MARTEDÌ 10 OTTOBRE
Settimana della VI domenica dopo il Martirio di san Giovanni il Precursore • Anno I

Prima lettera di san Paolo apostolo a Timòteo.
Questo è l’ordine che ti do, figlio mio Timòteo, in accordo con le profezie già fatte su di te, perché, fondato su di esse, tu combatta la buona battaglia, conservando la fede e una buona coscienza. Alcuni, infatti, avendola rinnegata, hanno fatto naufragio nella fede; tra questi Imeneo e Alessandro, che ho consegnato a Satana, perché imparino a non bestemmiare.
Raccomando dunque, prima di tutto, che si facciano domande, suppliche, preghiere e ringraziamenti per tutti gli uomini, per i re e per tutti quelli che stanno al potere, perché possiamo condurre una vita calma e tranquilla, dignitosa e dedicata a Dio. Questa è cosa bella e gradita al cospetto di Dio, nostro salvatore, il quale vuole che tutti gli uomini siano salvati e giungano alla conoscenza della verità. Uno solo, infatti, è Dio e uno solo anche il mediatore fra Dio e gli uomini, l’uomo Cristo Gesù, che ha dato se stesso in riscatto per tutti. Questa testimonianza egli l’ha data nei tempi stabiliti, e di essa io sono stato fatto messaggero e apostolo – dico la verità, non mentisco –, maestro dei pagani nella fede e nella verità.

Lettura del Vangelo secondo Luca.
In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Si solleverà nazione contro nazione e regno contro regno, e vi saranno in diversi luoghi terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandiosi dal cielo.
Ma prima di tutto questo metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e governatori, a causa del mio nome. Avrete allora occasione di dare testimonianza. Mettetevi dunque in mente di non preparare prima la vostra difesa; io vi darò parola e sapienza, cosicché tutti i vostri avversari non potranno resistere né controbattere. Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e uccideranno alcuni di voi; sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto. Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita».

A Timòteo, suo «figlio» nella fede, san Paolo raccomanda che, «prima di tutto, si facciano domande, suppliche, preghiere e ringraziamenti per tutti gli uomini, per i re e per tutti quelli che stanno al potere, perché possiamo condurre una vita calma e tranquilla, dignitosa e dedicata a Dio». Egli infatti «vuole che tutti gli uomini siano salvati dall'unico Mediatore Cristo Gesù, che ha dato se stesso in riscatto per tutti». Diciamoci la verità: anche noi, cristiani praticanti, ci siamo talmente abituati a questa sua opera così meravigliosa e impensabile della redenzione, che non ci afferra più come quando ci fu svelata per la prima volta, suscitando in noi quello stupore pieno di gratitudine che colmò il nostro cuore! Eppure essa è sempre attuale, presente e operante in ogni credente; anzi, in ogni uomo di tutti i luoghi e di tutte le religioni, anche se ateo o gran peccatore: perché i «semi del Verbo» vengono sparsi dal divino Seminatore in ogni angolo della terra e lui solo conosce i più segreti sentieri per raggiungere ogni cuore, anche il più restio! Perciò Paolo ci raccomanda di pregare senza stancarci, intercedendo per la salvezza di ogni uomo e per ottenere la luce del suo Spirito e la sua forza, per agire sempre secondo la volontà del Padre, senza spaventarci delle prove che sopraggiungono né degli sconvolgimenti della natura o della società in cui viviamo, sapendo per fede che «tutto - ma proprio tutto - concorre al bene di coloro che amano Dio»: perfino lo stesso peccato, perché una volta riconosciuto e perdonato, ci fa penetrare nelle profondità impensabili del suo Cuore misericordioso! Benediciamo dunque sempre il Signore in tutte le sue opere, anche nelle inevitabili prove della vita, supplicandolo di liberarcene, ma pienamente abbandonati alla volontà di Dio che spesso, come saggio medico, opera solo per sanare!