono di tromba.
Cantate inni a Dio, cantate inni,

 cantate inni al nostro re, cantate inni.
Tutti

Ascende il Signore tra canti di gioia.


Perché Dio è re di tutta la terra, cantate inni con arte.
Dio regna sulle genti, Dio siede sul suo trono santo.

Tutti

Ascende il Signore tra canti di gioia.

 

 

Sedere alla destra di Dio è una immagine per indicare che ora Gesù partecipa alla signoria di Dio sul mondo; che in lui, in quanto Dio che s'è fatto uomo, s'è come raccolto tutto il creato, "ricapitolato" in lui.

 

In Gesù Dio ha preso in mano il mondo, vincendone tutto il male e la morte, e portandolo - o meglio guidandolo - con sé fino all'eternità. Dice san Paolo:

 

"Cristo è morto ed è tornato in vita

per essere il Signore dei vivi e dei morti" (Rm 14,9)

Nell'inno ai Filippesi, sempre san Paolo proclama:

 

"Dio lo ha esaltato e gli ha dato il nome

 che è al di sopra di ogni altro nome,

 perché nel nome di Gesù ogni ginocchio

si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra;

e ogni lingua proclami che Gesù Cristo è il Signore,

 a gloria di Dio Padre"

(2,9-11)

 

Ecco: Gesù, signore del mondo! Signore della signora del mondo che è la morte, perché lui è andato oltre la morte; signore perché ha "vinto il principe di questo mondo" e ha assicurato la vittoria del bene sul male, di Dio sul mondo e su satana. Se oggi questa vittoria sembra ancora nascosta, lo è perché questo trionfo avvenga anche nella libertà dei cuori degli uomini:

 

"E’ necessario infatti che Cristo regni, finché avrà messo sotto i suoi piedi tutti i suoi nemici"

(1Cor 15,25)

 

Allora diverrà anche palesemente, come dice l'Apocalisse:

 

"Re dei re e signore dei signori"

(19,16)

 

Sarà il ritorno glorioso di Cristo come Giudice della storia. Mentre sul monte degli ulivi i discepoli salutavano Gesù "due angeli dissero loro:

 

“Uomini di Galilea, questo Gesù,

che è stato di tra voi assunto fino al cielo,

tornerà un giorno...!" (At 1,10-11)

Per questo noi cristiani chiamiamo Gesù: il nostro Signore Gesù Cristo.

Questa signoria la esercita dentro la Chiesa, e per essa, progressivamente, sul mondo. La Chiesa è l'umanità che gradualmente aderisce a Cristo e ne diviene come la sua dilatazione, il suo compimento:

 

"Tutto infatti ha sottomesso ai suoi piedi

 e lo ha costituito su tutte le cose a capo della Chiesa,

 la quale è il suo corpo, la pienezza

di colui che si realizza interamente in tutte le cose"

(Ef 1,22)

 

Per la Chiesa la signoria di Cristo si estende al mondo:

 

"Mi è stato dato ogni potere in cielo e in terra.

Andate dunque e ammaestrate tutte le genti,

battezzandole e insegnando loro

ad osservare tutto ciò che vi ho comandato".

 

Ora è il tempo della Chiesa, della sua missione universale, sostenuta dall'assistenza di Cristo:

 

"Ecco, io sono con voi tutti i giorni,

fino alla fine del mondo"

 

E dalla forza dello Spirito santo:

 

"Voi avrete forza dallo Spirito santo

che scenderà su di voi

e mi sarete testimoni a Gerusalemme,

 in tutta la Giudea e la Samaria

e fino agli estremi confini della terra"

(At 1,8).

Ritornati a Gerusalemme i discepoli si raccolsero nel cenacolo in attesa dell'effusione dello Spirito santo, della Pentecoste.

 

"Ed erano assidui e concordi nella preghiera,

 insieme con alcune donne e con Maria,

 la madre di Gesù e con i fratelli di lui"

(At 1,14)

 

Anche noi abbiamo bisogno di questa effusione dello Spirito.

 

Che il Padre ci dia davvero

 "uno Spirito di sapienza e di rivelazione

 per una più profonda conoscenza  di Lui.

Possa egli davvero illuminare

gli occhi della nostra mente

 per farci comprendere a quale speranza ci ha chiamati"!

 

Pausa di silenzio per l’interiorizzazione

 

Tutti

Donaci, Signore, la gioia di chi è testimone del tuo amore

 e della tua misericordia

e cerca di trasmettere, con le sue parole,

 lo stupore di una grazia sempre nuova.

Donaci la gioia di chi si sente condotto

e sostenuto dal tuo Spirito

e, in ogni prova e avversità, sa di poter contare

sulla tua presenza di consolazione e di pace.

Donaci la gioia dei fratelli

che condividono la stessa fede e la stessa speranza

e si sentono inviati fino ai confini della terra.

Donaci la gioia dei discepoli

che seguono lieti la strada del loro Maestro

 anche quando si inerpica sulla collina del Calvario,

perché sanno che nulla, neppure la sofferenza e la morte,

potranno strapparli dalla sua mano forte e sicura.

E, Maria, Madre tua e Madre nostra, Madre della Chiesa,

ci sia accanto mentre da te imploriamo

il rinnovarsi del prodigio della Pentecoste.

 

Preghiere spontanee                   

 

Padre nostro

 

In Dio Trinità c'è l'uomo Gesù di Nazareth: un uomo in carne ed ossa, trasfigurato, è ormai presente nella Trinità. E' il supremo sigillo dell'Incarnazione: la nostra umanità, assunta dal Figlio di Dio, è piena di gloria e di dignità. La nostra carne, le nostre storie, io stesso, sono diventato dimora di Dio.

 

Le catene si sono spezzate. Finalmente liberi!

La porta del cielo è stata riaperta...

Quale sentiero migliore che salire e scendere

l'umanità di Cristo

per incontrare faccia a faccia la benedizione di Dio!
Quando non apprezziamo il nostro essere uomini,

noi commettiamo un delitto!

 Perché nella nostra carne è scritto il Verbo,

il Figlio di Dio altissimo,

 il Signore nostro Gesù, scala di Giacobbe...

Buone ascensioni!

 

Tutti

Signore, tu mi lasci, per tornare al Padre.

Ma io non resto quaggiù, vengo con te.

Perché nel tuo cuore di uomo tu porti il mio volto,

 la mia storia, le mie speranze, tutto di me.

E sono certo che il mio nome

continuerai a pronunciarlo al Padre

 finché Lui non manderà a me

 il vostro amore, tutto intero: lo Spirito,

la memoria viva di ciò che tu hai detto e hai fatto per me.

Signore Gesù, i miei occhi sono pieni di te,

e potrò ovunque vederti e incontrarti

perché ti avrò con me, dentro, senza più rischi di perdita.

Aspettami...