Giovedì 28 Settembre 2017

 

Lettura della seconda lettera di san Pietro apostolo.

Questa, o carissimi, è già la seconda lettera che vi scrivo, e in tutte e due con i miei avvertimenti cerco di ridestare in voi il giusto modo di pensare, perché vi ricordiate delle parole già dette dai santi profeti e del precetto del Signore e salvatore, che gli apostoli vi hanno trasmesso.

Questo anzitutto dovete sapere: negli ultimi giorni si farà avanti gente che si inganna e inganna gli altri e che si lascia dominare dalle proprie passioni. Diranno: «Dov’è la sua venuta, che egli ha promesso? Dal giorno in cui i nostri padri chiusero gli occhi, tutto rimane come al principio della creazione». Ma costoro volontariamente dimenticano che i cieli esistevano già da lungo tempo e che la terra, uscita dall’acqua e in mezzo all’acqua, ricevette la sua forma grazie alla parola di Dio, e che per le stesse ragioni il mondo di allora, sommerso dall’acqua, andò in rovina. Ora, i cieli e la terra attuali sono conservati dalla medesima Parola, riservati al fuoco per il giorno del giudizio e della rovina dei malvagi.

Una cosa però non dovete perdere di vista, carissimi: davanti al Signore un solo giorno è come mille anni e mille anni come un solo giorno. Il Signore non ritarda nel compiere la sua promessa, anche se alcuni parlano di lentezza. Egli invece è magnanimo con voi, perché non vuole che alcuno si perda, ma che tutti abbiano modo di pentirsi.

 

Lettura del Vangelo secondo Luca.

In quel tempo. Il Signore Gesù era ormai vicino alla discesa del monte degli Ulivi, quando tutta la folla dei discepoli, pieni di gioia, cominciò a lodare Dio a gran voce per tutti i prodigi che avevano veduto, dicendo:

«Benedetto colui che viene,

il re, nel nome del Signore.

Pace in cielo

e gloria nel più alto dei cieli!».

Alcuni farisei tra la folla gli dissero: «Maestro, rimprovera i tuoi discepoli». Ma egli rispose: «Io vi dico che, se questi taceranno, grideranno le pietre».

 

San Pietro ci avverte che sorgeranno uomini ingannati e ingannatori, schiavi delle proprie passioni, e diranno: «Dov'è la sua venuta che egli ha promesso? Godiamo e divertiamoci, prima che sia passata la scena di questo mondo!». Ma non pensano che, davanti al Signore, un giorno è come mille anni, perciò egli non ritarda a compiere la sua promessa; «invece, è magnanimo con noi, perché non vuole che alcuno si perda, ma che tutti abbiano modo di pentirsi». Quanto diversa dalla nostra è la mentalità di Dio e come sono inconcepibili i suoi giudizi! Manifesta, Signore, ai tuoi figli la dolcezza del tuo amore di Padre nella redenzione del tuo Cristo, che non conosce limiti di tempo e di spazio! Sei tu, Signore, nostro rifugio e nostra forza in ogni prova della vita: i nostri giorni e i nostri anni svaniscono come un soffio, ma tu rendi salda l'opera delle nostre mani, perché ci sazi ogni mattina «col tuo amore», dandoti anche in cibo - se lo vogliamo - nel Pane divino del tuo corpo e del tuo sangue, versato per la nostra salvezza. Quale pena è, per chi ne ha sperimentato l'immensa efficacia, vedere quanto pochi sono i cristiani, specialmente gli uomini, che sanno approfittare di un tale dono di Dio! Neppure il peccato dovrebbe fermarli, perché la misericordia del Signore è infinita e la sua pazienza nel perdonarci, ogni volta che siamo pentiti, è senza limiti. Purtroppo però, la «folla» che anche oggi segue Gesù - come quella dei numerosi discepoli, che esultanti lo acclamavano re mentre entrava in Gerusalemme - è più attirata dai suoi miracoli e consolazioni; perciò non può comprendere quale pienezza di vita è racchiusa nella piccola gemma che è un'Ostia consacrata, in cui Dio stesso, col corpo glorioso del suo Verbo fatto carne, s'innesta nell'albero infruttuoso di un povero cuore umano, rendendolo sempre più simile a sé! Perciò Gesù, cosciente di dare così inizio alla sua Passione redentrice, approva la folla che, inconsapevole, acclama e canta le lodi di Dio.