GIOVEDÌ 14 SETTEMBRE

ESALTAZIONE DELLA SANTA CROCE

 

Lettura del libro dei Numeri

In quei giorni. Il popolo non sopportò il viaggio. Il popolo disse contro Dio e contro Mosè: «Perché ci avete fatto salire dall'Egitto per farci morire in questo deserto? Perché qui non c'è né pane né acqua e siamo nauseati di questo cibo così leggero». Allora il Signore mandò fra il popolo serpenti brucianti i quali mordevano la gente, e un gran numero d'Israeliti morì. Il popolo venne da Mosè e disse: «Abbiamo peccato, perché abbiamo parlato contro il Signore e contro di te; supplica il Signore che allontani da noi questi serpenti». Mosè pregò per il popolo. Il Signore disse a Mosè: «Fatti un serpente e mettilo sopra un'asta; chiunque sarà stato morso e lo guarderà, resterà in vita». Mosè allora fece un serpente di bronzo e lo mise sopra l'asta; quando un serpente aveva morso qualcuno, se questi guardava il serpente di bronzo, restava in vita.  

 

Lettera di san Paolo apostolo ai Filippesi

Fratelli, Gesù Cristo, pur essendo nella condizione di Dio, non ritenne un privilegio l'essere come Dio, ma svuotò se stesso assumendo una condizione di servo, diventando simile agli uomini. Dall'aspetto riconosciuto come uomo, umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e a una morte di croce. Per questo Dio lo esaltò e gli donò il nome che è al di sopra di ogni nome, perché nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra, e ogni lingua proclami: «Gesù Cristo è Signore!», a gloria di Dio Padre.

 

Lettura del Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo. Il Signore Gesù disse a Nicodèmo: «Nessuno è mai salito al cielo, se non colui che è disceso dal cielo, il Figlio dell'uomo. E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell'uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna. Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui».

 

«Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna». Come Mosè innalzò il serpente nel deserto per salvare dal morso letale gli israeliti, così doveva essere innalzato il Cristo sulla croce per salvare tutti gli uomini di tutti i secoli dalla morte eterna. Noi vogliamo adorarti e benedirti, o Gesù nostro Salvatore, che ci hai amati fino al punto di morire per noi sulla croce. Nella nostra piccolezza, vorremmo ricambiarti amore per amore e vita per vita! O Croce benedetta, che hai sostenuto le sue braccia spalancate sul mondo, perché chiunque volga a te lo sguardo resti colpito, attirato, commosso da quel Cuore aperto e si lasci purificare da quel Sangue prezioso, sicuro del tuo perdono come il buon ladrone! Anche noi non siamo sempre fedeli alla tua alleanza e il cuore di tanti, anche cristiani convinti, non è costante nel corrispondere al tuo amore; ma tu, pieno di misericordia, sei sempre pronto a perdonarci quando ci rivolgiamo a te, nostra salvezza. O Amore inconcepibile a mente umana, tu che eri eternamente felice nel seno del Padre, immerso nella sua medesima gloria, nel circuito dell'infinito amore dello Spirito, Dio da Dio, creatore e Signore dell'universo! Che cosa ti mancava anche se il mondo intero, minore d'un atomo davanti a te e peccatore impenitente, si fosse perduto per sempre? E invece, spinto da quell'inconcepibile amore, hai voluto «svuotare» te stesso assumendo la condizione di servo in una carne simile alla nostra, divenendo come uno di noi — escluso il peccato — per riparare con la tua obbedienza «fino alla morte e alla morte di croce», tutti i nostri peccati, dal primo Adamo fino all'ultimo uomo che ci sarà sulla terra! Per questo, «il Padre ti ha esaltato e ti ha dato il nome che è al di sopra di ogni nome», perché ogni ginocchio si pieghi davanti a te e alla tua Croce gloriosa e ogni lingua proclami che tu sei il Signore, a gloria di Dio Padre!