Lunedì 18 Settembre 2017

 

Lettura della prima lettera di san Giovanni apostolo.

Figlioli miei, chiunque confessa che Gesù è il Figlio di Dio, Dio rimane in lui ed egli in Dio. E noi abbiamo conosciuto e creduto l’amore che Dio ha in noi. Dio è amore; chi rimane nell’amore rimane in Dio e Dio rimane in lui.

In questo l’amore ha raggiunto tra noi la sua perfezione: che abbiamo fiducia nel giorno del giudizio, perché come è lui, così siamo anche noi, in questo mondo. Nell’amore non c’è timore, al contrario l’amore perfetto scaccia il timore, perché il timore suppone un castigo e chi teme non è perfetto nell’amore.

Noi amiamo perché egli ci ha amati per primo. Se uno dice: «Io amo Dio» e odia suo fratello, è un bugiardo. Chi infatti non ama il proprio fratello che vede, non può amare Dio che non vede. E questo è il comandamento che abbiamo da lui: chi ama Dio, ami anche suo fratello.

 

Lettura del Vangelo secondo Luca.

In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Come avvenne nei giorni di Noè, così sarà nei giorni del Figlio dell’uomo: mangiavano, bevevano, prendevano moglie, prendevano marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca e venne il diluvio e li fece morire tutti. Come avvenne anche nei giorni di Lot: mangiavano, bevevano, compravano, vendevano, piantavano, costruivano; ma, nel giorno in cui Lot uscì da Sòdoma, piovve fuoco e zolfo dal cielo e li fece morire tutti. Così accadrà nel giorno in cui il Figlio dell’uomo si manifesterà. In quel giorno, chi si troverà sulla terrazza e avrà lasciato le sue cose in casa, non scenda a prenderle; così, chi si troverà nel campo, non torni indietro. Ricordatevi della moglie di Lot. Chi cercherà di salvare la propria vita, la perderà; ma chi la perderà, la manterrà viva».

 

«Dio è amore; chi rimane nell'amore rimane in Dio e Dio rimane in lui». Però, se uno è convinto di amare Dio, ma non ama uno qualsiasi dei suoi fratelli, s'inganna. È questo infatti il compendio di tutti i comandamenti, è il testamento lasciato solennemente da Gesù ai suoi discepoli prima di avviarsi a morire per noi: «Questo vi comando, di amarvi l'un l'altro come io vi ho amati», e subito lo dimostra, andando nel luogo dell'agonia e del tradimento; là, nell'Orto degli ulivi, dove sentirà tutta l'angoscia e la ripugnanza di un uomo come noi all'approssimarsi della morte - «in tutto simile a noi, eccetto il peccato» - fino a supplicare il Padre di allontanare da lui quel calice amaro «senza che io lo beva»! E subito esclama: «Ma proprio per questo sono venuto [sulla terra] », dunque: «Padre, sia fatta la tua volontà!». Che era poi la sua stessa volontà, del Figlio unigenito, Dio col Padre e lo Spirito nell'unità della Trinità! Ciò non ha impedito al vero «Dio fatto uomo» di sentire come noi tutto lo spavento e l'orrore della morte che avrebbe subito, tanto più che ne conosceva in anticipo tutta la crudeltà e i terribili particolari che lo aspettavano. Solo la brama di riparare la gloria del Padre, calpestata continuamente dai peccati di tutti gli uomini di tutti i tempi e, in pari tempo, salvare noi sue creature dalla dannazione eterna meritata per la nostra disobbedienza a colui che, con la vita, ci aveva dato tutto, sosteneva la determinazione del suo cuore di uomo-Dio! Fino a questo punto, egli ci ha amati! «Così noi tutti abbiamo conosciuto e creduto all'amore che Dio ha per noi!». In realtà, dell'amore del Signore è piena la terra, come dice il salmo: lui solo conosce fino in fondo ogni uomo, perché di ognuno ha plasmato il cuore e ne comprende tutte le opere. Per questo ci dice di «non giudicare» il fratello, se non vogliamo essere giudicati da Dio ma perdonati, come ci ha insegnato a pregare ogni giorno nel Padre nostro. Anche questo è amore.