Mercoledì 20 Settembre 2017

 

Lettura della prima lettera di san Giovanni apostolo.

Figlioli miei, questa è la fiducia che abbiamo in lui: qualunque cosa gli chiediamo secondo la sua volontà, egli ci ascolta. E se sappiamo che ci ascolta in tutto quello che gli chiediamo, sappiamo di avere già da lui quanto abbiamo chiesto.

Se uno vede il proprio fratello commettere un peccato che non conduce alla morte, preghi, e Dio gli darà la vita: a coloro, cioè, il cui peccato non conduce alla morte. C’è infatti un peccato che conduce alla morte; non dico di pregare riguardo a questo peccato. Ogni iniquità è peccato, ma c’è il peccato che non conduce alla morte.

Sappiamo che chiunque è stato generato da Dio non pecca: chi è stato generato da Dio preserva se stesso e il Maligno non lo tocca. Noi sappiamo che siamo da Dio, mentre tutto il mondo sta in potere del Maligno. Sappiamo anche che il Figlio di Dio è venuto e ci ha dato l’intelligenza per conoscere il vero Dio. E noi siamo nel vero Dio, nel Figlio suo Gesù Cristo: egli è il vero Dio e la vita eterna.

Figlioli, guardatevi dai falsi dèi!

 

Lettura del Vangelo secondo Luca.

In quel tempo. Presentavano al Signore Gesù anche i bambini piccoli perché li toccasse, ma i discepoli, vedendo ciò, li rimproveravano. Allora Gesù li chiamò a sé e disse: «Lasciate che i bambini vengano a me e non glielo impedite; a chi è come loro, infatti, appartiene il regno di Dio. In verità io vi dico: chi non accoglie il regno di Dio come l’accoglie un bambino, non entrerà in esso».

 

«Chi non accoglie il regno di Dio come un bambino non vi entrerà», esso infatti «appartiene a chi è come loro». Quale verità vuole rivelarci Gesù con queste parole? Riflettiamo com'è normalmente un piccolo bimbo di una nostra famiglia, povera o ricca che sia: semplice, innocente, fiducioso in mamma e papà, perché si sente amato; in qualsiasi bisogno, dolore o pericolo, grida e sa di essere subito soccorso e consolato. Questa è la fiducia che dobbiamo avere nel Signore, sapendo che «qualunque cosa gli chiediamo secondo la sua volontà, egli ci ascolta» sia per noi stessi che per tutti coloro che amiamo; anzi, per ogni nostro fratello del Corpo di Cristo che è la Chiesa, e del mondo intero.

Ma subito sentiamo salire da ogni parte — e proprio da cristiani convinti e praticanti — l'obiezione talvolta piena di amarezza e di sconforto: «Quanto ho pregato, offerto sacrifici, digiuni e penitenze durissime perché guarisse la mia bambina, o mio marito, mio padre, mia madre... ma essi sono morti! Così, in tante altre necessità gravi, quante offerte di Messe, rosari e novene... ma non sono stato/a esaudito/a!». Sì, molti di noi credenti potremmo dire la stessa cosa. Ma allora, la promessa di Gesù non è vera? Quale dubbio terribile, quale delusione! Ma riflettiamo bene a fondo, prima di scoraggiarci e di venir meno nella fede. Notiamo che l'Apostolo ci promette di essere esauditi in qualunque cosa chiediamo al Signore secondo la sua volontà. Qui dobbiamo fermarci nella nostra ricerca della verità. Perché la volontà di Dio non è cieca o dispotica come spesso quella degli uomini, specie dei potenti. Egli, Sapienza eterna, conosce fin dall'eternità qual è il vero bene per ciascuno di noi, quello che ci condurrà con assoluta sicurezza, malgrado le prove dolorose di quaggiù e la stessa morte anche improvvisa o prematura, alla Salvezza eterna, là dove Gesù risorto è andato a «preparaci il nostro posto» accanto al Padre e a tutti i nostri cari, in quella vita piena, felice, senza fine!