METTI LA TUA MANO NELLA MANO DI GESÙ

 

“In quel tempo, gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato”.

Nella vita ci sono tanti monti che ci affanniamo a  scalare quotidianamente.

Ci sono i monti che ci innalzano, sono i monti della “grandezza umana”, quelli che tutti ricercano.

Per tutta una  vita lottiamo per salire più in alto e poi un giorno ci accorgiamo di non esser andati da nessuna parte, come un pensiero di Fabrizio De Andrè, tratto dalla “Buona novella”:

 “ Nella vita se cammini come un asino legato alla mola, anche se fai migliaia di chilometri, resti sempre alla stesso punto….!”  Ci sarebbe da chiederci a quale mola siamo legati oggi.

E c’è il monte che ci viene indicato da Gesù.

In queste scalate si è sempre discepoli e mai maestri e…

In undici e non dodici,  portando come comunità cristiana ancora il segno dell’imperfezione del tradimento umano, non come un retaggio di un passato da dimenticare in fretta.

Con il loro, direi prezioso, carico di incredulità! Guai se non ci fosse:

diverrebbe una insulsa lavatura di cervelli e oggi se ne trovano tante,

in tutte le salse, mistiche e non.

“Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono.”

La fede cristiana non evita i dubbi perché  semplicemente non li teme.

Quando si iniziano ad evitare i dubbi o  ad emarginare e violentare l’uomo pur di cancellarli è perché questi fanno paura, fanno paura le verità che verrebbero fuori…

E’ Cristo che si avvicina a questi uomini; Cristo ha una Parola per loro; Cristo ha una Parola anche per noi oggi.   Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo...

Finalmente possiamo affrontare il discorso “poteri”, quelli che  Gesù trasmette ai suoi discepoli.

Per questi “poteri” non ci sono pericoli di “simonia”; né pericolo di accumulo… Anzi!

“…insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato.”

Quello che Cristo ci ha insegnato è amare il Padre facendo la Sua Volontà.

La Volontà del Padre è amare i  fratelli nella dimensione della Croce, nella donazione totale.

Vedete? Nessun pericolo di accumulo, di questo amore più ce ne è meglio è!

 E’ una grazia quando si trovano  dei preti o dei cristiani che accumulano questo tesoro.

Ma, se permettete, non basta. Nel mondo c’è tanto male, lo possiamo constatare dentro e fuori di noi. Nel mio ministero, mio malgrado ascolto tanto, anche quello che nella mia vita mai avrei voluto ascoltare e che neppure avrei  immaginato potesse accadere. A volte storie di male profondo, senza senso. Uomini e donne che diventano carnefici di anime innocenti e contemporaneamente carnefici di se stessi. Quelli sono i momenti in cui penso dentro di me che ci vuole coraggio,

che ci vuole il coraggio di amare. Ascolto anche tanti  esseri umani che hanno tanto bene dentro.

Ma che spesso viene nascosto sotto terra per paura, per la paura di perdere la vita, anche solo intesa come “dignità”. Sentiamo dentro di noi di fare il bene, di agire per il bene e soffochiamo questo anelito di Dio che è in noi. La paura che ci blocca.

A volte amiamo far indossare alla nostra paura l’abito della saggezza… 

Ma spesso, sotto questo vestito, non c’è niente...

Mi ritorna in mente, in certi momenti di difficoltà del mio ministero, una immagine e una sensazione, sicuramente ingigantita dall’età che avevo che poteva essere necessariamente al massimo di otto anni: La mia mano piccolina stretta e contenuta pienamente e totalmente dalla mano di mio padre. Una pace dentro, come se il mondo non potesse far niente di male alla mia persona legata alla mano di mio padre. Era certamente una illusione di un bambino, i fatti della vita poi con inesorabile precisione hanno dimostrato il contrario.

Ma io in quel momento non avevo paura. Ora la mia mano, la tua mano, caro fratello sono nella Mano di Cristo…Questa non è un’illusione!  Perché Lui  è con noi.

Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo”.

Sento la mia mano nella Sua Mano tutti i giorni e quello che cerco di far sentire al mio prossimo, che le nostre esistenze, in qualsiasi situazione di vita, sono strette nell’Amore di Cristo che si dona in Croce liberandoci dalla morte. Se come cristiani non avvertiamo la Sua Presenza accanto a noi,

abbiamo già perso, prima di partire, perché schiavi della paura. Sai, Cristo ci dona il coraggio d’amare e credimi, ne abbiamo bisogno.

Cristiano del 2017 non attingere il coraggio di amare dalle mura di un pur meraviglioso tempio fatto da mani d’uomo: attingiamo da Cristo il coraggio d’amare.  

                     Nulla ci turbi… ogni passo che facciamo, Lui è con noi,

                    un servo inutile