Venerdì 29 settembre 2017

santi arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele

 

Giovanni 1,47-51

Gesù intanto, visto Natanaele che gli veniva incontro, disse di lui: «Ecco davvero un Israelita in cui non c’è falsità». Natanaele gli domandò: «Come mi conosci?». Gli rispose Gesù: «Prima che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto quando eri sotto l’albero di fichi». Gli replicò Natanaele: «Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d’Israele!». Gli rispose Gesù: «Perché ti ho detto che ti avevo visto sotto l’albero di fichi, tu credi? Vedrai cose più grandi di queste!». Poi gli disse: «In verità, in verità io vi dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell’uomo».

 

Natanaele ha un incontro speciale da cui esce cambiato: non si aspetta che Gesù lo conosca e che riesca a capirlo così profondamente. È un incontro che gli cambia la vita, Natanaele si sente accolto, capito e per questo sceglie di fidarsi e di cambiare i suoi piani, i suoi progetti, per seguirlo. Capisce che il nuovo progetto non è quanto aveva sempre immaginato di fare, ma ha coraggio di cambiare le proprie idee e il percorso che lo attende. Nella mia esperienza, soprattutto nei momenti di difficoltà, dovuti al perdurare di un problema di salute, ho sperimentato davvero tanti incontri, che hanno chiarito il mio percorso seppur difficile in alcuni tratti: in primis l’esempio di fede della mia famiglia anche nei momenti di difficoltà. E ancora, poter condividere con altri le mie esperienze e le mie fatiche anche nelle corsie dell’ospedale, affrontare i miei problemi confidandoli nel confessionale, pregare in silenzio, scoprire gli amici che ti dedicano del tempo, vedere persone che curano gli altri, sono stati tutti incontri autentici che hanno dato una svolta positiva alla mia vita e mi hanno dato la forza per andare avanti. Ricordo perfettamente, quando ho confessato la mia stanchezza per la mia salute a una religiosa e lei mi ha fatto capire che anche Gesù ha portato la croce come noi e per questo mi capiva profondamente. E infine l’incontro con mio marito, proprio nel momento della malattia, mi ha ridato una meta: una famiglia insieme! Davvero questo percorso continua con l’aiuto del Signore insieme ai nostri bambini ed è bello scoprire che nel cammino della vita, anche se diverso da come lo avevamo pensato, non siamo mai soli.