Mercoledì 20 settembre 2017

 

Luca 7,31-35

A chi dunque posso paragonare la gente di questa generazione? A chi è simile? È simile a bambini che, seduti in piazza, gridano gli uni agli altri così: «Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato, abbiamo cantato un lamento e non avete pianto!». È venuto infatti Giovanni il Battista, che non mangia pane e non beve vino, e voi dite: «È indemoniato». È venuto il Figlio dell’uomo, che mangia e beve, e voi dite: «Ecco un mangione e un beone, un amico di pubblicani e di peccatori!». Ma la Sapienza è stata riconosciuta giusta da tutti i suoi figli.

 

Giudizio! Nella vita di tutti i giorni da quando mi alzo a quando mi addormento, tutto è giudizio, sia da parte degli altri nei miei confronti, sia da parte mia, su di me, sugli altri e sulla vita in generale. Una volta ho provato a impormi: oggi non giudichi, mai! Sono passati cinque minuti e già la mia mente aveva espresso la sua sentenza su mia moglie che non capisce mai quello che le dico, sul tempo che piove quando non deve e anche su di me che sono il solito ritardatario. È difficile purtroppo perché il mondo in cui viviamo è impregnato di giudizio, ovunque, a casa, a lavoro, in parrocchia, nelle amicizie, così mi ritrovo a pensare continuamente: «Se faccio questo, cosa penseranno gli altri?» oppure «quello è un poco di buono, meglio starne alla larga!» e giorno dopo giorno mi allontano dalla possibilità di essere me stesso per diventare sempre più come mi vogliono gli altri. Mi manca il coraggio di essere diverso, di fare ciò che mi piace veramente e di dire ciò che sento dentro, solo per paura di venire escluso da un gruppo di cui forse non mi interessa nemmeno far parte, ma mi fa comodo. Vorrei riuscire ad ascoltare le persone quando mi parlano, senza che il mio giudizio arrivi tempestoso prima ancora che aprano bocca. Quel giudizio che riesce a dare un peso differente a ogni parola che pronunciano. Una volta ho perso un amico molto importante per me: credendo di aiutarlo durante un momento difficile, l’ho giudicato, lui si è arrabbiato molto e ha deciso di tagliare i ponti con me. Aveva solo bisogno di qualcuno che lo stesse ad ascoltare! A Gesù non interessava compiacere le persone, egli viveva il momento affrontando ciò che la vita gli offriva, gli incontri, le persone, la sofferenza, la gioia. Che bello sarebbe riuscire a vivere così, rimanendo se stessi di fronte agli altri, chiunque essi siano. Solo a pensarci provo un sentimento di libertà, di spensieratezza, e mi vengono in mente le sue parole: «La verità vi renderà liberi».