Venerdì 29 Settembre 2017

Ss. Michele, Gabriele e Raffaele arcangeli

 

Lettura del libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo.

Nel giorno del Signore, si aprì il tempio di Dio che è nel cielo e apparve nel tempio l’arca della sua alleanza. Ne seguirono folgori, voci, scoppi di tuono, terremoto e una tempesta di grandine.

Un segno grandioso apparve nel cielo: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e, sul capo, una corona di dodici stelle. Era incinta, e gridava per le doglie e il travaglio del parto. Allora apparve un altro segno nel cielo: un enorme drago rosso, con sette teste e dieci corna e sulle teste sette diademi; la sua coda trascinava un terzo delle stelle del cielo e le precipitava sulla terra. Il drago si pose davanti alla donna, che stava per partorire, in modo da divorare il bambino appena lo avesse partorito. Essa partorì un figlio maschio, destinato a governare tutte le nazioni con scettro di ferro, e suo figlio fu rapito verso Dio e verso il suo trono. La donna invece fuggì nel deserto, dove Dio le aveva preparato un rifugio perché vi fosse nutrita per milleduecentosessanta giorni.

Scoppiò quindi una guerra nel cielo: Michele e i suoi angeli combattevano contro il drago. Il drago combatteva insieme ai suoi angeli, ma non prevalse e non vi fu più posto per loro in cielo. E il grande drago, il serpente antico, colui che è chiamato diavolo e il Satana e che seduce tutta la terra abitata, fu precipitato sulla terra e con lui anche i suoi angeli. Allora udii una voce potente nel cielo che diceva:

«Ora si è compiuta

la salvezza, la forza e il regno del nostro Dio

e la potenza del suo Cristo,

perché è stato precipitato

l’accusatore dei nostri fratelli,

colui che li accusava davanti al nostro Dio

giorno e notte.

Ma essi lo hanno vinto

grazie al sangue dell’Agnello

e alla parola della loro testimonianza,

e non hanno amato la loro vita

fino a morire.

Esultate, dunque, o cieli

e voi che abitate in essi.

Ma guai a voi, terra e mare,

perché il diavolo è disceso sopra di voi

pieno di grande furore,

sapendo che gli resta poco tempo».

 

Lettera di san Paolo apostolo ai Colossesi.

Fratelli, Dio Padre ci ha liberati dal potere delle tenebre

e ci ha trasferiti nel regno del Figlio del suo amore,

per mezzo del quale abbiamo la redenzione,

il perdono dei peccati.

Egli è immagine del Dio invisibile,

primogenito di tutta la creazione,

perché in lui furono create tutte le cose

nei cieli e sulla terra,

quelle visibili e quelle invisibili:

Troni, Dominazioni,

Principati e Potenze.

Tutte le cose sono state create

per mezzo di lui e in vista di lui.

Egli è prima di tutte le cose

e tutte in lui sussistono.

Egli è anche il capo del corpo, della Chiesa.

Egli è principio,

primogenito di quelli che risorgono dai morti,

perché sia lui ad avere il primato su tutte le cose.

È piaciuto infatti a Dio

che abiti in lui tutta la pienezza

e che per mezzo di lui e in vista di lui

siano riconciliate tutte le cose,

avendo pacificato con il sangue della sua croce

sia le cose che stanno sulla terra,

sia quelle che stanno nei cieli.

 

Lettura del Vangelo secondo Giovanni.

In quel tempo. Il Signore Gesù visto Natanaele che gli veniva incontro, disse di lui: «Ecco davvero un Israelita in cui non c’è falsità». Natanaele gli domandò: «Come mi conosci?». Gli rispose Gesù: «Prima che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto quando eri sotto l’albero di fichi». Gli replicò Natanaele: «Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d’Israele!». Gli rispose Gesù: «Perché ti ho detto che ti avevo visto sotto l’albero di fichi, tu credi? Vedrai cose più grandi di queste!». Poi gli disse: «In verità, in verità io vi dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell’uomo».

 

Tutta la Bibbia ci parla di questi meravigliosi spiriti, creati da Dio perché, servi fedeli, partecipino anche alla sua gloria. Sempre pronti al suo volere per aiutare ogni creatura, specialmente noi uomini, tanto da lui amati! Solo di pochi conosciamo il «nome» che definisce il loro essere e la loro missione; particolarmente, quello dei tre Arcangeli che oggi festeggiamo. Michele, che significa: Chi è come Dio? È la sua esclamazione indignata dinanzi all'orgogliosa ribellione di Lucifero [= portatore di luce], quando il Creatore rivelò il suo progetto di salvare l'uomo peccatore con l'Incarnazione del Figlio suo: Non serviam [lo non lo servirò] fu la superba risposta dell'angelo più bello del paradiso, che però attribuiva a se stesso ciò che era puro dono di Dio! Allora tutta la milizia celeste con a capo il loro «Principe» si oppose a Satana e agli altri angeli ribelli, suoi seguaci. Poi, nella splendida visione dell'Apocalisse, vediamo ancora Michele difendere la Vergine Maria mentre dà alla luce il Salvatore, che Satana vorrebbe rapire e divorare, per cui viene precipitato sulla terra coi suoi angeli.

E come non celebrare l'arcangelo Gabriele {= fortezza di Dio], quando annunziò al vecchio Zaccaria il prossimo parto di sua moglie, sterile e già avanti negli anni? Umanamente parlando era comprensibile la sua incredulità; ma davanti al messaggero del Signore era una colpa, perciò rimase muto, perché a Dio niente è impossibile! A tale verità invece si affiderà Maria quando, sei mesi dopo, Gabriele le annunzierà la divina maternità che... le cambierà la vita! Vediamo infine Raffaele [= medicina di Dio] «uno dei sette spiriti sempre pronti a entrare alla presenza di Dio»: egli, che gli presentava le diuturne sofferenze di Sara con le preghiere e le opere buone di Tobia, guidò l'inesperto giovane nel lungo viaggio proprio verso colei che il Signore aveva salvato e serbato per lui come sposa felice! Quanto sono imperscrutabili le vie del Signore!