Domenica 24 Settembre 2017

 

Lettura del profeta Isaia.

In quei giorni. Isaia pregò il Signore dicendo:

«Se tu squarciassi i cieli e scendessi!

Davanti a te sussulterebbero i monti,

come il fuoco incendia le stoppie

e fa bollire l’acqua,

perché si conosca il tuo nome fra i tuoi nemici,

e le genti tremino davanti a te.

Quando tu compivi cose terribili che non attendevamo,

tu scendesti e davanti a te sussultarono i monti.

Mai si udì parlare da tempi lontani,

orecchio non ha sentito,

occhio non ha visto

che un Dio, fuori di te,

abbia fatto tanto per chi confida in lui.

Tu vai incontro a quelli che praticano con gioia la giustizia

e si ricordano delle tue vie.

Ecco, tu sei adirato perché abbiamo peccato

contro di te da lungo tempo e siamo stati ribelli.

Siamo divenuti tutti come una cosa impura,

e come panno immondo sono tutti i nostri atti di giustizia;

tutti siamo avvizziti come foglie,

le nostre iniquità ci hanno portato via come il vento.

Nessuno invocava il tuo nome,

nessuno si risvegliava per stringersi a te;

perché tu avevi nascosto da noi il tuo volto,

ci avevi messo in balìa della nostra iniquità.

Ma, Signore, tu sei nostro padre;

noi siamo argilla e tu colui che ci plasma,

tutti noi siamo opera delle tue mani.

Signore, non adirarti fino all’estremo,

non ricordarti per sempre dell’iniquità.

Ecco, guarda: tutti siamo tuo popolo.

Le tue città sante sono un deserto,

un deserto è diventata Sion,

Gerusalemme una desolazione.

Il nostro tempio, santo e magnifico,

dove i nostri padri ti hanno lodato,

è divenuto preda del fuoco;

tutte le nostre cose preziose sono distrutte».

 

Lettera agli Ebrei.

Fratelli, anche la prima alleanza aveva norme per il culto e un santuario terreno. Fu costruita infatti una tenda, la prima, nella quale vi erano il candelabro, la tavola e i pani dell’offerta; essa veniva chiamata il Santo. Dietro il secondo velo, poi, c’era la tenda chiamata Santo dei Santi, con l’altare d’oro per i profumi e l’arca dell’alleanza tutta ricoperta d’oro, nella quale si trovavano un’urna d’oro contenente la manna, la verga di Aronne, che era fiorita, e le tavole dell’alleanza. E sopra l’arca stavano i cherubini della gloria, che stendevano la loro ombra sul propiziatorio. Di queste cose non è necessario ora parlare nei particolari.

Disposte in tal modo le cose, nella prima tenda entrano sempre i sacerdoti per celebrare il culto; nella seconda invece entra solamente il sommo sacerdote, una volta all’anno, e non senza portarvi del sangue, che egli offre per se stesso e per quanto commesso dal popolo per ignoranza. Lo Spirito Santo intendeva così mostrare che non era stata ancora manifestata la via del santuario, finché restava la prima tenda. Essa infatti è figura del tempo presente e secondo essa vengono offerti doni e sacrifici che non possono rendere perfetto, nella sua coscienza, colui che offre: si tratta soltanto di cibi, di bevande e di varie abluzioni, tutte prescrizioni carnali, valide fino al tempo in cui sarebbero state riformate.

Cristo, invece, è venuto come sommo sacerdote dei beni futuri, attraverso una tenda più grande e più perfetta, non costruita da mano d’uomo, cioè non appartenente a questa creazione. Egli entrò una volta per sempre nel santuario, non mediante il sangue di capri e di vitelli, ma in virtù del proprio sangue, ottenendo così una redenzione eterna.

 

Lettura del Vangelo secondo Giovanni.

In quel tempo. Quando la folla vide che il Signore Gesù non era più là e nemmeno i suoi discepoli, salì sulle barche e si diresse alla volta di Cafàrnao alla ricerca di Gesù. Lo trovarono di là dal mare e gli dissero: «Rabbì, quando sei venuto qua?».

Gesù rispose loro: «In verità, in verità io vi dico: voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati. Datevi da fare non per il cibo che non dura, ma per il cibo che rimane per la vita eterna e che il Figlio dell’uomo vi darà. Perché su di lui il Padre, Dio, ha messo il suo sigillo». Gli dissero allora: «Che cosa dobbiamo compiere per fare le opere di Dio?». Gesù rispose loro: «Questa è l’opera di Dio: che crediate in colui che egli ha mandato».

Allora gli dissero: «Quale segno tu compi perché vediamo e ti crediamo? Quale opera fai? I nostri padri hanno mangiato la manna nel deserto, come sta scritto: Diede loro da mangiare un pane dal cielo». Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: non è Mosè che vi ha dato il pane dal cielo, ma è il Padre mio che vi dà il pane dal cielo, quello vero. Infatti il pane di Dio è colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo». Allora gli dissero: «Signore, dacci sempre questo pane». Gesù rispose loro: «Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai!».

 

«lo sono il pane della vita, dice Gesù: chi viene a me, non avrà più né fame né sete, mai». Questa risposta, che dà alla folla sfamata dalla moltiplicazione dei pani, quando a Cafarnao gli chiedono un segno miracoloso per credere che egli è proprio il Messia - risposta che allora non fu compresa - è chiara e luminosa per noi fedeli della nuova alleanza, se davvero abbiamo creduto in lui e lo abbiamo seguito. Anzi, è per noi, nel mare tempestoso di questa vita, il faro luminoso che ci guida con sicurezza al porto della verità e alla gioia dell'incontro, pur nelle tenebre della notte e tra l'infuriare dei venti contrari, perché nella fragile navicella, accanto a noi, ci sei tu Gesù, anche se a volte... dormi! Ma basta una parola, o un grido di soccorso, e subito ti levi e plachi con un cenno la furia dell'uragano e del mare in tempesta; poi ci guardi come stupito: «Ma perché temete, gente di poca fede?». Come dire: «Se ci sono io, il Signore, nella vostra barca, mentre lottate impotenti contro l'infuriare delle onde e dei venti [che assillano la notte di questa vostra vita quaggiù] potete forse perire? Non sapete che "tutto coopera al bene, cioè alla salvezza eterna, di coloro che amano Dio?"». Tutto, anche la morte e lo stesso peccato quando, pentiti, gli chiediamo perdono affidandoci alla sua misericordia! «Fin dai tempi antichi, nessuno ha mai udito che un Dio abbia fatto tanto per chi confida in lui!». Egli va incontro a chi si ricorda di praticare con gioia le sue vie... Perciò, nel tempo dell'angoscia, io cerco il Signore; nella notte le mie mani tese non si stancano, medito e il mio spirito si va interrogando: forse Dio ci ha respinti, non sarà più benevolo con noi? Ma un canto nella notte mi ritorna nel cuore: non può essere cessato per sempre il suo amore! Infatti, chi è fedele alle sue promesse come il nostro Dio, che ci ha salvati con una redenzione eterna mediante il Sangue del suo Figlio, il quale si è fatto anche nostro cibo e Pane di vita eterna?