VENERDÌ 15 SETTEMBRE

Settimana della II domenica dopo il Martirio di san Giovanni il Precursore • Anno I

 

Beata Vergine Maria Addolorata. (letture proprie)

 

Letture del giorno corrente

 

Lettura della prima lettera di san Giovanni apostolo

Figlioli miei, amiamoci gli uni gli altri, perché l'amore è da Dio: chiunque ama è stato generato da Dio e conosce Dio. Chi non ama non ha conosciuto Dio, perché Dio è amore. In questo si è manifestato l'amore di Dio in noi: Dio ha mandato nel mondo il suo Figlio unigenito, perché noi avessimo la vita per mezzo di lui. In questo sta l'amore: non siamo stati noi ad amare Dio, ma è lui che ha amato noi e ha mandato il suo Figlio come vittima di espiazione per i nostri peccati.

Carissimi, se Dio ci ha amati così, anche noi dobbiamo amarci gli uni gli altri. Nessuno mai ha visto Dio; se ci amiamo gli uni gli altri, Dio rimane in noi e l'amore di lui è perfetto in noi. In questo si conosce che noi rimaniamo in lui ed egli in noi: egli ci ha donato il suo Spirito. E noi stessi abbiamo veduto e attestiamo che il Padre ha mandato il suo Figlio come salvatore del mondo. 

 

Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai discepoli: «Verranno giorni in cui desidererete vedere anche uno solo dei giorni del Figlio dell'uomo, ma non lo vedrete. Vi diranno: "Eccolo là", oppure: "Eccolo qui"; non andateci, non seguiteli. Perché come la folgore, guizzando, brilla da un capo all'altro del cielo, così sarà il Figlio dell'uomo nel suo giorno. Ma prima è necessario che egli soffra molto e venga rifiutato da questa generazione».    

 

MEDITAZIONE

sulle letture della feria corrente

 

«Amiamoci l'un l'altro, perché Dio è amore e chiunque ama è stato generato da Dio». Egli «ci ha amato per primo, mandandoci il proprio Figlio come vittima di espiazione per i nostri peccati» per salvarci dalla dannazione eterna. Grande è la bontà del Signore verso tutti, inesauribile la sua pazienza nell'aspettare dalla nostra libera decisione che ci convertiamo, perdonandoci sempre di nuovo. «La sua tenerezza si espande su tutte le creature», anche sui «piccoli del corvo che gridano a lui»! Come facciamo, noi così piccoli e imperfetti, a ricambiargli tanto amore? Certo, con l'obbedienza ai suoi comandamenti, legge di verità e di vita, via che ci conduce al Cielo... Ma Gesù, che ci ha rivelato di essere lui stesso «la via, la verità e la vita», tanto che nessuno può andare al Padre se non per mezzo di lui, che cosa ci ha raccomandato prima di andare a morire per noi, qual è il suo «testamento»? «Da questo tutti conosceranno che siete miei discepoli, se vi amerete l'un l'altro come io ho amato voi. Il Signore, conoscendo la nostra fragilità e la nostra paura della morte, ci ha offerto un modo molto più facile di rendergli amore per amore, perché ci ha spiegato che «qualunque cosa avremo fatta anche al più piccolo dei suoi fratelli [cioè tutti gli uomini, di qualunque età, razza, popolo e nazione], l'avremo fatta a lui»! Infatti: «Avevo fame e mi avete dato da mangiare, assetato e mi avete dato da bere, ignudo e mi avete vestito, malato, carcerato e siete venuti a visitarmi, straniero... esule, profugo e mi avete accolto e ospitato». Il Vangelo di Matteo, nella pagina del giudizio finale (25,31-46), descrive la domanda stupita sia dei giusti che dei reprobi: «Signore, quando mai ti abbiamo visto affamato, ammalato, carcerato, esule e ti [o non ti] abbiamo soccorso?

