Venerdì 15 settembre 2017

Beata Vergine Maria Addolorata

 

Luca 2,33-35

Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione – e anche a te una spada trafiggerà l’anima – affinché siano svelati i pensieri di molti cuori».

 

È capitato a tutti di sentirsi spaesati e confusi, per esempio noi ci siamo sentiti così appena trasferiti a Londra. Non solo ci siamo dovuti abituare a un nuovo paese, alla nuova lingua a nuovi ritmi, ma anche ai nuovi ambienti di lavoro e di studio. Due cambi allo stesso momento, una bella sfida. Maria e Giuseppe erano in una situazione abbastanza simile, non solo erano diventati genitori da poco, che è già un grande cambiamento, ma erano i genitori di Gesù, di cui Simeone dice cose importantissime. La confusione però non è soltanto non sapere cosa fare o doversi adattare al cambiamento, ma è soprattutto non riuscire a comprendere il piano del Signore. E, come dice Simeone, anche la venuta di Gesù non sarà un evento semplice da capire all’inizio, anzi sarà segno di contraddizione. Però proprio quando siamo confusi e spaesati la nostra fede è lì per aiutarci a trovare il senso e la giusta direzione, riconoscendo la profondità dell’amore di Dio. La fede ci aiuta a non trasformare la confusione in timore, ma a fidarci di quello che lui ha in serbo per noi. Infatti, la venuta di Gesù non porterà solo la caduta, ma anche, e noi pensiamo soprattutto, la risurrezione di molti.

Da credenti, la contraddizione non ci abbandona mai. Infatti seguire la sua parola significa spesso non prendere la strada più facile, ritrovarsi in minoranza correndo anche il rischio di ricevere critiche da parte di chi non ha la nostra stessa fede, nel nostro caso in Inghilterra sono i più. Un’altra contraddizione è quella di sentirsi combattuti tra il desiderio di essere buoni discepoli e quello di vivere in una società che ostacola la nostra fede. Per esempio, in questi ultimi anni molto più che in passato ci troviamo a discutere con i nostri coetanei dell’importanza della fede nella nostra vita. Alcuni ci guardano con stupore, quasi fosse una cosa anormale e una perdita di tempo.

Ma in fondo il vangelo ci insegna proprio questo: vivere in compagnia di Dio non significa camminare lungo un sentiero in discesa senza ostacoli. Al contrario. Chi vuole arrivare alla cima, deve avere il coraggio di esplorare vie impervie che non ha mai percorso. Noi come lui, senza timore, dobbiamo diffondere il messaggio di fede con gentilezza e amore nonostante le difficoltà e i pregiudizi.

Noi dobbiamo essere come Maria, silenziosa testimone di ogni evento, che nonostante l’anima trafitta da una spada, non perderà mai la fede e la speranza nel suo Signore.