MERCOLEDÌ  31 AGOSTO

Settimana della domenica che precede il martirio di san Giovanni il Precursore • Anno II

 

Lettura del primo libro dei Maccabei

In quei giorni. Dopo la morte di Giuda riapparvero gli iniqui in tutto il territorio d'Israele e risorsero tutti gli operatori d'ingiustizia. In quei giorni sopravvenne una terribile carestia e gli stessi abitanti della regione passarono dalla loro parte. Bàcchide scelse uomini rinnegati e li fece padroni della regione. Si diedero a ricercare e braccare gli amici di Giuda e li conducevano da Bàcchide, che si vendicava di loro e li scherniva. Ci fu grande tribolazione in Israele, come non si verificava dal giorno in cui non era più apparso un profeta in mezzo a loro. Allora tutti gli amici di Giuda si radunarono e dissero a Giònata: «Da quando è morto tuo fratello Giuda, non c'è uomo simile a lui per condurre l'azione contro i nemici e Bàcchide, e contro gli avversari della nostra nazione. Ora noi oggi eleggiamo te nostro capo e condottiero al suo posto, per combattere le nostre battaglie». Giònata assunse il comando in quella occasione e prese il posto di Giuda, suo fratello.

 

Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo. Il Signore Gesù si mise a parlare di Giovanni alle folle: «Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna sbattuta dal vento? Allora, che cosa siete andati a vedere? Un uomo vestito con abiti di lusso? Ecco, quelli che portano vesti sontuose e vivono nel lusso stanno nei palazzi dei re. Ebbene, che cosa siete andati a vedere? Un profeta? Sì, io vi dico, anzi, più che un profeta. Egli è colui del quale sta scritto: "Ecco, dinanzi a te mando il mio messaggero, davanti a te egli preparerà la tua via"».

 

Gesù ci fa prendere coscienza del ruolo del Battista: questi è stato un profeta, l'ultimo e, anzi, più degli altri profeti perché con lui si conclude quel cammino di attesa e di promessa che aveva caratterizzato l'itinerario di fede del popolo di Dio. Dopo Giovanni inizia il compimento di tutte le voci antiche, di tutte le intuizioni e le supposizioni, di tutte le ipotesi e i tentativi per dire Dio e la sua opera e per narrare l'uomo e la sua salvezza. Se Giovanni è colui del quale è stato scritto che un messaggero preparerà la via al Signore, significa allora che è finalmente giunta l'ora della visita di Dio e dovrebbe dunque sorgere l'interrogativo a riguardo della sua presenza: come arriva? Come riconoscerlo? In che modo accoglierlo? Come accostarsi a lui? Ecco che, allora, le domande che Gesù pone alla gente le possiamo fare nostre: ci permettono di rivisitare le nostre attese, di considerare le esperienze fatte, di non dare nulla per scontato, di non abituarci al mistero, di coltivare la speranza e di progredire nella conversione. Purtroppo, spesso la vita cristiana si svolge adagiata su duemila anni di consuetudine e di assuefazione al Vangelo che molte volte, e anche oggi, è stato ridotto a religione civile. A noi forse manca la trepidazione e l'entusiasmo che accompagnano gli inizi di un cammino e occorre quindi che purifichiamo i sedimenti della nostra tiepidezza. D'altro canto, questi secoli di cristianesimo

costituiscono anche una grande opportunità: quanto martirio, quanta spiritualità, quanta riflessione teologica, quanta santità, quanta ulteriore e approfondita comprensione del Vangelo, quanti itinerari di conversione, quanta maturazione ecclesiale... Tutto ciò è un dono che la Chiesa degli inizi non ebbe e di cui noi, invece, possiamo usufruire per una sequela sempre più consapevole e motivata.