 

Letture proprie della memoria

 

Lettura del libro delle Lamentazioni

È divenuta come una vedova, la grande fra le nazioni; piange amaramente nella notte: le sue lacrime sulle sue guance. Dalla figlia di Sion è scomparso ogni splendore. «Osserva, Signore, e considera come sono disprezzata! Voi tutti che passate per la via, considerate e osservate se c'è un dolore simile al mio dolore. Mi ha reso desolata, affranta da languore per sempre. Per questo piango, e dal mio occhio scorrono lacrime, perché lontano da me è chi consola. Ha conficcato nei miei reni le frecce della sua faretra. Mi ha saziato con erbe amare, mi ha dissetato con assenzio. Il mio occhio piange senza sosta, perché non ha pace, finché non guardi e non veda il Signore dal cielo. Ho invocato il tuo nome, o Signore, dalla fossa profonda, poiché il Signore non respinge per sempre, ma, se affligge, avrà anche pietà secondo il suo grande amore. Tu hai udito il mio grido. Tu hai difeso, Signore, la mia causa, hai riscattato la mia vita».

 

Lettera di san Paolo apostolo ai Colossesi

Fratelli, io sono lieto nelle sofferenze che sopporto per voi e do compimento a ciò che, dei patimenti di Cristo, manca nella mia carne, a favore del suo corpo che è la Chiesa. Di essa sono diventato ministro, secondo la missione affidatami da Dio verso di voi di portare a compimento la parola di Dio, il mistero nascosto da secoli e da generazioni, ma ora manifestato ai suoi santi. A loro Dio volle far conoscere la gloriosa ricchezza di questo mistero in mezzo alle genti: Cristo in voi, speranza della gloria. È lui infatti che noi annunciamo, ammonendo ogni uomo e istruendo ciascuno con ogni sapienza, per rendere ogni uomo perfetto in Cristo. Per questo mi affatico e lotto, con la forza che viene da lui e che agisce in me con potenza.  

 

Lettura del Vangelo secondo Giovanni

In quell'ora. Stavano presso la croce del Signore Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria madre di Clèopa e Maria di Màgdala. Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!». E da quell'ora il discepolo l'accolse con sé.         

 

MEDITAZIONE

sulle letture proprie della memoria

 

«Voi tutti che passate per la via, considerate se c'è un dolore simile al mio!». Il più bello tra i figli degli uomini perché Figlio dell'Altissimo, che Maria Vergine aveva concepito e messo al mondo nella gioia dello Spirito, ora è morente sulla croce tra spasimi atroci! Il Messia tanto atteso è divenuto il ludibrio di tutti i suoi nemici, lo hanno coronato di spine e dissetato di fiele! Oppressa dal dolore è l'anima di Maria, la spada di Simeone è penetrata fino in fondo. Non c'è in Gesù più nulla di sano, dalla testa ai piedi gronda sangue e nessuno ha pietà di lui: il suo grido desolato, «Dio mio, perché mi hai abbandonato?», le lacera il cuore. I suoi avversari lo contemplano con sarcasmo, mentre i suoi amici sono fuggiti; e le folle da lui beneficate e guarite, quelli che ha sfamato col suo pane moltiplicato, tutti, proprio tutti, sono spariti, delusi... Era questo il re vittorioso promesso da tutti i profeti, che avrebbe salvato il suo popolo, regnando in eterno sulla casa d'Israele? Eppure, mentre il sole si oscura in pieno giorno, simbolo di quanto sta avvenendo in tanti cuori, c'è qualcuno che continua a credere e a sperare nella parola del Crocifisso: anzitutto la Madre, che nel suo cuore straziato si offre per «completare ciò che manca ancora nella sua carne alla Passione di Cristo». E la sua fede, la sua offerta, il suo indicibile soffrire là sotto la croce, vede già il suo primo frutto: «Gesù, ricordati di me quando sarai nel tuo regno». Incredibile! Uno dei ladroni vede Gesù morire in quel modo, eppure lo Spirito gli fa comprendere che Gesù è veramente il Messia che, morente, risorgerà e regnerà con tutti coloro che avrà perdonato e salvato. Aveva forse udito con stupore la sua preghiera, appena crocifisso: «Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno!». E subito la promessa: «Oggi stesso sarai con me in paradiso». Ma ora è l'ultimo testamento di Gesù alla Madre: «Ecco tuo figlio!». E al discepolo prediletto: «Ecco tua madre!».