Lunedì 25 Settembre 2017

S. Anàtalo e tutti i santi vescovi milanesi

 

Lettura del profeta Geremia.

Così dice il Signore: «Non mancherà a Davide un discendente che sieda sul trono della casa d’Israele; ai sacerdoti leviti non mancherà mai chi stia davanti a me per offrire olocausti, per bruciare l’incenso in offerta e compiere sacrifici tutti i giorni».

Fu rivolta poi a Geremia questa parola del Signore: «Dice il Signore: Se voi potete infrangere la mia alleanza con il giorno e la mia alleanza con la notte, in modo che non vi siano più giorno e notte, allora potrà essere infranta anche la mia alleanza con il mio servo Davide, in modo che non abbia più un figlio che regni sul suo trono, e quella con i leviti sacerdoti che mi servono. Come non si può contare l’esercito del cielo né misurare la sabbia del mare, così io moltiplicherò la discendenza di Davide, mio servo, e i leviti che mi servono».

 

Lettera agli Ebrei.

Fratelli, ricordatevi dei vostri capi, i quali vi hanno annunciato la parola di Dio. Considerando attentamente l’esito finale della loro vita, imitatene la fede. Gesù Cristo è lo stesso ieri e oggi e per sempre! Non lasciatevi sviare da dottrine varie ed estranee, perché è bene che il cuore venga sostenuto dalla grazia e non da cibi che non hanno mai recato giovamento a coloro che ne fanno uso. Noi abbiamo un altare le cui offerte non possono essere mangiate da quelli che prestano servizio nel tempio. Infatti i corpi degli animali, il cui sangue viene portato nel santuario dal sommo sacerdote per l’espiazione, vengono bruciati fuori dell’accampamento. Perciò anche Gesù, per santificare il popolo con il proprio sangue, subì la passione fuori della porta della città. Usciamo dunque verso di lui fuori dell’accampamento, portando il suo disonore: non abbiamo quaggiù una città stabile, ma andiamo in cerca di quella futura. Per mezzo di lui dunque offriamo a Dio continuamente un sacrificio di lode, cioè il frutto di labbra che confessano il suo nome.

Non dimenticatevi della beneficenza e della comunione dei beni, perché di tali sacrifici il Signore si compiace.

Obbedite ai vostri capi e state loro sottomessi, perché essi vegliano su di voi e devono renderne conto, affinché lo facciano con gioia e non lamentandosi. Ciò non sarebbe di vantaggio per voi.

 

Lettura del Vangelo secondo Matteo.

In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile a un uomo saggio, che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ma essa non cadde, perché era fondata sulla roccia. Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, sarà simile a un uomo stolto, che ha costruito la sua casa sulla sabbia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde e la sua rovina fu grande».

 

Dice il Signore ai suoi sacerdoti: «Non mancherà mai chi stia davanti a me per offrire olocausti e compiere sacrifici tutti i giorni». Infatti, «come non potete infrangere la mia alleanza con il giorno e la notte, in modo che non esistano più, così sarà la mia alleanza coi leviti sacerdoti che mi servono». O Signore, nostro Dio, quanto è mirabile il tuo nome su tutta la terra! Quando guardo il cielo da te creato, trapunto da miriadi di stelle più grandi e luminose del nostro sole... che cosa è mai l'uomo perché te ne curi con tanta sollecitudine? Lo guidi come fa il pastore col suo gregge, che conosce le sue pecore a una a una, tanto che le chiama per nome ed esse lo seguono, perché sanno di essere portate su pascoli ubertosi dove si disseteranno in acque tranquille e refrigeranti. Così è, fuor di metafora, la cura assidua del sacerdote fedele che ha cura delle anime a lui affidate, alimentandone la fede e l'amore autentico verso Dio e verso il prossimo, con la parola del Vangelo di Cristo e con la sapienza del suo Spirito. Il sacerdote, infatti, è chiamato ad annunciare la Parola, attuando tutte le sane iniziative possibili per attirare le anime a Cristo, con lo stesso amore di una madre per il suo unico bambino, ma soprattutto con il costante esempio della propria vita, fino al sacrificio estremo di sé, come hanno fatto tanti presuli e sacerdoti santi, che hanno accresciuto lo splendore della Chiesa milanese attraverso i secoli! Perché, «non chi dice "Signore, Signore" entrerà nel regno dei cieli, ma chi fa la volontà del Padre». Non basta dunque aver compiuto perfino prodigi, scacciato demòni, profetato nel suo nome e neppure aver mangiato alla sua stessa mensa il pane eucaristico, ma occorre aver costruito la propria «casa» [la propria vita, la propria diocesi] sulla roccia che è Cristo! È ciò che hanno fatto sant'Anàtalo e tutti i santi vescovi milanesi che si sono succeduti sulla cattedra di Ambrogio e di Carlo.