DOMENICA 17 SETTEMBRE

III dopo il Martirio di san Giovanni il Precursore • Anno A

 

Lettura del profeta Isaia

In quel tempo. Isaia parlò, dicendo: «In quel giorno avverrà che la radice di lesse sarà un vessillo per i popoli. Le nazioni la cercheranno con ansia. La sua dimora sarà gloriosa. In quel giorno avverrà che il Signore stenderà di nuovo la sua mano per riscattare il resto del suo popolo, superstite dall'Assiria e dall'Egitto, da Patros, dall'Etiopia e dall'Elam, da Sinar e da Camat e dalle isole del mare. Egli alzerà un vessillo tra le nazioni e raccoglierà gli espulsi d'Israele; radunerà i dispersi di Giuda dai quattro angoli della terra. Cesserà la gelosia di Èfraim e gli avversari di Giuda saranno sterminati; Èfraim non invidierà più Giuda e Giuda non sarà più ostile a Èfraim. Voleranno verso occidente contro i Filistei, insieme deprederanno i figli dell'oriente, stenderanno le mani su Edom e su Moab e i figli di Ammon saranno loro sudditi. Il Signore prosciugherà il golfo del mare d'Egitto e stenderà la mano contro il Fiume. Con la potenza del suo soffio lo dividerà in sette bracci, così che si possa attraversare con i sandali. Si formerà una strada per il resto del suo popolo che sarà superstite dall'Assiria, come ce ne fu una per Israele quando uscì dalla terra d'Egitto».        

 

Prima lettera di san Paolo apostolo a Timòteo

Carissimo, rendo grazie a colui che mi ha reso forte, Cristo Gesù Signore nostro, perché mi ha giudicato degno di fiducia mettendo al suo servizio me, che prima ero un bestemmiatore, un persecutore e un violento. Ma mi è stata usata misericordia, perché agivo per ignoranza, lontano dalla fede, e così la grazia del Signore nostro ha sovrabbondato insieme alla fede e alla carità che è in Cristo Gesù. Questa parola è degna di fede e di essere accolta da tutti: Cristo Gesù è venuto nel mondo per salvare i peccatori, il primo dei quali sono io. Ma appunto per questo ho ottenuto misericordia, perché Cristo Gesù ha voluto in me, per primo, dimostrare tutta quanta la sua magnanimità, e io fossi di esempio a quelli che avrebbero creduto in lui per avere la vita eterna. Al Re dei secoli, incorruttibile, invisibile e unico Dio, onore e gloria nei secoli dei secoli. Amen.

 

Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo. Il Signore Gesù si trovava in un luogo solitario a pregare. I discepoli erano con lui ed egli pose loro questa domanda: «Le folle, chi dicono che io sia?». Essi risposero: «Giovanni il Battista; altri dicono Elia; altri uno degli antichi profeti che è risorto». Allora domandò loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Pietro rispose: «Il Cristo di Dio». Egli ordinò loro severamente di non riferirlo ad alcuno. «Il Figlio dell'uomo — disse — deve soffrire molto, essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e risorgere il terzo giorno».

 

«In quel giorno, la radice di lesse sarà un vessillo per i popoli; le nazioni la cercheranno con ansia», aveva predetto il grande profeta Isaia. Quel «giorno» benedetto è quello in cui Pietro, illuminato dallo Spirito, risponde alla domanda di Gesù: «Ma voi, chi dite che io sia?», dicendo: «Il Cristo di Dio». Ma quando Gesù comincia ad annunziare che il Messia dovrà soffrire molto, essere rifiutato… venire ucciso e risorgere il terzo giorno, neppure Pietro capisce più nulla e reagisce con forza dicendogli: «No, questo non ti accadrà mai!». In quel momento il discepolo era solo un uomo come noi, quando giudichiamo unicamente con la nostra pretesa ragione, senza la fede e la luce dello Spirito. Il Signore infatti lo rimprovera fortemente e gli ordina: «Va' dietro a me, Satana [seguimi, tentatore] perché pensi secondo gli uomini, non secondo Dio». A quanti di noi, cristiani convinti, potrebbe dire la stessa cosa! Non è forse vero? Siamo magari credenti e praticanti, fedeli anche a collaborare con la Chiesa nel compiere le opere di misericordia: tutte cose ottime, che giustamente ci fanno stimare «giusti» davanti a Dio e agli uomini, compresi noi stessi... Ma, appena appare una prova dolorosa, un rovescio di fortuna, la malattia, la morte ormai prossima per noi o per i nostri cari, qual è la nostra reazione, il nostro stato d'animo nei confronti di Dio? Accettiamo tutto in riparazione dei nostri peccati guardando il Crocifisso («Guarderanno a colui che hanno trafitto», dirà ancora il profeta), sicuri che, «se partecipiamo ora alle sue sofferenze perché si compia ciò che ancora manca nella nostra carne alla Passione di Cristo (Col 1,24) per il suo Corpo che è la Chiesa, saremo resi partecipi anche della sua gloria? O pazzia dell'amore di Dio per noi uomini! «Pazzia d'amore» di Colui che è anche Sapienza infinita! Per salvare l'uomo, sua creatura d'un giorno, ha dato il Figlio suo diletto!