SABATO 16 SETTEMBRE

Settimana della II domenica dopo il Martirio di san Giovanni il Precursore • Anno I

 

Lettura del libro del Deuteronomio

In quei giorni. Il Signore disse a Mosè: «Guàrdati bene dall'offrire i tuoi olocausti in qualunque luogo avrai visto. Offrirai, invece, i tuoi olocausti nel luogo che il Signore avrà scelto in una delle tue tribù: là farai quanto ti comando. Ogni volta, però, che ne sentirai desiderio, potrai uccidere animali e mangiarne la carne in tutte le tue città, secondo la benedizione che il Signore ti avrà elargito. Ne potranno mangiare sia l'impuro che il puro, come si fa della carne di gazzella e di cervo. Non ne mangerete, però, il sangue: lo spargerai per terra come acqua. Non potrai mangiare entro le tue città le decime del tuo frumento, del tuo mosto, del tuo olio, né i primogeniti del tuo bestiame grosso e minuto, né ciò che avrai consacrato per voto, né le tue offerte spontanee, né quello che le tue mani avranno prelevato. Davanti al Signore, tuo Dio, nel luogo che il Signore, tuo Dio, avrà scelto, mangerai tali cose tu, il tuo figlio, la tua figlia, il tuo schiavo, la tua schiava e il levita che abiterà le tue città; gioirai davanti al Signore, tuo Dio, di ogni cosa a cui avrai messo mano. Guàrdati bene, finché vivrai nel tuo paese, dall'abbandonare il levita».

 

Prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi

Fratelli, riguardo alla colletta in favore dei santi, fate anche voi come ho ordinato alle Chiese della Galazia. Ogni primo giorno della settimana ciascuno di voi metta da parte ciò che è riuscito a risparmiare, perché le collette non si facciano quando verrò. Quando arriverò, quelli che avrete scelto li manderò io con una mia lettera per portare il dono della vostra generosità a Gerusalemme. E se converrà che vada anch'io, essi verranno con me.        

 

Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Non temere, piccolo gregge, perché al Padre vostro è piaciuto dare a voi il Regno. Vendete ciò che possedete e datelo in elemosina; fatevi borse che non invecchiano, un tesoro sicuro nei cieli, dove ladro non arriva e tarlo non consuma. Perché, dov'è il vostro tesoro, là sarà anche il vostro cuore».

 

«Dov'è il vostro tesoro, là sarà anche il vostro cuore» dice il Signore. E come un tempo aveva insegnato a Mosè il modo di regolarsi nell'uso delle creature e degli animali da consumare nel tempio in ringraziamento o da offrire in olocausto a lui gradito, così Gesù nel Vangelo mostra all'uomo «nuovo» dove sono i veri tesori verso cui dirigere e concentrare tutti i suoi desideri. Il Creatore conosce infatti perfettamente il cuore umano e sa che è insaziabile fin dall'infanzia: una volta ottenuto il giocattolo desiderato, non è vero che il bambino già ne vuole un altro? Lo stesso avviene negli adulti: ricchezze, case, piaceri, successi e onori, promozioni nel lavoro, amici e... oggi poi potremmo continuare l'elenco, come i telefonini e altri aggeggi sempre più aggiornati. Ma c'è qualcuno, peccatore come noi, per esempio sant'Agostino - che sapeva bene ciò che diceva perché l'aveva sperimentato fino allo spasimo nella sua pelle! - il quale ci ricorderebbe la famosa frase delle sue Confessioni «Ci hai fatti per te, o Signore, e il nostro cuore è senza pace fino a quando non riposa in te». E anche il grande san Tommaso d'Aquino ci dice che solo nella vita eterna saranno compiuti tutti i nostri desideri, perché «Dio stesso è il premio e il fine di tutte le nostre fatiche» e sofferenze di quaggiù, come promette ad Abramo in Gen 15,1: «lo sono il tuo scudo, la tua ricompensa molto grande [magna nimis!]», perché in questa vita terrena nessuno può appagare così pienamente tutti i suoi desideri, in quanto non c'è alcuna cosa creata che sia in grado di colmare le aspirazioni dell'uomo: solo Dio può saziarlo, «anzi andare molto al di là, fino all'infinito». I primi cristiani che, alla luce dello Spirito Santo, avevano capito bene tutto questo, animati da viva fede nella parola di Dio, vendevano ciò che possedevano e ne offrivano il ricavato per i poveri, sicuri di trovare il loro tesoro nei cieli, ove già abitava col desiderio tutto il loro cuore.