Martedì 19 Settembre 2017

 

Lettura della prima lettera di san Giovanni apostolo.

Figlioli miei, chiunque crede che Gesù è il Cristo, è stato generato da Dio; e chi ama colui che ha generato, ama anche chi da lui è stato generato. In questo conosciamo di amare i figli di Dio: quando amiamo Dio e osserviamo i suoi comandamenti. In questo infatti consiste l’amore di Dio, nell’osservare i suoi comandamenti; e i suoi comandamenti non sono gravosi. Chiunque è stato generato da Dio vince il mondo; e questa è la vittoria che ha vinto il mondo: la nostra fede.

E chi è che vince il mondo se non chi crede che Gesù è il Figlio di Dio? Egli è colui che è venuto con acqua e sangue, Gesù Cristo; non con l’acqua soltanto, ma con l’acqua e con il sangue. Ed è lo Spirito che dà testimonianza, perché lo Spirito è la verità. Poiché tre sono quelli che danno testimonianza: lo Spirito, l’acqua e il sangue, e questi tre sono concordi. Se accettiamo la testimonianza degli uomini, la testimonianza di Dio è superiore: e questa è la testimonianza di Dio, che egli ha dato riguardo al proprio Figlio. Chi crede nel Figlio di Dio, ha questa testimonianza in sé. Chi non crede a Dio, fa di lui un bugiardo, perché non crede alla testimonianza che Dio ha dato riguardo al proprio Figlio. E la testimonianza è questa: Dio ci ha donato la vita eterna e questa vita è nel suo Figlio. Chi ha il Figlio, ha la vita; chi non ha il Figlio di Dio, non ha la vita.

Questo vi ho scritto perché sappiate che possedete la vita eterna, voi che credete nel nome del Figlio di Dio.

 

Lettura del Vangelo secondo Luca.

In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai discepoli una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi mai: «In una città viveva un giudice, che non temeva Dio né aveva riguardo per alcuno. In quella città c’era anche una vedova, che andava da lui e gli diceva: “Fammi giustizia contro il mio avversario”. Per un po’ di tempo egli non volle; ma poi disse tra sé: “Anche se non temo Dio e non ho riguardo per alcuno, dato che questa vedova mi dà tanto fastidio, le farò giustizia perché non venga continuamente a importunarmi”». E il Signore soggiunse: «Ascoltate ciò che dice il giudice disonesto. E Dio non farà forse giustizia ai suoi eletti, che gridano giorno e notte verso di lui? Li farà forse aspettare a lungo? Io vi dico che farà loro giustizia prontamente. Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?».

 

«Questa è la vittoria che vince il mondo, la nostra fede», dice san Giovanni. «Sappiate che possedete la vita eterna, voi che credete nel nome del Figlio di Dio». E qual è questo nome così potente da darci una vita eterna? «Lo chiamerai Gesù, dice l'angelo a Giuseppe, egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati». Come aveva già detto nel salmo il Figlio per bocca del profeta: «Sacrificio e offerta non gradisci, allora ho detto: "Ecco, io vengo... per fare la tua volontà: questo io desidero e la tua legge è nel profondo del mio cuore». Dunque, se il Padre ha sacrificato per noi il Figlio prediletto per divina esigenza di giustizia in riparazione dell'universale peccato, ciò non è stato senza l'offerta spontanea del Figlio, la cui volontà è una con quella del Padre, perché uno solo è lo Spirito che li anima, essendo un solo Dio, quindi un'unica volontà e un solo amore! Ora «lo Spirito che è la verità» — come anche Gesù dice di se stesso — dà testimonianza al nostro spirito che in Cristo siamo veramente figli di Dio, se crediamo in lui che, col suo Sangue, ci ha rigenerati e fatti suoi fratelli per l'eternità. O uomini del nostro tempo, sorelle e fratelli tutti, perché perdiamo le nostre giornate, che passano così rapidamente, in pensieri e desideri effimeri che non possono saziare; e le nostre notti bianche nella depressione per non poter raggiungere i nostri sogni di grandezza, ricchezze, piaceri..., mentre ci attende fin da quaggiù una felicità vera, eterna, che nulla e nessuno potrà rapirci mai più? Se la mamma o il papà, quand'eravamo bambini, ci promettevano un giocattolo o un'altra cosa che attirava tutti i nostri desideri, nell'attesa fiduciosa non è forse vero che cercavamo di essere buoni e obbedienti per ottenerla? E solo le promesse del Signore, firmate col suo Sangue e la sua Risurrezione, ci lasciano increduli e indifferenti? Che cecità, quanta debolezza di fronte alle insidie del vero nemico delle nostre anime... Svegliamoci, fratelli!