Sabato 23 Settembre 2017

 

Lettura del libro del Deuteronomio.

In quei giorni. Mosè disse: «Quando il Signore, tuo Dio, avrà distrutto davanti a te le nazioni di cui tu stai per prendere possesso, quando le avrai conquistate e ti sarai stanziato nella loro terra, guàrdati bene dal lasciarti ingannare seguendo il loro esempio, dopo che saranno state distrutte davanti a te, e dal cercare i loro dèi, dicendo: “Come servivano i loro dèi queste nazioni? Voglio fare così anch’io”. Non ti comporterai in tal modo riguardo al Signore, tuo Dio; perché esse facevano per i loro dèi ciò che è abominevole per il Signore e ciò che egli detesta: bruciavano nel fuoco perfino i loro figli e le loro figlie in onore dei loro dèi.

Osserverete per metterlo in pratica tutto ciò che vi comando: non vi aggiungerai nulla e nulla vi toglierai».

 

Lettera di san Paolo apostolo ai Romani.

Fratelli, l’ira di Dio si rivela dal cielo contro ogni empietà e ogni ingiustizia di uomini che soffocano la verità nell’ingiustizia, poiché ciò che di Dio si può conoscere è loro manifesto; Dio stesso lo ha manifestato a loro. Infatti le sue perfezioni invisibili, ossia la sua eterna potenza e divinità, vengono contemplate e comprese dalla creazione del mondo attraverso le opere da lui compiute. Essi dunque non hanno alcun motivo di scusa perché, pur avendo conosciuto Dio, non lo hanno glorificato né ringraziato come Dio, ma si sono perduti nei loro vani ragionamenti e la loro mente ottusa si è ottenebrata. Mentre si dichiaravano sapienti, sono diventati stolti e hanno scambiato la gloria del Dio incorruttibile con un’immagine e una figura di uomo corruttibile, di uccelli, di quadrupedi e di rettili.

Perciò Dio li ha abbandonati all’impurità secondo i desideri del loro cuore, tanto da disonorare fra loro i propri corpi, perché hanno scambiato la verità di Dio con la menzogna e hanno adorato e servito le creature anziché il Creatore, che è benedetto nei secoli. Amen.

 

Lettura del Vangelo secondo Matteo.

In quel tempo. Molti seguirono il Signore Gesù ed egli li guarì tutti e impose loro di non divulgarlo, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaia:

Ecco il mio servo, che io ho scelto;

il mio amato, nel quale ho posto il mio compiacimento.

Porrò il mio spirito sopra di lui

e annuncerà alle nazioni la giustizia.

Non contesterà né griderà

né si udrà nelle piazze la sua voce.

Non spezzerà una canna già incrinata,

non spegnerà una fiamma smorta,

finché non abbia fatto trionfare la giustizia;

nel suo nome spereranno le nazioni.

In quel tempo fu portato a Gesù un indemoniato, cieco e muto, ed egli lo guarì, sicché il muto parlava e vedeva. Tutta la folla era sbalordita e diceva: «Che non sia costui il figlio di Davide?». Ma i farisei, udendo questo, dissero: «Costui non scaccia i demòni se non per mezzo di Beelzebùl, capo dei demòni».

Egli però, conosciuti i loro pensieri, disse loro: «Ogni regno diviso in se stesso cade in rovina e nessuna città o famiglia divisa in se stessa potrà restare in piedi. Ora, se Satana scaccia Satana, è diviso in se stesso; come dunque il suo regno potrà restare in piedi? E se io scaccio i demòni per mezzo di Beelzebùl, i vostri figli per mezzo di chi li scacciano? Per questo saranno loro i vostri giudici. Ma, se io scaccio i demòni per mezzo dello Spirito di Dio, allora è giunto a voi il regno di Dio».

 

«Ecco il mio servo, il mio amato nel quale ho posto il mio compiacimento», dice Dio Padre per bocca del profeta Isaia, «non spezzerà una canna già incrinata e non spegnerà una fiamma smorta», per questo «nel suo nome spereranno le nazioni». E qual è questo nome così potente da rendere forza e vitalità a ciò che sta per morire, così tenero e misericordioso da ridare luce e calore a chi sta cadendo nelle tenebre senza più speranza? Noi lo sappiamo! Noi, perché abbiamo creduto in Gesù, Figlio di Dio che si è degnato di farsi uomo nel grembo di un'umile Vergine del nostro popolo, proprio allo scopo di partecipare alla nostra vita terrena - fatica, povertà, incomprensioni e sofferenze - per arrivare infine al dono supremo della sua vita per noi sulla Croce, poiché «nessuno ha amore più grande di colui che sacrifica la propria vita per i suoi amici». E «voi siete miei amici, se farete quello che vi comando: se vi amate scambievolmente, come io ho amato voi». È lui il discendente di David, il Messia promesso da Dio e preannunziato da tutti i profeti: Gesù, che imponeva le mani sui malati ed essi guarivano, scacciava i demoni ed essi fuggivano. Egli che, risorto e tornato vittorioso nella gloria del Padre, ora regna anche col suo corpo glorioso in cielo e sulla terra, nei cuori degli uomini finalmente redenti e resi con lui figli del Padre fin da quaggiù, in un inizio della vita eterna, dove è andato «a prepararci il nostro posto», se vogliamo seguirlo in questa vita di prova, affidandoci a lui e alla sua parola. Anche se ora non possiamo più «vederlo» passare nelle nostre strade, moltiplicare il pane, guarire i malati, risuscitare i morti... E se, dinanzi a tutti i mali che ci affliggono, molti esclamano: «Dio dov'era?», noi sappiamo che «giustizia e diritto sono la base del suo trono», perciò crediamo fermamente che tutto ciò che egli vuole o permette è solo per la salvezza eterna dell'umanità e di ogni singolo uomo.