Sabato 30 settembre 2017

 

Luca 9,43b-45

Mentre tutti erano ammirati di tutte le cose che Gesù faceva, disse ai suoi discepoli: «Mettetevi bene in mente queste parole: il Figlio dell’uomo sta per essere consegnato nelle mani degli uomini». Essi però non capivano queste parole: restavano per loro così misteriose che non ne coglievano il senso, e avevano timore di interrogarlo su questo argomento.

 

Mettetevi bene in mente queste parole: ne vale la pena! Questo è quanto diceva Sara, futura mamma di Alice, e affetta da una grave malattia. I medici le avevano consigliato di interrompere la gravidanza per dare precedenza alle cure. Nonostante non le avessero dato nessuna alternativa né speranza, lei e suo marito Marco, di speranza, ne erano pieni. Era la vita stessa della loro bimba a infondere loro questa grande forza. Sara era sicura che la sua famiglia avrebbe amato la sua bimba tanto quanto lei. Ne era certa perché li aveva preparati durante l’attesa della nascita. E amava definirsi una mamma non possessiva, bensì generosa e desiderosa di condividere la gioia della nascita con le persone che la amavano. Personalmente non capivo le sue parole. Restavano per me così misteriose che non ne coglievo il senso e avevo timore di interrogarla su questo argomento. Mi sono ritrovata nella stessa situazione dei discepoli! Gesù stava per essere consegnato nelle mani degli uomini per donare loro la vita eterna. Sara stava per consegnarsi nelle mani di qualcun altro per donare la vita alla sua creatura. Ma non pensava che Alice si sarebbe sentita sola senza la sua mamma? E il marito Marco come avrebbe resistito da solo? Che responsabilità grande quella di prendersi carico di una vita. Anzi di due vite, la propria e quella di un’altra creatura. Eppure la sua convinzione era disarmante per me. Da un lato ero spaventata, dall’altro provavo ammirazione nei confronti della sua determinazione e soprattutto della sua serenità nella scelta che per lei era stata immediata e condivisa con il marito. Tuttora faccio tanta fatica a ripensare a questa situazione con chiarezza, ma ciò che sicuramente è limpido è il suo amore per la vita e la sua fiducia nell’essere sicura che ne sarebbe valsa la pena. Diceva: «Tutto ciò che hai non ti appartiene, è un dono che Dio ti fa perché tu possa farlo fruttare». E beh, questo è amore!